Giorni di pausa…….
Sono questi giorni di pausa dopo le ultime fatiche! Tutte – ovviamente – di grande soddisfazione….. Presto si ricomincia e sembra proprio che la primavera quest’anno sia sbocciata con furore!!!
Sono questi giorni di pausa dopo le ultime fatiche! Tutte – ovviamente – di grande soddisfazione….. Presto si ricomincia e sembra proprio che la primavera quest’anno sia sbocciata con furore!!!
Eccomi ritornare dopo questo lungo periodo di silenzio per condividere con voi ciò che sto covando!
Finalmente sto leggendo le bozze del libro …. Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine.
E’ ormai da tanto tempo che mi sentite parlare e scrivere di Dieta Mediterranea senza glutine e circa 2 anni fa al convegno nazionale dell’ADI ebbi la spinta a scrivere un libro.
Di li a seguire il Pensiero Scientifico Editore, nella persona di Bianca Maria Sagone – saggia e paziente profesisonista – mi contattò per concretizzare questa idea…. e l’avventura partì!
Posso confessare che mai furono così tanto vere le proverbiali parole “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare“! Ma oggi ho tra le mani la copertina e … le bozze.
In questi giorni inoltre si stanno accumulando tanti altri importanti appuntamenti…. si sta avvicinando la data del 1° Food-Camp gluten free. Ricordate? Domenica 17 aprile al Castello di Gargonza!
Ma prima sarò al meeting advisory board Dr. Schar al Vigilius Montain Resort.
…. dunque non mi ero dimenticata di voi e del gluten-free!!!
La dieta senza glutine non fa dimagrire oppure dieta senza glutine? Attenzione, fa ingrassare oppure non è vero che la dieta senza glutine fa dimagrire……. Sono soltanto alcuni dei titoli che sto leggendo in questi giorni in rete.
Perchè sempre alla ricerca dello scoop o del sensazionale? E’ questa la domanda che mi martella in testa. Credo che sia di estrema importanza contestualizzare le notizie, validare le fonti e saperle tradurre nella realtà in cui si vive.
Battere questi titoli oggi in Italia significa cancellare con un colpo di spugna tutto il lavoro di anni fatto da coloro che a vario titolo si sono adoperati, e continuano a farlo, per migliorare la qualità di vita del celiaco. Senza dimenticare l’impatto sul celiaco: sia su chi ha ben accettato la sua alimentazione senza glutine che su chi invece, ancora stenta a farci pace.
In Italia o meglio in Europa, viviamo la celiachia in modo molto diverso che oltreoceano. Sappiamo infatti che:
1. la dieta (credo sia meglio parlare di alimentazione) senza glutine non è una dieta dimagrante nè una moda ma è una alimentazione che risponde a determinate esigenze;
2. l’aumento di peso dopo l’inizio dell’alimentazione senza glutine è auspicabile in quanto significa che il soggetto a riacquistato la sua normalità;
3. a tutt’oggi è l’unica terapia;
4. l’alimentazione può essere di tipo mediterraneo ma prevede l’utilizzo di prodotti dietoterapici preparati dall’industria alimentare;
5. in una manciata di anni nel mercato dei prodotti senza glutine sono stati fatti enormi passi avanti. Basti guardare tra gli scaffali per rendersi conto della varietà di prodotti!
6. negli ultimi 3-4 anni, buona parte dei prodotti sono stati riformulati per rispondere alle richieste di “meno sale“; “meno zuccheri semplici“; “no ai grassi idorgenati“; “più fibre” …. anche in questo caso basta guardare qualche elenco degli ingredienti e/o l’etichetta nutrizionale.
Non soffermatevi ai titoli, leggete l’intero articolo, leggete più fonti… sono questi i suggerimenti che mi sento di dare!
Spesso abbiamo parlato dei numeri della celiachia ed in particolare della sua incidenza. A volte però è difficile rendersi effettivamente conto del numero reale e allora ecco delle simpatiche equivalenze.
