La celiachia vien … d’estate

Un gruppo di ricercatori dell’Unità Operative di Epato-Gastro e Nutrizione e di Patologie Epato-Metaboliche del Bambino Gesù di Roma e di Gastroenterologia dell’Università di Bari, ha recentemente pubblicato su European Journal of Pediatrics i risultati di uno studio il cui obiettivo era verificare se la stagione – meglio il mese – di nascita può essere associata ad una maggiore probabilità di sviluppare celiachia.

http://www.glutenfreetherapeutics.com/wp-content/uploads/GFT_May-19-Blog.jpg

La risposta è affermativa!

Un dato curioso ma piuttosto allarmante quello che evidenzia come i bambini nati nei mesi estivi abbiamo maggiori probabilità di sviluppare questa patologia.

Lo studio ha visto la formazione di due squadre: il primo gruppo costituito da 596 bambini celiaci nati negli anni 2003-2010 vs il secondo gruppo di controllo formato da 439.990 bambini NON celiaci nati negli stesi anni e nelle stesse città dei primi.

La valutazione finale ha mostrato una prevalenza del numero delle nascite di pazienti celiaci nella stagione estiva (28,2%) rispetto al gruppo di riferimento (23%). Inoltre stratificando il campione per sesso ed età è stata confermata l’associazione tra celiachia e nascita nei mesi estivi aggiungendo la predominanza nelle bambine 28.6% vs 22.6%.

Conclusione dello studio è che i bambini nati nel periodo estivo hanno un più alto rischio di sviluppare celiachia. Questa la motivazione addotta …

[…] summer-born infants are introduced to complementary feeding (gluten) in winter, when the rotavirus infection is at its hightest peak; this may be the link between season of birth and development of celiac disease.

«Il possibile link tra stagione di nascita e sviluppo di celiachia, in soggetti geneticamente predisposti – spiega la dottoressa Antonella Diamanti, gastroenterologa e responsabile della Nutrizione Artificiale del Bambino Gesù – potrebbe essere rappresentato dalla concomitanza tra la prima introduzione del glutine (consigliata dai pediatri in genere a 6 mesi di età e quindi tra novembre e gennaio nei nati in estate) con il periodo di maggiore probabilità di esposizione ad infezioni gastrointestinali virali acute da Rotavirus. Alcuni studi epidemiologici, infatti, hanno evidenziato che un alto tasso di infezioni da Rotavirus può incrementare il rischio di sviluppare la malattia celiaca in soggetti geneticamente predisposti.

E voi quando siete nati? … dunque attenzione!

Studio davvero interessante che offre ottimi spunti di riflessione per una buona strategia di prevenzione della celiachia. Buona lettura!

Fonte: Impact of the birth’s season on the development of celiac disease in Italy.

CeliachiaOggi e… IO!

CeliachiaOggi – una rivista interamente dedicata al mondo della celiachia, che oggi però allarga i suoi confini infatti l’alimentazione senza glutine non è realizzata solo ed esclusivamente dai celiaci!

Tutto nasce … ad aprile… a Milano durante l’Open Day dr Schar in occasione dell’avvio della settimana d’informazione sulle intolleranze al glutine. Ho avuto la possibilità di conoscere due grandi donne che rispondono ai nomi di Lorena RIVA e Carolina PECIOLA. Una condivisione piena di intenti e di modalità operative e dunque eccomi ora a far parte del team di esperti che scrivono su tale rivista.

Il mio contributo? Per il momento, una rubrica in cui parlo della Dieta Mediterranea gluten free – logicamente basata sul libro di cui sono autrice – aggiungendo qualcosa di nuovo: la valenza eco-sostenibile, cioè una alimentazione ed uno stile di vita ed una filosofia di essere rispettosi delle risorse suolo ed acqua.

L’esordio è stato nel numero precedente in cui ho fornito qualche nota storica ma dal prossimo numero si entrerà nel vivo.

dieta mediterraneaDEF

Nel prossimo numero, infatti cominciamo a leggere per conoscere dettagliatamente l’epitaffio della Dieta mediterranea il cui incipit è… una grande abbondanza dei prodotti vegetali

Curiosi? Ad Agosto tutto svelato ☺

Il Granoturco….. oro giallo per la Salute!

