Il lamento gluten free

The Wall Street Journal ieri ha pubblicato questo articolo a firma di T Swick.

E’ un vero e proprio monito a ciò che sta capitando riguardo la dieta gluten free, piuttosto che un lamento gluten free!.

Sappiamo bene che l’alimentazione gluten free è l’unica terapia unanimemente accettata dalla comunità scientifica valida per coloro che vivono disturbi glutine correlati.

Ora invece oltre-oceano, ma a mio modo di sentire anche nel nostro variopinto Stivale, si sta diffondendo la moda dell’alimentazione gluten – free.

Questa la frase su cui riflettere riportata nel cuore dell’articolo: La moda senza glutine ha corroso il significato della frase, creando un parco giochi per i dilettanti e un campo minato per la minoranza dei rigorosi. Non solo è il marchio diventato spurio, ma molti del food-service sono comprensibilmente diventati lassisti, vedendo le richieste di alimenti senza glutine come una moda passeggera, e non i requisiti di una grave condizione medica. (volutamente ho solo tradotto dall’inglese all’italiano!)

Credo sia ora di porre rimedio a questo dilagare del gluten free inteso come panacea per … perdere qualche Kg di troppomigliorare la personale performance sportivaeliminare la pancia ed altre stramberie.

L’alimentazione gluten free è una terapia e deve essere seguita solo da chi ha reazioni avverse al glutine, miscela proteica peculiare di alcuni cereali: frumento in particolare.

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Celiachia al femminile

Spesso si parla di celiachia al femminile riferendosi in particolare all’epidemiologia oggi invece puntiamo l’attenzione su quelli che sono i sintomi e le … patologie campanello, cioè quelle patologie apparentemente senza causa che possono far pensare proprio celiachia!

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Nella donna, segnali troppo spesso inosservati poiché atipici, sono:

  • una inspiegabile anemia
  • difficoltà nel concepimento e/o durante la gravidanza
  • segnali premonitori di osteoporosi in giovane età e la predisposizione ad entrare in menopausa precoce.

Vediamoli più in dettaglio …

Anemia inspiegabile … – Spesso nelle donne si trovano valori di ferro (ferritina e/o sideremia) e di emoglobina non in range (in genere bassi). Situazione piuttosto normale – chiosano gli esperti – visto che la donna ha una perdita mensile di ferro a causa del ciclo mestruale. Si, vero ma è sempre bene indagare e soprattutto è bene farlo quando con questi valori la paziente racconta anche di debolezza muscolare, un facile affaticamento, la difficoltà a mantenere la concentrazione oltre che noi vederla con un eccessivo pallore cutaneo e delle mucose. Se fatti i dovuti accertamenti causa non se ne trova pensare ad un celiachia e dunque chiedere gli anticorpi specifici.

Difficoltà nel concepimento … – A portare l’attenzione su tale realtà è il dr Marco Silano -coordinatore del board scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia. La sterilità senza una causa apparente, l’endometriosi, un menarca tardivo o una menopausa precoce, fino ad alterazioni del ciclo mestruale e amenorrea, sono causate da alterazione dei globuli rossi. Tutto si rinormalizza con la diagnosi di celiachia e dunque quando si passa all’attuazione della dieta gluten free.

Difficoltà durante la gravidanza – Non si intende la negazione di maternità, ma una gravidanza difficile, una poliabortività e/o un ritardo di crescita intrauterina …
Nella quasi totalità dei casi, una dieta priva di glutine contribuisce alla remissione dei sintomi e consente alla donna di realizzare le aspettative di maternità.
Gli anticorpi anti-trasglutaminasi sembrano essere responsabili dell’attacco alla superficie di alcune cellule della placenta e indurre così una risposta immunitaria tra mamma&feto.

Perché i test sierologici di screening della celiachia non possono diventare pratica di routine in tutte le donne in gravidanza?

Segnali premonitori di Osteoporosi – Forse un’associazione più nota quella tra Osteoporosi&Celiachia in genere attribuita alla incapacità dell’intestino di assorbire correttamente calcio e vitamina D. Recenti studi confermano quanto detto ma associano un terzo fattore, cioè la produzione da parte del sistema immunitario di chi soffre di celiachia di anticorpi che attaccano una proteina chiave per la salute delle ossa, l’osteoprotegerina. La terapia è ancora la dieta gluten free dopo corretta diagnosi. Mai trascurare l’adeguato apporto di calcio (circa 1 g/die); un adeguato introito di vitamina D e adeguato movimento.

