Novità sulla diagnostica e terapia della malattia celiaca

Questo era il titolo della relazione del Prof. Alessio Fasano al convegno che si è tenuto all’Abbadia di Fiastra il 9 giugno.

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Negli ultimi anni si è registrato un notevole impulso alla individuazione di terapie alternative alla dieta senza glutine, sopratutto grazie all’incremento delle conoscenze sui meccanismi patogenetici della celiachia. Uno dei filoni più promettenti è quello del possibile impiego terapeutico dell’inibitore della zonulina intestinale, la famosa “pillola” di cui tanto si è parlato recentemente a livello di mass-media.

……. Gli sviluppi della ricerca hanno portato alla sintesi di un peptide inibitore il quale, una volta assunto per bocca, raggiunge l’intestino, blocca il recettore della zonulina e impedisce l’aumento della permeabilità intestinale indotto dalla zonulina stessa. Studi sperimentali su espianti di mucosa intestinale di soggetti con celiachia hanno confermato che l’aggiunta preventiva dell’inibitore della zonulina è in grado di ridurre sia l’aumento della permeabilità che il passaggio del glutine attraverso la barriera intestinale. In tal modo viene ad essere bloccato (o fortemente ridotto) l’accesso dei peptidi del glutine alla lamina propria, con conseguente inibizione della risposta immunitaria di tipo celiaco.

….I primi passi della sperimentazione clinica sono estremamente incoraggianti, poichè si è visto non solo che il farmaco è maneggevole e privo di effetti collaterali, ma anche che la sua somministrazione nel soggetto celiaco è in grado, almeno nelle prove di acuto, di bloccare l’aumento della permeabilità intestinale indotto dal glutine. Sono in corso ulteriori studi, sempre su volontari celiaci, al fine di valutare l’efficacia di questo composto nel prevenire la riattivazione della lesione intestinale indotta dalla ingestione protratta di glutine.

Che tipo di utilizzo possiamo prevedere per la “pillola”? E’ presto per dirlo, poichè i dati sulla efficacia clinica dell’inibitore della zonulina sono ancora insufficienti a trarre conclusioni al riguardo. Più che una vera e propria alternativa alla dieta senza glutine, appare più realistico pensare ad un ruolo complementare alla dieta, ad es. per bloccare l’effetto lesivo di eventuali trasgressioni dietetiche occasionali (uan sorta di “pillola del giorno stesso”) o a scopo preventivo nei casi di celiachia potenziale. Entro breve tempo conosceremo la conclusione di questo avvincente capitrolo della scienza, che ci auspichiamo a lieto fine per il celiaco.

Questo è l’abstract che Fasano ha consegnato ai partecipanti. Ad onor del vero mi sono permessa di mettere dei puntini là dove era spiegato il meccanismo d’azione perchè credo che ormai sia ben noto.