Celiachia ed aumento di peso

Continua il mese della sensibilizzazione ed informazione su celiachia e disturbi glutine correlati e dunque ghiotta (!) occasione per parlare anche del dopo-diagnosi. Cosa può accadere?

Bhè la prima cosa positiva è sicuramente la scomparsa dei sintomi e poi … e poi quello che in tanti – celiaci e non, temono: l’aumento di peso.

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A lanciare il sasso è il Corriere della Sera con un VIDEO durante il quale il dr Andrea Ghiselli, ricercatore presso il Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma (CRA-NUT), spiega l’aumento di peso di chi ha ricevuto diagnosi di celiachia.

Argomento sicuramente non nuovo e neanche nuove sono le motivazioni addotte e … allora? Perchè parlarne?

Perchè a mio modo di vedere è giusto ripetere e non dare mai per scontato nulla ma è anche giusto andare avanti! … mi spiego…

Se da un lato è bene ripetere che il celiaco dopo qualche mese dall’inizio della sua terapia – cioè la dieta senza glutine – prende peso dato che i suoi vill intestinali ritrovano la perduta integrità tornando così, ad assorbire adeguatamente i nutrienti con conseguente ritorno all’equilibrato stato nutrizionale , d’altro canto non si può oggi ancora dire che:
1. gli alimenti senza glutine sono ricchi di zuccheri e grassi
2. i celiaci ingrassano perchè si ‘fanno delle coccole‘ caloriche per sopperire alla frustazione della alimentazione senza glutine
3. possono attingere a prodotti freschi quali frutta e verdura.

I prodotti senza glutine sono veramente tanti pertanto la possibilità che il celiaco faccia scelte consapevoli che nel nostro caso significa scegliere prodotti trasformati con pochi e buoni zuccheri e grassi – c’è!

La tecnologia alimentare ha aiutato molto le Aziende a trovare più idonei sostituti del glutine ponendo dunque sempre attenzione agli aspetti nutrizionali del prodotto. A questo aggiungo che il celiaco avendo così tanti prodotti a sua disposizione certamente non cerca ‘coccole caloriche’. Sarei piuttosto del parere che il celiaco come buona parte delle popolazione soffre di divanite acuta e pratica sempre più divaning piuttosto che running o semplicemente walking 🙂

E’ piuttosto questa combinazione che porta l’aumento di peso così dilagante!

Riguardo all’ultimo punto, cioè che i prodotti freschi senza glutine sono frutta e verdura – vorrei aggiungere che i prodotti naturalmente senza glutine sono anche altri …

Se riamaniamo nel regno vegetale troviamo ortaggi, erbe spontanee edibili, legumi, frutta secca, frutta esotica.
Se pensiamo ad un aumento della sapidità ci sono le erbe aromatiche, le spezie validi sostituti del sale.
Se pensiamo ai prodotti di origine animale carne, pesce, uova e formaggi sono tutti prodotti naturalmente senza glutine.

Tutto da consumarsi nel rispetto dei capisaldi della Dieta mediterranea: fresco – di stagione – nel rispetto della territorialitàbiodiversità e frugalità.

Grazie dr Ghiselli e … quanto a voi , stop agli acquisti di prodotti confezionati 🙂

Fonte: Celiachia e Dieta Mediterranea senza Glutine – Il Pensiero Scientifico Editore.

Glutine e sistema nervoso periferico

Questa è la relazione oggi evidenziata dallo studio pubblicato su JAMA Neurology e a parlarne è …. strano ma vero: Fondazione Veronesi!

Ormai ben conosciamo la stretta relazione glutine-celiachia. Sappiamo anche che lo spettro dei disturbi glutine-correlati si è ampliato sempre più, in particolare ultima nata è la Sensibilità al Glutine Non Celiaca.

Sintomi indiscussi e di facile identificazione sono a carico dell’apparato gastrointestinale. Ora invece si passa dall’intestino al sistema nervoso periferico.

Proprio così lo studio in oggetto ha evidenziato un’origine comune tra celiachia e neuropatia periferica, già ventilata nel 2012.

