Al via il convegno sulla celiachia!

Tra poche ore si apriranno i lavori scientifici del Mastering: the coeliac condition from medicine to social sciences and food techonoly.

Anche quest’anno in chiusura del convegno ci sarà un momento di incontro con i soci per “il convegno in pillole”! Ci sara’ pero’ una bella sorpresa (siamo a ridosso infatti dell’apertura delle uova pasquali!): sara’ possibile seguire l’evento in streaming collegandosi al sito dell’Associazione Italiana Celiachia.

Mi raccomando partecipate numerosi! Io? Sono gia’ in treno!

La dieta gluten free non è una panacea

Sappiamo – ormai bene – che la dieta o forse meglio in questo caso, l’alimentazione gluten free non è per tutti eppure in questi giorni c’è un gran parlare a tal proposito! Il fatto che non sia per tutti significa che non la si può adottare come un rimedio universale per le diverse condizioni/patologie dal gonfiore addominale all’obesità fino a supporto del voler perdere qualche chilo. Questa infatti deve essere correttamente realizzata solo da chi vive la celiachia o altre reazioni avverse al glutine quali ad esempio la sensibilità la glutine.

Più di una volta il Prof. Fasano ha sottolineato come per la popolazione americana l’adozione della dieta gluten free stia diventando sempre più popolare. Il mercato è aumentato, tra il 2004 e il 2008,  ad un tasso del 28%/anno per raggiungere, nel 2010 ben 1.6 miliardi di dollari in vendite al dettaglio. Si prevede che la cifra salirà a 2.6 miliardi di dollari nel 2012. Sebbene siano in aumento il numero di celiaci e di soggetti che si giovano di una alimentazione gluten free perchè soffrono di altre reazioni avverse al glutine, risulta, però, evidente che c’è una frazione di persone che magia prodotti gluten free senza alcuna necessità clinica.

A descrivere il fenomeno italiano sono il Prof. Roberto Corazza e il Prof.  Antonio di Sabatino, entrambe dell’Università di Pavia in un recente commento pubblicato su  Annals of Internal Medicine. In questo periodo si sta assistendo ad una esagerata diffusione della dieta gluten free in assenza di patologie diagnosticate e testimonianza ne sono i tanti articoli usciti in rete o nei gruppi di discussione o in trasmissioni radiofoniche o televisive. A supporto di ciò non ci sono basi scientifiche quanto piuttosto basi mediatiche forse anche perchè recentemente l’alimentazione gluten free è stata adottata da importanti e noti personaggi da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham, da Terence Stamp a Goldie Hawn fino a Noemi.

C’è sicuramente una grande attenzione oggi sia sulla sensibilità al glutine, la celiachia che sopratutto sulla terapia, cioè la dieta gluten free. Tutto ciò è sicuramente finalizzato ad evitare la convinzione che il glutine sia tossico per tutti e che un potenziale problema di salute divenga un problema sociale.

Dunque attenzione alla moda gluten free intesa come fenomeno estemporaneo ben diverso dal modus vivendi gluten free! Concetto al quale dobbiamo lavorare con una corretta informazione e attenta educazione.

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Apriamo l’agenda!

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Apriamo l’agenda nel mese di Marzo per annotare un interessante meeting!

MASTERING THE COELIAC CONDITION – From Medicine to Social Sciences and Food Technologies questo è il titolo del convegno che si terrà dal 29 al 31 Marzo a Firenze.

Una sessione speciale sarà dedicata ai giovani ricercatori, che potranno presentare i risultati delle loro ricerche ed inoltre, durante il meeting, è prevista la presentazione dei risultati raggiunti nell’ambito dei progetti di ricerca finanziati dalla Fondazione Celiachia. Tutto ciò avverrà nelle prime due giornate interamente dedicate alla parte “scientifica” mentre la terza giornata sarà dedicata ai soci.

Ulteriori dettagli li potete trovare qui mentre questo è il Programma preliminare.

Celiachia & Depressione

Avete notato anche voi come in questi giorni numerosi siti e/o blog parlano di un aumento di casi di celiachia e depressione? E/o della relazione della celiachia con i disturbi del comportamento alimentare quali anoressia o binge-eating? Ma c’è davvero un aumento dei casi?