Questo il titolo del seminario che domani, domenica 25 agosto alle ore 10.30, terrò ad Apiro.

Diapositiva1

Ammetto che seppur difficile concentrarsi perché è il primo talk della stagione ….sono ancora in regime vacanza… è piacevole quanto ghiotta occasione per spolverare e portare alla luce qualcosa di intrigante ma soprattutto per lanciare un’altra sfida!
Felicemente reduce – visti i risultati – di quella che mi ha impegnata nel voler declinare la Dieta Mediterranea in versione gluten free ora sto lavorando/difendendo quella che riguarda la relazione Green-Blue DIET&Mindfulness.

Riconosco l’eccesso di termini inglesi ma non scaturiscono da esterofilia quanto piuttosto dall’efficacia d’espressione…. Mannaggia a loro (!)… spero mi perdonerete 🙂

A mio modo di pensare non è una sfida quanto piuttosto un aggiornamento doveroso alla luce delle nuove acquisizioni medico-scientifiche che riguardano il concetto di DIETA ed il concetto di SALUTE. Condivido…..

Premetto qualche piccolo chicco (mi sembra più adeguato piuttosto che l’usuale chicche!) storico-culturale sul mais visto che sarà il protagonista/pretesto della chiacchierata….

Sfogliando le ingiallite pagine dei vocabolari liceali ho ri-trovato che …. Frumentone, formentone, formentazzo, granone, grano siciliano, grano d’India, melica, melinga e pollanca sono i diversi modi per identificare il granoturco o granturco. I puristi – linguisti sostengono invece che il termine granoturco altro non è che la maccheronica traduzione della locuzione inglese wheat of turkey, cioè grano per tacchini.

Simpatica è anche la sua storia sull’origine-provenienza. Secondo CharlsDarwin per gli amici – l’origine del mais è sud-americana mentre secondo Bounfans l’origine è africana e prova di ciò ne sono i ritrovamenti nelle piramidi ad opera di un archeologo. Secondo invece MacNeism l’origine è mesoamericana. In Italia? In Italia la coltivazione del mais arriva nel ‘500 e ben presto diventa l’alimento base, declinato in polenta – pane e tortini, dell’intera popolazione contadina. Stretta sappiamo essere la relazione con la salute e dunque, poiché il mais è carente in vitamine del gruppo B, niacina e triptofano (aminoacido precursore), la popolazione italiana conoscerà la pellagra. Una malattia endemica con manifestazioni cutanee (dermatite) o a carico dell’apparto neurovegetativo (demenza) e/o dell’apparato gastrointestinale (diarrea).

Il Mais è un cereale che a pieno titolo entra nella dieta Mediterranea e ben risponde alle esigenze alimentari, nutrizionali e salutistiche. E’ proprio qui che piutossto che parlare di relazione tra Dieta&Salute parlerò di Green-Blue DIET&Mindfulness…..

Negli anni il termine dieta – più volte lo abbiamo ricordato – è passato dalla stretta accezione di regime ipocalorico, restrittivo e dunque punitivo, a quello di più ampio respiro di Dieta Mediterranea. S’intende cioè una corretta alimentazione ed un sano stile di vita di stampo mediterraneo.

Un epitaffio che così recita: un’abbondanza di prodotti di origine vegetale; quantitativi bassi o moderati di pesce, pollame, latticini e uova; solo piccoli quantitativi di carne rossa; olio di oliva come fonte principali di grassi e una moderata quantità di vino, normalmente consumata durante i pasti.

In realtà c’è di più ….. ecco perché ormai ritengo che i tempi siano maturi per parlare di Green-Blue DIET.

Focalizzando l’attenzione sulla corretta alimentazione possiamo introdurre i concetti di frugalità, stagionalità, biodiversità, territorialità ma anche di ecologia che per definizione è … lo studio delle relazioni tra gli organismi viventi (dunque l’UOMO) e il loro ambiente fisico (dunque il PIANETA). Così si spiega come, pur rimanendo nello stampo mediterraneo sopra descritto, si possano accostare i due aggettivi: green, verde per il rispetto della risorsa suolo, e blue, blu e rispetto della risorsa acqua!

