Il Granoturco….. oro giallo per la Salute!

Questo il titolo del seminario che domani, domenica 25 agosto alle ore 10.30, terrò ad Apiro.

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Ammetto che seppur difficile concentrarsi perché è il primo talk della stagione ….sono ancora in regime vacanza… è piacevole quanto ghiotta occasione per spolverare e portare alla luce qualcosa di intrigante ma soprattutto per lanciare un’altra sfida!
Felicemente reduce – visti i risultati – di quella che mi ha impegnata nel voler declinare la Dieta Mediterranea in versione gluten free ora sto lavorando/difendendo quella che riguarda la relazione Green-Blue DIET&Mindfulness.

Riconosco l’eccesso di termini inglesi ma non scaturiscono da esterofilia quanto piuttosto dall’efficacia d’espressione…. Mannaggia a loro (!)… spero mi perdonerete 🙂

A mio modo di pensare non è una sfida quanto piuttosto un aggiornamento doveroso alla luce delle nuove acquisizioni medico-scientifiche che riguardano il concetto di DIETA ed il concetto di SALUTE. Condivido…..

Premetto qualche piccolo chicco (mi sembra più adeguato piuttosto che l’usuale chicche!) storico-culturale sul mais visto che sarà il protagonista/pretesto della chiacchierata….

Sfogliando le ingiallite pagine dei vocabolari liceali ho ri-trovato che …. Frumentone, formentone, formentazzo, granone, grano siciliano, grano d’India, melica, melinga e pollanca sono i diversi modi per identificare il granoturco o granturco. I puristi – linguisti sostengono invece che il termine granoturco altro non è che la maccheronica traduzione della locuzione inglese wheat of turkey, cioè grano per tacchini.

Simpatica è anche la sua storia sull’origine-provenienza. Secondo CharlsDarwin per gli amici – l’origine del mais è sud-americana mentre secondo Bounfans l’origine è africana e prova di ciò ne sono i ritrovamenti nelle piramidi ad opera di un archeologo. Secondo invece MacNeism l’origine è mesoamericana. In Italia? In Italia la coltivazione del mais arriva nel ‘500 e ben presto diventa l’alimento base, declinato in polenta – pane e tortini, dell’intera popolazione contadina. Stretta sappiamo essere la relazione con la salute e dunque, poiché il mais è carente in vitamine del gruppo B, niacina e triptofano (aminoacido precursore), la popolazione italiana conoscerà la pellagra. Una malattia endemica con manifestazioni cutanee (dermatite) o a carico dell’apparto neurovegetativo (demenza) e/o dell’apparato gastrointestinale (diarrea).

Il Mais è un cereale che a pieno titolo entra nella dieta Mediterranea e ben risponde alle esigenze alimentari, nutrizionali e salutistiche. E’ proprio qui che piutossto che parlare di relazione tra Dieta&Salute parlerò di Green-Blue DIET&Mindfulness…..

Negli anni il termine dieta – più volte lo abbiamo ricordato – è passato dalla stretta accezione di regime ipocalorico, restrittivo e dunque punitivo, a quello di più ampio respiro di Dieta Mediterranea. S’intende cioè una corretta alimentazione ed un sano stile di vita di stampo mediterraneo.

Un epitaffio che così recita: un’abbondanza di prodotti di origine vegetale; quantitativi bassi o moderati di pesce, pollame, latticini e uova; solo piccoli quantitativi di carne rossa; olio di oliva come fonte principali di grassi e una moderata quantità di vino, normalmente consumata durante i pasti.

In realtà c’è di più ….. ecco perché ormai ritengo che i tempi siano maturi per parlare di Green-Blue DIET.

Focalizzando l’attenzione sulla corretta alimentazione possiamo introdurre i concetti di frugalità, stagionalità, biodiversità, territorialità ma anche di ecologia che per definizione è … lo studio delle relazioni tra gli organismi viventi (dunque l’UOMO) e il loro ambiente fisico (dunque il PIANETA). Così si spiega come, pur rimanendo nello stampo mediterraneo sopra descritto, si possano accostare i due aggettivi: green, verde per il rispetto della risorsa suolo, e blue, blu e rispetto della risorsa acqua!

