Dopo l’8 agosto…

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sovrappeso-obesità
diabete mellito tipo 2
malnutrizione calorico-proteica
sarcopenia
disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
nutrizione artificiale domiciliare
comportamenti nutrizionali a rischio;
tossinfezioni alimentari
carenze nutrizionali e nutraceutica.

Queste le prime 10 sfide italiane da affrontare e a seguire il Ministero Salute afferma: “Il manifesto sarà base per il Tavolo di lavoro“.

In queste poche righe il preciso e puntuale riassunto di quanto discusso sabato 8 agosto c/o Padiglione Italia all’interno di Expo 2015 da 47 relatori durante le 6 ore di lavoro.

Sono 17 milioni gli italiani che soffrono di malattie legate a problematiche nutrizionali, impegnando la collettività per circa 30 miliardi di euro l’anno, trend in crescita. L’inadeguata risposta pubblica in tal senso alimenta inoltre un mercato della dieta che in Europa vale non meno di 200 miliardi di euro all’anno.

Questa invece è la riflessione che insieme ad altre considerazioni più squisitamente a carattere medico-scientifico hanno portato a stilare il Manifesto delle Criticità in Nutrizione Clinica e Preventiva. Un documento che vuole creare la giusta pressione sociale affinché le istituzioni si attivino concretamente facendosi promotrici di una seria riflessione nei cittadini italiani sui temi legati alla nutrizione.

Da notare con particolare attenzione l’ampia partecipazione attiva di tutti i principali attori dai professionisti ai cittadini, dagli atenei alle Aziende, ai pazienti … questo attesta che nessuno può più rimanere ai margini delle decisioni e delle responsabilità da assumere.

Aggiungo anche che da qui si capisce perchè ho deciso di parlarne qui, io!

Una riflessione da condividere … E se cominciassimo dalla CONSAPEVOLEZZA???
Si, proprio dalla consapevolezza … ad esempio: si educa con l’esempio e questo -tradotto nella pratica- significa che l’educazione alimentare è da rivolgere agli adulti perché i bambini seguono il loro illuminato esempio.

La seconda consapevolezza è culturale, cioè scoprire e capire e gustare che abbiamo una grande cultura nutrizionale che risponde al nome di Dieta Mediterranea. Ad oggi questa è sconosciuta a 48 milioni di italiani, che dunque non la seguono.

L’impegno ora è: lavorare sulla consapevolezza con un metodo efficace coinvolgendo il numero maggiore possibile di soggetti per evitare che il manifesto e le sue applicazioni vengano dimenticati e che tutto si sciolga sotto l’infuocato sole di agosto 2015!

Buon lavoro … ma questa volta Buon lavoro in scienza&coscienza, a tutti … veramente a tutti ☺

Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine

Questo il titolo del libro che porta l’indimenticabile (almeno per me!) data: settembre 2011, la data della I edizione.

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Grazie alla paziente e buona volontà di Maddalena Agnella di FREEl’arte di vivere senza glutine, si torna a parlare di lui

Il libro nato da un’opportunità offerta dal Prof Enrico Bertoli, direttore all’epoca dell’Istituto di Biochimica dell’Università Politecnica delle Marche, e dal Prof Lucio Lucchin, all’epoca Presidente ADI, ha visto poi la fiduciosa accoglienza del Pensiero Scientifico Editore nella persona di Luca De Fiore – direttore generale – e di Bianca Maria Sagone – redazione volumi.

L’avventura di scrivere è stata condivisa con Gianna Ferretti ma in queste righe c’è il mio sapere come ricercatrice, come specialista in scienze dell’Alimentazione e … come celiachia.

Si, proprio così come celiaca arrivata alla diagnosi in età adulta dopo essersi sentita pontificare dai grandi luminari del sapere della gastroenterologia e dell’ematologia , che non avrei mai visto crescere il frugoletto che avevo tra le braccia. Quel fagottino bruno dagli occhi profondi si chiama Andrea, all’epoca aveva 4 mesi ed oggi ha ben 16 anni e … serenamente sono ancora sua compagna di avventura!