Questi sono quelli che mi hanno più colpita:
Celiachia aumenta il rischio depressione e disturbi alimentari
in aumento i casi di celiachia e depressione
donne celiache maggior rischio depressione
depressione e celiachia una relazione pericolosa
salute: donne con celiachia maggior rischio di depressione
… e l’elenco potrebbe continuare, ma….. da dove nasce tutta questa attenzione? E’ reale?

Vediamo di capire…..
Psychiatric comorbidities in women with Celiac Disease recentemente pubblicato su Chronic Illness, è la base di questi articoli. Gli autori hanno preso in esame 177 donne celiache a dieta senza glutine ed hanno riscontrato che il 63% di queste manifestavano sintomi tipici di depressione mentre il 22% avevano disturbi del comportamento alimentare.

In realtà è una relazione ben nota a tutti da tempo poichè il confronto con la diagnosi di celiachia costituisce per la maggior parte delle persone una sfida difficile nella propria esistenza. La celiachia o forse meglio la malattia cronica, comporta uno sconvolgimento dei processi psicologici accrescendo sentimenti di paura e sconforto legati al cambiamento nella gestione del proprio stile di vita, alla temporanea perdita di autonomia, indipendenza e controllo. La diagnosi è un momento doloroso, un momento di crisi in cui emergono le difficoltà della persona; è un momento di cambiamento che impone necessaria trasformazione e una apertura verso un nuovo ordine.

La terapia – la dieta senza glutine – superato il momento della diagnosi è l’altro elemento di disarmonia e di difficile accettazione. Questa infatti interferisce sulla funzione rassicurativa che l’alimentazione possiede per tutti noi fin dalla nascita. C’è infatti una specifica conflittualità tra il desiderio del cibo e la pericolosità dello stesso. Nell’alimentazione convenzione l’individuo mangia ciò che gli piace mentre il celiaco alle categorie tradizionali piace/non piace, usate per scegliere e selezionare gli alimenti e soddisfare i propri gusti, deve affiancare obbligatoriamente altre categorie dicotomiche quali posso/non posso, sicuro/insicuro, contaminato/non contaminato.

Il celiaco si sente l’elemento condizionante delle situazioni sociali basate sulla convivialità cui prende parte. Il cibo, che simbolicamente assume il significato di socialità e aggregazione, per il celiaco diventa occasione in cui si sottolinea la sua diversità. In alcuni casi la reazione è l’autoesclusione ed il rifiuto delle occasioni di incontro per no essere stigmatizzati e/o sentirsi di peso per le altre persone.

… Allora cosa c’è di nuovo nella relazione tra celiachia e disturbi della sfera psichiatrica quali depressione, ansia e/o disturbi del comportamento alimentare? Nessun caso in aumento, nessun motivo particolare, nessuna causa aggiuntiva a scatenare questa relazione che tanto sembra spaventare!
Di nuovo c’è da dire che la letteratura scientifica, fin’ora scarsa a livello psichiatrico rispetto alla ben più vasta ed esaudiente di quella a livello biologico e psicologico, si sta arricchendo di validi contributi. Spetta ora a tutti gli operatori sanitari tradurre nella pratica clinica quotidiana le nuove acquisizioni. Come fare? Cosa significa?

A mio avviso significa affrontare la celiachia a tutto tondo non sottovalutando nessun aspetto: biologico, fino alla diagnosi, psicologico, nel momento d’inizio della dieta fino al sociologico. Il celiaco va aiutato nella comprensione della buona gestione dell’alimentazione e del corretto stile di vita gluten free ma va anche aiutato nella ristrutturazione della propria consapevoleza e nella ridefinizione della propria identità. Processo che richiede tempo e il cui avvio rappresenta il momento più delicato.

I celiaci… una famiglia in costante aumento

Vi propongo oggi, una simpatica rassegna stampa interamente dedicata ai numeri della celiachia….. sembra essersi innescato un fragoroso tam-tam nella giungla delle notizie….Buona lettura!

