I numeri della celiachia

Esattamente un anno fa!… e oggi? dalla relazione del Ministero della Salute del 2011 emergono numeri sicuri e tutti in rialzo. Questo sta a significare che la grande famiglia dei celiaci e in aumento. A questi dobbiamo aggiungere tutti coloro che vivono i disturbi glutine correlati.

Aumentano le diagnosi: rispetto al 2010 l’incremento medio nazionale è stato stimato del 19%. Quelle accertate, ora sono 135.800 ma….. se l’incidenza è stimata all’1% e se in Italia siamo circa 61.000.000, dove sono gli altri 500.000 o quasi? Sicuramente c’è ancora tanto da lavorare sull’informazione corretta e soprattutto bisogna sensibilizzazione di tutti i professionisti. In particolare nell’adulto bisogna saper ben riconoscere ogni singolo sintomo anche se questo sembra – a volte – essere lontano dalla celiachia. Bisogna ricordare che tale intolleranza è un vero camaleonte!

La maggior parte dei celiaci prediligono la Lombardia, solo nel 2011 ha registrato ben 5.000 nuove diagnosi. Poco amata è invece la Valle d’Aosta dove ne risiedono meno.

Altro dato estremamente interessante è che le donne sono le più colpite infatti nel 2011 i celiaci sono stati 38.655 vs 96.245 celiache. Nel parlare dunque di medicina di genere ecco che la celiachia entra a pieno titolo e ne è ulteriore dimostrazione. Sembrano essere i fattori ormonali a regolarne, infatti l’insorgenza.

Altra peculiarità è l’età. Il maggior numero di diagnosi si ha dopo i 10 anni: nel 2011 sono state 116.641 vs 104.081 del 2010.

Dunque la celiachia è sempre di moda! Cosa più importante però è che tutti coloro che sono coinvolti dalla diagnosi alla terapia debbono essere correttamente informati e debbono saper avviare ottimi percorsi di educazione alimentare e di stile di vita!

Celiachia… ancora si fa fatica a riconoscerla

Basta parlare di celiachia! Dobbiamo vederla per riconscerla…..

Un video che mostra in modo semplice ma corretto cos’è la celiachia. L’opera è stata realizzata, sotto la guida del Prof. Bucchetti, Ciravegna, Diana, Mnoggio e Zordan del Politecnico di Milano, da Simona Bonafini, Leonardo Bonisolli ed Eleonora Cattaneo mentre la musica è di Andrea Ricci.

Una perfetta sintesi di ben noti concetti di epidemiologia e di clinica diagnostica ma che ancora stentano a passare sia tra i medici di medicina generale che tra gli stessi specialisti. BRAVI e buona idea… basta parole…. proviamo con l’immagine!

I numeri della celiachia

Chiusura ed apertura di anno sono i momenti, in genere, destinati a consuntivi e previsioni. Parliamo di celiachia – malattia autoimmune che danneggia la struttura della mucosa del piccolo intestino con conseguenze sull’assorbimento dei nutrienti – negli USA.

I dati:
– 1 americano su 133 è celiaco;

– gli americani (non stratificati per sesso, razza e/o età) celiaci sono circa 2,8 milioni;

– circa il 95% non sono diagnosticati oppure hanno una diagnosi errata (Harrison MS et al. Cleve Clin J Med. 2007; 74 (3) : 209-15);

– 6-10 anni è il tempo medio che un soggetto aspetta per avere una diagnosi corretta (Daniel Leffler, MD, MS, The Celiac Center at Beth Israel Deaconess Medical Center);

– il 5-22% dei celiaci ha un familiare di I° grado celiaco;

– la celiachia è associata a numerose altre manifestazioni: infertilità, riduzione della densità ossea, alcuni tipi di tumore, disturbi neurologici ed altre malattie autoimmuni (approfondimento);

– 5.000-12.000 dollari è il costo medio persona/anno per una mancata diagnosi (escluso il tempo lavoro perso);

– non ci sono attualmente cure con farmaci;

– l’unica terapia è la dieta (alimentazione e stile di vita) senza glutine;

– una buona compliance ed un atteggiamento positivo aiuta a vivere meglio la dieta senza glutine;

– le diagnosi di celiachia potranno rappresentare il 50-60% nel 2019;

– il mercato del senza glutine al termine del 2010 ha raggiunto 2,8 miliardi di dollari.

Dati indubbiamente importanti e…. in Italia? Quale è la situazione italiana?

Celiachia e aborti ripetuti

Sappiamo da tempo che la celiachia nell’adulto ha manifestazioni (sintomi), quanto mai variegate in distretti corporei anche ben diversi dall’intestino. In particolare nella donna, può manifestarsi con poliabortività.

