Prolamin Group meeting

Dal 30 settembre al 3 ottobre, l’Università Politecnica della Marche, sarà sede del meeting del WGPAT – Working Group on Prolamin Analisys and Toxicity.

Il gruppo di esperti nasce nel 1985 grazie al professor Wim Hekkens con lo scopo di coordinare la ricerca sulle analisi del glutine negli alimenti e sulla valutazione clinica della sensibilità dei celiaci alle prolamine.

Oggi, anche se numerosi sono stati i pregressi della ricerca scientifica, numerosi interrogativi rimangono aperti. La valutazione di pazienti sensibili al glutine, l’esame dei dati di consumo di glutine in diversi Paesi, l’inclusione di glutenina come sostanza potenzialmente tossica per il celiaco, l’inclusione di un fattore di sicurezza numerico delle normative alimentari, nuove possibilità terapeutiche e prevenzione della celiaca saranno sicuramente gli argomenti discussi.

In chiusura dei lavori leggeremo il report.

Sicurezza, tossicità…. del glutine

In questi giorni la celiachia è tornata a far parlare di se con grandi novità anche nelle importanti testate nazionali e suscitando però qualche polemica. Vediamo insieme…..

E’ stato affermato che:
– 1 diagnosi su 5 è sbagliata (1)
– il numero dei celiaci è in aumento: da 1:500 a 1:133 in 29 anni (2)
– aumenta il numero dei celiaci over 60anni (3)
– le cause dell’aumento dei celiaci sono ancora oscure ma l’attenzione va posta sui fattori ambientali.

E’ proprio questo ultimo punto che ha fatto e fa, molto discutere. Perchè? Perchè si è detto che l’ipotesi più probabile, sembra essere la presenza sul mercato di cereali molto ricchi di frammenti tossici di glutine. Questa frase fa discutere… ma attenzione sia al significato di tossicità che alla collocazione all’interno della frase. Mi spiego……

Tossicità e sicurezza sono due termini ben diversi e non sono sicuramente sinonimi.

Tossicità è un termine che secondo la nomenclatura scientifica rigorosa rimanda a caratteristiche sia qualitative (intrinseche alla sostanza) che quantitative (gli effetti si manifestano solo se si superano livelli di concentrazione peculiari per ciascuna sostanza). Dunque dire che qualcosa è tossico o nuoce alla salute non dice nulla di concreto se non si ragiona sulle quantità.

Sicurezza ha diversi campi di applicazione ma concentrando l’attenzione in campo alimentare non è sicuramente un sinonimo del primo e -dal latino sine cure– sta a significare che quella sostanza non provocherà dei danni alla salute. Sicurezza alimentare significa consapevolezza della qualità igienico-sanitaria, nutrizionale e organolettica dell’alimento e della qualità ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione e consumo dei cibi.

Torniamo, ora, al nostro caso sulla tossicità del glutine o più precisamente all’affermazione nel mercato troviamo cereali più ricchi di frammenti tossici del glutine. Il glutine (o meglio alcuni frammenti del glutine) è tossico per il celiaco quando questo supera il valore soglia di 20ppm. Secondo il nuovo Codex Alimentarius sappiamo che anche la soglia 21-100ppm è stata ritenuta tollerabile cioè l’ingestione di prodotti con una quantità di glutine fino a 100ppm non causa alterazioni ne nella sierologia ne nell’istologia del celiaco.

A questo aggiungiamo che il termine non era riferito ai cereali. Nulla a che vedere dunque con micoteossine, pesticidi ed altro…..

Quello che si vuole far emergere è ben altro: gli attuali cereali hanno una quantità e qualità di glutine maggiore/diversa rispetto agli stessi coltivati alcuni anni fa. In questa direzione la ricerca si sta muovendo ora.

Presence of celiac disease epitopes in modern and old hexaploid wheat varieties: wheat breeding may have contributed to increased prevalence of celiac disease ne è un primo esempio.

Celiachia: tanti casi e non solo bambini

Sembra che la celiachia non abbia età. Nuovi dati confermano e dimostrano sia che il numero di celiaci è in aumento e che anche over 60 anni si può diventare celiaci. Un articolo (Natural history of celiac disease autoimmunity in a USA cohort followed since 1974) uscito oggi sulla rivista Annals of Medicine ne riporta i dati.

Un ampio studio epidemiologico è stato condotto presso il Center for Celiac Research dell’Università di Baltimora (Stati Uniti) in collaborazione con numerosi altri centri di ricerca tra i quali l’Università Politecnica delle Marche.

I dati sono stati ottenuti su 3500 americani adulti di cui i ricercatori – prof. Alessio Fasano e Prof. Carlo Catassi – conservavano campioni di sangue raccolti nel 1974; gli stessi soggetti sono stati analizzati dopo 15 anni, nel 1989. E’ emerso che si è passati da 1:501 nel 1974 ad 1:219 nel 1989. Inoltre il Prof. Fasano fa notare come la frequenza di celiachia sia in costante aumento infatti nel 2003 è stato verificato che il numero è salito a 1:133.

Altra relazione evidenziata è quella tra l’aumento dei casi e l’età. Infatti l’incidenza di celiachia cresce parallelamente all’aumentare dell’età. Secondo Catassi questi risultati confermano quelli raccolti in Finlandia, secondo cui la frequenza di celiachia negli anziani è almeno due volte e mezzo superiore rispetto a quella della popolazione generale. Inoltre si capovolge il concetto diffuso secondo cui la perdita di tolleranza del glutine avvenga principalmente nell’infanzia.

Possibili cause? Sicuramente i fattori ambientali. Probabilmente è implicato il miglioramento delle condizioni igieniche nei Paesi sviluppati, in grado di alterare la capacità di risposta immunitaria dell’organismo. Altra possibilità è quella che riconosce un ruolo all’aumento del consumo di prodotti contenenti glutine. L’ipotesi più probabile, sembra essere la presenza sul mercato di cereali molto ricchi di frammenti tossici di glutine.

via: USATODAY

Vaccino per i celiaci: i tempi si accorciano

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Bob Anderson direttore del Walter and Eliza Hall Institute e la sua equipe hanno isolato i tre frammenti tossici per il celiaco. Una scoperta di estremo interesse perchè permetterà di accorciare di molto i tempi per la commercializzazione del vaccino: 5-10 anni vs 15-20 anni che fin’ora sapevamo.

Lo studio era iniziato 9 anni fa in Australia ed in Inghilterra con il coinvolgimento di 200 celiaci. Tre frammenti proteici si sono rivelati particolarmente tossici. Su questa base l’Azienda di biotecnologie Nexpep Pty Ltd di Melburne ha cominciato ad elaborare un vaccino che desensibilizzerà il celiaco dagli effetti tossici del glutine. La fase I della sperimentazione si è conclusa a giugno e nei prossimi mesi saranno pubblicati i risultati.

Ecco il comunicato stampa e…… buon lavoro al gruppo di ricercatori:
Dr Jason Tye-Din,
Dr James Dromey,
Dr Stuart Mannering,
Dr Jessica Stewart
Dr Tim Beissbarth
Professor Jamie Rossjohn
Professor Jim McCluskey

Il lavoro è stato pubblicato su Journal Science Translational Medicine.

fonte: Walter and Eliza Hall Institute