Un Premio!

A poche ore dalla riapertura del web-blog ecco che arriva un premio!

Questa la menzione ricevuta:
Questo riconoscimento viene attribuito ai siti, blog o forum di particolare qualità tecnica.
notonlyglutenfree.org è risultato avere un indice di qualità tecnica maggiore del 90%.
In particolare i siti che ottengono questo award: hanno server veloci, pagine responsive e ben strutturate
.

Onorata e Super-Felice di averlo ricevuto ed ora pronta a condividerlo con tutti Voi, cari lettori che ne avete permesso il conseguimento 🙂

siti web

Il sacro&Il profano

Non riesco ad immaginare titolo migliore per questo mio post che prende spunto da un articolo letto ieri su Sale&Pepe.it, testata on-line che ha deciso di scrivere riguardo il mal uso della alimentazione gluten-free.

I Falsi miti della Dieta Gluten Free è il titolo dell’articolo mentre di seguito … qualche semplice riflessione che piacevolmente condivido!

Ottima la partenza e le considerazioni iniziali seppur con qualche sbavatura. Ad esempio:
[…] Non è così perché le patologie correlate al glutine difficilmente si manifestano con sintomi come il gonfiore e dolori addominali.

Questo è opinabile … sappiamo che sia il gonfiore che i dolori addominali sono tra i sintomi molto spesso espressi dai nostri pazienti ☺

Procedamus! Effettivamente ciò che più stride è il terrorismo gratuito che trapela negli ultimi capoversi … mi spiego subito, portando esempi concreti.

Si legge:
[…] Eliminando frumento, orzo e segale dai pasti, si abbassa notevolmente il consumo di una vasta gamma di nutrienti come ferro, fibre, acido folico, zinco, e vitamina D
e qualche riga sotto si legge … Aumentano i rischi di tumore.

Sono due frasi che non mi piacciono e spiego perché …
Eliminando frumento, orzo e segale … NON si elimina proprio nulla quanto piuttosto si sostituisce. Sono i cereali naturalmente senza glutine e gli stessi garantiscono apporti adeguati degli stessi micronutrienti citati anzi in alcuni casi se ne trovano in quantità superiore. Vediamo …

FERRO –
pasta di grano 2.7g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 6g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

FIBRA –
pasta di grano 1.4g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 4g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

Analoga situazione vale per lo ZINCO … anzi c’è una sorpresa: tra i 10 alimenti più ricchi di zinco guarda-guarda chi sbucano!!?!
Mandorle – Fagioli – Anacardi – Ceci – Lenticchie – QUINOA – Semi di Girasole – MIGLIO – Semi di Zucca e Pinoli.

VITAMINA D –
cercare la vitamina D nei cereali è come cercare un ago nel pagliaio perché le principali fonti alimentari sono: latte e derivati – uova – merluzzo, salmone, sardine fino all’olio di fegato di merluzzo!

Aumentano i rischi di tumore, questa la seconda frase.
Chi segue una alimentazione senza glutine è esposto ad un aumentato rischio di tumore tanto quanto un soggetto che segue una alimentazione convenzionale. Nessun studio scientifico riporta tale notizia a meno che non parliamo di un soggetto celiaco che NON segue una alimentazione senza glutine, ma questa è un’altra storia!

Non sono certo i prodotti gluten free a indurre lo sviluppo di neoplasia. Sono piuttosto gli stili alimentari non adeguati quali ad esempio un abuso di prodotti raffinati, un abuso di prodotti ricchi di zuccheri semplici, un abuso di carne rossa, uno scarso consumo di verdura, un abuso di latte animale, uno scarso consumo di frutta fresca di stagione, pochi legumi … ad aumentare il rischio di tumore. A questo aggiungiamo tutto ciò che deriva dall’ambiente in cui viviamo e dunque qualità dell’aria, del suolo, dell’acqua …

Senza titolo

Dunque ringrazio per lo spunto ma credo sia meglio cercare di vendere qualche copia di giornale in più oppure ottenere qualche ‘mi piace’ in più non facendo allarmismo spicciolo quanto piuttosto facendo maturare una alimentazione e uno stile di vita consapevole ☺

Si apre la discussione … virtuale … lo so, ma pur sempre confronto è!