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Dovrebbe tornare utile ai neurologi, quando si trovano di fronte a un paziente con una neuropatia senza un’origine infettiva, infiammatoria o metabolica, procedere con lo screening per la celiachia. Chi risultasse positivo, potrebbe veder migliorare la propria condizione seguendo una alimentazione senza glutine. Queste sono le parole del dr Jonas Ludvigsson, docente di epidemiologia clinica al Karolinska Institutet di Solna.

La relazione è però bilaterale infatti i dati evidenziano che la probabilità di neuropatia periferica è più alta di 2,5 volte tra i celiaci. Tre le forme di neuropatia più spesso riscontrate tra i celiaci: la forma demielinizzante infiammatoria cronica, la neuropatia autonomica e la mononeurite multipla.

Dunque torna l’importanza dell’ascolto del paziente e l’importanza dell’aggiornamento continuo. A tal proposito ricordo GIUGNO: mese dedicato alla sensibilizzazione e informazione su celiachia e disturbi glutine correlati oltre all’inaugurazione di un sito per saperne di più 🙂

Per una manciata … di calorie!

Gluten Free vs Convenzionale

A qualche anno di distanza riprendiamo una antica quanto scottante controversia: quella che vede come protagonisti i prodotti senza glutine (altrimenti detti gluten free – GF) e gli analoghi convenzionali, cioè con glutine.

La controversia si è da sempre focalizzata sulla qualità nutrizionale e sull’aspetto economico. Oggi le cose sono di pochissimo cambiate … si sente ancora dire, anche da eminenti menti illuminate, che i prodotti GF hanno una eccessiva quantità di grassi, di zuccheri, in particolare zuccheri semplici e sodio (a volte indicato in etichetta anche come sodio) rispetto al prodotto convenzionale.

Una categoria del mio web-Blog porta il titolo di Etichettando e dunque spolveriamola e rinverdiamola ☺ Mi sono divertita con …. un plum cake. Si quella merendina soffice, sfiziosa e salutare perché preparata con yogurt!

Vediamo qualche curiosità … non mi soffermo volutamente sugli ingredienti sia perché ormai siete più bravi di me e dunque sapete che sono riportati in ordine decrescente ma anche perché so ormai bene che tanto la prima che guardate è … l’etichetta nutrizionale e di questa … le calorie!

La figura ci aiuta nei commenti…

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L’apporto calorico: 393Kcal/100g vs 410Kcal/100g Gluten Free (GF). Continuando la lettura i punti a favore del prodotto con glutine aumentano infatti anche il contenuto dei carboidrati è a vantaggio del plum cake con glutine e … anche quello dei grassi.

La situazione comincia a scricchiolare e dunque tutti i capi d’accusa sopraesposti sono veri … Mumble … mumble …

No, non è così … nella figura in neretto spunta la verità. Seppur la quantità totale di carboidrati e di grassi è inferiore nel prodotto convenzionale rispetto al GF se scendiamo nei dettagli la situazione cambia … e di molto!

Gli zuccheri nel prodotto con glutine rappresentano il 59% mentre nel plumcake GF solo il 43%

I grassi saturi nel prodotto con glutine rappresentano il 42% mentre nel plumcake GF solo il 18%

La fibra alimentare nel prodotto con glutine è 2.0g/100g mentre nel plumcake GF è pari a 2.4g/100g

Infine il sale nel prodotto con glutine è 1.22g/100g mentre nel plumcake GF solo 0.88g/100g.

Dunque siamo ancora convinti che i capi d’accusa siano reali?

A fronte di questo proviamo a formulare una simpatica colazione:
2 plum cake (33gx2)
1 tazza di latte
1 kiwi

400 Kcal vs 411 KcalGF … bhè non penso che la qualità nutrizionale di un prodotto si possa giocare su 11 Kcal ☺ quanto piuttosto su una analisi globale!

Detto questo in chiusura vorrei sollevare un po … di polvere 🙂
Perché non si comincia a ragionare sull’opportunità di cambiare il latte di origine animale, che compare tra gli ingredienti, con una bevanda a base di riso, soia, grano saraceno.. insomma un prodotto di origine vegetale?
I tempi credo siano piuttosto maturi … pensiamoci!

Ewwiva la collaborazione … Ewwiva la sinergia operativa….