Negli Stati Uniti i celiaci sono 2.2 milioni….. cioè….? Cioè tante persone quante potrebbero riempire 4400 Boeing 747s oppure 936 navi da crociera, 55 stadi da baseball, 37 campi da calcio oppure, ancora quante potrebbero riempire l’intero stato del Nevada.
Ed in Italia? I celiaci italiani riuscirebbero a riempire
202 Boeing 747s oppure
44 navi da crociera oppure
1 campo da calcio e mezzo e ancora…. riuscirebbero a riempire l’intera Valle d’Aosta.
Bhè…. ci stiamo avvicinando ai giorni topici del Carnevale e credo che due zeppole siano più che gradite!
Questa la ricetta:
4 hg di patate lesse
4 hg di farina (Mix C dr. Schar)
20 g di lievito di birra
mezza buccia di limone grattugiato
100 g di zucchero
50 g di latte
2 uova
un pizzico di sale
olio per friggere.
Buon Carnevale!
Avevamo chiuso il primo mese dell’anno con una carrellata di web-blog interamente dedicati alla celiachia.
Oggi vi propongo un aggiornamento anche grazie alla collaborazione di Gaia!
Il ricettario di Anna – perché senza glutine non vuol dire senza gusto
Cardamomo&Co. di Stefania – cucinare facilmente gluten-free
Glu-fri – Cosas varias libre de gluten di Simonetta – blog bilingue di ricette, notizie e altro, senza glutine e golose
Bello e buono di Laura – cucina esperimenti e storie varie.
… e la lista continua qui, nella sezione BLOG GLUTEN FREE….
Una premessa d’obbligo: mi scuso con chi ha letto la bozza di questo articolo uscita per errore.
Eccoci come promesso! Cerchiamo oggi di vedere quali sono i grassi più utilizzati nella preparazione di un pane gluten-free e come potersi meglio orientare nella scelta, leggendo le etichette.
Partiamo dai grassi. Olio di semi di girasole, olio/oli vegetale (nessuna delle Aziende considerate specifica quali oli), olio extravergine di oliva (utilizzato solo da Cose dell’Altro Pane e Nutrifree che inoltre ne dichiara la percentuale), olio di oliva (solo la Giusto), margarina, grasso vegetale non idrogenato questi sono i grassi presenti nell’elenco degli ingredienti. Ben evidente è ormai la scomparsa dei dannosi grassi idrogenati! Noto è il loro effetto ipercolesterolemizzante e tutti i ricercatori sono unanimi nell’affermare che sono un importante fattore di rischio aterogenico. Si è dunque arrivati a legiferare in tal senso: negli USA c’è l’obbligo di indicare in etichetta i livelli di grassi trans mentre in Europa solo la Danimarca ha preso posizione. Ma le cose non sono ferme, infatti oggi si parla di bioidrogenazione e di grassi trans naturali cioè ottenuti durante la digestione nel rumine di ovini e bovini. more
L’olio di girasole, estratto dal girasole (Helianthus annuus) è quello maggiormente utilizzato e la scelta è fondamentalmente economica. Ha un elevato contenuto (48-74%)di acido linoleico (omega 6) un acido grasso in competizione con il più salutare omega 3. Variabilità legata alla cultivar e alle condizioni pedoclimatiche. In generale comunque è un olio che si può considerare di seconda scelta mettendo al primo posto l’olio extravergine di oliva.
Ma i grassi presenti non sono solo questi perchè leggendo tra gli additivi – meglio tra gli emulsionanti – si trovano: mono- e digliceridi degli acidi grassi, esteri mono- e diacetiltartarici di mono- e diglicerdi degli acidi grassi, lecitina di soia….. Ma è possibile fare un pane senza emulsionanti? Si ma in pratica avremmo un prodotto secco, di ridotto volume e che diventa facilmente raffermo… insomma molto poco gradevole! Si utilizzano allora gli ammorbidenti per la pasta (quelli sopra nominati); mentre gli esteri dell’acido diacetil-tartarico e sodio o calcio stearoil-2-lattilato sono chiamati fortificanti per la pasta. Qual’è la loro funzione? I primi permettono di ottenere una struttura più tenera della mollica e una più lunga conservazione; mentre i fortificanti per la pasta la rendono più consistente, ne risulta così un pane con una struttura e volume migliorati. [testo di riferimento: Food Emulsifiers and Their Applications].