Alimentazione e Sclerosi Multipla

Perchè parlarne qui? Bhè per diversi motivi ed in particolare perchè … perché il web-blog è NOT ONLY gluten free; perchè la cura è la dieta e perchè è una malattia autoimmune cronica, nello specifico demielinizzante … e perchè ho un piccolo-GRANDE ‘affetto‘ a me vicino … dunque alcuni punti di contatto ci sono!

A tutt’oggi non è ancora chiara la relazione che ci possa essere tra alcuni fattori legati alla dieta e allo sviluppo e/o slatentizzazione della Sclerosi Multipla ma qualcosa di nuovo sta emergendo!

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Alcuni fattori quali alterazioni del metabolismo, infezioni virali, accumulo nell’organismo di metalli pesanti, fumo, obesità in età pediatrica, bassi livelli di vitamina D nell’organismo e regimi alimentari non equilibrati possono influenzare l’andamento della malattia.

Dalla letteratura scientifica più recente sappiamo che il cibo è in grado di agire sull’attività della cellula sia stimolando la produzione di determinati enzimi che influenzando l’espressione dei geni. Ma recentemente si è aggiunta un’altra via, cioè il cibo può modificare il microbiota – cioè l’insieme dei microrganismi saprofiti, che “convivono” con l’organismo umano senza danneggiarlo, almeno in condizioni di normale funzionamento del sistema immunitario. Tale modificazione si riflette sull’organismo compresi i processi infiammatori, tra i quali quelli della sclerosi multipla.

Di seguito alcuni alimenti, o meglio loro componenti (nutrienti) che facilitano l’infiammazione in generale ed in particolare quella della sclerosi:
• Carni bovine, ovine e suine, latte intero, burro, margarina e insaccati, spuntini e alcuni alimenti conservati perché ricchi di acidi grassi saturi e/o acidi grassi trans;
• Bevande zuccherate, alimenti dolci e molto zucchero aggiunto a bevande e alimenti hanno un effetto negativo perché provocano bruschi aumenti del glucosio circolante nel sangue (glicemia), che a loro volta stimolano incrementi della concentrazione di insulina. Questi hanno, fra gli altri effetti, quello dell’aumento della produzione di molecole derivate dall’acido arachidonico, come le prostaglandine, che contribuiscono a determinare l’infiammazione.
• Cibi con elevato contenuto di sale possono modificare alcune funzioni del sistema immunitario, nel senso di stimolare meccanismi dell’infiammazione caratteristici delle malattie autoimmuni, quali appunto la sclerosi multipla.

Di seguito invece alcuni nutrienti che contrastano l’infiammazione in generale ed in particolare quella della sclerosi:
• la vitamina D ha un ruolo di regolazione del sistema immunitario, che potrebbe contribuire a ridurre l’intensità dell’infiammazione;
• dosi elevate di vitamina C, vitamina E e carotenoidi (vitamina A);
• polifenoli, molecole che troviamo nella verdura, cereali, legumi, spezie, erbe aromatiche, frutta, olio d’oliva, tè, caffè e vino;
• acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, peculiari dell’olio di oliva, olio di semi di girasole, pesce azzurro, salmone, merluzzo e trota.

Se questi elencati sono i principali nutrienti e/o alimenti in grado di promuovere e ridurre l’infiammazione rimane a tutt’oggi aperta una domanda: esiste una alimentazione in grado di curare la sclerosi multipla?

Non esiste una dieta che abbia dimostrato questo effetto, ma evidenze raccolte in studi sull’argomento, suggerirebbero che un’alimentazione sana favorisca una migliore qualità di vita e una maggiore efficienza fisica e mentale nelle persone con sclerosi multipla.

Fonte: Nutrition facts in multiple sclerosis.