Poco meno di 5 giorni fà Dr Schar annuncia ‘Giugno mese per la Sensibilizzazione su Celiachia, Sensibilità al glutine non celiaca e IBS’ ed ora ecco che si sveglia in Gigante buono AIC 🙂

16-22 maggio la Settimana Nazionale della Celiachia promossa dall’Associazione Italiana Celiachia che da oltre 35 anni si impegna per migliorare la qualità di vita del celiaco e dei suoi familiari. Questo o slogan e ciò che vivremo su territorio nazionale.

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Ci sono novità? Quali momenti di formazione avremo in calendario? o… cosa di interessante ci aspetta?

Bhè … nulla!
Spunta solo qualche dato più dettagliato sulla entità della Celiachia …
si stima che nel 2050 la Terra sarà abitata da 9 miliardi di persone, le quali avranno necessità di nutrirsi rispettando i delicati equilibri della Terra. L’1% del Pianeta dovrà nutrirsi senza glutine: ovvero 90.000.000 di persone, un dato calcolato prendendo in considerazione la prevalenza della celiachia in Italia e nel Mondo.

E ancora…. in Italia sono oltre 280.000 le donne che non sanno di essere celiache. La celiachia è infatti una malattia al femminile: le italiane che ne soffrono sono il doppio degli uomini.

Nel nostro Paese appena 115.000 donne hanno ricevuto la diagnosi e tutte le altre, oltre 280.000, sono esposte alle complicanze della celiachia come osteoporosi o menopausa precoce, anemia o problemi di fertilità.

Dunque fin qui poco di nuovo e … questo mi ha veramente colpita!
Come Associazione il nostro obiettivo‘ – afferma Elisabetta Tosi, Presidente di AIC – ‘è far emergere l’iceberg sommerso di pazienti che non tollerano il glutine, perché una volta avuta una diagnosi certa si può stare finalmente meglio.’ Ancora siamo qui??? Sono anni che sentiamo questa dichiarazione d’intenti… mha….

E come iniziative? …
Nella mia regione al momento sono stati calendarizzati 3 appuntamenti …

Ma dico io … se ci si muove tutti per una causa comune – cioè il bene del soggetto che vive reazioni avverse al glutine – non è preferibile parlarsi (e dire che oggi i mezzi di comunicazione ce ne sono di veloci e semplici!!!), organizzarsi e lavorare in sinergia???

Minimo sforzo – massimo rendimento è un motto sempre e comunque valido che vede il coinvolgimento di molti con soddisfazione per tutti e risultati eccellenti.

Mha … forse sono ancora una volta quell’inguaribile ingenua che mette cuore in ciò che fa ☺

IV edizione della campagna su disordini glutine correlati

Dal Press Lunch tenutosi a Milano pochissimi giorni fa ecco la prima novità emersa!

Giugno sarà il mese dedicato alla sensibilizzazione ed informazione su i disordini glutine correlati. Saranno 300 le giornate informative in farmacia su tutto il territorio nazionale mentre 4 saranno le giornate di consulti telefonici gratuiti con esperti gastro-enterologi ed in campo di dietetica e nutrizione.

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Era il 2011 quando si partì con prima campagna e prevedeva:
– campagna pubblicitaria pianificata sulle principali testate femminili e sugli inserti salute di Repubblica e Corriere della Sera
– campagna pubblicitaria on-line
– creazione del sito
– creazione del Dr. Schär Institute, per accreditare la marca presso la comunità medico-scientifica come leader mondiale nell’alimentazione senza glutine
– attività di Public Relations che stimolino il tema della sensibilità al glutine e facciano conoscere le soluzioni DS4YOU.

Nell’edizione 2015 tante sono le novità! Non più una giornata … non più una settimana bensì 1 mese, interamente dedicato all’informazione e sensibilizzazione su celiachia, sensibilità la glutine non celiaca e sindrome colon irritabile (IBS). Lo scopo è quello di evitare l’auto-diagnosi e iniziare precocemente e correttamente un iter diagnostico adeguato. A questo si aggiunge la volontà di far comprendere che l’alimentazione senza glutine è terapia e non moda. In quanto tale deve essere rigorosa e adottata sotto stretto consiglio medico.