Celiachia, ancora troppo poche diagnosi;
Sanità: censiti 122 mila celiaci, stimati 600 mila;
Salute: in Italia 600 mila celiaci, ma 4 su 5 non lo sanno;
Celiachia: raddoppiati in 4 anni i malati
Celiachia. Colpiti 600 mila italiani. Le donne più del doppio. Ecco la mappa della malattia;
Celiachia: sempre di più in Italia, 600.000 casi
…. e molti altri qui!

La famiglia dei celiaci sta diventando davvero numerosa e sicuramente una nota di merito va ai media che hanno divulgato (anche se non sempre in modo ortodosso!) la conoscenza!

A questa famiglia altri componenti si aggiungono oggi, se includiamo coloro che vivono la sensibilità al glutine, simpaticamente definita dal Prof. U. Volta come la sorella della celiachia. Ci sono, infatti caratteristiche comuni ma ci sono anche sostanziali differenze che le distinguono l’una dall’altra.

http://www.coeliac.org.uk/sites/files/coeliac/Family_of_ducks_credited_to_Flickr.jpg?1258130549

Una sana colazione…!

Bè, prima di tutto ben ritrovati! Ora andiamo al nocciolo e riprendiamo con la categoria che mi sta più a cuore..

Ingredienti: preparato di albicocca (35,7%) [purea di albicocche (50%), sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, addensanti: pectina addizionata di E450 e alginato di sodio, correttori di acidità: E330-E333iii, conservante: E202, aromi], zucchero, burro, uova, farina di riso, farina di grano saraceno, latte scremato in polvere, aromi, addensante: farina di semi di guar, fibra di psyllium, agente lievitante: sodio bicarbonato, conservante: E282.

Ingredienti: acqua minerale naturale (83%), zucchero, fruttosio (0,5%), estratto di te verde (0,2%), acidificante: acido citrico, aromi, antiossidante: acido ascorbico, edulcorante: sucralosio, coloranti (E150d, E131).

Che cosa potrebbe essere questo cocktail chimico che ho sottoposto alla vostra attenzione?

.. …….. …… ….. comincio ad aiutarvi…. la prima alchimia produce un cibo solido mentre la seconda una bevanda….. ….. …… possono comporre il primo pasto della giornata!

Bhè dunque… tornado a casa la dispensa è semivuota e quindi si va al bar per far colazione… già… ma un celiaco cosa sceglie?

Con grande sorpresa, nel bar dove vado di solito per un veloce caffè, ho trovato in un angolo vicino al banco, un contenitore con merendine monoporzione gluten-free. La scelta poteva essere: crostatina all’albicocca, muffin allo yogurt oppure muffin al cocco. Così ho scelto la crostatina e poi, complimentandomi con la barista per l’attenzione a questa realtà e per aver trovato questa semplice quanto efficace soluzione, ho chiesto un the verde freddo.

C’è chi durante la colazione legge il giornale, chi guarda la TV e chi…. si diverte a leggere le etichette!

Ora, non bisogna essere degli “esperti” per capire che c’è una enorme incongruenza tra gli elenchi degli ingredienti, che vi ho sopra indicato, e la dicitura … prodotto da forno dietetico senza glutine e Azienda certificata Ministero della Salute. Cosa hanno di dietetico questi prodotti? Cosa certifica il Ministero della Salute?

Si, si .. tranquilli certo che so che è tutto riferito al “senza glutine” ma…. ormai dopo tanti anni e sopratutto in un mercato gluten free così variegato che offre così tante tipologie di prodotto non è forse tempo di cominciare a chiedere qualcosa di più e magari fare un discorso di QUALITA’ di ingredienti per avere un prodotto di QUALITA’? Tanto più che l’autorizzazione e ministeriale!

Ormai la qualità igienico-sanitaria, la qualità tecnologica (monoporzione, eat&go, surgelato, precotto, ready meal….) sono state conquistate. I tempi sono maturi per chiedere di concentrare gli sforzi sulla qualità nutrizionale, cioè ricerca di ingredienti meno chimici e più naturali. Facciamo degli esempi …. riprendiamo il primo elenco degli ingredienti.