Quando il glutine va al cervello

Come promesso ieri, eccomi oggi a parlare di possibili relazioni tra glutine ed alcune malattie che colpiscono il sistema neurologico quali autismo, ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, arcronimo per sindrome da deficit di attenzione e iperattività) fino alla schizofrenia.

Immediatamente la parola va … al nostro caro Prof. Alessio secondo il quale …

Ci sono due teorie sui meccanismi su come il glutine possa provocare sintomi neurologici. Si dice che alcuni di questi frammenti di glutine non digerito sono strutturalmente simili ai prodotti chimici che controllano il nostro comportamento. Questi frammenti sono chiamati endorfine e più precisamente, gliadorfine. Entrano nel flusso sanguigno e infine, attraverso la barriera ematoencefalica, raggiungono il cervello e modificano il comportamento dell’individuo. A seconda che si sia, ancora una volta geneticamente predisposti, è possibile sviluppare l’ADHD, la cefalea cronica, la schizofrenia, l’autismo e qualunque altra cosa.

L’altra teoria, che sembra essere un po’ più basata sull’evidenza, è quella neuro-infiammatoria. I primi passi sono gli stessi: si ingerisce glutine, il glutine è parzialmente digerito, e passa attraverso la permeabilità intestinale nel corpo. Il sistema immunitario inizia a combattere la guerra, al fine di sbarazzarsi del nemico. Per fare questo, deve sviluppare armi e distribuirle. E il danno collaterale, quando si scatta questo corsa all’armamento, è l’infiammazione. Alcuni di questi soldati (cioè le cellule immunitarie) sono programmate per rimanere sul campo (cioè l’intestino) e quindi creano danni collaterali lì, e questo è un tipico esempio della celiachia. Altri soldati, sono programmati per lasciare l’intestino e andare altrove, come il sistema nervoso, e creare infiammazione lì. Questo è ciò che chiamiamo neuro-infiammazione, che si traduce ancora una volta, a seconda della predisposizione in un diverso tipo di risultato clinico.

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Alcuni sostengono che … il nostro cervello sarà fritto se non accettiamo di vivere senza glutine ma con corretto e sincero atteggiamento scientifico è meglio affermare che … non lo sappiamo ancora per certo, ma c’è la possibilità che ad un gruppo di individui il glutine porti conseguenze nefaste.

A dire il vero però ancora un pò di scetticismo aleggia e sicuramente positivo è – come anche l’arguto e sagace buon Anton Ego ci ricorda – ma per avere ulteriori e fondate informazioni c’è un libro il cui titolo è Gluten Freedom il cui autore è Fasano!

Buona saggia lettura!!!

Celiachia = Genetica + Glutine e …

C’è qualcosa di nuovo e a discuterlo è il Professor Alessio FASANO.

Questa equazione l’ho volutamente e provocatoriamente estrapolata dall’ interessante intervista ad Alessio pubblicata su Evoluta Mente.

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Si, Alessio … il professor Alessio Fasano esperto mondiale di glutine e dei suoi effetti sul corpo umano, attualmente Direttore del Center for Celiac Research presso il Massachusetts General Hospital for Children. Finalmente una ventata di nuovo …

Qualcosa di estremamente interessante e concreto che emerge dalla ricerca scientifica e che offre la possibilità di riflettere ed aprire le menti piuttosto che dare ascolto ai tanti ciarlatani che attualmente si dedicano al glutine&dintorni per biechi scopi!

Una delle domande più ricorrenti è stata rivolta ad Alessio:
Perché pensi che la celiachia e la sensibilità al glutine abbiano avuto un drammatico simile aumento della prevalenza rispetto al recente passato?

Questa la semplice quanto efficace risposta:
Credo che ci siano due componenti che giustificano questo aumento. In primo luogo – una maggiore consapevolezza. Quando i sanitari cominciano a cercarla e sanno che esiste, la celiachia si trova. Si trova in qualsiasi parte del mondo.
Il secondo componente è che vi è un vero aumento della prevalenza nel tempo. E questo non è unico per la malattia celiaca o sensibilità al glutine; è ciò che vediamo in molte altre malattie autoimmuni. Siamo nel bel mezzo di una epidemia.