Nella pratica alimentare significa non escludere latte e derivati, formaggi (in particolare il parmigiano), alcune verdure (broccoli, cavolo nero, coste, spinaci), erbe aromatiche (erba cipollina, prezzemolo) e frutta tra cui arance, kiwi, lamponi, more e ribes nero. Non va trascurato l’introito di vitamina D con le poche fonti alimentari disponibili quali fegato, pesce, latte e derivati e uova. Nella pratica delle buone norme di stile di vita è bene la giusta esposizione al sole e all’aria aperta (mani e viso per almeno 10 minuti al giorno) e una regolare e costante attività fisica durante la quale ossa e muscoli lavorino contro gravità.

Dieta senza glutine: odio&amore

L’alimentazione gluten free torna ad essere protagonista di un dettagliato articolo pubblicato in questi giorni su Il Fatto Alimentare, ben nota testata on-line.

Si punta il dito sul suo utilizzo da parte di persone che realmente non ne hanno bisogno, cioè coloro che non manifestano reazioni avverse al glutine. La motivazione del così grande successo che sta riscuotendo e della sua grande popolarità, è dovuta alla convinzione che una alimentazione di questo tipo sia salutare e sia in grado di evitare un volume corporeo che tanto da noia, soprattutto in questo periodo dell’anno: la pancia!

Poco di vero c’è in tutto questo e condivido dunque a pieno titolo quanto dalla giornalista riportato riguardo all’attuazione da parte di chi NON ne ha motivo ma .. si, ci sono alcuni ma che spiegherò!

L’alimentazione gluten free prevede l’uso di prodotti trasformati dall’industria pertanto è bene non abusarne poiché l’azienda , seppur attenta alle materie prime ma soprattutto al gluten free (20 ppm!), non potrà mai offrire prodotti salutari come quelli freschi. Il consiglio rimane e si rinforza: alimentazione mediterranea + prodotti gluten free solo dove necessario, cioè pasta e poco altro!

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Da questa base spiego i miei ma … si legge: […] La dieta senza glutine è dunque l’unica scelta possibile per chi soffre di questi disturbi ma presenta diversi lati negativi. Infatti se in teoria dovrebbe portare a un calo di peso, perché vengono eliminati alimenti ricchi di carboidrati come pane e pasta …

NON credo sia molto vero … nel momento cui il celiaco viene diagnosticato e inizia l’alimentazione gluten free in genere prende peso piuttosto che perderlo. Il prendere peso è conseguente non all’utilizzo di cibi più calorici e di scadente qualità nutrizionale, quanto piuttosto è dovuto al fatto che la mucosa intestinale , in particolare i villi, si ristrutturano e tornano alla loro funzione garantendo così un ripristino della salute del soggetto stesso. Se il soggetto abusa dei prodotti trasformati può passare al sovrappeso fino a raggiungere l’obesità tanto quanto avviene in un soggetto ‘non celiaco’. I prodotti trasformati dall’industria sono per tutti nocivi! Se non ricordo male per tali prodotti è stato coniato il termine di cibo spazzatura

Si legge ancora … […] Diversi studi hanno dimostrato che i celiaci a dieta senza glutine da lungo tempo possono andare incontro a carenze di micronutrienti, come le vitamine del gruppo B, il ferro, il magnesio, l’acido folico e anche la fibra proprio perché maggiormente presenti negli alimenti che vanno esclusi. […]. A lungo andare, una dieta priva di glutine può aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, sindrome metabolica e osteoporosi.

Qui scatta il mio secondo ma … perché mettere questi fiori all’orecchio del celiaco?
La carenza di quei micronutrienti citati si verifica in qualsiasi soggetto che non mangia adeguate quantità di frutta – verdura – ortaggi – legumi , cioè prodotti vegetali! Il rischio di patologie cardiovascolari o obesità o osteoporosi non è certo aumentato perché mangia gluten free quanto piuttosto perché c’è predisposizione familiare o c’è una alimentazione non adeguata associata ad uno stile di vita non corretto.

Scienziati ed esperti della nutrizione da anni ormai ripetono quanto possa essere dannoso l’uso/abuso del cibo spazzatura (junk food, ricordavo bene!) così definito in quanto apporta un introito eccessivo di zucchero, grassi e sale con serie ripercussioni sulla nostra salute. Dunque il prodotto gluten free non è da additare più di un prodotto convenzionale.