Beffardamente e ironicamente il mio ginecologo – dr Marcello Chindamo – prescrisse l’anti-gliadina, l’anti endomisio e l’anti trasglutaminasi e … tutto si sciolse come neve al sole ☺

Gioiosamente celiaca e orgogliosamente autrice di un libro che ancora oggi a circa 5 anni dalla sua stesura, è attuale e innovativo … festeggio così il compleanno della mia diagnosi (29 luglio 1999) e vi auguro: buona lettura!

Clandestine Passengers

programma

Clandestine Passengers – storie di salute, benessere e questioni di gioia è il titolo dell’evento che si terrà il 20 giugno a Rimini presso l’ecoarea a Cerasolo di Coriano.

Tatiana Campolucci – socio-antropologo nonchè fondatrice di Studio Campoluccilaw culture & art for a new life, un centro studi meglio definito da lei stessa come un’officina olistica, ha fortemente voluto questo momento d’incontro.

L’agorà vede un parterre di grande spessore e … Tatiana mi ha pensata! Grazie 🙂

Si, sarò presente in qualità di relatrice come Health Zen Coach e come responsabile della divisione Health di Incoaching. Ho suggerito questo titolo: Vivi Consapevole … La Green Blue Mediterranean DIET.

La mia relazione prenderà il via con due riflessioni scaturite dal titolo dell’evento: Clandestini Passeggeri:
Siamo … Clandestini: nessuno di noi ha dato l’autorizzazione ad iniziare questo viaggio terreno …
Siamo … Passeggeri: viaggiamo a bordo di un mezzo (corpo) solcando il Pianeta Terra!

Di tutto ciò dobbiamo prenderne consapevolezza! e … dobbiamo adottare una sana alimentazione, un corretto stile di vita nel pieno rispetto del nostro Corpo (visione eGocentrica) e del Pianeta Terra o meglio ancora della sue Risorse: acqua – suolo e aria (visione eCocentrica).

Questo il succo del mio contributo 🙂
Vi aspetto!

Può l’alimentazione senza glutine far perdere peso?

No, assolutamente no!

In questi giorni di simil-estate si va freneticamente alla ricerca di qualcosa – meglio detto miracolo – che possa far perdere peso immediatamente, così da poter sfoggiare un costume taglia 42 (meglio ancora se 40!)!

Si parla molto quest’anno di dieta senza glutine.
In una manciata di parole errori grossolani si affollano….leggende metropolitane si annidano….

Prima di tutto correggiamo il termine dieta. Siamo ormai tutti diventati bravini per sapere che dieta intende sia una corretta alimentazione che un sano stile di vita, cioè esprime un modus vivendi.

Alla luce di ciò senza glutine è l’alimentazione, cioè i nostri menù quotidiani devono essere composti con piatti – cibi – in cui la quantità di glutine – miscela proteica peculiare dei cereali quali frumento, segale, spelta, kamut, farro, orzo – è inferiore o uguale a 20 ppm.

Si, è bene sapere/ricordare che lo 0 matematico in natura – in questo caso in nutrizione – non esiste e dunque la frase ‘senza glutine’ indica un valore soglia che non scatena la reazione abnorme del sistema immunitario del soggetto celiaco con conseguente danno mucosale e riacutizzazione dei sintomi peculiari della celiachia e/o delle reazioni avverse al glutine quali sensibilità al glutine non celiaca.

Chiariti questi concetti diciamo che mangiare senza glutine NON fa dimagrire, NON fa perdere peso. Per perdere peso bisogna far altro… ad esempio tenere a bada la fame ☺ … come si fa?

In primo luogo il glutine, come poche righe sopra detto, è una proteina pertanto ha un elevato potere saziante.. questo aiuta a controllare la fame.
Si, le proteine sono un ottimo antidoto contro la fame grazie al loro peculiare elevato potere saziante e non solo (vedi tabella!). Tali macronutrienti sono in grado di sopprimere l’appetito e di promuovere il senso di sazietà.

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Che cos’è il potere saziante? Satiety Index (SI) è un parametro che indica la pienezza a breve termine (entro 2 ore) dopo il consumo di cibo. Scendiamo ancora di più nel pratico….
Gli alimenti che contengono elevate quantità di proteine, fibra alimentare e acqua hanno un maggior potere saziante, rispetto ai cibi con un contenuto di grassi maggiore. Gli alimenti ricchi di proteine quali pesce, carne, fagioli, lenticchie e uova e quelli ricchi di carboidrati quali pasta, riso, pane integrale e cereali per la prima colazione) sono quelli con il maggior potere saziante.