Su questa base volendo approfondire ancora meglio ecco scattare un’altra domanda anch’essa frequente ed intrigante:
[…] anche chi non ha una predisposizione genetica per la malattia celiaca potrà svilupparla lo stesso. Vuol dire che c’è qualcosa nell’ambiente che ‘innesca‘ la celiachia nelle persone?

Il professore con salomonica-sorridente sincerità asserisce che: Fino al recente passato, la risposta è stata “è il glutine, e quindi se siete geneticamente predisposti e si ingerisce glutine, è destino che si svilupperà la malattia”. Non è più così. […] Ciò significa che certo la predisposizione conta, certo, bisogna ingerire glutine. Ma questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un’altra cosa deve essere allora inclusa nel quadro generale del problema. Personalmente, credo che sia un cambiamento nella composizione del microbiota il che potrebbe essere un’ulteriore causa che incrina la salute e predispone alla malattia.

Ecco l’interessante-innovativo spunto di riflessione: il microbiota, cioè quell’insieme di micro-organismi simbiontici, in quanto capaci di stabilire una vita comune con organismi diversi per trarre reciproco vantaggio, che popolano il tubo digerente umano. Sicuramente la genetica, sicuramente il glutine ma anche gli abitanti del nostro intestino giocano un ruolo determinante.

Era il 2007 quando Alessio presso le aule dell’Università Politecnica della Marche teneva un seminario, dal titolo Gliadin, Intestinal Permeability and Celiac Disease: From Innate Immunity to Autoimmunity, a studenti e ricercatori e professori e già sosteneva che genetica e glutine è condizione necessaria ma non sufficiente. Oggi lo afferma a tutta forza con il supporto e la consapevolezza che SOLO la ricerca scientifica porta!

E continua per meglio spiegare l’abnorme risposta del sistema immunitario … Questo ciò che esattamente accade: […] tramite un errore evolutivo, il glutine viene interpretato dal nostro sistema immunitario come nemico, come parte di un batterio. Quindi reagiamo come quando siamo esposti ai batteri. Utilizziamo lo stesso tipo di armi. Ma siamo tutti esposti ai batteri ogni giorno. Siamo tutti impegnati in questa lotta. Pochissimi perdono questa lotta e sviluppano infezioni, molto pochi. La stessa storia si propone con il glutine. […]

Semplici ma efficaci parole per spiegare e dunque introdurre sulla scena dei disturbi glutine correlati, sempre più articolata e complessa, il terzo attore il cui ruolo sembra proprio essere di grande interesse: il MICROBIOMA!

Ok il terzo attore ma … che ruolo ha?

Da quello che abbiamo capito, le modifiche del microbioma da batteri “amichevoli” a batteri “bellicosi” è quello che può predisporre alla malattia celiaca o la sensibilità al glutine. Questo concetto è abbastanza rivoluzionario perché significherebbe che non sei nato per sviluppare la malattia celiaca, il cancro, la sensibilità al glutine, l’asma o le malattie autoimmuni. Hai la possibilità di svilupparle, ma questo potenziale si tradurrà in realtà solo da come l’ambiente inciderà suoi tuoi geni. Ed è il microbioma che trasmuta gli stimoli ambientali e che incide davvero sul nostro genoma.

Oggi ci fermiamo qui ma presto tornerò per discutere:
1. glutine e cervello
2. prevenire meglio curare: lo studio Celiac Disease Genomic Enviromental Microbiome and Metabolic Study.

DONNA e Celiachia

Ehi, Donna! Si, dico proprio a te donna, hai mai pensato di essere celiaca?

Anemia, Difficoltà di concepimento, Osteoporosi e altri piccoli/grandi sintomi – dei quali abbiamo parlato qualche giorno fa – potrebbero essere i campanelli di celiachia.

Se ne parlerà ad Expo il 2 settembre alle 11.30 c/o Spazio Donna – curato dal Ministero della Salute – a Padiglione Italia e promotore dell’incontro è l’Associazione Italiana Celiachia.