Il terzo ed ultimo ma scatta qui … Insomma, l’argomento non è chiaro ai più e le industrie se ne approfittano. La dieta gluten free fa parte del fenomeno health-halo, cioè la scelta di prodotti considerati salutari basandosi solo sulle apparenze.

Mi sembra ci sia veramente una distorsione! E pur ammettendo che l’argomento non è chiaro ai più … a mio modo di vedere così facendo si aumenta la confusione e si instillano dubbi anche a chi sicuro è, perché celiaco. Sono piuttosto convinta che tutti possiamo dare il nostro importante contributo facendo chiarezza con semplicità e scientificità.

– L’alimentazione gluten free è unica terapia per chi vive reazione avverse al glutine.
– Una corretta alimentazione gluten free permette il ripristino dello stato di salute, dopo corretta diagnosi.
– L’alimentazione senza glutine prevede un corretto utilizzo di prodotti trasformati dall’industria (pasta soprattutto) e un buon quantitativo di prodotti freschi naturalmente gluten free.

Questa è la mia opinione e … grazie a Giulia Bottaro per l’ottimo spunto offerto!

Dermatite Erpetiforme di Duhring e Celiachia

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In questi giorni si legge veramente tanto su celiachia, sensibilità al glutine, alimentazione senza glutine e altro ancora. Bene , il mese di giugno dedicato all’informazione e sensibilizzazione sta portando i suoi frutti!

Ora puntiamo la nostra attenzione su una delle manifestazioni della celiachia forse poco note che vanno sotto il nome di Dermatite Erpetiforme di Duhring (DE).

Che cos’è? Come si manifesta? Quando si manifesta? Cosa fare?

Sono più o meno queste le incalzanti domande che balzano alla mente o vengono rivolte al professionista, da chi già sta sperimentando tale patologia sulla propria pelle (mai espressione fu più calzante!).

La DE è una irritazione cronica recidivante della pelle. Questa si manifesta con vescicole sierose concentrate principalmente su gomiti, ginocchia, schiena e glutei. Le vescicole sono responsabili di un sintomo alquanto fastidioso: una intensa sensazione pruriginosa.

Anche nella DE come nella celiachia c’è un algoritmo diagnostico ben delineato, c’è una clinica ben definita ed una terapia altrettanto ben descritta. Tutto ottimamente dettagliato nelle Linee Guida elaborate dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC).

A questo punto vi starete chiedendo perché allora parlarne qui?
Perché proprio in questi giorni , come già accennato, dopo lungo tempo di silenzio su tale manifestazione, se ne parla … finalmente!

Occasione viene dalla pubblicazione di uno studio su Scandinavian Journal of Gastroenterology nel quale si descrive la DE in soggetti celiaci che occasionalmente ingeriscono glutine.

Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tampere, in Finlandia, ha coinvolto 514 pz con DE. Di questi, 20 arruolati (pari al 4% del totale) erano anche celiaci ma con comportamenti dietetici verso la malattia non sempre ad hoc, infatti solo 6 seguivano l’alimentazione gluten free in modo rigoroso.

Queste le conclusioni dello studio:
[…] una volta conclamata la presenza di DE, in tutti i casi l’eruzione cutanea è stata efficacemente controllata con un regime gluten-free, perseguito mediamente per sei mesi.

I ricercatori hanno pertanto dimostrato che la celiachia della pelle si manifesta prevalentemente in soggetti celiaci con una intensità dipendente dall’introito di glutine, anche in modo saltuario. Questo testimonia che la celiachia, nel tempo e in taluni pz, potrebbe evolvere anche in celiachia della pelle; quest’ultima risponde bene a una dieta totalmente priva di glutine, ma recidiva in caso di trasgressione.

Motivo in più – qualora ce ne fosse bisogno – per seguire rigorosamente l’alimentazione gluten free!

In chiusura aggiungo anche che sono forte&convinta sostenitrice di tale affermazione/invito perché ho conosciuto personalmente la DE e … credetemi … è davvero fastidiosa (volendo usare un eufemismo!).

Colpa della dieta vegana

Scusatemi ma non posso tacere!

Non posso tacere per diversi motivi e anche perché non più tardi di qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo nel quale c’è un mio virgolettato a proposito della compatibilità tra alimentazione gluten free e di tipo vegetariano. Mi spiego …

Oggi leggo – e ricevo molte sollecitazioni a riguardo – uno dei tanti articoli che stanno uscendo e che più o meno, in svariate forme, titola così: Caso del bimbo denutrito

Non posso tacere perché l’informazione deve essere fatta in modo semplice, comprensivo MA scientificamente corretta, eticamente sincera … insomma evitando demagogia, clamore, polveroni e ciarlatanesimo!