Le attività quest’anno sono:
29 maggio – 29 giugno – 300 giornate informative in farmacia su tutto il territorio nazionale in stretta collaborazione con ADI;
9 – 12 giugno dalle 9.00 alle 18.00 l’Esperto Risponde – disponibilità per consulti telefonici gratuici in collaborazione con AIGO e ADI. 100 specialisti che offriranno una consulenza telefonica per chiarire dubbi e fornire consigli su patologie glutine correlati e alimentazione senza glutine.

Io ci sarò e dunque… Vi aspetto 🙂

Dieta gluten free non è poi così salutare!

Titolo provocatorio!

Sappiamo ormai tutti molto bene che una alimentazione priva di glutine e per tutta la vita è l’unica terapia per il celiaco. Sappiamo anche bene che la stessa alimentazione senza glutine è sollievo per chi vive la sensibilità al glutine non celiaca. Ma in questo ultimo caso non sappiamo ancora per quanto tempo tale terapia deve essere seguita.

Ora su J Med Food è stato pubblicato un articolo Functional and Metabolic Disorders in Celiac Disease: New Implications for Nutritional Treatment che punta i riflettori sulla correttezza di tale alimentazione portando l’attenzione su alcuni aspetti …. Vediamoli!

Gli autori affermano che ‘una dieta così restrittiva può NON essere adeguata per evitare complicazioni legate alla malattia’.

A mio modo di vedere è una affermazione abbastanza forte e poco corretta e tra l’altro aggiunge poco di nuovo. Sappiamo infatti bene che l’alimentazione gluten free elimina l’infiammazione a livello intestinale ripristinandone la sua funzionalità, ma se tale alimentazione non viene seguita correttamente le principali conseguenze sono:
1. ritorno del danno mucosale
2. alterazioni degli apporti nutrizionali: troppi grassi, troppi zuccheri semplici, poca fibra alimentare e basso introito di phytocomposti!

Gli autori continuano sottolineando come l’alimentazione senza glutine porta ad una serie di accidenti quali la diminuzione della funzionalità della colecisti e del pancreas, un aumento della permeabilità intestinale oltre che una compromissione del metabolismo del glucosio e di quello lipidico nonché della secrezione di insulina. Tale alterato quadro, sempre secondo gli autori, è responsabile del sovrappeso e dell’obesità.

Opinabile… NON è l’alimentazione gluten free restrittiva la causa di tutto ciò che è stato descritto sicuramente in modo corretto.
Tale situazione descritta, prima di tutto è peculiare di tutta la popolazione, e dunque anche dei celiaci perchè attualmente l’alimentazione è troppo ricca di prodotti confezionati, di prodotti di origine animale e di contro fortemente carente di prodotti di origine vegetale. Dunque non è una peculiarità della alimentazione gluten free!

La conclusione dell’articolo?
Gli autori formulano raccomandazioni -a mio modo di vedere- molto suggestive:
1. la dieta senza glutine per tutta la vita deve essere accompagnata da una corretta supplementazione di nutrienti
2. deve essere usata cautela nell’uso dell’olio fritto
3. gli oli ed i prodotti vegetali sono in grado di stimolare la cistifellea per promuovere l’assorbimento.

Personalmente credo che
1. il sovrappeso e l’obesità del soggetto celiaco a dieta gluten free siano dovuti all’eccesso di consumo di prodotti confezionati e alla scarsa attività fisica. Situazione questa, come già detto, che accomuna celiaci e non;
2. la supplementazione (per altro con altri prodotti di sintesi!) credo sia da sostituire con l’invito ad aumentare il consumo di prodotti freschi naturalmente privi di glutine quali frutta, verdura, legumi, cereali (gluten free!) e derivati…;
3. l’olio fritto è sicuramente da evitare da parte di tutti
4. l’olio di oliva e prodotti di origine vegetale sono in grado di dare un importante contributo alla salute del soggetto!

E voi cosa ne pensate? Via ai commenti…..

Può l’alimentazione senza glutine far perdere peso?

No, assolutamente no!

In questi giorni di simil-estate si va freneticamente alla ricerca di qualcosa – meglio detto miracolo – che possa far perdere peso immediatamente, così da poter sfoggiare un costume taglia 42 (meglio ancora se 40!)!

Si parla molto quest’anno di dieta senza glutine.
In una manciata di parole errori grossolani si affollano….leggende metropolitane si annidano….