Recenti dati hanno evidenziato che 2 su 3 sono donne e 115.00 sono le celiache diagnosticate mentre 280.000 ignorano di esserlo!

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Il tema Donna e Celiachia è affidato al Dottor Marco Silano, membro dell’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatore del Board Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia mentre di divezzamento parlerà invece la Dottoressa Elena Lionetti, membro del Board Scientifico AIC e autrice di un importante studio sull’alimentazione nel primo anno di vita dei bambini a rischio di sviluppare la celiachia.

Per l’occasione AIC ha realizzato una breve guida rivolta al grande pubblico e scaricabile gratuitamente in forma digitale QUI!

Il lamento gluten free

The Wall Street Journal ieri ha pubblicato questo articolo a firma di T Swick.

E’ un vero e proprio monito a ciò che sta capitando riguardo la dieta gluten free, piuttosto che un lamento gluten free!.

Sappiamo bene che l’alimentazione gluten free è l’unica terapia unanimemente accettata dalla comunità scientifica valida per coloro che vivono disturbi glutine correlati.

Ora invece oltre-oceano, ma a mio modo di sentire anche nel nostro variopinto Stivale, si sta diffondendo la moda dell’alimentazione gluten – free.

Questa la frase su cui riflettere riportata nel cuore dell’articolo: La moda senza glutine ha corroso il significato della frase, creando un parco giochi per i dilettanti e un campo minato per la minoranza dei rigorosi. Non solo è il marchio diventato spurio, ma molti del food-service sono comprensibilmente diventati lassisti, vedendo le richieste di alimenti senza glutine come una moda passeggera, e non i requisiti di una grave condizione medica. (volutamente ho solo tradotto dall’inglese all’italiano!)

Credo sia ora di porre rimedio a questo dilagare del gluten free inteso come panacea per … perdere qualche Kg di troppomigliorare la personale performance sportivaeliminare la pancia ed altre stramberie.

L’alimentazione gluten free è una terapia e deve essere seguita solo da chi ha reazioni avverse al glutine, miscela proteica peculiare di alcuni cereali: frumento in particolare.

glutine

Dopo l’8 agosto…

logo

sovrappeso-obesità
diabete mellito tipo 2
malnutrizione calorico-proteica
sarcopenia
disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
nutrizione artificiale domiciliare
comportamenti nutrizionali a rischio;
tossinfezioni alimentari
carenze nutrizionali e nutraceutica.

Queste le prime 10 sfide italiane da affrontare e a seguire il Ministero Salute afferma: “Il manifesto sarà base per il Tavolo di lavoro“.

In queste poche righe il preciso e puntuale riassunto di quanto discusso sabato 8 agosto c/o Padiglione Italia all’interno di Expo 2015 da 47 relatori durante le 6 ore di lavoro.

Sono 17 milioni gli italiani che soffrono di malattie legate a problematiche nutrizionali, impegnando la collettività per circa 30 miliardi di euro l’anno, trend in crescita. L’inadeguata risposta pubblica in tal senso alimenta inoltre un mercato della dieta che in Europa vale non meno di 200 miliardi di euro all’anno.

Questa invece è la riflessione che insieme ad altre considerazioni più squisitamente a carattere medico-scientifico hanno portato a stilare il Manifesto delle Criticità in Nutrizione Clinica e Preventiva. Un documento che vuole creare la giusta pressione sociale affinché le istituzioni si attivino concretamente facendosi promotrici di una seria riflessione nei cittadini italiani sui temi legati alla nutrizione.

Da notare con particolare attenzione l’ampia partecipazione attiva di tutti i principali attori dai professionisti ai cittadini, dagli atenei alle Aziende, ai pazienti … questo attesta che nessuno può più rimanere ai margini delle decisioni e delle responsabilità da assumere.

Aggiungo anche che da qui si capisce perchè ho deciso di parlarne qui, io!

