Prodotti gluten free e aspetti nutrizionali

Prodotti gluten free, colesterolo, grassi saturi, zuccheri, obesità, patologie cardiovascolari…. sembrano parole scritte casualmente ma in realtà non è così! Da tempo, infatti i prodotti gluten free sono accusati di avere una composizione sbilanciata e sopratutto di essere troppo ricchi di grassi, di zuccheri semplici, di sale e – di contro – di avere un basso contenuto di fibra alimentare, di minerali etc…. Pesanti, pertanto, sono le ricadute sulla salute. Ecco come tutto si lega insieme!

Prima di entrare nei dettagli bisogna non dimenticare che stiamo parlando di un prodotto industriale, trasformato e pertanto come tale ha – per definizione (!) – una composizione molto diversa e lontana da quella di un prodotto fresco. A questo dobbiamo aggiungere che è un prodotto in cui si toglie una componente proteica – il glutine – che ha grandi potenzialità tecnologiche. Premesso questo, a mio avviso negli ultimi c’è stata una crescente attenzione da parte delle Aziende del mercato gluten free, non solo nel garantire il rispetto del valore soglia (20ppm di glutine) ma anche nel miglioramento delle qualità organolettiche-sensoriali e recentemente anche nutrizionali. Ad esempio se fino all’anno scorso i primi posti dell’elenco degli ingredienti erano occupati da amidi oggi troviamo farine; se fino a poco tempo fa trovavamo mais e riso oggi troviamo grano saraceno, quinoa, miglio, sorgo… ed infine con un sguardo più attento ed esperto (!) all’etichetta nutrizionale si osserva che i valori di grassi e di zuccheri sono diminuiti in quantità e migliorati nella qualità.

A spaventare di più in genere sono, sempre i grassi, considerati qualcosa di voluttuario e di pericoloso; spesso accusati dei peggiori delitti: dalla digestione lenta, all’obesità, dal concorso di colpa nella patologie cardiovascolari alla stenosi epatica. La realtà è ben diversa basti pensare che insieme alle proteine ed ai carboidrati, sono i principali nutrienti di cui l’uomo non ne può fare a meno. Dobbiamo allora imparare ad apprezzare le differenze chimiche e dobbiamo far ricorso ad un po di matematica per capire quanto di questi grassi, possiamo permetterci nei nostri menù giornalieri.

Non tutti i grassi sono chimicamente uguali. In etichetta tra gli ingredienti, è sempre bene diffidare della misteriosa quanto accattivante dicitura “grassi vegetali” perchè non sono altro che volgari margarine, cioè oli trasformati in grassi solidi con processi chimici di idrogenazione (sicuramente migliorati negli ultimi anni….) e/o saturazione oppure sono oli tropicali. I tre grassi più insidiosi sono proprio di origine vegetale e contengono acidi grassi saturi (acido laurico, miristico e palmitico) ritenuti aterogeni, cioè responsabili dell’innalzamento dei livelli ematici di colesterolo con conseguente formazione della placca aterosclerotica, a ragion veduta ben temuta!

Quando andiamo a leggere l’etichetta nutrizionale è sempre bene prediligere quel prodotto in cui la descrizione della quantità di grassi presente è più dettagliata possibile. Ci sono prodotti dove troviamo indicata la quantità di grassi/lipidi totale e diversificata, poi in grassi saturi, monoinsaturi, polinsaturi e i più attenti, indicano anche il contenuto di colesterolo. E’ fondamentale infatti demonizzare solo le pecore nere: sono i grassi saturi e polinsaturi che debbono essere ridotti e/o allontanati a vantaggio dei monoinsanturi (prototipo ne è l’acido oleico) e degli acidi grassi essenziali (meglio noti come omega 3 ed omega 6!).

Sono proprio questi ultimi dei veri alleati della nostra salute! Lo stesso temuto colesterolo può essere considerato la molecola della vita poichè buona parte delle molecole che svolgono ruoli fondamentali nel nostro organismo, lo vedono come precursore ed inoltre entra nella composizione delle membrane cellulari, garantendo fluidità. Gli acidi grassi essenziali sono dei veri mediatori lipidici e giocano un ruolo importante nella protezione cardiovascolare, nel controllo immunitario, nelle reazioni infiammatorie fino alla velocità di progressione dell’invecchiamento fisiologico delle cellule.

