Documento ESPGHAN: nuove Linee Guida per la diagnosi di celiachia

Sembra un titolo di altri tempi (le precedenti Linee Guida risalgono al 1990) ed invece non è così!

Proprio oggi è stato pubblicato il pre-print del documento elaborato dell’European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN). 17 esperti – tra i quali il Prof. C. Catassi – hanno condotto una sistematica revisione della recente letteratura scientifica (anni 2004-2009) ed ora con questo documento segneranno un momento importante per l’iter diagnostico della celiachia.

ESPGHAN Guidelines for the Diagnosis of Coeliac Disease in Children and Adolescents: An Evidence-based Approach questo è il titolo dell’elaborato che porta la grande novità riguardo la biopsia del piccolo intestino. Un esame da sempre considerato fondamentale per la diagnosi di celiachia ma invasivo e perciò mal visto, sopratutto dai genitori dei pazienti più piccoli.

Ora sarà possibile fare diagnosi di celiachia senza biopsia se 4 su 5 dei criteri indicati sono presenti:
1. sintomi suggestivi di celiachia
2. autoimmunità
3. HLA predisponente
4. enteropatia celiaca
5. risposta alla dieta senza glutine.

Un’altra importante pietra miliare nella storia della celiachia! Chi ha piacere di leggere il documento può richiedermelo a questo indirizzo: lsaturni@univpm.it.

Celiachia, sensibilità al glutine e allergia al frumento

Questi tre termini non possono essere utilizzati come sinonimi poichè rimandano a tre condizioni ben diverse. Attenzione anche al fattore ambientale scatenante infatti non è sempre il glutine ma anche il solo frumento. Ecco allora che è necessario fare un pò di chiarezza!

Qual’è la differenza tra celiachia, sensibilità al glutine (meglio nota come gluten sensitivity) e allergia al glutine?

La celiachia (CD), ben nota orami da tempo (!), è una malattia autoimmune, geneticamente determinata. Il glutine provoca una risposta abnorme da parte del sistema immunitario (1). Si verifica un danno a livello della mucosa del piccolo, che perde così la sua tipica struttura e di conseguenza viene persa la sua principale funzione: assorbire nutrienti. Il soggetto presenta una sintomatologie estremamente variegata ed ha un alterato stato nutrizionale: carenze nutrizionali tanto più gravi quanto più danneggiata è la mucosa e tanto più lungo è il tempo prima di arrivare a corretta diagnosi.

E’ invece ancora difficile parlare di gluten-sensitivity enteropathy (GSE) poichè ci sono numerose evidenze scientifiche riguardo questa reazione avversa al glutine ma ancora rimangono oscuri i meccanismi biomolecolari. Il soggetto non ha predisposizione genetica ne danno alla mucosa dell’intestino ne anticorpi antitrasglutaminasi alterati ne altri sintomi o complicanze tipiche della celiachia. A tutt’oggi non ci sono test (test cutanei o del sangue con bassa accuratezza, esistono solo pochi centri specilizzati) in grado di aiutare la diagnosi. Il soggetto ritorna a non avere sintomi gastrointestinali solo quando attua una corretta dieta senza glutine. (approfondimento)

Infine l’allergia al glutine meglio definirla come allergia al frumento, è dovuta ad una risposta anomala alle circa 50 molecole che nel frumento sono in grado di stimolare una risposta infiammatoria ma non c’è danno all’intestino tenue. Alcuni sintomi della CD, della GSE e dell’allergia sono gli stessi mentre orticaria, difficoltà respiratorie e nausea sono peculiari dell’allergia. In questi casi la dieta senza glutine non porta un totale miglioramento infatti i soggetto debbono attuare una dieta priva di frumento. (approfondimento)

I numeri della celiachia

Chiusura ed apertura di anno sono i momenti, in genere, destinati a consuntivi e previsioni. Parliamo di celiachia – malattia autoimmune che danneggia la struttura della mucosa del piccolo intestino con conseguenze sull’assorbimento dei nutrienti – negli USA.