Una riflessione da condividere … E se cominciassimo dalla CONSAPEVOLEZZA???
Si, proprio dalla consapevolezza … ad esempio: si educa con l’esempio e questo -tradotto nella pratica- significa che l’educazione alimentare è da rivolgere agli adulti perché i bambini seguono il loro illuminato esempio.

La seconda consapevolezza è culturale, cioè scoprire e capire e gustare che abbiamo una grande cultura nutrizionale che risponde al nome di Dieta Mediterranea. Ad oggi questa è sconosciuta a 48 milioni di italiani, che dunque non la seguono.

L’impegno ora è: lavorare sulla consapevolezza con un metodo efficace coinvolgendo il numero maggiore possibile di soggetti per evitare che il manifesto e le sue applicazioni vengano dimenticati e che tutto si sciolga sotto l’infuocato sole di agosto 2015!

Buon lavoro … ma questa volta Buon lavoro in scienza&coscienza, a tutti … veramente a tutti ☺

Dr Schar con ADI ad EXPO

Si, oggi 8 agosto 2014 ore 14.00 c/o Padiglione Italia EXPO, si terrà un evento di grande importanza dal titolo Manifestare la Nutrizione.

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Dr Schar, nella persona di Jacqueline Pante, sarà presente alla III Tavola Rotonda dal titolo Associazioni e Aziende per un reale cambiamento di paradigma socio-sanitario?

Per la prima volta in Italia un network di Medici, Scienziati, Associazioni ed Accademici uniti per individuare le criticità ed elaborare soluzioni in ambito nutrizionale. Il progetto vede la partecipazione di 19 Società scientifiche, 12 Università, 6 Fondazioni e 5 Associazioni di cittadini.

Questo quanto si legge nella presentazione a firma del prof. L Lucchin – Past President ADILe criticità nazionali nell’ambito della Nutrizione Clinica e Preventiva risultano fortemente correlate sia agli aspetti economici che socio-culturali della nostra comunità. Non possono pertanto essere affrontate efficacemente se non con strategie globali di ordine bio-psico-sociale. Tale consapevolezza implica il coinvolgimento multiprofessionale di scienziati, professionisti sanitari, politici, amministratori pubblici, cittadini. Sapere ridimensionare i legittimi particolarismi di parte, convergendo in una mediazione condivisa e finalizzata a fronteggiare concretamente i problemi è la strada da percorrere. In ambito sanitario, un segnale promettente è derivato da un’ampia aggregazione di società scientifiche, università, fondazioni, associazioni di cittadini; un abbozzo di rete frequentemente teorizzata, ma troppo spesso irrealizzata. Se riuscirà a consolidarsi ed espandersi, sarà una prima forte risposta alle criticità identificate. Vagliare la fattibilità a un allargamento al mondo istituzionale, gestionale e dell’associazionismo di cittadini e pazienti, senza il quale l’azione di contrasto al problema rimane inevitabilmente inefficace, è l’obiettivo primario di questo momento EXPO ad invito, al quale, si auspica, si senta l’esigenza di aderire e interagire.

Dr Schar come Azienda vicina ai suoi clienti sia come Nutritional Services che come Ricerca&Sviluppo porterà un fattivo contributo all’individuazione delle criticità e possibile strumenti risolutivi!

Buon lavoro a tutti e … in bocca al lupo, Jacqueline ☺

Dieta senza glutine: odio&amore

L’alimentazione gluten free torna ad essere protagonista di un dettagliato articolo pubblicato in questi giorni su Il Fatto Alimentare, ben nota testata on-line.

Si punta il dito sul suo utilizzo da parte di persone che realmente non ne hanno bisogno, cioè coloro che non manifestano reazioni avverse al glutine. La motivazione del così grande successo che sta riscuotendo e della sua grande popolarità, è dovuta alla convinzione che una alimentazione di questo tipo sia salutare e sia in grado di evitare un volume corporeo che tanto da noia, soprattutto in questo periodo dell’anno: la pancia!

Poco di vero c’è in tutto questo e condivido dunque a pieno titolo quanto dalla giornalista riportato riguardo all’attuazione da parte di chi NON ne ha motivo ma .. si, ci sono alcuni ma che spiegherò!