Anche spostando l’attenzione sullo stile di vita i concetti si ampliano pensando all’importanza dell’igiene del sonno, della corretta ripartizione dei pasti, della cura di sè…. Fino ad arrivare all’esigenza di aggiungere una terza area – completamente nuova – quella lumosity celebrale.

Di contro anche il termine salute ha avuto una sua evoluzione, ecco perché anche in questo caso mi piace ampliare/modificare il termine salute con quello di Mindfulness. L’Organizzazione Mondiale della Sanità – per gli amici OMS – nel 1946 dava questa definizione: uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Sarà L Wylie nel 1970 che vedrà la salute non più come uno stato quanto piuttosto come una condizione dinamica definendola come l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente.

Ulteriore perfezione la si raggiunge con l’intuizione di Bo nel 1976: Lo stato di salute è una condizione di continuo adattamento e perfezionantesi equilibrio tra organismo (corpo e psiche) e l’ambiente (naturale e sociale), fino al raggiungimento del completo benessere fisico, psichico, spirituale, sessuale, ecologico.

Ma…. a me piace l’ultima che a mio modo di vedere è la summa maxima della salute, cioè la Mindfulness (letteralmente attenzione consapevole o attenzione nuda). Fonte: Mindfulness e Benessere psicologico.

La Mindfulness è uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi. E’ dunque un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni e non è mai costante.

La Mindfulness è indirizzata a chiunque desideri, trascendere le proprie limitazioni e raggiungere un livello più alto di benessere psicologico, fisico e sociale.

Ecco allora che la sfida anche in questo caso è vinta! Alla luce di quanto esposto credo che la relazione Green-Blue DIET&MINDFULNESS altro non è che l’evoluzione della ben nota relazione DIETA&SALUTE.

Questo è un pò il canovaccio sul quale mi muoverò poi vi darò altri dettagli…. vi aspetto!

Chiacchierando di…. Sensibilità al glutine

Esattamente dal 2011 che sentiamo parlare di Sensibilità al Glutine, ora si aggiungono altre novità e dunque è bene chiarire e approfondire!

Nella grande famiglia dei disturbi glutine correlati, 3 sono le patologie che maggiormente in questo ultimo periodo sono sotto la luce dei riflettori e suscitano l’interesse sia della comunità scientifica che profana (!). In base alle ultime acquisizioni si distinguono la Sensibilità al Glutine, la Celiachia e l’Allergia al Frumento. Molti i punti in comune ma anche tante le differenze.

disturbi

Partiamo dal responsabile di tutto ciò che è… il glutine.

Il glutine è una miscela proteica peculiare di alcuni cereali quali frumento, segale, farro, kamut, orzo, triticale e spelta. Di conseguenza è presente in tutti i prodotti derivati: dalla farina al pane, pasta, pizza, biscotti fino a tutti i prodotti da forno dolci e salati. Inoltre è sempre bene fare attenzioni anche ai prodotti che potrebbero essere contaminati dal glutine durante le fasi lavorazione, cottura e/o confezionamento.
Da un punto di vista biochimico è costituito da prolammine e glutenine che al momento dell’impasto di strutturano a formare un reticolo tridimensionale dalle proprietà tecnologiche così interessanti quali quelle visco-elastiche. Per chiarire ….

gluitne

Proseguiamo con la definizione partendo da quella che storicamente è la più nota.
La celiachia – patologia autoimmune geneticamente determinata (associata agli aplotipi DQ2 e DQ8 del sistema HLA) che coinvolge principalmente l’intestino. La reazione del sistema immunitario al trigger ambientale – il glutine – danneggia l’intestino. Se non diagnosticata e curata si possono verificare fenomeni di malassorbimento fino a patologie più gravi quali il linfoma intestinale. Lo specialista ha a disposizione un preciso e dettagliato percorso diagnostico che si compone di esami specifici ematici fino alla biopsia intestinale per confermare la diagnosi.

Ben nota e ben definita anche l’Allergia al frumento – questa conosciuta anche come allergia del fornaio, è una reazione IgE mediata nei confronti delle gliadine e comprende asma da farina o rinite interessa soprattutto cute e apparato respiratorio. Test allergologici (prick test e RAST specifici) possono fare chiarezza e dare la certezza che si tratta di allergia al frumento.