I dati:
– 1 americano su 133 è celiaco;

– gli americani (non stratificati per sesso, razza e/o età) celiaci sono circa 2,8 milioni;

– circa il 95% non sono diagnosticati oppure hanno una diagnosi errata (Harrison MS et al. Cleve Clin J Med. 2007; 74 (3) : 209-15);

– 6-10 anni è il tempo medio che un soggetto aspetta per avere una diagnosi corretta (Daniel Leffler, MD, MS, The Celiac Center at Beth Israel Deaconess Medical Center);

– il 5-22% dei celiaci ha un familiare di I° grado celiaco;

– la celiachia è associata a numerose altre manifestazioni: infertilità, riduzione della densità ossea, alcuni tipi di tumore, disturbi neurologici ed altre malattie autoimmuni (approfondimento);

– 5.000-12.000 dollari è il costo medio persona/anno per una mancata diagnosi (escluso il tempo lavoro perso);

– non ci sono attualmente cure con farmaci;

– l’unica terapia è la dieta (alimentazione e stile di vita) senza glutine;

– una buona compliance ed un atteggiamento positivo aiuta a vivere meglio la dieta senza glutine;

– le diagnosi di celiachia potranno rappresentare il 50-60% nel 2019;

– il mercato del senza glutine al termine del 2010 ha raggiunto 2,8 miliardi di dollari.

Dati indubbiamente importanti e…. in Italia? Quale è la situazione italiana?

Celiachia nell’adulto: tutta colpa dei batteri

Per anni si è sempre ritenuto che la celiachia fosse una malattia tipica dell’età pediatrica. Oggi invece sappiamo che può esordire anche in età adultà e negli anziani. Rimangono però, ancora poco chiare le cause.

In un recente studio sono stati esaminati campioni di sangue di 3.511 adulti, nel 1974 e poi nuovamente nel 1989. Originariamente solo 1 su 501 ha mostrato i tipici marcatori ematici per la celiachia, mentre 15 anni dopo, l’incidenza nella stessa popolazione in esame, era salita a 1 su 219.

Quale potrebbe essere la causa? Il prof. Alessio Fasano, autore dello studio, riconosce un ruolo importante ai cambiamenti della flora intestinale. Questi – secondo il professore – possono avvenire durante il corso della vita a causa di infezioni, interventi chirurgici o uso/abuso di antibiotici.

Fasano usa, per meglio chiarire il concetto, una simpatica metafora: ciascuno di noi nasce con un determinato codice genetico – che lo possiamo paragonare ad un pianoforte – e con una determinata popolazione di batteri intestinali – i pianisti! Alcune note possono essere stonate ma non saranno suonate per tutto il tempo. Si può quindi vivere tutta la vita senza sviluppare celiachia. Dunque tutto dipende da chi suona.

via: Health blog – WSJ’s blog on health and the business of health.

Celiachia e aborti ripetuti

Sappiamo da tempo che la celiachia nell’adulto ha manifestazioni (sintomi), quanto mai variegate in distretti corporei anche ben diversi dall’intestino. In particolare nella donna, può manifestarsi con poliabortività.

Il meccanismo biomolecolare alla base di questa relazione, celiachia-abortività, è stato svelato dall’equipe del prof. A. Gasbarrini, dirigente medico dell’U.O.C. di Medicina interna e gastroenterologia del Policlinico Universitario Gemelli e della prof.ssa N. Di Simone, dirigente medico del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente della stessa struttura. La ricerca ha visto anche la collaborazione del primo ricercatore dr. M. Silano dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quale il meccanismo? In vitro, i ricercatori, hanno evidenziato che gli anticorpi anti-trasglutaminasi, noti come markers per la diagnosi di celiachia, sono in grado di determinare un danno alla funzionalità placentare con inibizione della capacità invasiva delle cellule placentari, peculiarità fondamentale per permettere l’impianto dell’embrione (Anti-Tissue Transglutaminase Antibodies From Celiac Patients Are Responsible for Trophoblast Damage via Apoptosis In Vitro).

L’unica soluzione preventiva all’aborto è dunque una rigorosa dieta senza glutine, a partire almeno da sei mesi prima del concepimento, in modo da eliminare nel circolo ematico gli anticorpi anti-transglutaminasi.

via: Corriere della Sera

Celiachia e Nutrizione: gli interventi dei docenti

Ecco le relazioni che i docenti hanno presentato al convegno Celiachia e Nutrizione.

La prima parte della giornata è stata interamente dedicata agli aspetti clinici, diagnostici e sono state trattate alcune novità terapeutiche.

La celiachia: passato e futuro C. Catassi

La malattia celiaca nell’adulto E.Peruzzi

Complicanze nel morbo celiaco dell’adulto A. Di Sario

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la lettura magistrale del sociologo per poi passare alla dieta: dalla sua gestione in ospedale agli aspetti tecnologici fino a concludere con la Dieta Mediterranea senza glutine.