Il meccanismo biomolecolare alla base di questa relazione, celiachia-abortività, è stato svelato dall’equipe del prof. A. Gasbarrini, dirigente medico dell’U.O.C. di Medicina interna e gastroenterologia del Policlinico Universitario Gemelli e della prof.ssa N. Di Simone, dirigente medico del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente della stessa struttura. La ricerca ha visto anche la collaborazione del primo ricercatore dr. M. Silano dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quale il meccanismo? In vitro, i ricercatori, hanno evidenziato che gli anticorpi anti-trasglutaminasi, noti come markers per la diagnosi di celiachia, sono in grado di determinare un danno alla funzionalità placentare con inibizione della capacità invasiva delle cellule placentari, peculiarità fondamentale per permettere l’impianto dell’embrione (Anti-Tissue Transglutaminase Antibodies From Celiac Patients Are Responsible for Trophoblast Damage via Apoptosis In Vitro).

L’unica soluzione preventiva all’aborto è dunque una rigorosa dieta senza glutine, a partire almeno da sei mesi prima del concepimento, in modo da eliminare nel circolo ematico gli anticorpi anti-transglutaminasi.

via: Corriere della Sera

Not only gluten free monthly

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Agosto mese di vacanze e forse qualche post è andato perso! Ho pensato allora ad una rapida carrellata!

Cereali gluten free a confronto – informazioni nutrizionali su cereali, cereali minori e pseudocereali.
Correlazione tra atrofia dei villi e sintomi – numerosi studi evidenziano che non c’è correlazione.
Top ten del gluten free – un ripasso di alcune regole del vivere senza glutine.
Cibo per la mente – la fame è uno dei più importanti interruttori dello stomaco.
Super food gluten free – dopo anni di ricerca agronomica arrivano sul mercato ortaggi e frutti con aumentati livelli di alcuni fitonutrienti.
Crisi celiaca: rara e poco nota – manifestazione acuta caratterizzata da una rapida progressione dei sintomi gastrointestinali associata ad altre manifestazioni;
Celiachia molto più che un business – ricordando Davide…..
Ricettina ….. insalata di pasta
Che cos’è? un quiz estivo!
Gli adolescenti seguono la dieta senza glutine? – alcuni dati dalla letteratura.
Farina di castagne per panificare gluten free – aggingendo farna di castagne si ottiene un pane con qualità nutrizionali ed organolettiche migliori.
Celiachia ed obesità – due condizioni complesse che possono coesistere fin dall’età pediatrica.
Celiachia ed allattamento – l’importanza dell’allattamento e del tempo di introduzione del glutine per la manifestazione della celiachia in bambini a rischio.

La biodiversità – un bel video con numerosi spunti didattici.
Quale farina scegliere? – un elenco di alcune farine con le loro peculiarità nutrizionali.
Capire il consumatore nel mercato gluten-free – un interessante analisi del mercato e dei consumatori americani.
Biomondo Tour Educational – inizativa itenerante per divulgare notizie sulla celiachia.
Chicza: un chewing-gum molto interessante – una speciale gomma da masticare equosolidale e biologico ma anche biodegradabile e senza glutine.

Una bella produzione! Buona lettura e… spero di non avervi annoiato…..

C’è correlazione tra atrofia dei villi e gravità dei sintomi?

Questa è una delle domande che spesso ci sentiamo rivolgere. La risposta è NO e numerosi studi scientifici supportano questa affermazione.

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E’ ormai ben noto quanto sia la presentazione clinica della celiachia che il grado di danno della mucosa intestinale siano estremamente variabili. Ora ci si chiede se c’è correlazione tra la sintomatologia e il grado di atrofia dei villi.

Un’ampia coorte di celiaci (499 adulti con età media di 44 anni; 68% donne) è stata esaminata (1). Il 56% della popolazione in studio aveva una celiachia silente e il 65% una totale strofia dei villi. NON è stata riscontrata nessuna correlazione tra i sintomi presentati alla diagnosi e il grado di danno mucosale.

L’assenza di correlazione sta ad indicare che ci sono altri fattori che determinano il quadro clinico peculiare di ciascun soggetto.

Altre letture consigliate:
Savas
Ravelli
Prasad.

Una ventata di ottimismo

In chiusura di anno una ventata di ottimismo ci vuole proprio, vero? In Italia 400 mila celiaci ignorano di esserlo: e a tavola rischiano la vita

Provate a leggere l’articolo anche voi.

A me sembra un po eccessivo. E’ vero, sebbene tanto se ne parla ancora è difficile fare diagnosi nell’adulto. Tutta l’attenzione va posta sui sintomi estremamente variegati e spesso difficili da ricondurre alla celiachia. La cura è facile: la dieta senza glutine.

Sottolinerei alcuni aspetti positivi:
1. le diagnosi nell’adulto stanno aumentando
2. i medici di medicina generale sono più attenti a quanto il paziente racconta
3. i prodotti senza glutine sul mercato sono circa 13.000
4. la qualità organolettica-sensoriale è ottima (non tutti!)
5. si comincia ad essere attenti alla qualità nutrizionale (poche Aziende!)
6. aumentano le materie prime, non più solo mais e riso
e molto altro ancora……..