Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio della Categoria 'Rassegna stampa'

14 febbraio 2010

AT1001 disattende le aspettative

AT1001 è da tempo che tiene ricercatori, celiaci e non con il fiato sospeso. Ora sembra esserci una battuta d’arresto. I risultati degli ultimi studi (sperimentazione dell’Larazotide Acetate su uomo) sembrano aver disatteso le aspettative tanto che il colosso farmaceutico Shire, ha ritirato i suoi finanziamenti.

Nel 2007 la Shire aveva invece firmato un accordo con Alba Therapeutics Corporation per acquistare i diritti di sviluppo di AT1001 al di fuori degli Stati Uniti ed in Giappone.

Ed ora cosa è accaduto? Perchè nessuno racconta nulla?

Silenzio… questi i due frammenti sull’argomento:

Prima della chiusura dell’anno ci eravamo lasciati con le parole del Prof. A. Fasano che dicevano così: “abbiamo diverse tecnolgie di terapie alternative alla dieta che stanno arrivando “al pettine” del loro iter di trials clinici. Quindi credo che nei prossimi mesi avremo un quadro più chiaro su fattibilità e possibilità di successo“.

Altro frammento è l’ultimo aggiornamento dello studio del 18 gennaio 2010.

fonte: About.com Guide to Celiac Disease

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11 febbraio 2010

Aspettando una telefonata….

Si, sono in attesa della telefonata di Barbara Asprea, giornalista di Farmacia news, un giornale che mensilmente esce in farmacia.

A luglio avevamo parlato di dieta senza glutine oggi invece parleremo dell’uso degli integratori nei celiaci.

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25 gennaio 2010

Dolcemente senza glutine

Si arricchisce di ancora un libro la nostra biblioteca gluten-free!

Dolcemente senza glutine è il titolo ed Ernst Knam ne è l’autore. Le sue dolci creazioni sono prova che senza glutine non è sinonimo di rinuncia o senza sapore, senza gusto, senza struttura o ancora senza creatività.

Con queste ricette Knam ha bandito definitivamente l’idea di dessert senza glutine come pallide copie di quelli prodotti con farine di frumento. Questo quanto si legge nella presentazione.

A me incuriosisce e quindi lo acquisto!

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13 gennaio 2010

Una notizia inquietante: si alzano i limiti delle aflatossine

La Comunità Europea alza i limiti per le aflatossine. Questa la notizia inquietante.

http://www.noble.org/Ag/Pests/Aflatoxin/aspergilFADE.JPG

In realtà la UE ha proposto di innalzare i limiti delle aflatossine ma l’ultima parola spetta al Parlamento europeo, che ha di tempo 3 mesi per pronunciarsi.

Perchè questo innalzamento voluto dall’UE? Per un adeguamento alle decisioni del Codex Alimentarius (Ente deputato a stabilire gli standard alimentari) allo scopo di allargare il mercato ai Paesi in via di sviluppo. Nel 2008, l’ente aveva fissato 10microg/Kg come soglia per le aflatossine totali in pistacchi, noci, nocciole e similari, contro il limite attuale consentito dall’UE di 4microg/Kg.

Cosa sono le aflatossine? Dove si trovano? Perchè parlarne qui? Sono domande lecite alle quali cercheremo di dare una risposta. Alcune erano state già discusse in post precedenti (1, 2) ma oggi se ne torna ancora parlare……

Sono la composizione e l’origine di alcune materie prime a renderle più suscettibili di contaminazione. Ecco un breve elenco:
- cereali (mais, frumento, orzo, avena, segale ecc.) fa eccezione il riso;
- semi oleaginosi (arachidi, girasole, semi di cotone…);
- frutta secca ed essiccata (mandorle, noci, nocciole, fichi secchi…);
- semi di cacao e caffè;
- spezie;
- frutta e verdura (uva, mele, pere, carote, pomodori…);
- alcuni prodotti derivati da queste materie prime come ad esempio: farine ad uso umano e animale; derivati dei semi oleaginosi esclusi gli oli raffinati (le tracce di micotossine che possono passare nell’olio greggio vengono rimosse dal trattamento con alcali usato nel processo di raffinazione); ed infine prodotti contenenti cacao, caffè, vino e birra, succhi di frutta e ortaggi, latte, prodotti contenenti spezie.

per approfondimenti: www.micotossine.it

Da questo elenco e avendo evidenziato alcune parole, capite perchè se ne parla proprio qui.

L’EFSA – ente al quale l’UE ha demandato la valutazione in termini di sicurezza alimentare – in un documento dichiara che è possibile innalzare la soglia di aflatossine perchè questo non comporterà nessun rischio per la salute pubblica.

