DONNA e Celiachia

Ehi, Donna! Si, dico proprio a te donna, hai mai pensato di essere celiaca?

Anemia, Difficoltà di concepimento, Osteoporosi e altri piccoli/grandi sintomi – dei quali abbiamo parlato qualche giorno fa – potrebbero essere i campanelli di celiachia.

Se ne parlerà ad Expo il 2 settembre alle 11.30 c/o Spazio Donna – curato dal Ministero della Salute – a Padiglione Italia e promotore dell’incontro è l’Associazione Italiana Celiachia.

Recenti dati hanno evidenziato che 2 su 3 sono donne e 115.00 sono le celiache diagnosticate mentre 280.000 ignorano di esserlo!

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Il tema Donna e Celiachia è affidato al Dottor Marco Silano, membro dell’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatore del Board Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia mentre di divezzamento parlerà invece la Dottoressa Elena Lionetti, membro del Board Scientifico AIC e autrice di un importante studio sull’alimentazione nel primo anno di vita dei bambini a rischio di sviluppare la celiachia.

Per l’occasione AIC ha realizzato una breve guida rivolta al grande pubblico e scaricabile gratuitamente in forma digitale QUI!

Celiachia al femminile

Spesso si parla di celiachia al femminile riferendosi in particolare all’epidemiologia oggi invece puntiamo l’attenzione su quelli che sono i sintomi e le … patologie campanello, cioè quelle patologie apparentemente senza causa che possono far pensare proprio celiachia!

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Nella donna, segnali troppo spesso inosservati poiché atipici, sono:

  • una inspiegabile anemia
  • difficoltà nel concepimento e/o durante la gravidanza
  • segnali premonitori di osteoporosi in giovane età e la predisposizione ad entrare in menopausa precoce.

Vediamoli più in dettaglio …

Anemia inspiegabile … – Spesso nelle donne si trovano valori di ferro (ferritina e/o sideremia) e di emoglobina non in range (in genere bassi). Situazione piuttosto normale – chiosano gli esperti – visto che la donna ha una perdita mensile di ferro a causa del ciclo mestruale. Si, vero ma è sempre bene indagare e soprattutto è bene farlo quando con questi valori la paziente racconta anche di debolezza muscolare, un facile affaticamento, la difficoltà a mantenere la concentrazione oltre che noi vederla con un eccessivo pallore cutaneo e delle mucose. Se fatti i dovuti accertamenti causa non se ne trova pensare ad un celiachia e dunque chiedere gli anticorpi specifici.

Difficoltà nel concepimento … – A portare l’attenzione su tale realtà è il dr Marco Silano -coordinatore del board scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia. La sterilità senza una causa apparente, l’endometriosi, un menarca tardivo o una menopausa precoce, fino ad alterazioni del ciclo mestruale e amenorrea, sono causate da alterazione dei globuli rossi. Tutto si rinormalizza con la diagnosi di celiachia e dunque quando si passa all’attuazione della dieta gluten free.

Difficoltà durante la gravidanza – Non si intende la negazione di maternità, ma una gravidanza difficile, una poliabortività e/o un ritardo di crescita intrauterina …
Nella quasi totalità dei casi, una dieta priva di glutine contribuisce alla remissione dei sintomi e consente alla donna di realizzare le aspettative di maternità.
Gli anticorpi anti-trasglutaminasi sembrano essere responsabili dell’attacco alla superficie di alcune cellule della placenta e indurre così una risposta immunitaria tra mamma&feto.

Perché i test sierologici di screening della celiachia non possono diventare pratica di routine in tutte le donne in gravidanza?

Segnali premonitori di Osteoporosi – Forse un’associazione più nota quella tra Osteoporosi&Celiachia in genere attribuita alla incapacità dell’intestino di assorbire correttamente calcio e vitamina D. Recenti studi confermano quanto detto ma associano un terzo fattore, cioè la produzione da parte del sistema immunitario di chi soffre di celiachia di anticorpi che attaccano una proteina chiave per la salute delle ossa, l’osteoprotegerina. La terapia è ancora la dieta gluten free dopo corretta diagnosi. Mai trascurare l’adeguato apporto di calcio (circa 1 g/die); un adeguato introito di vitamina D e adeguato movimento.

Nella pratica alimentare significa non escludere latte e derivati, formaggi (in particolare il parmigiano), alcune verdure (broccoli, cavolo nero, coste, spinaci), erbe aromatiche (erba cipollina, prezzemolo) e frutta tra cui arance, kiwi, lamponi, more e ribes nero. Non va trascurato l’introito di vitamina D con le poche fonti alimentari disponibili quali fegato, pesce, latte e derivati e uova. Nella pratica delle buone norme di stile di vita è bene la giusta esposizione al sole e all’aria aperta (mani e viso per almeno 10 minuti al giorno) e una regolare e costante attività fisica durante la quale ossa e muscoli lavorino contro gravità.