Dalla chimica alla matematica….. i grassi alimentari debbono garantire circa il 25-30% dell’apporto calorico giornaliero e debbono essere così ripartiti:
acidi grassi saturi non più del 7% delle calorie totali;
acidi grassi monoinsaturi fino al 10-12% delle calorie totali
acidi grassi polinsaturi circa il 5% con un rapporto omega6/omega3 di 5:1.

Ma un celiaco ingerisce più grassi di un non celiaco? Ha un aumentato rischio cardiovascolare? Sono queste le domande che più ci martellano in testa…. Riporto a tal proposito quanto è stato brillantemente e astutamente fatto dal dr. Marcello Marcelli (fonte: CeliachiaNotizie 2/2012). E’ stato confrontato un menù settimanale gluten free e l’analogo con glutine. Questo quanto emerge: salvo un apporto maggiore di proteine nel menù CON glutine e circa 50 calorie in più, non si possono osservare grandi differenze quantitative tra lipidi e grassi saturi tra le due diete. Dal confronto del contenuto di grassi saturi nei prodotti con e senza glutine, non si apprezzano differenze. In conclusione una dieta senza glutine con scelte di comune buon senso, è una alimentazione sicura. Nello stile di consumo, il celiaco è esposto ad un sovraconsumo di grassi saturi nè più nè meno come tutti.

Tale conclusione mi sembra confortevole seppur – a mio avviso – rimane fondamentale ricordare che:
1. i prodotti gluten free debbono essere utilizzati con moderazione;
2. le scelte al momento dell’acquisto, debbono essere consapevoli;
3. l’alimentazione quotidiana deve rimanere sempre di tipo mediterraneo e sono pertanto da prediligere i prodotti vegetali (frutta, verdura, ortaggi, legumi, cereali e derivati gluten free, erbe spontanee edibili ed erbe aromatiche – come sostituiti del sale – olio di oliva – come grasso per condire – e vino – come unica bevanda alcolica). Moderati debbono essere i quantitativi di pesce, latte e derivati e uova. Infine i quantitativi di carne rossa debbono essere bassi. A tutto questo va ovviamente, associato uno stile di vita che prevede l’allontanamento dei comportamenti a rischio: no fumo di sigaretta, no sedentarietà, no abuso di alcol, no contaminazione da glutine!

Credo allora che concordate con me che la lipofobia è una forma impropria di difesa della salute. E’ necessario invece modificare la propria alimentazione ed il proprio stile di vita con provvedimenti semplici ma che richiedono impegno e costanza!

L’Europarlamento vota a favore della corretta etichetta “gluten free”

L’etichettatura dei prodotti senza glutine è stato sempre un argomento molto dibattuto e lo è diventato ancora di più da quando i mercati del gluten free, hanno assunto carattere europeo. L’Italia, grazie all’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha sempre avuto posizioni chiare e sopratutto prudenti salvaguardando la salute del celiaco. Attenzione però… facciamo subito chiarezza… stiamo parlando solo di una peculiarità del prodotto gluten free: il contenuto di glutine. Non stiamo parlando della qualità nutrizionale, a tal proposito, infatti… si è fatto ma sicuramente c’è ancora da lavorare molto!

In Italia il prodotto gluten free è definito nel rispetto del valore soglia di 20ppm (mg/Kg) di glutine. Questo non è stato facile da difendere e far accettare nella realtà europea tanto che si è arrivati alla attuale situazione in cui si riconoscono prodotti gluten free a 20 ppm e prodotti very low gluten a 21-100ppm (qui maggiori dettagli).

Ma la storia dei prodotti gluten free non è terminata qui, infatti recentemente è tornata alla ribalta con la corretta etichettatura. Questa volta il focus è sulla dicitura “senza glutine“. Con il Regolamento COM 353/2011 proposto dalla Commissione europea sull’etichettatura dei prodotti alimentari, si afferma che i prodotti gluten free non sono essenziali per l’alimentazione del celiaco ritenuto, così categoria NON vulnerabile della popolazione. Tutto ciò portava a che l’indicazione “senza glutine” fosse considerata alla stregua della dicitura “senza grassi aggiunti” o similari.