In secondo luogo togliere il glutine non significa togliere pane, pasta, pizza… significa sostituirli con analoghi alimentari ottenuti da cereali che non contengono glutine quali masi, riso, sorgo, miglio, grano saraceno….
I carboidrati in essi contenuti hanno la capacità di soddisfare la palatabilità e sopprimere l’appetito.

In terzo luogo non c’è nessuno studio scientifico che supporti l’idea che per perdere peso è necessario togliere i carboidrati dall’alimentazione quotidiana.

Per perdere peso basta ricordare/pensare che:

peso

PESO CORPOREO = CIO’ CHE INTRODUCO – CIO’ CHE SPENDO

Questa è la formula matematica – in barba al mero calcolo della calorie – che dobbiamo tenere in mente per togliere i chili di troppo.

Sapete cosa dico ai miei pazienti, soprattutto con grande successo tra le donne?
Se per mantenere in salute il vostro conto corrente dovete TANTO introdurre e POCO spendere – soprattutto in questo momento storico….
Per mantenere in salute il vostro corpo dovete essere MANI BUCATE.. spendete, spendete, spendete ☺

Provate e…. mangiate moderatamente tutto!

Il senza glutine? Ottima terapia per chi ha reazioni avverse al glutine!

La cucina di gusto&con gusto

Sto parlando di uno chef… ma non uno fra tanti, un professionista che lavora per l’eccellenza! In tutto ciò che fa mette testa – cuore e… mani!

Marco

Marco Scaglione grazie alle sue gustose preparazioni riesce a rispondere alle esigenze di tutti coloro che vivono reazioni avverse al glutine pertanto seguono una alimentazione senza glutine.

Nei suoi piatti – ovviamente e correttamente, c’è sicurezza (perché gluten free) accompagnata magistralmente da quelli che ho sempre sostenuto essere i capisaldi della dieta mediterranea: mediterraneità, freschezza, stagionalità, colore, biodiversità… Il tutto presentato e servito con raffinatezza, eleganza e sobrietà.. dagli antipasti, ai primi fino ai dolci. provate a curiosare tra le ricette!

Ecco allora che è possibile limitare il consumo dei prodotti confezionati, i dietoterapici!

E’ possibile mangiare di gusto e con gusto e… gluten free.

Grazie Marco!

Salute? No, Mindfulness

A mio avviso – ora i tempi sono scientificamente-culturalmente e socialmente maturi – per lanciare una sfida sul piano scientifico, culturale e sociale. Possiamo abbandonare il concetto di salute che dal 1946 così è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – per gli amici OMS – come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica conosciamo sempre meglio i meccanismi perfettamente programmati ed ingegnerizzati del nostro corpo e dunque dobbiamo imparare a conoscerCi sempre più ma soprattutto dobbiamo imparare a gestire tutti i fenomeni e gli episodi che si verificano dal momento della nascita fino al raggiungimento del limite massimo della vita. Si parla allora di Mindfulness e di Management Medicine.

La Mindfulness (letteralmente attenzione consapevole o attenzione nuda) è uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi. E’ dunque un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni e non è mai costante. La Mindfulness è indirizzata a chiunque desideri, trascendere le proprie limitazioni e raggiungere un livello più alto di benessere psicologico, fisico e sociale.

Alla base di ciò c’è la conoscenza di se stessi e c’è la consapevolezza di rispondere all’imperativo di Nietsche: Diventa ciò che sei! che declinato in versione gluten-free: Diventa celiaco!

Frase sicuramente forte ma una volta ricevuta diagnosi corretta di reazione avversa al glutine è fatto d’obbligo cominciare a conoscersi ed ad ascoltarsi.
Per capire meglio Vi propongo l’ascolto di una chiacchierata di un illuminato quanto saggio filosofo, psicanalista e docente universitario: Umberto Galimberti.

E’ fondamentale conoscere sia i meccanismi che sottendono alle reazioni avverse al glutine che ascoltare le proprie emozioni, sensazioni fisiche, pensieri… innescare un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni, che non sarà mai costante.

In questo nuovo approccio si parla allora di Green-Blue DIET.