La nuova nata invece la Sensibilità al Glutine – un problema più diffuso di quanto si possa pensare e autorevoli studi ne danno conferma. Nel 2011 durante la prima Consensus Conference le prime osservazioni dagli esperti sono state raccolte e trasformate nel primo algoritmo diagnostico-scientifico. Oggi, dopo il Second International Expert Meeting on Gluten Sensitivity, si da una nuova e più precisa definizione (!): la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC).

Questo per sottolineare come, in assenza di marker diagnostici specifici per la SGNC, è sempre necessaria una procedura diagnostica di esclusione della celiachia e dell’allergia al grano.

La SGNC è una condizione che si manifesta principalmente con:
– dolori addominali (68%) anche con bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, gorgoglii e gas intestinale, stitichezza e diarrea;
– rush cutaneo (40%);
– senso di affaticamento, intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari;
– mente annebbiata (35%) o mal di testa;
– gonfiore addominale (25%).

Allo stato attuale tutti gli studi concordano nel confermare l’identikit abbozzato l’anno scorso: la SGNC è donna. Nella maggior parte dei casi sono colpite donne di età compresa tra i 25 ed i 45 anni e solo recentemente sono stati discussi alcuni casi pediatrici caratterizzati – a differenza degli adulti – da sintomi gastrointestinali.

I più scettici fanno notare che c’è forte sovrapposizione tra Sensibilità al Glutine Non Celiaca e Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)!

Studi australiani, italiani ed europei di recentissima pubblicazione, dimostrano come una diagnosi di SGNC sia in grado di spiegare e curare una consistente casistica di casi IBS. Se in Italia circa il 16-25% della popolazione soffre di IBS, è stato recentemente dimostrato come almeno un 28-30% di questi potrebbero essere sensibili al glutine, in virtù della loro risposta positiva alla una dieta senza glutine.

Nuove evidenze epidemiologiche per la SGNC. La combinazione dei dati NANHES e della casistica IBS. Inoltre l’Amilase Tripsin Inhibitor (ATI), è il nuovo tassello nella definizione della patogenesi della SGNC.
Gli ultimi studi presentati da Detlef Shuppan, Professore di Medicina Molecolare and Traslazionale all’Università Mainz in Germania, illustrano come in questi disordini, oltre alla gliadina, potrebbe avere un ruolo anche l’ATI, frazione proteica che migra insieme al glutine, che si è dimostrata essere un fattore scatenante di allergia al grano e che, secondo gli esperti potrebbe stimolare l’immunità innata dell’intestino, “meccanismo d’innesco” alla base della SGNC.

La terapia?
La terapia accomuna tutti i disturbi glutine correlati discussi fin’ora: una rigorosa alimentazione gluten free. La dieta Mediterranea viene declinata nella versione gluten free e dunque rimangono sempre proponibili ed attualizzabili sia il modello alimentare caratterizzato dall’abbondanza di prodotti vegetali (attenzione ai cereali contenenti glutine!) che lo stile di vita. Quest’ultimo inteso come un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, fino ad arrivare alle colture – raccolta – pesca – conservazione – trasformazione – preparazione e soprattutto consumo del cibo.

Ciò che potrebbe fare la differenza è la durata della terapia. Sappiamo ormai bene che nel caso della celiachia l’alimentazione gluten free è per tutta la vita mentre siamo sempre più convinti che nel caso della SGNC questa potrebbe essere adottata dal soggetto solo per un periodo di tempo limitato. Ancora da capire PER quanto tempo!

Ulteriori dettagli sono disponibili nel sito Meglio Senza Glutine mentre delucidazioni ulteriori, consigli, curiosità si potranno ricevere durante la seconda settimana di informazione che prenderà il via il 10 giugno.

Taste of Milano vs Settimana d’Informazione!

Oggi – venerdì 31 maggio – al grande evento Taste of Milano entra il gluten free. Abbiamo già accennato al suo significato e alla sua importanza ma ora se ne aggiunge un altro ancora. Segna infatti segnare il via di una importante iniziativa: la seconda settimana nazionale di informazione su Sensibilità al Glutine Non Celiaca e Celiachia.