Ricordate la regola che gli ingredienti si riportano in ordine decrescente – da quello presente in maggior quantità a quello presente in minor quantità? Bene, poichè ho acquistato una crostatina avrei voluto trovare al primo posto: farina, ed invece appare al 5° posto dopo zucchero, burro, uova. A seguire… la chimica: aromi (non specificati dunque di sintesi), addensanti, agente lievitante e conservante. Qui, una sigla: E282, cos’è? Propionato di calcio, un sale dell’acido propionico, utilizzato per proteggere il prodotto dall’attacco dei funghi.

Anche il preparato di albicocca offre qualche spunto… 50% purea di albicocche (per purea si intende il prodotto ricavato setacciando la parte commestibile del frutto interi o sbucciato, senza eliminare il succo) e 50% di pura chimica di cui zuccheri e addensanti, correttori di acidità, conservanti e aromi. I trattamenti tecnologici sono responsabili dell’impoverimento del patrimonio di vitamine, minerali, fibra e anche di zuccheri (frutosio) tanto che a seguire troviamo l’aggiunta di sciroppo di glucosio-fruttosio!

Ho annaffiato il tutto con la seconda brodaglia chimica altrimenti definita Thè verde. Cosa ha del the verde? L’estratto 0,2% ma sopratutto il colore verde ….. della bottiglia, del tappo e dell’etichetta! Qui e qui, qualcosa di altro sempre sul tema…

Speriamo che il progetto bar prenda velocemente il via!!!

Alimentazione senza glutine e vegetariana

Abbiamo spesso parlato della Dieta Mediterranea e Dieta Gluten-free arrivando alla conclusione che è un connubio possibile. Ora invece un’altra sfida: Dieta Vegetaria e Dieta Gluten-free.

Questa volta la sfida sembra essere più difficile ma vediamo insieme alcuni punti…..
La comunità scientifica è ormai unanime nell’affermare che bisogna ridurre drasticamente il consumo di carne ed in particolare di quella rossa per prevenire numerose patologie cronico-degenerative (tumore colon-retto, alla prostata, al seno, ai reni, CVD). Ciò trova anche conferma in coloro che consigliano di allontanare la carne dalle nostre tavole per motivi etici e/o ecosostenibili. Dunque è bene abbondare in alimenti di origine vegetale che ugualmente apportano proteine quali i legumi.

La dieta vegetariana e la dieta gluten free hanno diverse fonti alimentari in comune perchè senza glutine. Inoltre le stesse permettono di evitare le più comuni carenze nutrizionali. I legumi (ceci, lenticchie, fagioli….), le uova, il tofu, il latte, la frutta secca ed i semi. A questi si aggiungono, poi i pseudo-cereali quali quinoa, amaranto e grano saraceno oltre a teff, sorgo e miglio.

….. carenze nutrizionali… quali sono? Sono carenze a carico di proteine, fibra alimentare, minerali (calcio, ferro, magnesio, zinco) e vitamine (vitamine del gruppo B e vitamina D). In realtà tutte possono essere ben compensate con una buona composizione dei menù scegliendo tra gli alimenti idonei sia perchè ricchi di nutrienti che senza glutine.

A me sembra che anche questa connubio possa essere possibile!

Per ulteriori informazioni:
dieta vegetariana gluten-free;
City life eats;
eating vegan;
VegPyramid;
– Luciana Baroni.

Celiachia molto più che un business…..

Chi di noi oggi non ha letto e riletto la notizia battuta dalla maggior parte delle testate giornalistiche? Si, sto parlando della scomparsa di Davide.

Attenzione! Si parla oggi molto di celiachia (incidenza, sintomi, esami da fare…..) ma quanti veramente e correttamente sanno “trattare” il celiaco?

La causa della morte non è celiachia perchè il ragazzo era poliallergico e sarà l’autopsia a darne conferma ma…….. recentemente, troppo spesso la celiachia è presentata come un business per la ristorazione, per le Aziende……

La celiachia è ben altro! La celiachia è una malattia e chi decide di prendersi cura di un celiaco deve farlo con consapevolezza, coscienza e rigore, sapendo che ciò che il celiaco mangia, se mal preparato e/o servito, può trasformarsi in veleno.