La base è indiscutibilmente e saldamente ancorata alla Dieta Mediterranea che è molto più che un epitaffio e/o un modello alimentare in cui si elencano e consigliano alimenti “si” ed alimenti “no”!

E’ sintesi e fulcro di una moltitudine di fattori che contribuiscono alla costruzione di una socialità articolata e costruttiva. Rappresenta un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, o meglio “dalla zolla alla forchetta”, comprendendo modalità di colture – raccolta – pesca – conservazione – trasformazione – preparazione fino al consumo frugale e parco del cibo stesso. E’ fatto d’obbligo oggi pensare di essere cittadini d’Europa e del mondo e dunque avere rispetto di tutte le risorse del Pianeta per offrire a tutti i suoi abitanti la possibilità di poterne usufruire parimenti. Da questo nasce la definizione di Green – per il rispetto del suolo e delle sue produzioni – e Blue – per il rispetto dell’oro blu, cioè l’acqua. Con il termine DIET si riafferma e si consolida il concetto dell’importanza di una corretta alimentazione e di un sano stile di vita complesso ed articolato, che permettono il raggiungimento ed il mantenimento dello stato di mindfulness.

Tre sono le macro-aree nella quali la Green-Blue DIET si articola: la Nutrition, il Life Style e la Lumosity che presto conosceremo nei dettagli!

Un piatto di lenticchie = un piatto di salute

Non sempre apprezzati questi piccoli ovali convessi di colore marrone, verde o arancione in relazione alla specie (cultivar). Sto parlando di lenticchia (Lens culinaris L.) che ha suscitato l’interesse della comunità scientifica data la sua peculiare-ricca composizione chimica e i suoi numerosi effetti sulla salute dell’uomo.

La lenticchia, un legume noto fin dall’inizio della civiltà umana, è stata per troppo tempo poco apprezzata e la stessa saggezza popolare ha messo in evidenza piuttosto i suoi difetti. Un proverbio marchigiano così suona: infelice il corpo di colui che mangia lenticchie…. e ancora un proverbio siciliano recita: la lenticchia resta nello stomaco per tre giorni….

Entrambi fanno riferimento alla scarsa digeribilità ma…. ogni tanto l’antica sapienza tanto sapiente non è!
Probabilmente questa cattiva fama deriva piuttosto dai condimenti utilizzati dai nostri nonni o agli abbinamenti gastronomici gustosissimi ma non proprio dietetici quanto piuttosto impegnativi da un punto di vista digestivo (cotechini, zamponi, cotenne di maiale).

Recentemente invece la lenticchia è oggetto di una interessante review pubblicata su Meditterranean J Nutrition and Metabolism in cui i ricercatori hanno raccolto evidenze scientifiche concrete che supportano la sua ricchezza nutrizionale in relazione agli innumerevoli effetti positivi sulla salute umana.

Lo sapevi che…..
…. la produzione mondiale di questo prodotto vegetale – appartenente alla famiglia delle leguminose – è pari a 2.83 milioni di tonnellate (dati FAO) di cui la maggior parte in Canada (36.9%) e in India (28.7%) mentre a seguire nel Nepal, Cina e Turchia. La lenticchia è ben presente nella cucina mediterranea e molto apprezzata poichè i suoi tempi di cottura sono di circa 7 min. vs 23-26 min. per gli altri legumi.

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Ma torniamo al suo valore ….. nutrizionale ed in particolare partiamo soddisfacendo subito chi ama la matematica e le calorie! 100g di lenticchia equivalgono sul piano calorico a circa 250g di carne o 118g di pane integrale.
Ben diversa è invece la sua composizione chimica, ricca di…
proteine e composti azotati bioattivi quali lectine (da non confondere con le glico-proteine!), proteasi – definite storicamente come fattori anti-nutrizionali – defensine (peptidi globulari compatti);
carboidrati (47.1%) quali frazioni di amido-resistente, oligosaccaridi e fibra alimentare. Importanti per la crescita e mantenimento della microflora intestinale sono alcuni oligosaccaridi quali alfa-galactosidi, raffinosio, stachiosio, ciceritolo e verbscosio;
grassi (solo 1.4g/100g) principalmente rappresentati da acidi grassi saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA);
minerali (3-5g/100g) quali soprattutto magnesio, fosforo, calcio, zolfo, sodio, potassio (nel rapporto di 30:1-90:1), ferro (poiché bassa è la biodisponibilità potrebbe essere utile la cottura o la geminazione o la fermentazione). Rame, manganese, molibdeno e bario sono invece presenti solo in tracce mentre il contenuto di selenio è molto variabile in relazione al terreno di coltivazione;
vitamine importanti sono folati, tiamina (B1), riboflavina che insieme alle altre vitamine solubili in acqua quali niacina, acido patotemnico, piridossina costituiscono un pool eterogeneo. A queste si aggiungono la vitamina E ed il fellochinone o vitamina K. Di questa ultima è importante notare come il basso quantitativo (5 microgrammi/100g) renda la lenticchia facilmente utilizzabile anche dai cardiopatici che utilizzzano warfarina come anticoagulante.