L’anno scorso è stato il battesimo ed ora dato il successo riscosso ecco che si promuove la seconda edizione sempre con di scopo di avere un dialogo – a carattere puramente gratuito – tra utente e esperti: gastroenterologi, nutrizionisti e dietisti, prenotandosi entro il 4 giugno visitando il sito meglio senza glutine.

Perchè parlarne qui? Bhè prima di tutto perchè è uno spazio dedicato a tematiche gluten free ed in secondo luogo perchè tocca a me essere madrina di tutto ciò! Stasera dalle 19.00 alle 24.00 sarò nel corner dedicato e condivideranno l’esperineza due ben noti chef: Andrea Alfieri e Andrea Provenzani. Durante la settimana d’informazione, sempre in qualità di specialista in Scienze dell’Alimentazione, risponderò telefonicamente alle vostre chiamate!

L’iniziativa si svolgerà dal 10 al 16 giugno ed è promossa da DS – gluten free con il supporto scientifico dal Dr. Schär Institute ed il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica (ADI).

30 esperti internazionali dei disturbi glutine correlati si sono riuniti a dicembre a Monaco di Baviera nel Second International Expert Meeting on Gluten Sensitivity con l’obiettivo di definire lo stato di avanzamento della ricerca sia sull’ultima nata, cioè la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC), che sulla Celiachia. Ora è doveroso rendere noti i risultati e ciò sarà fatto con la pubblicazione di un documento “state of the art” e incontrando-educando l’opinione pubblica durante la settimana dedicata.

Numerose ed interessanti sono le novità da discutere e dunque in questa settimana cercate di approfittare chiedendo – chiedendo – chiedendo e prestando attenzione ai media!

Sono disponibili due interessanti quanto dotte interviste del
– Prof. Carlo Catassi – Dipartimento Pediatria, Università Politecnica delle Marche e Coordinatore del comitato scientifico del Dr. Schär Institute
– Prof. Alessio Fasano – Direttore Mucosal Biology Research and Center for Celiac Research Univerity of Maryland, Baltimora e membro del Dr, Schär Institute

I numeri della celiachia

Esattamente un anno fa!… e oggi? dalla relazione del Ministero della Salute del 2011 emergono numeri sicuri e tutti in rialzo. Questo sta a significare che la grande famiglia dei celiaci e in aumento. A questi dobbiamo aggiungere tutti coloro che vivono i disturbi glutine correlati.

Aumentano le diagnosi: rispetto al 2010 l’incremento medio nazionale è stato stimato del 19%. Quelle accertate, ora sono 135.800 ma….. se l’incidenza è stimata all’1% e se in Italia siamo circa 61.000.000, dove sono gli altri 500.000 o quasi? Sicuramente c’è ancora tanto da lavorare sull’informazione corretta e soprattutto bisogna sensibilizzazione di tutti i professionisti. In particolare nell’adulto bisogna saper ben riconoscere ogni singolo sintomo anche se questo sembra – a volte – essere lontano dalla celiachia. Bisogna ricordare che tale intolleranza è un vero camaleonte!

La maggior parte dei celiaci prediligono la Lombardia, solo nel 2011 ha registrato ben 5.000 nuove diagnosi. Poco amata è invece la Valle d’Aosta dove ne risiedono meno.

Altro dato estremamente interessante è che le donne sono le più colpite infatti nel 2011 i celiaci sono stati 38.655 vs 96.245 celiache. Nel parlare dunque di medicina di genere ecco che la celiachia entra a pieno titolo e ne è ulteriore dimostrazione. Sembrano essere i fattori ormonali a regolarne, infatti l’insorgenza.

Altra peculiarità è l’età. Il maggior numero di diagnosi si ha dopo i 10 anni: nel 2011 sono state 116.641 vs 104.081 del 2010.

Dunque la celiachia è sempre di moda! Cosa più importante però è che tutti coloro che sono coinvolti dalla diagnosi alla terapia debbono essere correttamente informati e debbono saper avviare ottimi percorsi di educazione alimentare e di stile di vita!