A mio modo di pensare, leggendo&rileleggendo quanto scritto da diversi numerosi giornalisti sull’accaduto, ciò che emerge e che va sotto accusa è la correttezza/adeguatezza dell’alimentazione NON onnivora – in questo caso vegana.

In realtà è ben altro! Sotto accusa è: l’incuria (volendo usare un eufemismo!) dei genitori. Vi spiego il mio punto di vista …

Il bambino in questione se è ricoverato presso il reparto di malattie metaboliche causa malnutrizione, non è certo perché seguiva una alimentazione vegana quanto piuttosto perché la sua alimentazione vegana NON era per scelta ne tantomeno correttamente realizzata, era un fai da te.

Mi sembra di aver capito che il piccolo paziente probabilmente non era/é neanche mai stato visto da un pediatra. Cosa un po grave, direi … siamo nel 2015!

Non vorrei banalizzare ma è come se i genitori portassero il bambino al mare dalle 13 alle 14 e poi viene ricoverato al reparto ustionati. A quel punto battiamo la notizia: Caso del bimbo ustionato. “Raggi del sole sotto accusa”.

… ennò, cari lettori! Sotto accusa è chi porta il bambino al sole a quell’ora… è scriteriato il comportamento, non fa certo male l’esposizione al sole… Tutto deve essere fatto con la testa ben piantata sulle spalle.

Tornando al nostro caso – ben grave (!) – sotto accusa non può finire uno stile alimentare, una filosofia di vita quale quella vegana, ma è piuttosto il come, il quando ed il perché viene attuata/praticata.

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Quelli che sottendono alla alimentazione vegana, vegetariana e altri ancora… sono concetti che debbono essere ben conosciuti e maturati nel corso della propria vita. E’ fondamentale la vicinanza di un professionista che sappia dare corrette e semplici informazioni al fine di non privare il nostro perfetto corpo di nessun nutriente e dunque di continuare a svolgere al meglio tutte le sue funzioni.

E voi che ne pensate? Aperta al dialogo, alla condivisione come sempre … Grazie ☺

Dieta gluten free non è poi così salutare!

Titolo provocatorio!

Sappiamo ormai tutti molto bene che una alimentazione priva di glutine e per tutta la vita è l’unica terapia per il celiaco. Sappiamo anche bene che la stessa alimentazione senza glutine è sollievo per chi vive la sensibilità al glutine non celiaca. Ma in questo ultimo caso non sappiamo ancora per quanto tempo tale terapia deve essere seguita.

Ora su J Med Food è stato pubblicato un articolo Functional and Metabolic Disorders in Celiac Disease: New Implications for Nutritional Treatment che punta i riflettori sulla correttezza di tale alimentazione portando l’attenzione su alcuni aspetti …. Vediamoli!

Gli autori affermano che ‘una dieta così restrittiva può NON essere adeguata per evitare complicazioni legate alla malattia’.

A mio modo di vedere è una affermazione abbastanza forte e poco corretta e tra l’altro aggiunge poco di nuovo. Sappiamo infatti bene che l’alimentazione gluten free elimina l’infiammazione a livello intestinale ripristinandone la sua funzionalità, ma se tale alimentazione non viene seguita correttamente le principali conseguenze sono:
1. ritorno del danno mucosale
2. alterazioni degli apporti nutrizionali: troppi grassi, troppi zuccheri semplici, poca fibra alimentare e basso introito di phytocomposti!

Gli autori continuano sottolineando come l’alimentazione senza glutine porta ad una serie di accidenti quali la diminuzione della funzionalità della colecisti e del pancreas, un aumento della permeabilità intestinale oltre che una compromissione del metabolismo del glucosio e di quello lipidico nonché della secrezione di insulina. Tale alterato quadro, sempre secondo gli autori, è responsabile del sovrappeso e dell’obesità.

Opinabile… NON è l’alimentazione gluten free restrittiva la causa di tutto ciò che è stato descritto sicuramente in modo corretto.
Tale situazione descritta, prima di tutto è peculiare di tutta la popolazione, e dunque anche dei celiaci perchè attualmente l’alimentazione è troppo ricca di prodotti confezionati, di prodotti di origine animale e di contro fortemente carente di prodotti di origine vegetale. Dunque non è una peculiarità della alimentazione gluten free!