Prima di tutto correggiamo il termine dieta. Siamo ormai tutti diventati bravini per sapere che dieta intende sia una corretta alimentazione che un sano stile di vita, cioè esprime un modus vivendi.

Alla luce di ciò senza glutine è l’alimentazione, cioè i nostri menù quotidiani devono essere composti con piatti – cibi – in cui la quantità di glutine – miscela proteica peculiare dei cereali quali frumento, segale, spelta, kamut, farro, orzo – è inferiore o uguale a 20 ppm.

Si, è bene sapere/ricordare che lo 0 matematico in natura – in questo caso in nutrizione – non esiste e dunque la frase ‘senza glutine’ indica un valore soglia che non scatena la reazione abnorme del sistema immunitario del soggetto celiaco con conseguente danno mucosale e riacutizzazione dei sintomi peculiari della celiachia e/o delle reazioni avverse al glutine quali sensibilità al glutine non celiaca.

Chiariti questi concetti diciamo che mangiare senza glutine NON fa dimagrire, NON fa perdere peso. Per perdere peso bisogna far altro… ad esempio tenere a bada la fame ☺ … come si fa?

In primo luogo il glutine, come poche righe sopra detto, è una proteina pertanto ha un elevato potere saziante.. questo aiuta a controllare la fame.
Si, le proteine sono un ottimo antidoto contro la fame grazie al loro peculiare elevato potere saziante e non solo (vedi tabella!). Tali macronutrienti sono in grado di sopprimere l’appetito e di promuovere il senso di sazietà.

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Che cos’è il potere saziante? Satiety Index (SI) è un parametro che indica la pienezza a breve termine (entro 2 ore) dopo il consumo di cibo. Scendiamo ancora di più nel pratico….
Gli alimenti che contengono elevate quantità di proteine, fibra alimentare e acqua hanno un maggior potere saziante, rispetto ai cibi con un contenuto di grassi maggiore. Gli alimenti ricchi di proteine quali pesce, carne, fagioli, lenticchie e uova e quelli ricchi di carboidrati quali pasta, riso, pane integrale e cereali per la prima colazione) sono quelli con il maggior potere saziante.

In secondo luogo togliere il glutine non significa togliere pane, pasta, pizza… significa sostituirli con analoghi alimentari ottenuti da cereali che non contengono glutine quali masi, riso, sorgo, miglio, grano saraceno….
I carboidrati in essi contenuti hanno la capacità di soddisfare la palatabilità e sopprimere l’appetito.

In terzo luogo non c’è nessuno studio scientifico che supporti l’idea che per perdere peso è necessario togliere i carboidrati dall’alimentazione quotidiana.

Per perdere peso basta ricordare/pensare che:

peso

PESO CORPOREO = CIO’ CHE INTRODUCO – CIO’ CHE SPENDO

Questa è la formula matematica – in barba al mero calcolo della calorie – che dobbiamo tenere in mente per togliere i chili di troppo.

Sapete cosa dico ai miei pazienti, soprattutto con grande successo tra le donne?
Se per mantenere in salute il vostro conto corrente dovete TANTO introdurre e POCO spendere – soprattutto in questo momento storico….
Per mantenere in salute il vostro corpo dovete essere MANI BUCATE.. spendete, spendete, spendete ☺

Provate e…. mangiate moderatamente tutto!

Il senza glutine? Ottima terapia per chi ha reazioni avverse al glutine!

La celiachia aumenta di 5 volte

Titolo sicuramente allarmante ma …… niente di nuovo sul fronte occidentale, parafrasando con il titolo del romanzo autobiografico di Remarque!

Musicalmente si sa: ogni estate ha il suo tormentone ma nella scienza dovrebbe essere un po’ diverso e invece no! Ecco allora che puntuale come non mai, arriva l’articolo sulla celiachia che denuncia … no, tranquilli nulla di nuovo. Vediamo!

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La frequenza -che ad onor del vero si chiama incidenza- è pari all’1% della popolazione generale.

Percentuale nota ormai da tempo ….(1)

Il numero dei casi è in aumento tra i bambini e ancora tanti celiaci rimangono senza diagnosi.

Anche questo è ben noto….

Si torna a parlare dell’utilità di screening per abbattere il ben noto rapporto di 1 su 3 casi diagnosticati su casi non diagnosticati. (3)

Ci si interroga sulle possibili cause dell’aumento dei casi portando come risposte la dieta ed i fattori ambientali.