Ora, se questo è vero per chi mangia frutta secca – è infatti difficile ingozzarsi di pistacchi o mandorle o arachidi tanto da riempirsi di aflatossine – c’è da chiedersi se anche coloro che consumono abbondanti prodotti a base di cereali (mais), detti celiaci, non vanno incontro ad un aumentato rischio per la propria salute?

A questo sta lavorando l’ISS (l’Istituto Superiore di Sanità) che in collaborazione con l’AIC, ha iniziato il primo studio italiano per la valutazione dell’esposizione alle aflatossine, ocratossina A, fumonisina e zearalenone. Lo studio durerà 3 anni e prenderà in esame prodotti per celiaci, campioni di latte materno di mamme celiache e fluidi biologici dei pazienti.

Ora non ci rimane che attendere i primi risultati e seguire con molta attenzione questa vicenda. Al momento il Governo italiano ha detto “no” alla proposta di innalzamento dei limiti perché i dati e le argomentazioni portate dall’EFSA non sono state ritenute sufficienti.

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8 gennaio 2010

Celiachia e colon irritabile

Due sono le constatazioni iniziali da fare su questo argomento:
1. diversi studi suggeriscono una maggior prevalenza della celiachia nei pazienti con colon irritabile (IBS) ma ancora le linee guida non consigliano lo screening della stessa nei pazienti con questa sindrome;
2. l’IBS si manifesta con sintomi simili a quelli della celiachia.

PUNTO 1.
Un recente lavoro di meta-analisi, pubblicato su Archives of Internal Medicine ha dimostrato che la celiachia ha una prevalenza circa quattro volte maggiore nei pazienti con sintomi indicativi di IBS rispetto a chi non ha IBS.

I ricercatori canadesi, autori dell’articolo, hanno condotto una revisione sistematica della letteratura di studi caso-controllo e di serie di casi, identificando 14 studi per un totale di 4204 persone, il 54% delle quali rispondeva ai criteri diagnostici per IBS.

I dati hanno mostrato un odds ratio (intervallo di confidenza 95%) per la celiachia manifesta con anticorpi IgA antigliadina positivi di 3,40 nei soggetti che soddisfacevano i criteri diagnostici per IBS rispetto ai controlli senza IBS; con anticorpi antiendomisio e anti trasglutaminasi tissutale positivi di 2,94 nei soggetti con IBS rispetto ai pz. senza questa patologia. L’odds ratio per la celiachia dimostrata con biospia risultava essere di 4,34 nei soggetti con sintomi di colon irritabile rispetto ai controlli.

PUNTO DUE.
Una celiachia viene diagnosticata nel 6-30% dei pazienti che presentano sintomi suggestivi di IBS, tanto che alcuni hanno supposto che questa sindrome possa essere una forma latente di celiachia. Molti sono i sintomi (diarrea, calo ponderale, dolori addominali, nausea, vomito) comuni alle due patologie. Inoltre spesso sono clinicamente indistinguibili.

Vale quindi la pena di screenare tutti i pazienti con sintomi riconducibili a colon irritabile per la celiachia? Dalla revisione sistematica della letteratura e considerando che il test di screening della celiachia è semplice e relativamente economico, pare proprio che la risposta sia affermativa!

Fonti:
- Yield of Diagnostic Tests for Celiac Disease in Individuals With Symptoms Suggestive of Irritable Bowel Syndrome. Systematic Review and Meta-analysis (Arch Intern Med. 2009 Apr 13;169:651-658).
- Coeliac disease in patients with irritable bowel syndrome (Lancet 2001;358:1475).

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28 dicembre 2009

Una ventata di ottimismo

In chiusura di anno una ventata di ottimismo ci vuole proprio, vero? In Italia 400 mila celiaci ignorano di esserlo: e a tavola rischiano la vita

Provate a leggere l’articolo anche voi.

A me sembra un po eccessivo. E’ vero, sebbene tanto se ne parla ancora è difficile fare diagnosi nell’adulto. Tutta l’attenzione va posta sui sintomi estremamente variegati e spesso difficili da ricondurre alla celiachia. La cura è facile: la dieta senza glutine.

Sottolinerei alcuni aspetti positivi:
1. le diagnosi nell’adulto stanno aumentando
2. i medici di medicina generale sono più attenti a quanto il paziente racconta
3. i prodotti senza glutine sul mercato sono circa 13.000
4. la qualità organolettica-sensoriale è ottima (non tutti!)
5. si comincia ad essere attenti alla qualità nutrizionale (poche Aziende!)
6. aumentano le materie prime, non più solo mais e riso
e molto altro ancora……..

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16 novembre 2009

6 luoghi comuni gluten free da sfatare!

Ecco qui, una parte di ciò che oggi ho presentato al medial tutorial, che avevo annunciato!

Sei luoghi comuni sulla dieta senza glutine discussi in modo nuovo, grazie alla profesionalità e disponibilità di Marco Traferri e Laura Viezzoli – la staff di HeyZoom…… Buona visione.