La conclusione dell’articolo?
Gli autori formulano raccomandazioni -a mio modo di vedere- molto suggestive:
1. la dieta senza glutine per tutta la vita deve essere accompagnata da una corretta supplementazione di nutrienti
2. deve essere usata cautela nell’uso dell’olio fritto
3. gli oli ed i prodotti vegetali sono in grado di stimolare la cistifellea per promuovere l’assorbimento.

Personalmente credo che
1. il sovrappeso e l’obesità del soggetto celiaco a dieta gluten free siano dovuti all’eccesso di consumo di prodotti confezionati e alla scarsa attività fisica. Situazione questa, come già detto, che accomuna celiaci e non;
2. la supplementazione (per altro con altri prodotti di sintesi!) credo sia da sostituire con l’invito ad aumentare il consumo di prodotti freschi naturalmente privi di glutine quali frutta, verdura, legumi, cereali (gluten free!) e derivati…;
3. l’olio fritto è sicuramente da evitare da parte di tutti
4. l’olio di oliva e prodotti di origine vegetale sono in grado di dare un importante contributo alla salute del soggetto!

E voi cosa ne pensate? Via ai commenti…..

Una fresca merenda gluten free

Scipione, Caronte, Minosse.. tutti mostri del caldo che stanno mettendo a dura prova il nostro spirito di sopportazione…. e allora che fare? Una salutare, gustosa e fresca merenda gluten free sicuramente porterà un po di sollievo e riscuoterà gran successo in famiglia, tra gli amici e parenti…. dunque fatene un po di più!

Il primo consiglio è quello di utilizzare frutta rigorosamente matura, così eviterete di utilizzare tanto zucchero! Questi gli ingredienti: 400 g di pesce mature, gialle e sbucciate (ovviamente qualsiasi altro frutto estivo va benissimo!), 100-120 g di zucchero, succo di 1 limone.

Frullare il tutto e versare nella gelatiera. Consumare subito o …… riporlo in frizer in una vaschetta o in contenitori monoporzione, anche in silicone… ma non credo che ne avanzerà!

A tutti voi “Buon sorbetto!” mentre a MonicaGrazie per avercelo proposto!

Cereali permessi e non

Spaventati? C’è qualcosa di nuovo da sapere? Un errore della piattaforma? Un vecchio post riemerso per errore?…..

Nulla di tutto ciò! E’ tutto voluto… Sebbene tanto se ne sia parlato e se ne parli – mi sono resa conto che non è sempre ben chiaro a tutti (anche tra gli esperti!), quali siano i cereali permessi e quali quelli non permessi.

Il glutine è la miscela proteica nemica del celiaco e di tutti coloro che vivono reazioni avverse quali dermatite erpetiforme, atassia da glutine, allergia al frumento e l’ultima nata: la sensibilità al glutine…. Come anticipato, il glutine è una miscela proteica che si forma al momento dell’impasto, cioè quando grazie all’energia cinetica delle mani, farina ed acqua formano una massa viscoelastica.

La sua composizione è attribuibile per circa il 45% alle gliadine (se ne conoscono circa 40-50 molecole diverse) e per il 55% alle glutenine. Non tutte le gliadine son uguali! Sono infatti gliadine nel grano; secaline nella secale; ordeine nell’orzo; avenine nell’avena; panicine nel miglio; zeine nel mais; orzeine nel riso ed infine kafirine nel sorgo. Di queste solo quelle in rosso scatenano l’abnorme reazione immunitaria ormai ben nota nei suoi meccanismi biomolecolari e di cui ben conosciamo le conseguenze.

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Su questa base possiamo stilare l’elenco dettagliato dei cereali NON PERMESSI e PERMESSI. Eccolo!
NON permessi sono:
Frumento (grano duro e grano tenero)
Farro
Orzo
Segale
Monococco
Kamut
Spelta
Triticale
Germe di grano
Bulgur (o boulgour o burghul)
Frik
Greis
Greunkern
Seitan
Tabulè
Crusca dei cereali vietati
Malto dei cereali vietati
e logicamente tutti i derivati. Attenzione anche alla polenta taragna poichè la farina di grano saraceno (cereale permesso) potrebbe essere miscelata con farina di grano!

Dunque ricordiamo che farro e kamut e monococco ma anche l’orzo NON sono permessi!!!

