Celiachia? Molto di più che una suonata in mibemolle!

La celiachia – ormai ben nota nella maggior parte dei suoi dettagli dai meccanismi patogenetici alle manifestazioni cliniche, alla diagnostica fino al trattamento terapeutico – è sempre stata associata ad immagini che potessero agevolarne la comprensione. Oggi vi propongo questa …. una versione musicale per esplicitare la complessità eziopatogenetica ma non solo!

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La celiachia è una malattia autoimmune su base genetica dunque, anche nell’immagine, si riconosce la centralità del genoma del soggetto con particolare riguardo al complesso di maggiore istocompatibilità HLA DQ2 e DQ8. Ad oggi sappiamo però che molti altri geni contribuiscono alla manifestazione della celiachia e al momento ne sono stati identificati altri 40. Il numero sembra essere destinato a salire! Questo lo si eredita dai genitori, è stabile e non cambia nel corso della vita. La tastiera di un pianoforte in cui ci sono tasti bianchi e tasti neri – toni e semitoni – ben rappresenta e schematizza questa realtà.

Diversi compositori/pianisti, vissuti in momenti storici diversi possono suonare la stessa tastiera ottenendo melodie completamente diverse! Tornando alla nostra celiachia.. chi sono i compositori/pianisti? Quali le melodie?

I numerosi e diversi compositori/pianisti – in diversi momenti storici – rappresentano il microbioma intestinale con ben 300 bilioni di micro-organismi che nel corso della vita di un individuo subisce innumerevoli variazioni in composizione. Il microbioma intestinale lo si eredita dalla mamma – sopratutto nel parto vaginale – è qualcosa di estremamente dinamico che cambia da individuo ad individuo e inoltre nello stesso individuo cambia nel tempo. Tutto ciò gioca un ruolo estremamente importante nelle reazioni al cibo perchè è proprio nell’intestino che avviene l’assorbimento dei nutrienti.

Le melodie che ne escono – musica classica, pop, jazz…. – sono il metabonone, cioè la grande diversità dei metaboliti che si possono formare durante i meccanismi di digestione e assorbimento dei nutrienti. Si parla anche di impronta metabolica della celiachia.

Recenti studi hanno evidenziato che i celiaci oltre ad essere caratterizzati da un assetto genetico peculiare hanno anche una determinata composizione del microbioma intestinale (Firmicutes e Actinobacteria sono i demonanti nella comunità intestinale del celiaco) e di conseguenza anche un determinato assetto in metaboliti.

In conclusione le cose sembrano complicarsi sempre di più… alle spalle della celiachia allora, non solo un concorso di colpa tra genetica ed ambiente (glutine) ma anche una stretta interazione con il microbioma intestinale.

Il tutto determina quegli outcome clinici complessi e diversi con i quali ci confrontiamo nei nostri ambulatori sopratutto quando chi si presenta è un adulto! Appare allora evidente che la celiachia non è una malattia cioè una suonata di un determinato compositore ma molto di più…. concordate?

12 mesi gluten free trascorsi insieme!

Questa volta non sarà solo una raccolta dei post pubblicati nel mese di dicembre ma qualcosa di più!

Un anno di attività in cui abbiamo letto-commentato e discusso notizie, etichette, leggi e provvedimenti, stili di vita ed alimentazione ed altro ancora. Ecco di seguito una rapida carrellata raccolta per mesi…. alcuni più densi di altri sopratutto perchè non sempre riesco a ben conciliare le mie diverse anime, nonchè quella di mamma!

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GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE

Grazie per il supporto e gli stimoli che mi avete dato durante questo anno e…… Vi aspetto ancora più numerosi per l’anno 2012!!!

Celiachia & Depressione

Avete notato anche voi come in questi giorni numerosi siti e/o blog parlano di un aumento di casi di celiachia e depressione? E/o della relazione della celiachia con i disturbi del comportamento alimentare quali anoressia o binge-eating? Ma c’è davvero un aumento dei casi?