E in etichetta nutrizionale? Cosa leggo? Cosa trovo? Leggendo l’etichetta nutrizionale devo porre attenzione all’apporto calorico, al contenuto di grassi (dove è possibile la specifica di grassi saturi), all’apporto in fibra ed in sodio. Come anticipato le referenze sono tante pertanto ci soffermiamo solo su PANINI delle 6 Aziende di cui 1 surgelato.
Cose dell’Altro Pane non specifica nulla mentre due Aziende (Schar e Nutrifree) sono molto dettagliate a fronte di alcune “essenziali”.
L’apporto calorico di 100g di prodotto oscilla da un minimo di 213 Kcal (Schar) ad un massimo di 309 Kcal (BiAglut). Per quanto riguarda i grassi solo BiAglut (5.7g) e DS4YOU (2.7g) non specificano l’apporto di grassi saturi. I livelli in ordine crescente sono: Schar 2.5g di cui 0.4 saturi; Giusto 3.4g di cui 1.2 saturi ed infine Nutrifree 5.7g di cui 1 saturi. I contenuti di fibra e sodio sono indicati solo da Schar e Nutrifree e rivelano una importante differenza per il contenuto in fibra (Schar 4.5g vs Nutrifree 2.4g) mentre quello di sodio è simile (Schar 0.5g vs Nutrifree 0.6g). Nei panini surgelati della DS4YOU troviamo in autodichiarazione un contenuto di ben 5g di fibra alimentare che però non trova traccia nell’etichetta nutrizionale. [approfondimento sul sale]
Ecco allora alcune semplici regole indicate qui per il pane ma che possono essere estese ad altre categorie commerciali:
1. Fibra alimentare- Un pane “sano” deve contenere almeno una quantità di cereali diversi dagli storici mais e riso, per garantire un buon apporto di fibra in grado di ridurre il rischio per diabete e patologie cardio-vascolari. Scegliamo confezioni con almeno 3 grammi di fibre o con più cereali.
2. Crusca – I prodotti con la crusca hanno un maggiore contenuto di fibre, quindi preferiamo prodotti con la parola “crusca” in etichetta.
3. Carboidrati – in particolare nel pane basso deve essere il contentuto di zuccheri semplici a vantaggio di amido e fibra alimentare. Lo zucchero può comparire con altri nomi ad esempio: sciroppo di glucosio, maltosio, destrosio, sciroppo di zucchero di canna parzialmente invertito, fruttosio…..
4. Sodio – Il sale è l’elemento più comune: scegliamo prodotti con il più basso contenuto di sodio per 100g di prodotto.
5. Richiami salutistici – possono essere spesso funzionali al marketing. Facciamo riferimento solo alle etichette nutrizionali e agli ingredienti.
6. Arricchito con - Non è necessario mangiare cibi arricchiti se la dieta è equilibrata. Di conseguenza, non prestiamo troppa attenzione alla lunga lista di minerali, vitamine …. hanno un significato secondario rispetto al contenuto di fibra alimentare e di zuccheri semplici.
Buona scelta! Occhio all’etichetta!
Vi propongo una carrelata di web-blog interamente dedicati alla celiachia e curati da celiaci. E’ veramente sorprendente vedere le mille golose proposte gluten-free! Solo a scorrerle viene l’acquolina in bocca……Complimenti!
Un cuore di farina senza glutine di Emanuela ed Olga – …..il buon profumo dle pane, la leggerezza di una pizza alta e croccante, la dolcezza di una torta fatta in casa…..
Gluticchia di Paola- gluticchie sono tutte quelle cose che non posso mangiare ma che posso reinventare
La Celiaca pasticciona di Elena – pensieri e ricette
La gaia celiaca di Gaia – cucinare senza glutine: buono, sano e divertente
Senza glutine per tutti i gusti di Annalisa – le mie ricette gluten free…. un’esplosione di gusto, colori e fantasia!