Il 14 giugno l’Europa ha invece compiuto un passo avanti verso il superamento di tale logica. E’ stato infatti votato in seduta plenaria il Rapporto Ries che ha ottenuto larga maggioranza (603 voti favorevoli vs 8 contrari ed 8 astenuti). Il Rapporto presentato da Federique Riess, relatrice belga della Commissione ENVI, commissione Ambiente-Salute-Sicurezza Alimentare, riconosce e tutela il celiaco come soggetto vulnerabile. Si apre ora la trattativa tra l’Europarlamento ed il Consiglio della Comunità Europea e se anche quest’ultimo condividerà gli emendamenti proposti, la Commissione europea dovrà modificare la proposta originaria ed inizierà la seconda lettura.

Dunque quali sono gli obiettivi finali? Ben li spiega Caterina Pilo (Direttore Generale di AIC): “… introdurre nel Regolamento europeo una corretta differenziazione dei prodotti specifici per i celiaci e appositi requisiti per questa categoria di alimenti, che ne garantiscano la sicurezza e ne giustifichino il loro inserimento nel Registro Nazionale dei prodotti in Italia erogati dal SSN. Tutto ciò senza nulla togliere alla garanzia di una corretta informazione in etichetta per tutti i prodotti di uso corrente che completano l’alimentazione del celiaco“.

… Avanti tutta e… seguiremo da vicino gli sviluppi!

Quinoa: un pseudocereale ricco di principi attivi

La Quinoa, appartiene al genere Chenopodium, che comprende circa 250 specie rappresentando così un eccellente esempio di biodiversità. Questa cresce dal livello del mare fino a 4000m di altezza ed è un pseudocereale poichè ha caratteristiche simili ai cereali pur facendo parte della famiglia degli spinaci e della barbabietola!

Le foglie in genere vengono utilizzate proprio come gli spinaci; il fusto viene utilizzato come foraggio per il bestiame ed infine i suoi semi, raccolti in una spiga, piccoli, rotondi e prevalentemente gialli ma anche rosacei fino a neri, possono essere utilizzati tal quali oppure macinati, danno una farina che sempre più frequentemente la troviamo come importate materia prima di molti prodotti gluten free.

Quinua, quinoam, kiuna, parca, pasca, suba, dahua sono le cultivar ed i nomi più comuni che la identificano nei suoi peculiari luoghi di coltivazione quali Bolivia, Perù ed Ecuador.

Avevo già parlato della quinoa ed avevo approfondito le sue caratteristiche nel capitolo 7, del libro Celiachia e Dieta Mediterranea gluten free, interamente dedicato ai cereali gluten free…. e allora perchè parlarne/riparlarne? Sicuramente per evidenziare le sue peculiarità nutrizionali (1) e per stimolare il suo utilizzo in diverse preparazioni gluten free.

Proteine 12.5-16.7g/100g di prodotto; carboidrati 60.0-74.6 g/100g di prodotto; lipidi 5.5-8.5 g/100g di prodotto; fibra alimentare 2.0-10.5 g/100g di prodotto questi sono i principali nutrienti della quinoa. Per saperne di più…..

Proteine – le proteine presenti nella quinoa (16-23% vs 15.4% del frumento) sono principalmente albumine e globuline, caratterizzate dall’assenza di glutine e da un buon contenuto di tutti gli aminoacidi essenziali, compresa la lisina (54mg/100g di proteine vs 22mg del frumento) – in genere assente nei cereali. Il rapporto di efficenza proteica delle proteine della quinoa cotta è 30% in più rispetto al seme crudo ed è paragonabile a quello della caseina. Date queste peculiarità la quinoa può essere utilizzata sia in età pediatrica che nell’adulto poichè ben risponde alle specifiche esigenze nutrizionali.

Carboidrati – il contenuto percentuale di fibra alimentare (7.0-9.7%) e zuccheri semplici (3%) è molto simile a quello di cereali comunemente utilizzati mentre l’amido (52.2-69.2%) presenta una maggiore variabilità.

Lipidi – il contenuto di grassi è circa di 1.8-9.5% di cui acidi grassi saturi circa il 12-19%; monoinsaturi 25-29% e polinsaturi il 58%. Ma c’è di più… per la salute dell’apparato cardio-vascolare i semi offrono buoni quantitativi sia di vitamina E (0.59-2.60 mg/100g) che di squalene e fitosteroli.