Ecco allora come la lenticchia si pone su un piano privilegiato rispetto ad altri membri della famiglia (!) quali fagioli, ceci, fava ed altri.
Ma c’è dell’altro infatti recentemente è stata evidenziata una pletora di phytocomposti essenziali e bioattivi che ben risponde alle esigenze di prevenzione primaria nei confronti delle patologie cronico-degenerative che alle esigenze nutrizionali di chi segue regimi alimentari peculiari quali ad esempio i celiaci, i vegetariani, i vegani….

Stiamo parlando di composti fenolici (ben 14 specie diverse!) quali polifenoli, tannini e flavonoli. La lenticchia è la principale fonte alimentare di fitosteroli insieme ai cereali ed in particolare di
beta-sitosterolo (15-24mg/100g);
acido fitico e fitati
saponine, la cui concentrazione è legata all’età biologica della pianta;
lectine o emoagglutine
defensine che rappresentano la risposta di immunità innata peculiare del regno vegetale
inibitori di proteasi quali ad esempio inibitori della tripsina considerata storicamente un fattore anti-nutrizionale poiché in grado di diminuire la digeribilità del piccolo seme.

Le evidenze scientifiche confermano dunque come la lenticchia sia un vero e proprio arsenale di metaboliti primari e secondari che permettono la salvaguardia della salute dell’uomo. Può essere definito un alimento funzionale nella profilassi e terapia di molte patologie croniche quali patologie cardio-vascolari, tumori, diabete poiché i composti bioattivi sono coinvolti nei numerosi meccanismi molecolari e genetici che sottendono alle diverse patologie menzionate.

Dunque ora diventa fondamentale migliorare le tecniche agricole per garantire una buona produzione e le preparazioni culinarie.

Vi auguro Buon Appetito e credo che ora concordiate con me che è da sfatare il luogo comune che trova fondamenta storiche nell’episodio di Esaù!

Aggiungi un “cereale” a tavola che c’è un amico in più!

Non è proprio questo il titolo della ben nota commedia musicale di Garinei e Giovannini, ma calza a pennello con la notizia battuta in questi giorni e che riguarda un cereale gluten free di grande interesse nutrizionale, economico-industriale e sociale. Sto parlando della quinoa.

L’ONU ha dichiarato il 2013 l’anno internazionale della quinoa. E’ da tempo che parlo di quinoa ed ora con piacere ne torno a scrivere perché è uno di quei pseudocereali – descritti nel libro Celiachia e Dieta mediterranea senza glutine – insieme a grano saraceno e amaranto, che stanno riscuotendo grande successo non solo tra i celiaci ma anche tra coloro che amano una alimentazione variata, equilibrata, rispettosa dell’ambiente e soprattutto attenta al corretto utilizzo di tutte le risorse del Pianeta nel rispetto di tutti i suoi abitanti.

http://www.greenme.it/images/stories/Eventi/2013_anno_internazionale_quinoa.jpg

Non è un vero cereale come frumento o mais o orzo ma una pianta della stessa famiglia delle barbabietole e degli spinaci (Chenopodiaceae) di cui però si mangiano i chicchi privati degli strati più esterni. Importante è la sua composizione chimica: amido circa il 60%; ricca di proteine (13.8-21.9%) delle quali si apprezza l’assenza di glutine e la corretta composizione amino-acidica (lisina 5 volte maggiore del grano e aminoacidi solforati peculiari dell’albume, legumi, pesce e pollame), di fibra alimentare e minerali.Può essere utilizzata a colazione con miele o marmellata oppure al posto del riso o del cous-cous mentre seppur può essere sfarinata non si presta a preparazione di prodotti lievitati.