Questi sono quelli che mi hanno più colpita:
Celiachia aumenta il rischio depressione e disturbi alimentari
in aumento i casi di celiachia e depressione
donne celiache maggior rischio depressione
depressione e celiachia una relazione pericolosa
salute: donne con celiachia maggior rischio di depressione
… e l’elenco potrebbe continuare, ma….. da dove nasce tutta questa attenzione? E’ reale?

Vediamo di capire…..
Psychiatric comorbidities in women with Celiac Disease recentemente pubblicato su Chronic Illness, è la base di questi articoli. Gli autori hanno preso in esame 177 donne celiache a dieta senza glutine ed hanno riscontrato che il 63% di queste manifestavano sintomi tipici di depressione mentre il 22% avevano disturbi del comportamento alimentare.

In realtà è una relazione ben nota a tutti da tempo poichè il confronto con la diagnosi di celiachia costituisce per la maggior parte delle persone una sfida difficile nella propria esistenza. La celiachia o forse meglio la malattia cronica, comporta uno sconvolgimento dei processi psicologici accrescendo sentimenti di paura e sconforto legati al cambiamento nella gestione del proprio stile di vita, alla temporanea perdita di autonomia, indipendenza e controllo. La diagnosi è un momento doloroso, un momento di crisi in cui emergono le difficoltà della persona; è un momento di cambiamento che impone necessaria trasformazione e una apertura verso un nuovo ordine.

La terapia – la dieta senza glutine – superato il momento della diagnosi è l’altro elemento di disarmonia e di difficile accettazione. Questa infatti interferisce sulla funzione rassicurativa che l’alimentazione possiede per tutti noi fin dalla nascita. C’è infatti una specifica conflittualità tra il desiderio del cibo e la pericolosità dello stesso. Nell’alimentazione convenzione l’individuo mangia ciò che gli piace mentre il celiaco alle categorie tradizionali piace/non piace, usate per scegliere e selezionare gli alimenti e soddisfare i propri gusti, deve affiancare obbligatoriamente altre categorie dicotomiche quali posso/non posso, sicuro/insicuro, contaminato/non contaminato.

Il celiaco si sente l’elemento condizionante delle situazioni sociali basate sulla convivialità cui prende parte. Il cibo, che simbolicamente assume il significato di socialità e aggregazione, per il celiaco diventa occasione in cui si sottolinea la sua diversità. In alcuni casi la reazione è l’autoesclusione ed il rifiuto delle occasioni di incontro per no essere stigmatizzati e/o sentirsi di peso per le altre persone.

… Allora cosa c’è di nuovo nella relazione tra celiachia e disturbi della sfera psichiatrica quali depressione, ansia e/o disturbi del comportamento alimentare? Nessun caso in aumento, nessun motivo particolare, nessuna causa aggiuntiva a scatenare questa relazione che tanto sembra spaventare!
Di nuovo c’è da dire che la letteratura scientifica, fin’ora scarsa a livello psichiatrico rispetto alla ben più vasta ed esaudiente di quella a livello biologico e psicologico, si sta arricchendo di validi contributi. Spetta ora a tutti gli operatori sanitari tradurre nella pratica clinica quotidiana le nuove acquisizioni. Come fare? Cosa significa?

A mio avviso significa affrontare la celiachia a tutto tondo non sottovalutando nessun aspetto: biologico, fino alla diagnosi, psicologico, nel momento d’inizio della dieta fino al sociologico. Il celiaco va aiutato nella comprensione della buona gestione dell’alimentazione e del corretto stile di vita gluten free ma va anche aiutato nella ristrutturazione della propria consapevoleza e nella ridefinizione della propria identità. Processo che richiede tempo e il cui avvio rappresenta il momento più delicato.

Celiachia e cosmesi

Attenzione alla cattiva informazione!

Cosmetici (incluso burro di cacao e rossetto) e Detergenti (incluso dentifricio e colluttorio) NON sono prodotti che possono arrecare danno al celiaco. Possono essere utilizzati con tranquillità!

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A dirlo non sono solo io ma sopratutto è l’Associazione Italiana Celiachia, che inoltre aggiunge: AIC è fermamente contraria all’uso di indicazioni inerenti l’idoneità al celiaco o l’assenza di glutine relative a prodotti non alimentari come cosmetici, detergenti o simili e non intende ovviamente concedere l’uso del logo di propria proprietà Spiga Barrata per questo tipo di prodotti, per cui perseguirà eventuali abusi (fonte: Cosmetici e Detergenti).

