L’Europarlamento vota a favore della corretta etichetta “gluten free”

L’etichettatura dei prodotti senza glutine è stato sempre un argomento molto dibattuto e lo è diventato ancora di più da quando i mercati del gluten free, hanno assunto carattere europeo. L’Italia, grazie all’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha sempre avuto posizioni chiare e sopratutto prudenti salvaguardando la salute del celiaco. Attenzione però… facciamo subito chiarezza… stiamo parlando solo di una peculiarità del prodotto gluten free: il contenuto di glutine. Non stiamo parlando della qualità nutrizionale, a tal proposito, infatti… si è fatto ma sicuramente c’è ancora da lavorare molto!

In Italia il prodotto gluten free è definito nel rispetto del valore soglia di 20ppm (mg/Kg) di glutine. Questo non è stato facile da difendere e far accettare nella realtà europea tanto che si è arrivati alla attuale situazione in cui si riconoscono prodotti gluten free a 20 ppm e prodotti very low gluten a 21-100ppm (qui maggiori dettagli).

Ma la storia dei prodotti gluten free non è terminata qui, infatti recentemente è tornata alla ribalta con la corretta etichettatura. Questa volta il focus è sulla dicitura “senza glutine“. Con il Regolamento COM 353/2011 proposto dalla Commissione europea sull’etichettatura dei prodotti alimentari, si afferma che i prodotti gluten free non sono essenziali per l’alimentazione del celiaco ritenuto, così categoria NON vulnerabile della popolazione. Tutto ciò portava a che l’indicazione “senza glutine” fosse considerata alla stregua della dicitura “senza grassi aggiunti” o similari.

Il 14 giugno l’Europa ha invece compiuto un passo avanti verso il superamento di tale logica. E’ stato infatti votato in seduta plenaria il Rapporto Ries che ha ottenuto larga maggioranza (603 voti favorevoli vs 8 contrari ed 8 astenuti). Il Rapporto presentato da Federique Riess, relatrice belga della Commissione ENVI, commissione Ambiente-Salute-Sicurezza Alimentare, riconosce e tutela il celiaco come soggetto vulnerabile. Si apre ora la trattativa tra l’Europarlamento ed il Consiglio della Comunità Europea e se anche quest’ultimo condividerà gli emendamenti proposti, la Commissione europea dovrà modificare la proposta originaria ed inizierà la seconda lettura.

Dunque quali sono gli obiettivi finali? Ben li spiega Caterina Pilo (Direttore Generale di AIC): “… introdurre nel Regolamento europeo una corretta differenziazione dei prodotti specifici per i celiaci e appositi requisiti per questa categoria di alimenti, che ne garantiscano la sicurezza e ne giustifichino il loro inserimento nel Registro Nazionale dei prodotti in Italia erogati dal SSN. Tutto ciò senza nulla togliere alla garanzia di una corretta informazione in etichetta per tutti i prodotti di uso corrente che completano l’alimentazione del celiaco“.

… Avanti tutta e… seguiremo da vicino gli sviluppi!

Novità per le etichette gluten free

Durante il mese di Agosto ci sono state interessanti novità riguardanti l’etichettatura dei prodotti gluten free sia in Italia che in America.

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In Italiail 2 agosto c’è stato il no, secco e unanime, della XII° commissione Sanità del Senato, alla proposta della Commissione Europea di abrogare il Reg 41/2009, che prevedeva la cancellazione della definizione di prodotto dietetico e ridurre la dicitura senza glutine ad un semplice claim fra gli altri della normativa sull’etichettatura. Questo il documento.

Negli US la Food and Drug Administration (FDA) ha riaperto – grazie alle sollecitazioni da parte di 1 in 133, American Celiac Disease Alliance, University of Maryland Center for Celiac Research ed altri ancora – la discussione sulla definizione del prodotto senza glutine o meglio sulla definizione del valore soglia di sicurezza per il celiaco a 20 ppm. Sia il Prof. A. Fasano che il dr S. Guandalini hanno già espresso il loro parere favorevole portando a supporto tutta l’esperienza maturata in Europa dove da circa 20 anni si utilizza tale standard. Ora, dal 3 agosto l’FDA ha invitato tutti gli esperti del campo ad esprimere il loro parere/commento qui: www.regulations.gov selezionando, poi il documento ed inserendo il Docket No. FDA-2005-N-0404.

Ulteriori informazioni e la posizione dell’FDA le trovate qui!

Il mio parere? Sono pienamente d’accordo e credo sia un momento molto importante per raggiungere uniformità negli standard che saranno così riconosciuti ed adottati unanimamente in un numero sempre maggiore di Paesi nel mondo. Sarebbe auspicabile che anche altri argomenti trovassero risposte unanimi, quali ad esempio lo studio di cereali e farine alternative (1), l’annoso problema della cross-contamination oppure ancora la definizione dell’avena come cereale permesso o no!