Culturalmente lontana dalle nostre abitudini mediterranee, la quinoa è originaria dell’America centrale. La Bolivia, l’Acuador ed il Perù sono i Paesi che ne esporta in maggiore quantità. Recentemente, dunque è entrata a pieno titolo nel mercato globale. In Italia solo recentemente è facilmente reperibile sugli scaffali della grande distribuzione o die unti vendita del commercio biologico o equo-solidale.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha effermato che “È un punto fermo nella dieta di milioni di persone, da migliaia di anni sulle Ande e dati i numerosi pregi ora è pronta a ricevere il riconoscimento globale”. Ma…..

Si, c’è un ma… il recente boom della quinoa, conseguenza della globalizzazione nasconde una insidia legata all’imposizione delle cultivar (varietà) più commerciali, a discapito di quelle locali, che diventano allora a rischio di estinzione. È quanto ha riportato recentemente The Guardian denunciando come il prezzo di questo prodotto sia triplicato dal 2006 al 2011. In particolare a Lima la quinoa è arrivata a costare più del pollo: schiacciando il piede sul pedale del business, si rischia di rendere inaccessibile il prodotto alle popolazioni che lo coltivano da sempre.

La dieta Mediterranea Gluten Free Latto-Ovo-Vegetariana: una risorsa nutrizionale e socio-economica

Bhè… non ho certo scusanti.. cari lettori, l’ultimo post risale al 9 settembre duemiladodici. Tutto ciò è sicuramente contro ogni buona regola del bravo web-blogger!!!

E’ ora di rimboccarsi le maniche e tornare a scrive…. Ho deciso di partire dalla fine!

Il titolo del post, è il titolo del lavoro che avevo presentato alla segretaria del convegno ADI 2012, prima della scadenza della call. In breve ha ottenuto dignità di comunicazione orale e proprio questa mattina, alla chiusura dei lavori congressuali, mi è stato assegnato/consegnato il premio come miglior comunicazione orale!

Grande soddisfazione, ovvio…. e dunque ora condivido con voi sia il piacere nel constatare come grandi risultati inaspettati si ottengono grazie alla serenità d’animo e all’armonioso lavoro di squadra (!) che i contenuti scientifici…. Vediamoli insieme!

L’anno scorso chiusi la mia comunicazione orale, sempre al convegno ADI, con la presentazione del libro Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine. Era sembrata una grande sfida ma i risultati sono stati eccellenti tanto che quest’anno – permettetemi una simpatica-astuta metafora – il piccolo principe ha continuato il suo viaggio in mondi noti approfondendo le sue conoscenze, e in mondi nuovi (come in figura…..)!

Dalla ricerca vengono notizie nuove: le reazioni al glutine non sono solo e soltanto quelle fin’ora diagnosticate – al primo posto la celiachia – ma il loro panorama si amplia come evidenziato in figura.

Coloro che vivono queste realtà traggono giovamento da una alimentazione ed uno stile di vita – cioè DIETA – senza glutine (ben noto trigger ambientale) che da la possibilità di ripristinare il buon stato di salute. Pertanto si parla di terapia e di strumento di prevenzione sia primaria (vs le complicanze della celiachia stessa se trascurata) che secondaria (verso le patologie cronico-degenerative). Ma c’è di più…. infatti nell’attuale panorama si deve dare una ulteriore valenza e dobbiamo contestualizzare meglio la dieta gluten free che sembra dare giovamento ad un numero crescente di persone. La valenza è quella socio-economica.

La dieta gluten-free deve essere rigorosa e per tutta la vita. Per anni i principali capi d’accusa in ambito nutrizionale sono stati lo scarso intake di fibra alimentare e di phytocomposti vs un elevato intake di zuccheri (sopratutto quelli semplici) e di grassi (sopratutto di acidi grassi saturi) ed infine di sale. Nonostante il lavoro di instancabili nutrizionisti e la buona volontà di qualche Azienda del mercato gluten free – grazie, di contro, a qualche urlatore con scarse fondamenta scientifiche – sembra che tali affermazioni non siano state minimamente scalfite. Non è proprio così tanto che l’epitaffio della Dieta Mediterranea è stato declinato in versione gluten free riscuotendo grande successo!

