Salute? No, Mindfulness

A mio avviso – ora i tempi sono scientificamente-culturalmente e socialmente maturi – per lanciare una sfida sul piano scientifico, culturale e sociale. Possiamo abbandonare il concetto di salute che dal 1946 così è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – per gli amici OMS – come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica conosciamo sempre meglio i meccanismi perfettamente programmati ed ingegnerizzati del nostro corpo e dunque dobbiamo imparare a conoscerCi sempre più ma soprattutto dobbiamo imparare a gestire tutti i fenomeni e gli episodi che si verificano dal momento della nascita fino al raggiungimento del limite massimo della vita. Si parla allora di Mindfulness e di Management Medicine.

La Mindfulness (letteralmente attenzione consapevole o attenzione nuda) è uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi. E’ dunque un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni e non è mai costante. La Mindfulness è indirizzata a chiunque desideri, trascendere le proprie limitazioni e raggiungere un livello più alto di benessere psicologico, fisico e sociale.

Alla base di ciò c’è la conoscenza di se stessi e c’è la consapevolezza di rispondere all’imperativo di Nietsche: Diventa ciò che sei! che declinato in versione gluten-free: Diventa celiaco!

Frase sicuramente forte ma una volta ricevuta diagnosi corretta di reazione avversa al glutine è fatto d’obbligo cominciare a conoscersi ed ad ascoltarsi.
Per capire meglio Vi propongo l’ascolto di una chiacchierata di un illuminato quanto saggio filosofo, psicanalista e docente universitario: Umberto Galimberti.

E’ fondamentale conoscere sia i meccanismi che sottendono alle reazioni avverse al glutine che ascoltare le proprie emozioni, sensazioni fisiche, pensieri… innescare un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni, che non sarà mai costante.

In questo nuovo approccio si parla allora di Green-Blue DIET.

La base è indiscutibilmente e saldamente ancorata alla Dieta Mediterranea che è molto più che un epitaffio e/o un modello alimentare in cui si elencano e consigliano alimenti “si” ed alimenti “no”!

E’ sintesi e fulcro di una moltitudine di fattori che contribuiscono alla costruzione di una socialità articolata e costruttiva. Rappresenta un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, o meglio “dalla zolla alla forchetta”, comprendendo modalità di colture – raccolta – pesca – conservazione – trasformazione – preparazione fino al consumo frugale e parco del cibo stesso. E’ fatto d’obbligo oggi pensare di essere cittadini d’Europa e del mondo e dunque avere rispetto di tutte le risorse del Pianeta per offrire a tutti i suoi abitanti la possibilità di poterne usufruire parimenti. Da questo nasce la definizione di Green – per il rispetto del suolo e delle sue produzioni – e Blue – per il rispetto dell’oro blu, cioè l’acqua. Con il termine DIET si riafferma e si consolida il concetto dell’importanza di una corretta alimentazione e di un sano stile di vita complesso ed articolato, che permettono il raggiungimento ed il mantenimento dello stato di mindfulness.

Tre sono le macro-aree nella quali la Green-Blue DIET si articola: la Nutrition, il Life Style e la Lumosity che presto conosceremo nei dettagli!