Non sono trascurabili i Mineralimagnesio, potassio, rame e ferro sono quelli maggiormente presenti anche se le concentrazioni sono solo indicative poichè sono in relazione alla zona di produzione. Facendo un confronto tra il seme intero, quello decorticato e la farina si osservano significative riduzioni solo nel caso del magnesio e del potassio infatti il contenuto di magnesio nel seme intero è pari a 502mg/100g, scende a 468mg nel seme decorticato e arriva a 161mg nella farina. Analoga situazione per il ferro che passa da 15mg/100g nel seme intero, a 14mg quando viene decorticato e a 2.6mg nella farina.

Infine anche il contenuto di vitamine è interessante, in particolare per la presenza di vitamina B6 (0.46mg/100g di farina di quinoa) e di folati (0.18mg/100g di farina di quinoa) oltre che tiamina, riboflavina e niacina.

A fronte di questi nutrienti che giocano un ruolo importante per il mantenimento della buona salute, due altri aspetti apparentemente negativi debbono essere considerati. Il primo è legato alla presenza, nell’epicarpo (parte esterna del seme) delle saponine (0.1-5.0%) mentre il secondo punto riguarda la presenza di acido fitico non solo negli strati più esterni del seme ma anche nell’endosperma (10.5-13.5mg/100g di quinoa).

Come utilizzarla? In mille modi! I suoi chicchi possono essere utilizzati nella preparazione di primi piatti o minestre mentre la sua farina permette di ottenere ottimi biscotti, barrette e cereali per la prima colazione. Recentemente ha trovato applicazione anche nella preparazione di due prodotti pilastri della Dieta Mediterranea: la pasta ed il pane!

Spiga Sbarrata anche sui cosmetici: perfettamente inutile!

E’ di questi giorni la notizia che il logo spiga sbarrata sarà presente anche su prodotti di cosmesi quali rossetti, creme, dentifrici e altri. Niente di più inutile!

Sappiamo ormai bene che sia chi vive la celiachia che la dermatite erpetiforme può usare tranquillamente qualsiasi prodotto di cosmesi (posizione di AIC) poichè il danno da glutine lo si ha se, e solo se, questo viene ingerito. Per essere più esplici e chiari….. se si hanno eventi negativi dopo l’utilizzo di questi prodotti significa aver mangiato/ingerito un rossetto oppure un fondotinta… e credo che, qualora qualcuno facesse ciò, sarebbe bene preoccuparsi prima di altro e poi del suo danno alla mucosa intestinale, giusto?!

Una salvaguardia per i pazienti che soffrono di celiachia è l’affermazione di due ricercatrici americane alla quale il Prof. Umberto Volta, presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia, risponde: “La nostra Associazione ha indagato a fondo l’argomento proprio per dare una risposta ai timori di molti celiaci, ma i risultati degli studi sono rassicuranti: è escluso che la celiachia o la dermatite erpetiforme, ovvero la forma cutanea della patologia, possano “reagire” al glutine contenuto nei cosmetici. Non ci sono rischi nel contatto attraverso la pelle e anche il glutine presente in rossetti o dentifrici eventualmente ingerito non può arrivare a quantità significative, tali da dare problemi”.

Qualora reazioni si verificassero sono sicuramente legate ad altri componenti presenti nel prodotto e dunque il mio personale pensiero è: pubblicizzare cosmetici o detergenti come prodotti “adatti ai celiaci” non soltanto è inutile, ma è anche fonte di allarmismo nonchè confusione per i celiaci stessi e fonte di speculazione da parte delle Aziende.

E voi cosa ne pensate?

Una fresca merenda gluten free

Scipione, Caronte, Minosse.. tutti mostri del caldo che stanno mettendo a dura prova il nostro spirito di sopportazione…. e allora che fare? Una salutare, gustosa e fresca merenda gluten free sicuramente porterà un po di sollievo e riscuoterà gran successo in famiglia, tra gli amici e parenti…. dunque fatene un po di più!

Il primo consiglio è quello di utilizzare frutta rigorosamente matura, così eviterete di utilizzare tanto zucchero! Questi gli ingredienti: 400 g di pesce mature, gialle e sbucciate (ovviamente qualsiasi altro frutto estivo va benissimo!), 100-120 g di zucchero, succo di 1 limone.

Frullare il tutto e versare nella gelatiera. Consumare subito o …… riporlo in frizer in una vaschetta o in contenitori monoporzione, anche in silicone… ma non credo che ne avanzerà!