La Dieta Mediterranea non è solo un mero elenco di alimenti consigliati quanto piuttosto un approccio comportamentale in quanto sintesi di tradizioni, conoscenze, competenze che vanno dal paesaggio alla tavola. Ciò ha permesso una valorizzazione nutrizionale della dieta gluten free. E’ l’abbandonza di prodotti di origine vegetale naturalmente privi di glutine che permettono al celiaco di divezzarsi dall’abuso di prodotti trasformati dall’industria e nutrirsi correttamente. Inoltre ha permesso di concentrare l’attenzione oltre che sulla frugalità e sobrietà, sul concetto di biodiversità allargando le possibilità tra le materie prime gluten-free. I cereali storici quali riso e mais possono essere utilizzati anche nelle loro cultivar colorate ma è possibile ampliare la scelta rivolgendo l’attenzione ai cereali minori e ai paseudocereali. Si migliora la qualità nutrizionale della dieta e si apre una finestra sul mondo!

La Dieta Latto-Ovo-Vegetariana ha sicuramente tante declinazione ma, tralasciando le più restrittive e considerando invece quella che prevede l’allontanamento dai menù quotidiani della carne rossa e carne rossa trasformata oltre che il pesce, si ha la possibilità di dare ancora maggiore valore ad una dieta da sempre e dai più, guardata in cagnesco perchè restrititva, limitante, monotona e ghettizzante….

A questo punto soddisfatte le esigenze nutrizionali e di gusto credo sia ormai doveroso spalancare quella finestra sul mondo, sopracitata! I tempi sono – a mio avviso – maturi per parlare degli aspetti socio-economici.

Ciò che è buono per me, è sano per l’ambiente, è uno slogan calzante!

Competenze, conoscenze, pratiche agricole, tradizioni, frugalità, biodiversità, territorialità, stagionalità.. pilastri inespugnabili ai quali ne possiamo ora aggiungere un altro: ecosostenibilità. A patto però che sia quella vera e non quella dettata dalle dure regole del marketing!

Non parole ma numeri… credo siano molto più eloquenti!

Ecco che l’assioma è stato dimostrato! La scelta gluten-free mediterranea latto-ovo-vegetariana è una risorsa nutrizionale e socio-economica. E’ una scelta trasversale con ricadute importanti nel campo ambientale, economico e sociale oltre – ovviamente – a quello della salute.

Queste sono le basi sulle quali credo si possa fondare la GreenBlue DIET – concetto innovativo (ho ritirato ieri il premio ITWIIN2012 – altra sorpresa!) al quale sto lavorando per il progetto Aging People in Action for a Better Life di cui sono ideatore, estensore nonchè referente scientifico… non mettiamo troppe melanzane (versione veg!!!) al fuoco e… presto ve ne parlerò 🙂

Sensibilità al glutine e celiachia su M.D.webtv

Sensibilità al glutine e celiachia: attualità e prospettive future questo il titolo di una rubrica live su M.D. webtv.

4 sono le interviste presenti. La prima del Prof. A. Fasano dal titolo: Il nuovo spettro dei disturbi glutine correlati; la seconda del Prof. C. Catassi dal titolo Sensibilità al glutine e celiachia: elementi di diagnosi differenziale; la terza del Prof. U. Volta dal titolo Aumentare le conoscenza sulla sensibilità la glutine: le direzioni della ricerca ed infine la quarta di L. Saturni (!) dal titolo Evoluzione della dieta senza glutine.

Buona visione a tutti! E’ fondamentale avere idee chiare e seguire dettagliatamente i progressi della ricerca scientifica sopratutto in questo momento in cui la sensibilità al glutine – sorella da poco nota – della celiachia sta coinvolgenodo un numero crescente di soggetti e sempre più persone sembrano essere attratti da una alimentazione gluten free.

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Proprio oggi al via la campagna di informazione su celiachia e sensibilità al glutine, sempre con lo scopo di aumentare la diffusione di informazioni corrette e puntuali. Il mio cellulare è già disponibile… basta chiamare!

Vi aspetto!