E’ fondamentale essere informati costantemente su quelle che sono le novità sull’alimentazione gluten-free e sopratutto bisogna essere sempre attenti in ogni momento dalla preparazione all’arrivo in tavola, di un piatto senza glutine.

Guai alla superficialità e/o cattiva informazione!

Arrivederci Davide!

Crisi celiaca: rara e poco nota

La crisi celiaca è una manifestazione acuta caratterizzata da una rapida progressione dei sintomi gastrointestinali associata ad altre manifestazioni quali disidratazione e/o malnutrizione. E’ una condizione che può richiedere ospedalizzazione o trattamento con integratori.

La crisi celiaca è tutt’oggi rara e poco nota ed i sintomi sono diarrea ed altre gravi alterazioni metaboliche.

Un recente studio è stato pubblicato da un gruppo di ricercatori del Celiac Center, Beth Israel Deaconess Medical Center su Clinical Gastroenterology and Hepatology. Lo scopo è stato quello di migliorare le conoscenze, di facilitare la diagnosi e di sviluppare strategie di trattamento. E’ emerso inoltre che è fondamentale, in questi soggetti, fare la sierologia e la genetica per la celiachia. La crisi celiaca è a volte una particolare manifestazione di questa condizione.

Letture consigliate:
Adult celiac disease presented with celiac crisis: severe diarrhea, hypokalemia, and acidosis
Celiac crisis in an adult on immunosuppressive therapy

Come fare una “economica” spesa gluten-free

Qualche giorno fa scrissi un post sul mercato senza glutine e questo è stato occasione di confronto su un tema al quanto scottante: il costo dei prodotti senza glutine. Nessuno può negare che i prodotti senza glutine, se confrontati con i loro analoghi con glutine, hanno un costo maggiore. Ma ci siamo mai chiesti perchè? La risposta viene facile: le Aziende del senza glutine voglio lucrare sulla salute degli utenti.

Accettabile ma opinabile! Vi siete mai chiesti quante garanzie ci sono dietro un pezzo di pane gluten free? Tutte le fasi della filiera produttiva debbono essere controllate e garantite, dalla coltivazione della materia prima al trasporto della stessa (dal campo all’Azienda), all’arrivo in Azienda…. Vi siete mai chiesti quali sono i costi per sostenere il reparto Ricerca&Sviluppo che l’Azienda deve avere allo scopo di sperimentare nuove formule più idonee sia come tecnologia di produzione che come qualità nutrizionale. Inoltre vi siete mai chiesti cosa significa tenere attiva una linea di produzione gluten-free, ammortamento dei costi…..?

Ma veniamo al nocciolo…. E’ possibile tagliare la spesa per i prodotti senza glutine per non incidere pesantemente sul budget di spesa della famiglia? Credo proprio di si.

http://blog.dsd.it/wp-content/images/elenco_aziende.jpg

Di seguito 5 consigli per risparmiare:
1. cucina alimenti che sono naturalmente senza glutine, frutta, verdura, legumi, uova, pesce, carne, formaggi tutti alimenti permessi e poco costosi;
2. prepara in casa alcuni cibi (pane, torte, biscotti, snack…) piuttosto che utilizzare costosi, prodotti trasformati;
3. prepara miscele di farine senza glutine in casa scegliendo gli ingredienti più idonei al tuo gusto
4. prova l’acquisto on-line (Amazon o altri… );
5. prepara pizza, pasta e/o pane 1 volta a settimana e congelali, puoi risparmiare denaro e tempo.

Non dimentichiamo però che:
– c’è un rimborso mensile erogato dal SSN diversificato, per sesso ed età;
– c’è ampia scelta di prodotti e di luoghi di acquisto. Alcuni punti GDO accettano buoni acquisto;
– c’è una Associazione – AIC – che come in passato, si è fatta portavoce di tanti bisogni del celiaco, arrivando a traguardi inaspettati, sicuramente lavorerà, o sta già lavorando, anche in questa direzione.