A tutti voi “Buon sorbetto!” mentre a MonicaGrazie per avercelo proposto!

… certo che ci sono: eccomi!

I giorni passano super-velocemente e debbo confessare che aprendo la pagina del blog mi sono resa conto che …. l’ultimo post risale al 21 giugno e… ancora più particolare la coincidenza che il post precedente era del 21 maggio!

Questa volta siamo invece all’8 luglio… cominciamo dunque a sfatere qualche mito, come a me sempre piace fare!!!

Il silenzio di questo periodo non trova certo riscontro nel silenzio del mondo scientifico su temi a noi ben familiari quali la celiachia, la sensibilità al glutine (la più recente entità clinica), la terapia cioè l’alimentazione gluten free e/o la tecnologia alimentare.. è invece piuttosto legato ad un momento di riflessione su questi temi e di grande impegno per un progetto che mi vede responsabile ed estensore.

Tutto è nato da quando circa 8 mesi fa, sono stata nominata capo-commissione Igiene e Sanità del Distretto Centro della FIDAPA BPW-ITALY; a febbraio si è aggiunta poi, un’altra notizia: la nominata di member of health standing committee della FIDAPA BPW-EUROPE. Da qui è stato un vero crescere di impegni e di soddisfazioni, nonchè di grandi emozioni e di grandi scoperte riguardo al capitale sociale (stupenda definizione data dall’amico Cleto e che ora prendo in prestito!): fiducia, disponibilità, cordialità e molto altro ancora, da parte di tutte le persone che ho incontrato…. GRAZIE! Ora eccomi qui con voi che siete stati pionieri in questi bei valori condivisi, giusto?!

In tali ruoli ora sono responsabile del progetto dal titolo Aging People in Action for a Better Life, di durata biennale che prevede diverse Azioni. Anche in questo caso, come feci per la celiachia, tra le prime cose attivate – da brava blogger – c’è World Wide Aging, un web-blog interamente dedicato all’avanzamento dei lavori del progetto ma anche dedicato ad informare/educare correttamente sull’importanza della Nutrition, del Life Style e della Lumosity (le tre macro-aree del progetto stesso) per garantire un invecchiamento in salute! Ora, in tempi più moderni (!), ho anche preparato una pagina Facebook!

Per avere una idea più dettagliata potete curiosare tra le pagine che riguardano
– il progetto oppure….
– la spiegazione del logo, appositamente studiato e realizzato grazie al prezioso contributo di Mariana e Paula, oppure…. potete gustarvi la visione del video promozionale, che grazie alla sapiente esperienza di Francesco sono riuscita a concretizzare.

A che punto sono ora? Sono in attesa di una conferma da parte della senatrice Dorina Bianchi a che il Governo abbia accettato il Progetto presentato come mozione parlamentare ed inoltre ho appena avviato l’indagine conoscitiva sull’invecchiamento. Il questionario che è stato, anche in questo caso, studiato appositamente prevede sei domande, 3 per ciascuna delle tre aree sopra definite. La sua compilazione è possibile in formato cartaceo ma anche on-line QUI sia in italiano che in inglese: QUI!

Spero avrete piacere di condividere con me anche questa avventura che sicuramente vedrà momenti di intersezione sia con la celiachia che con la sensibilità al glutine, alla luce anche dei recenti dati epidemiologici e… perchè intanto non compilate il questionario? Logicamente solo se vi ho incuriosito e solo se siete…. over 50!!!

Sensibilità al glutine e celiachia su M.D.webtv

Sensibilità al glutine e celiachia: attualità e prospettive future questo il titolo di una rubrica live su M.D. webtv.

4 sono le interviste presenti. La prima del Prof. A. Fasano dal titolo: Il nuovo spettro dei disturbi glutine correlati; la seconda del Prof. C. Catassi dal titolo Sensibilità al glutine e celiachia: elementi di diagnosi differenziale; la terza del Prof. U. Volta dal titolo Aumentare le conoscenza sulla sensibilità la glutine: le direzioni della ricerca ed infine la quarta di L. Saturni (!) dal titolo Evoluzione della dieta senza glutine.

Buona visione a tutti! E’ fondamentale avere idee chiare e seguire dettagliatamente i progressi della ricerca scientifica sopratutto in questo momento in cui la sensibilità al glutine – sorella da poco nota – della celiachia sta coinvolgenodo un numero crescente di soggetti e sempre più persone sembrano essere attratti da una alimentazione gluten free.