I cereali permessi sono invece
Riso (arborio, carnaroli, balilla, integrale, gelsomino….)
Risi pigmentati (rosso e nero)
Mais
Mais pigmentati (giallo, rosa e blu)
Grano saraceno
Teff
Miglio
Sorgo
Quinoa
Amaranto
Chia
Fonio (bianco e nero)
Teosinte
Lacrime di Giobbe.

Appartengono tutti prevalentemente alla famiglia delle graminacee (circa 500 sono i generi e circa 5000 le specie!) ed i le cariossidi vengono utilizzate per ottenere farine dalle quali ottenere prodotti salati e dolci. Sono accomunati da un punto di vista nutrizionale, dal rappresentare un’ottima fonte di carboidrati (amido e fibra alimentare), proteine, minerale e vitamine mentre peculiare di ciascuno è la composizione in fitocomposti (flavonoidi, acidi fenolici, lignani, antociani, carotenoidi e fitoestrogeni). Diverse sono invece le caratteristiche produttive, l’adattabilità, la resistenza alle malattie… tutto ciò contribuisce ad una loro diversa distribuzione nelle diverse aree del mondo.

Attenzione dunque a scegliere correttamente mentre per una scelta nutrizionalmente corretta presto ritorneremo su ciascuno di essi con una scheda più dettagliata!

Gluten Brains: the brain-grain connection

Gluten Brains questo è il titolo del libro recentemente scritto dall’autore Rodney Ford.

Avevo sentito parlare tempo fa delle possibili relazioni e di meccanismi ezio-patogenetici che vedono il coinvolgimento del glutine in patologie quali emicrania, disturbi dell’apprendimento, malattie del cervello, stanchezza cronica e danni ai nervi del sistema nervoso centrale. Oggi l’autore raccoglie nel suo libro tutte le evidenze note facendo così. il punto della situazione.

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Il libro prevede diversi capitoli e spazia dalla presentazione del glutine fino ai disordini glutine correlati per concentrare, poi tutta l’attenzione sui possibili danni del glutine sul sistema nervoso centrale. Dal capitolo 4 al capitolo 9, infatti si trova una dettagliata rassegna. In chiusura: il capitolo 10 dedicato agli studi scientifici di supporto a tutto ciò che è stato presentato e il capitolo 11 presenta una raccolta di link utili e di E-book.

Io lo leggerei.. e tu?

Le Fumonisine e l’adeguatezza della dieta gluten free

Eccomi di ritorno on line ….  La vita off line è stata piuttosto impegnativa durante questo periodo …..

Numerose sono le novità apparse sul pianeta celiachia e disturbi glutine correlati. Le tappe salienti le ripercorreremo tutte ma ora ripartiamo con ….

Dietary exposure to fumonisins and evaluation of nutrient intake in a group of adult celiac patients on a gluten-free diet. Questo il titolo del lavoro pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research, che porta la firma della professoressa Nicoletta Pellegrini e la dr.ssa Chiara D’Asta dell’Università di Parma.

Lo studio ha visto il coinvolgimento di 40 soggetti celiaci e 40 soggetti controllo. I volontari si sono sottoposti alla registrazione settimanale dei consumi alimentari allo scopo di valutare sia la qualità nutrizionale della dieta sia l’esposizione a fumonisine, sostanze tossiche prodotte da muffe cui sono particolarmente soggette le colture di mais in campo.

Nella maggior parte dei casi, gli alimenti analizzati (circa 118) hanno mostrato un livello di contaminazione da fumonisine ben inferiore ai limiti di legge, la diffusa contaminazione dei prodotti si è riflessa in una maggiore introduzione di fumonisine nei soggetti celiaci rispetto al gruppo di controllo. Pertanto sarebbe auspicabile valutare nuovi limiti di legge europei per regolare la presenza di questa tossina negli alimenti destinati a diete particolari.

Un risultato della studio e la sua relativa conclusione dello studio stesso riaprono un annoso problema: l’adeguatezza nutrizionale della dieta. I celiaci hanno mostrato la tendenza a consumare una dieta ad alto contenuto in grassi e zuccheri semplici, con una maggiore frequenza nell’introduzione di dolci e soft drink e un minor consumo di vegetali, ferro, calcio e folati. Questo potrebbe aumentare il rischio d’insorgenza di malattie cronico-degenerative legate a squilibri nutrizionali. E’ dunque da considerare l’importanza di una opportuna educazione alimentare soprattutto in soggetti sottoposti a una dieta restrittiva.