L’alimentazione gluten free prevede l’uso di prodotti trasformati dall’industria pertanto è bene non abusarne poiché l’azienda , seppur attenta alle materie prime ma soprattutto al gluten free (20 ppm!), non potrà mai offrire prodotti salutari come quelli freschi. Il consiglio rimane e si rinforza: alimentazione mediterranea + prodotti gluten free solo dove necessario, cioè pasta e poco altro!

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Da questa base spiego i miei ma … si legge: […] La dieta senza glutine è dunque l’unica scelta possibile per chi soffre di questi disturbi ma presenta diversi lati negativi. Infatti se in teoria dovrebbe portare a un calo di peso, perché vengono eliminati alimenti ricchi di carboidrati come pane e pasta …

NON credo sia molto vero … nel momento cui il celiaco viene diagnosticato e inizia l’alimentazione gluten free in genere prende peso piuttosto che perderlo. Il prendere peso è conseguente non all’utilizzo di cibi più calorici e di scadente qualità nutrizionale, quanto piuttosto è dovuto al fatto che la mucosa intestinale , in particolare i villi, si ristrutturano e tornano alla loro funzione garantendo così un ripristino della salute del soggetto stesso. Se il soggetto abusa dei prodotti trasformati può passare al sovrappeso fino a raggiungere l’obesità tanto quanto avviene in un soggetto ‘non celiaco’. I prodotti trasformati dall’industria sono per tutti nocivi! Se non ricordo male per tali prodotti è stato coniato il termine di cibo spazzatura

Si legge ancora … […] Diversi studi hanno dimostrato che i celiaci a dieta senza glutine da lungo tempo possono andare incontro a carenze di micronutrienti, come le vitamine del gruppo B, il ferro, il magnesio, l’acido folico e anche la fibra proprio perché maggiormente presenti negli alimenti che vanno esclusi. […]. A lungo andare, una dieta priva di glutine può aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, sindrome metabolica e osteoporosi.

Qui scatta il mio secondo ma … perché mettere questi fiori all’orecchio del celiaco?
La carenza di quei micronutrienti citati si verifica in qualsiasi soggetto che non mangia adeguate quantità di frutta – verdura – ortaggi – legumi , cioè prodotti vegetali! Il rischio di patologie cardiovascolari o obesità o osteoporosi non è certo aumentato perché mangia gluten free quanto piuttosto perché c’è predisposizione familiare o c’è una alimentazione non adeguata associata ad uno stile di vita non corretto.

Scienziati ed esperti della nutrizione da anni ormai ripetono quanto possa essere dannoso l’uso/abuso del cibo spazzatura (junk food, ricordavo bene!) così definito in quanto apporta un introito eccessivo di zucchero, grassi e sale con serie ripercussioni sulla nostra salute. Dunque il prodotto gluten free non è da additare più di un prodotto convenzionale.

Il terzo ed ultimo ma scatta qui … Insomma, l’argomento non è chiaro ai più e le industrie se ne approfittano. La dieta gluten free fa parte del fenomeno health-halo, cioè la scelta di prodotti considerati salutari basandosi solo sulle apparenze.

Mi sembra ci sia veramente una distorsione! E pur ammettendo che l’argomento non è chiaro ai più … a mio modo di vedere così facendo si aumenta la confusione e si instillano dubbi anche a chi sicuro è, perché celiaco. Sono piuttosto convinta che tutti possiamo dare il nostro importante contributo facendo chiarezza con semplicità e scientificità.

– L’alimentazione gluten free è unica terapia per chi vive reazione avverse al glutine.
– Una corretta alimentazione gluten free permette il ripristino dello stato di salute, dopo corretta diagnosi.
– L’alimentazione senza glutine prevede un corretto utilizzo di prodotti trasformati dall’industria (pasta soprattutto) e un buon quantitativo di prodotti freschi naturalmente gluten free.

Questa è la mia opinione e … grazie a Giulia Bottaro per l’ottimo spunto offerto!