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Proprio oggi al via la campagna di informazione su celiachia e sensibilità al glutine, sempre con lo scopo di aumentare la diffusione di informazioni corrette e puntuali. Il mio cellulare è già disponibile… basta chiamare!

Vi aspetto!

Campagna di informazione su “celiachia e sensibilità al glutine”

E’ ormai da tempo che sentiamo parlare di Sensibilità al Glutine (1, 2) ed ora è arrivato il momento di fare chiarezza!

Il bellissimo quadro di Renoir, Le due sorelle (sulla terrazza, 1881) è l’immagine – introdotta dal Prof. Umberto Volta – che graficamente ci fa subito entrare nella realtà. La Sensibilità al glutine è infatti, la sorella della celiachia dunque vuol dire che ci sono alcune somiglianze (sintomi, terapia…) ma anche differenze apprezzabili (genetica, meccanismi bio-molecolari….).

Sicuramente oggi, per la sensibilità al glutine stiamo vivendo più o meno ciò che abbiamo vissuto circa 30 anni fa quando si cominciava a parlare di celiachia, e ancora più recentemente quando sono state spostate le diagnosi dall’età pediatrica all’adulto. Quando si cominciavano a cercare i capisaldi per un iter diagnostico preciso, quando si cominciava a dettagliare il meccanismo ezio-pato-genetico fino ad arrivare a tutto ciò che oggi sappiamo. C’è stata una vera e propria metamorfosi e qualcuno ha subito simpaticamente ricordato e collegato alla fiaba di Cenerentola… dalla ragazza vittima delle sorellastre alla stupenda principessa, così la celiachia, oggi principessa della gastroenterologia!

La Sensibilità al Glutine come ogni cosa nuova, porta con se scetticismo da parte di alcuni e tanti entusiasmi da parte di altri. Alla luce dei fatti possiamo comunque affermare che l’aumento del numero dei lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste internazionali fa ben riporrre fiducia in tutto ciò che viene divulgato.

Su queste basi nasce l’esigenza di avere informazioni precise e puntuali; di non creare falsi allarmismi; di non alimentare le diagnosi fai-dai-te o viceversa eludere il problema. Ecco allora che dal 21 al 25 maggio, su tutto il territorio nazionale, si terrà la prima campagna di informazione su celiachia e sensibilità la glutine.

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La campagna è promossa da DS-gluten free, con il supporto scientifico della Dr Schar Istitute. 50 sono gli esperti (gastroenterologi, nutrizionisti e dietisti) a disposizione per colloqui telefonici gratuiti. L’iniziativa ha ottenuto anche il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica (ADI) e dell’Associazione Italiana Gastroenterologi&Endoscopisti Digestivi Ospedalieri (AIGO).

Dopo la conferenza stampa di presentazione che si è tenuta al Circolo della Stampa a Milano, dal 3 maggio è possibile prenotare il colloquio visitando il sito appositamente allestito (glutensensitive.net) oppure si potrà chiamare direttamente dal 21 al 25 maggio al numero verde 800. 198. 941 attivo dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Vi aspetto, prenotate oppure chiamate direttamente!

Presentazione del libro

Mercoledì 14 dicembre ore 18.00 presso la Sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi (la mia città) si terrà la presentazione del libro: Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine.

Dopo la presentazione al mondo scientifico in ambito congressuale: ADI tenutosi a Roma, questa volta il manuale sarà presentato alla cittadinanza e a tutti coloro che a vario titolo sono interessati all’argomento. Vi confesso che per me è un evento carico di grande emozione e al tempo stesso una grande gioia… sia per il luogo – entrai in quella sala a 6 anni per il mio 1° saggio di pianoforte – che per la motivazione: presentare un libro dedicato alla celiachia e dieta mediterranea senza glutine.

E’ un libro che ha diverse peculiarità: è il primo libro interamente dedicato a questa malattia e alla sua terapia; per la prima volta viene presentata la piramide alimentare gluten free; si parla delle due grandi novità: le nuove linee guida per la diagnosi e la nuova entità clinica: la sensibilità al glutine.

Bhè un bel traguardo condiviso con la Prof. Gianna Ferretti….. vi aspettiamo dunque mercoledì 14 dicembre!