Anche spostando l’attenzione sullo stile di vita i concetti si ampliano pensando all’importanza dell’igiene del sonno, della corretta ripartizione dei pasti, della cura di sè…. Fino ad arrivare all’esigenza di aggiungere una terza area – completamente nuova – quella lumosity celebrale.

Di contro anche il termine salute ha avuto una sua evoluzione, ecco perché anche in questo caso mi piace ampliare/modificare il termine salute con quello di Mindfulness. L’Organizzazione Mondiale della Sanità – per gli amici OMS – nel 1946 dava questa definizione: uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Sarà L Wylie nel 1970 che vedrà la salute non più come uno stato quanto piuttosto come una condizione dinamica definendola come l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente.

Ulteriore perfezione la si raggiunge con l’intuizione di Bo nel 1976: Lo stato di salute è una condizione di continuo adattamento e perfezionantesi equilibrio tra organismo (corpo e psiche) e l’ambiente (naturale e sociale), fino al raggiungimento del completo benessere fisico, psichico, spirituale, sessuale, ecologico.

Ma…. a me piace l’ultima che a mio modo di vedere è la summa maxima della salute, cioè la Mindfulness (letteralmente attenzione consapevole o attenzione nuda). Fonte: Mindfulness e Benessere psicologico.

La Mindfulness è uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi. E’ dunque un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni e non è mai costante.

La Mindfulness è indirizzata a chiunque desideri, trascendere le proprie limitazioni e raggiungere un livello più alto di benessere psicologico, fisico e sociale.

Ecco allora che la sfida anche in questo caso è vinta! Alla luce di quanto esposto credo che la relazione Green-Blue DIET&MINDFULNESS altro non è che l’evoluzione della ben nota relazione DIETA&SALUTE.

Questo è un pò il canovaccio sul quale mi muoverò poi vi darò altri dettagli…. vi aspetto!

Dove sarò …..

Dove sarò finita???? Un blog rimasto silenzioso per così tanto tempo…. può capitare!

Ora riprenderemo pianin-pianino perché alcune novità ci sono e piacevolmente le condividerò! Ricominciamo riprendendo l’agenda in mano e per chi ne avrà voglia e possibilità, ecco un simpatico invito per Venerdì 15 febbraio a Jesi.

Si, queste sono le tematiche che ora mi piace affrontare, dove cerco di dire la “mia” e là dove possibile sempre declinate in versione gluten free!!!

Ecco dunque lo sviluppo del nuovo concetto della gree-blu DIET che a breve presenterò ma per ora nel pensare all’incontro di venerdì sono rimasta colpita dal docu-film realizzato da Stefan Wolf dal titolo A new we.

Sono 10 le eco-comunità presenti in Europa che hanno deciso di vivere in armonia con la natura diventando resilienti (potete curiosare qui ma ne riparleremo!), autosufficienti da un punto di vista alimentare e dicendo no allo spreco, altrimenti noto come consumismo!

Datare l’inizio della diffusione degli eco-villaggi è difficile … qui qualche spunto.. Davis Bonanni invece è il ragazzo che ha dato l’esempio scegliendo di vivere una decrescita felice e avviando il progetto Pecora Nera.

Da qui dunque numerosi spunti per la mia chiacchierata che si inserisce nell’ambito dell’iniziativa lanciata da Caterpillar e dal titolo m’Illumino di meno. Una iniziativa giunta alla sua nona edizione e che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche dello spreco, del risparmio energetico e non solo, del ri-uso, ri-ciclo…..Simpatico l’inno, buon ascolto

Da nutrizionista illumenista ovviamente parlerò dello spreco alimentare partendo dalla sua corretta definizione, da qualche dato mondiale – europeo ed italiano per arrivare a dare qualche consiglio take-a-way. Avrei piacere che non fossero solo chiacchiere ma che fosse un contributo piccolo ma CONCRETO!

Vi aspetto con un pizzico di emozione ma gioiosa voglia di condividere! Idee, consigli… sempre ben accetti 😉