Allergie, intolleranze… prima stima dell’Aaito

Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo, era questo il motto con il quale Ippocrate spiegava l’intuizione avuta sull’esistenza di un legame tra ciò che si mangia e lo stato di salute. Oggi, grazie ai numerosi studi in campo biochimico, molecolare, genetico ed epidemiologico sappiamo molto di più sulle reali correlazione tra alcuni componenti degli alimenti e le patologie cronico degenerative. In particolare molta attenzione ora c’è verso le cosidette reazione avverse al cibo: allergie ed intolleranze. Queste infatti a tutt’oggi pongono numerosi interrogativi sui meccanismi eziopatogenetici e sopratutto sono i dati epidemiologici a spaventare: il numero delle persone colpite sono in crescente aumento nella popolazione italiana e mondiale. Questo era il quadro nel 2010!

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Proprio in questi giorni l’Associazione allergologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaito) ha pubblicato su Clinical and Experimental Allergy per la prima volta la stima sistematica delle allergie alimentari. I ricercatori hanno analizzato la storia clinica di 25.000 adulti che si erano rivolti al medico pensando di avere un’allergia, ed hanno scoperto che più di mille di loro avevano realmente un’allergia alimentare.

Ecco qualche numero…..Diciassette milioni in tutta Europa. In Italia ci sono 1.500.000 adulti e 570.000 bambini che manifestano allergie alimentari con ricoveri, consumo di farmaci, diagnosi, giornate di scuola e lavoro perse in crescita costante. Queste non si manifestano solo con sintomi lievi (prurito e/o rinite), sono infatti in aumento i casi che finiscono al Pronto Soccorso per reazioni anafilattiche gravi. E ogni anno non meno di 40 persone muoiono per aver mangiato involontariamente l’alimento sbagliato, talvolta anche dopo aver preso tutte le precauzioni possibili.

E’ bene subito fare una precisazione: sempre più spesso sentiamo parlare di allergie e di intolleranze e a volte – spesso! – in modo poco corretto tanto da utilizzare i due termini come sinonimi. Seppur entrambe sono reazioni avverse al cibo hanno alla base meccanismi biomolecolari, gentici, manifestazioni (sintomi) e terapie completamente diversi. L’allergia è una reazione del sistema immunitario ad una sostanza ingerita e che riconosce come estranea (ad esempio allergia alla frutta secca, ai crostacei…). L’intolleranza è una reazione che vede il coinvolgimento del sistema immunitario ma è sopratutto dovuta all’incapacità da parte del soggetto di digerire molecole presenti in uno o più alimenti a causa della mancanza o malfunzionamento di enzimi specifici. Ad esempio chi è intollerante al latte in realtà ha un difetto di lattasi, l’enzima che scinde il lattosio – tipico zucchero del latte – nelle sue componenti di glucosio e galattosio. Qui qualche dettaglio in più!

Per aiutare medici e pazienti a fare chiarezza, poche settimane fa il National Institute of Allergy and Infectious Disease statunitense ha pubblicato Nuove Linee Guida, che dovrebbero permettere di fare chiarezza sia nella diagnosi che nella terapia e negli interventi in caso di emergenza. Altro documento molto atteso, è quello che farà chiarezza nel ginepraio di definizioni, test diagnostici, consigli, sintomi, rimedi che era emerso da una grande revisione sistematica pubblicata da qualche mese su Jama dai ricercatori dell’Università di Stanford che hanno analizzato migliaia di studi pubblicati tra il 1988 e il 2009.

A proposito di test diagnostici… non ci si deve affidare ai numerosi e stravaganti test non convalidati: i vega-test, il Dria-test, il Citotest, l’analisi del capello e quant’altro. “La loro affidabilità non è dimostrata e possono portare a errori anche gravi“, spiega Riccardo Asero, allergologo della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano) e coordinatore dello studio Aaito: “Si devono invece fare dosaggi degli anticorpi specifici nel siero e test cutanei per le allergie, eliminazioni controllate di alimenti e test di provocazione per le intolleranze e dosaggi di altri anticorpi in caso di celiachia. Solo dopo avere accertata la vera allergia si deve cercare un rimedio e soprattutto bisogna limitare o evitare – a seconda dei casi – l’alimento incriminato“.

Fonte: L’Espresso