In cucina senza glutine di Valentina
Bello e Buono di Laura – cucina, esperimenti e storie vere
Celiaca per amore di Marcella – come far diventare la celiachia un membro della famiglia ed essere felici!!!
Una cucina tutta per se di Francesca – ricette gluten free fotografate passo per passo e per tutti i gusti
Celiachia in simpatia di e’ un’opera di pace e poesia… affinché si torni a mangiar bene
Una celiaca in cucina – ricette, appunti, pensieri e pasticci vari nella mia piccola cucina, anche senza glutine
Ed acora altri…..
Gluten free experience
Non me ne voglia chi non è stato citato, nulla è intensionale ma solo frutto di mia non adeguata conoscenza. L’invito è dunque quello di alzare la mano e dire: “scusami ma ci sono anch’io!“
Sono diversi giorni che sul web sta rimbalzando, da una testata all’altra, la notizia che è meglio divezzare il bambino a 4 mesi rispetto ai 6 mesi consigliati. Cerchiamo allora di capire….. e perchè parlarne qui?
Nel 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva elaborato delle Linee Guida che favorivano l’allattamento prolungato (fino a 6 medi di età del bambino) per i suoi numerosi benefici sulla salute del bambino, anche a lungo termine. Numerose sono le implicazioni positive sulle funzioni cognitive, sull’obesità, sulla riduzione del rischio cardiovascolare ed del rischio del cancro. Non tutti i Paesi condividono però questa indicazione ed in particolare gli USA e l’Inghilterra.
La base scientifica della notizia, è data da uno studio della dottoressa Mary Fewtrell dell’UCL Institute of Child Health recentemente poubblicato su British Medical Journal.
La dottoressa sostiene che una alimentazione con solo latte materno fino a 6 mesi è causa di numerosi problemi. In particolare non fornisce quantità adeguate di ferro; rende più vulnerabile il bambino verso le allergie alimentari e le intolleranze (celiachia) ed inoltre il piccolo diventa refrattario ad alcuni sapori, soprattutto l’amaro. Quest’ultimo punto giustificherebbe lo scarso consumo di verdura in età pediatrica, perchè gli ortaggi hanno proprio un sapore amaro.
Idea in netto contrasto con quella della maggior parte della comunità scientifica che vede nell’allattamento esclusivo fino ai 6 mesi lo strumento migliore per potenziare la salute dei bambini e la possibilità di schermarli da infezioni. Anche gli esperti dell’OMS hanno accolto criticamente i risultati di questa ricerca ed al momento hanno dichiarato che l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi rimarrà tassativo per le madri nei Paesi in via di sviluppo, dove la disponibilità di acqua pulita e di alimenti sicuri per il divezzamento è limitato. Per l’Europa ci provvederà ad una revisione della recente letteratura per eventualmente modificare le attuali Linee Guida.
Per la celiachia sappiamo che la comunità scientifica non è unanime. Due sono le opinioni: secondo alcuni ricercatori si deve promuovere l’introduzione del glutine tardi (dopo 12 mesi) secondo altri, il glutine va introdotto fin dai 4 mesi di vita. Attualmente sono in corso ricerche che serviranno a chiarire….appena usciranno i primi risultati li commenteremo!
Fewtrell M, Wilson DC, Booth I, & Lucas A (2010). Six months of exclusive breast feeding: how good is the evidence? BMJ (Clinical research ed.), 342 PMID: 21233152
Con piacere condivido con tutti voi la bella notizia che ho appena ricevuto: Notonlyglutenfree è entrato a far parte della famiglia ResearchBlogging!

E’ un sito che raccoglie post di bloggers che commentano e/o discutono articoli pubblicati su riviste scientifiche peer reviewed, promuovendo così la divulgazione scientifica.
Posso dire di aver centrato uno degli obiettivi che avevo scritto nella mia presentazione circa 6 anni fa: ……per informare in modo semplice e corretto sui progressi della ricerca scientifica nella terapia, nella diagnosi e nella sperimentazione di nuovi alimenti o materie prime….
Grazie a Peppe Liberti, Amedeo Balbi e Moreno Colaiacovo.