Anche questo già noto….

L’articolo questa volta è stato pubblicato su J Pediatric Gastroenterology and Nutrition ma allora cosa porta di nuovo?

Quasi nulla….
La geografia della distribuzione della malattia.
Partita sappiamo dall’Europa ed dall’America oggi si diagnosticano casi anche nella parte orientale, in Nord Africa fino in Medio Oriente. Nell’area Asia-Pacifico l’epidemiologia è ancora confinata nella cosiddetta ”cintura celiaca”, cioè l’area settentrionale dell’India. (2)

L’introduzione del glutine. Sembra che se introdotto dai 4 mesi di vita, in piccole quantità possa proteggere dall’insorgenza della celiachia.

Dunque nessun allarme, nessuna novità strabiliante quanto piuttosto conferme e ancora punti interrogativi attivi su argomenti di grande interesse quali l’importanza di uno screening, le vere cause dell’aumento dei casi (fattori ambinetali quali?) e l’efficacia dell’introduzione del glutine precocemente o no.

Speriamo presto di leggere qualcosa di nuovo a tal proposito!

Cereali, cereali delle mie brame..

Essì.. cereali delle mie brame … così importanti eppure così pericolosi!

Per tutti?
Importanti sicuramente SI mentre pericolosi solo per alcuni ma…. basta saper scegliere!
Gli alcuni sono coloro che risultano essere intolleranti al glutine, la componente proteica che si forma durante l’impasto dalle frazioni proteiche presenti nella cariosside e dunque negli sfarinati.

Ce ne sono comunque veramente per tutti i gusti, infatti i cereali appartengono alla famiglia delle Graminacee che include circa 500 generi e ben 5000 le specie. Ci sono cereali tradizionali (frumento, orzo, riso, mais), cereali minori (teff, miglio, fonio, chia) e pesudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa) fino ai cereali senza glutine (riso, mais, grano saraceno, amaranto, sorgo, miglio).

Per tutti, vale il consiglio di scegliere cereali integrali. Perché?

Recenti studi hanno evidenziato infatti come questi prodotti vegetali siano in grado di giocare un importante ruolo protettivo nei confronti di neoplasie, patologie cardiovascolari, diabete ed obesità… soprattutto quando integrali perché particolarmente ricchi di phytocomposti!

I cereali integrali sono infatti….
… fonte concentrata di fibra alimentare che raggiunge l’intestino dove viene fermentata producendo acidi grassi a corta catena in grado di abbassare il pH, essere fonte di energia per i colonociti ed infine abbassare i grassi nel sangue;
…. ricchi di antiossidanti, che includono tracce di minerali e composti fenolici, in grado di prevenire numerose patologie.
…. in grado di mediare/modulare la risposta insulina-glucosio. Inoltre abbassando l’IG giocano un ruolo fondamentale nel diabete, obesità ma anche sul rischio di tumore colon-retto.
…. fondamentale fonte di tanti altri composti quali fitati, fito-estrogeni (lignani), stanoli e steroli, vitamine e minerali.

I numerosi composti citati hanno effetti positivi sulla salute … questo lo slogan declinabile anche in versione gluten free!

Diapositiva1

Come mangiarne? Quanti mangiarne? questo per essere pratici!
I cereali difficilmente entrano nella nostra alimentazione mediterranea quotidiana tal quali quanto piuttosto sottoforma di pasta, pane, pizza, trasformati dolci e salati.

Quanti mangiarne? Siamo alle solite.. mi piace poco la matematica (!) comunque…. Nei nostri menù i cereali rappresentano il 60% del fabbisogno calorico. Tale percentuale si può raggiungere con 1-2 fette di pane a colazione, 60-70g di pasta o riso a pranzo e 2-3 fette di pane a cena. Si possono anche aggiungere 1-2 fette di pane come spuntino.
Sarebbe bene evitare di consumare cereali, in particolare pasta o riso come fonte di carboidrati, nel pasto serale per evitare effetti indesiderati sul metabolismo durante il riposo notturno…. ne riparleremo!

La pizza? Sicuramente 1 volta a settimana scegliendola a base vegetale e dove serve/per chi serve… gluten-free 🙂