La celiachia: aspetti sociologici C.Corposanto

Dieta senza glutine nella ristorazione ospedaliera C.Carletti

Aspetti tecnologici nei prodotti dietoterapici G. Ferretti

Dieta Mediterranea e Celiachia: una convivenza possibile L. Saturni

Not only gluten free monthly

Monthly-Notebook_icon1

Anche questo mese le notizie sono state tante ed interessanti. Ecco un breve riassunto:
Celiachia e Nutrizione – il convegno che ha riscosso successo e che ha coinvolto tanti professionisti: biologi, medici, framacisti, dietisti e tecnologi alimentari. (1, 2)
La salute?…. una lotteria – revisione critica delle modalità di comunicazione.
La celiachia area di coopperazione – convegno del 15 settembre a seguito del quale sono emerse alcune novità.
Complimenti…. un bel traguardo – un brillante esempio di comunicazione da parte di una Azienda del mercato gluten-free.
Allergie ed Intolleranze in numeri – un aggiornamento sulle allergie e le intolleranze definite oggi una piaga della società contemporanea.
A…. come amaranto – un aggiornamento sulle sue proprietà nurizionali, anti funginee e tecnologiche.
Una soddisfazione!
La Dieta Mediterranea gluten-free.
Tre novità gluten free – le tre novità emerse dopo il convegno del 15 settembre riguardano: l’uso dell’avena, l’utilizzo del farro piccolo e la riscoperta di antiche tecniche di panificazione.
Occhio alle diagnosi facili – dal Prof. Corazza viene un monito per i medici di base, sulle diagnosi errate. In molti ne hanno parlato.
Celiachia: tanti casi e non solo bambini – la celiachia non ha età. Molte le diagnosi over 60 anni.
Sicurezza, tossicità …. del glutine – facciamo chiarezza sul significato ed appropiratezza d’uso di questi termini.
Prolamin Group Meeting.

Sicurezza, tossicità…. del glutine

In questi giorni la celiachia è tornata a far parlare di se con grandi novità anche nelle importanti testate nazionali e suscitando però qualche polemica. Vediamo insieme…..

E’ stato affermato che:
– 1 diagnosi su 5 è sbagliata (1)
– il numero dei celiaci è in aumento: da 1:500 a 1:133 in 29 anni (2)
– aumenta il numero dei celiaci over 60anni (3)
– le cause dell’aumento dei celiaci sono ancora oscure ma l’attenzione va posta sui fattori ambientali.

E’ proprio questo ultimo punto che ha fatto e fa, molto discutere. Perchè? Perchè si è detto che l’ipotesi più probabile, sembra essere la presenza sul mercato di cereali molto ricchi di frammenti tossici di glutine. Questa frase fa discutere… ma attenzione sia al significato di tossicità che alla collocazione all’interno della frase. Mi spiego……

Tossicità e sicurezza sono due termini ben diversi e non sono sicuramente sinonimi.

Tossicità è un termine che secondo la nomenclatura scientifica rigorosa rimanda a caratteristiche sia qualitative (intrinseche alla sostanza) che quantitative (gli effetti si manifestano solo se si superano livelli di concentrazione peculiari per ciascuna sostanza). Dunque dire che qualcosa è tossico o nuoce alla salute non dice nulla di concreto se non si ragiona sulle quantità.

Sicurezza ha diversi campi di applicazione ma concentrando l’attenzione in campo alimentare non è sicuramente un sinonimo del primo e -dal latino sine cure– sta a significare che quella sostanza non provocherà dei danni alla salute. Sicurezza alimentare significa consapevolezza della qualità igienico-sanitaria, nutrizionale e organolettica dell’alimento e della qualità ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione e consumo dei cibi.

Torniamo, ora, al nostro caso sulla tossicità del glutine o più precisamente all’affermazione nel mercato troviamo cereali più ricchi di frammenti tossici del glutine. Il glutine (o meglio alcuni frammenti del glutine) è tossico per il celiaco quando questo supera il valore soglia di 20ppm. Secondo il nuovo Codex Alimentarius sappiamo che anche la soglia 21-100ppm è stata ritenuta tollerabile cioè l’ingestione di prodotti con una quantità di glutine fino a 100ppm non causa alterazioni ne nella sierologia ne nell’istologia del celiaco.

A questo aggiungiamo che il termine non era riferito ai cereali. Nulla a che vedere dunque con micoteossine, pesticidi ed altro…..

Quello che si vuole far emergere è ben altro: gli attuali cereali hanno una quantità e qualità di glutine maggiore/diversa rispetto agli stessi coltivati alcuni anni fa. In questa direzione la ricerca si sta muovendo ora.

Presence of celiac disease epitopes in modern and old hexaploid wheat varieties: wheat breeding may have contributed to increased prevalence of celiac disease ne è un primo esempio.