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7 novembre 2009

Parliamo di pillola

La Campagna di informazione promossa dall’Associazione Italiana Celiachia sta offrendo numerose opportunità:
- è stato rinnovato il sito;
- si sottolinea ancora con maggiore forza l’importanza della diagnosi precoce sopratutto nell’adulto; e ……
- offre occasione per tornare a parlare della pillola.

http://health.it.sukuku.com/wp-content/uploads/2008/11/pillola.jpg

Sicuramente in questi giorni avrete seguito le notizie e letto i numerosi articoli dai fantasmagorici titoli. Per chi fosse rimasto un po indietro basta digitare “pillola” e “celiachia” su qualsiasi motore di ricerca e subito ci si rende conto. Google trova circa 205.000 pagine! Sicuramente un numero già non adeguato mentre leggete data la velocità di aggiornamento.

Leggiamo la fonte ufficiale.

Si titola “sempre più vicina la pillola anti-celiachia” e la riga sotto suona così: previsto entro 2-3 anni l’arrivo del farmaco. Ma gli articoli che leggiamo dicono diversamente e allora dove sta la verità?

Credo che fonte più attendibile di colui che la sta studiando non ci possa essere. Si, sto parlando di Alessio Fasano! Di seguito vi riporto il breve colloquio……

Ti scrivo per chiederti un aggiornamento sulla sperimentazione AT-1001 questa è stata la mia domanda alla quale il Prof. Fasano ha risposto: cara Letizia, ho appena parlato con quelli di Alba che rilasceranno i risultati degli ultimi 2 tirals a fine anno. A questo ha anche aggiunto: abbiamo diverse tecnolgie di terapie alternative alla dieta che stanno arrivando “al pettine” del loro iter di trials clinici. Quindi credo che nei prossimi mesi avremo un quadro più chiaro su fattibilità e possibilità di successo.

Credo che dunque ora ci sia un pò più di chiarezza e continuo a dire che la ricerca non sempre ha i tempi che vorremmo avesse, sopratutto se il risultato è di così grande impatto. Importante sapere anche che sono in corso anche altri studi che approderanno a soluzioni diverse. Non quindi solo AT1001.

Buon lavoro e … avanti tutta!

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24 ottobre 2009

Vermi parassiti, un aiuto per i celiaci

Il Prof. James Daveson e la sua equipe dell’Ospedale Princess Alexandra di Brisbane in Australia, stanno sperimentando una nuova terapia per il trattamento della celiachia e delle malattie autoimmuni.

Il trattamento consiste nell’infettare il celiaco con Ancylostoma duodenale, un verme parassita le cui larve sono in grado di entrare nell’uomo per via orale o cutanea e di attaccare e colonizzare poi l’intestino. E’ un abituale ospite dell’uomo ma attualmente, a causa della eccessiva igiene sta scomparendo.

http://www.parasitecleanse.com/images/lifecycle_ancylostoma.gif

I pazienti che hanno ospitato il parassita hanno tollerato meglio il glutine, con migliori risultati nei test rispetto ai soggetti del gruppo di controllo; hanno accusato minori infiammazioni e meno danni alla parete intestinale” con queste parole il Prof. Daveson ha presentato i risultati del suo studio al Gastointestinal Week 2009 a Sydney.

L’idea è nata basandosi sui diversi studi che hanno mostrato un legame fra gli alti standard di igiene ed il numero crescente di malattie autoimmuni. Il ricercatore sostiene che: l’uomo si è evoluto ed abbiamo “sterilizzato” il nostro mondo così bene che non abbiamo più vermi nel nostro intestino. Alcuni esperti ritengono che questa sia una delle ragioni per cui assistiamo ad una crescita allarmante di disturbi auto immuni come la celiachia, ma anche l’asma e la sclerosi multipla.

Terminata la sperimentazione durata 21 giorni, a tutt’oggi nessuno dei volontari ha voluto sottoporsi al trattamento di rimozione dei parassiti che hanno così scelto ci continuare a convivere con questi.

E voi? Ospitereste il suddetto verme nel vostro intestino in cambio di un piatto di pasta with gluten?

Come sempre seguiremo anche questa sperimentazione e presto torneremo a parlare di un altra sperimentazione che sta a cuore a molti!

fonte: ANSA

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5 ottobre 2009

Leggere attentamente

Le Scienze – una delle riviste scientifiche più lette – nel mese di ottobre ha pubblicato un articolo del Prof. Alessio Fasano: Le sorprese della celiachia.

E’ una precisa e dettagliata panoramica su tutto ciò che fino ad oggi sul meccanismo biomolecolare della celiachia e su quali sono le possibili terapie.

Da leggere tutto d’un fiato!

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