Prendo spunto per ricordare la relazione tra celiachia e cosmesi da una notizia che ho letto proprio questa mattina: Celiachia: anche i cosmetici devono essere gluten-free. La celiachia è un’intolleranza alimentare che ha come organo bersaglio l’intestino tenue e la presenza di glutine in cosmetici, detergenti o altri prodotti che possano venire a contatto con la pelle o le mucose, come anche quelle della bocca, non comporta alcun rischio per i celiaci. Nessuno mangia rossetto, burro di cacao, dentifricio o colluttorio……

A questo aggiungiamo anche che l’etichettatura per il celiaco non è mai garanzia di assenza di glutine. Il celiaco sa di non poter far spesa in autonomia ma di dover sempre far riferimento ai due loghi (Spiga Barrata o Autorizzazione Ministeriale) e/o al Prontuario degli Alimenti costantemente aggiornato da AIC.

Menù della settimana

… non è sempre facile decidere cosa preparare da mangiare per ben due volte al giorno: pranzo e cena! Perchè allora non dare una sbirciatina tra le circa 1000 ricette gluten free proposte da Mangiarbene in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia (AIC)?

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Mangiarbene, ben noto portale, oggi è entrato a fa parte del canale di Cucina di LeiWeb. Sono 3.500 le ricette che propone oltre un archivio di trucchi e segreti del gusto e del bon ton. Tutto organizzato in 7 sezioni e rubriche specifiche.

Qualche esempio? Marinate oppure lo Zodiaco goloso (ciò che mi suggerisce per questo mese…uhmmm però è senza glutine!) e le Ricette da cinema. Infine accanto a tutto ciò c’è anche una parte dedicata al beverage e alla salute!

Buona navigazione e …. se sperimentate qualcosa fateci sapere!

… si allunga l’elenco dei “grandi” sportivi gluten free

Ricordate quando, più o meno all’inizio dell’estate, avevamo parlato di grandi sportivi scoperti celiaci? Bene sembra che l’elenco sia destinato ad allungarsi infatti ecco altri atleti grazie alla dieta gluten free migliorano il loro stato di salute e la loro performance!

Dopo il tennista Nole Djokovic, il ciclista Vande Velde e il giocatore di rugby Martin Castrogiovanni ora si aggiungono altri due tennisti: Andy Murray e Sabine Lisicki.

Attenzione a leggere bene gli articoli… sono celiaci, pertanto trovano giovamento dalla dieta gluten free e non è, dunque la dieta gluten free a migliorare la prestazione fisica!!!

Celiachia e Vacanze

Più o meno in questo periodo dell’anno nella maggior parte dei blog, siti, forum, community…. si parla di celiachia e vacanze… e dunque perchè non farlo anche qui?!

La novità di questa estate da mettere in valigia, che interessa i celiaci viene dal mondo della tecnologia e si chiama Free C Travel Kit.

E’ una applicazione che permette al celiaco di spiegare le proprie esigenze e di fare acquisti sicuri all’estero. 32 sono le principali lingue nel mondo che sono presenti nell’applicazione e 1,59 è il costo.

Free C Travel Kit nasce su ispirazione della Foodspotting – una applicazione per raccontare il cibo del mondo attraverso la condivisione di foto. Permette infatti di fotografare i piatti, in qualsiasi ristorante, pizzeria, tavola calda o chiosco del globo, e di condividerlo online, per poter essere poi votato e commentato.

Il photo-network del cibo ha già 1 anno di vita ma è ancora poco noto. Presto, però dopo iPhone e Android sarà disponibilie anche per BlackBarry. Conta circa 80.000 utenti per oltre mezzo milione di foto. Ted Grubb e Alexa Andrzejewski sono i padri dell’applicazione e sono stati capaci di costruire intorno al cibo una vera e propria esperienza sociale.

Per i più curiosi …..

What is Foodspotting?

… e per Free C Travel Kit….l’avete già scaricata? Ora provo e poi vi racconto 🙂

via: Il sole 24 ore