I numeri della Celiachia

E’ da tempo che non diamo un pò di numeri … logicamente in senso buono ☺

Mi riferisco, infatti ai numeri che ci permettono di avere una fotografia reale della celiachia.

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15.8 è la percentuale di incremento di … coloro che si cibano di piatti gluten–free, che al ristorante cercano pietanze non contaminate con l’antipatica miscela proteica chiamata glutine, che sbirciano tra le etichette … insomma i celiaci.

172.197 erano i celiaci censiti nel 2014 mentre nel 2007 erano poco più di 64.000. Ben raddoppiati negli ultimi 7 anni!

Secondo quanto si legge nell’ultima relazione elaborata dal Ministero della Salute e depositata in Parlamento, i potenziali celiaci sarebbero 600mila con una forbice che si allarga sempre più tra le diagnosi reali pari a 170mila e il sommerso di 430mila non diagnosticati.

Una curiosità emerge: sembra che i celiaci amino il Nord, è infatti questa l’area geografica con la più alta percentuale di celiaci. Stratificando i valori emerge che: 48% al Nord – 22% al Centro e 19% al Sud infine solo l’11% nelle Isole.

Volendo entrare ancora più nei dettagli geografici possiamo aggiungere che:
30.541 celiaci sono ospitati in Lombardia
17.355 nel Lazio e
15.509 in Campania

La celiachia è una intolleranza al glutine , geneticamente determinata che permette di parlare anche di medicina di genere! Infatti le donne sono più colpite rispetto agli uomini: 121.964 vs 50.233.

I bambini sono i più a rischio perché meno in grado di selezionare gli alimenti.
Gli adolescenti i più indisciplinati, tendono infatti ad abbandonare la dieta.
Gli adulti i più diagnosticati, circa il 90% delle diagnosi sono in età adulta. Queste sono trre fondamentali peculiarità riferite alle diverse fasce di età.

Fonte: Relazione annuale al Parlamento anno 2014

Davvero una fotografia interessante e … secondo me lo sarebbe ancora di più se fosse attuale 🙂
28 gennaio 2016 viene battuta la notizia che è stata depositata al Parlamento la Relazione Annuale sulla Celiachia – Edizione 2015 che presenta i dati del 2014!!!

ehmmmm …

Spiga Barrata: 1, nessuna, centomila

Credo che miglior rappresentazione dell’eterogeneo quanto veloce mondo gluten-free non ci possa essere 🙂

A: Tu che sei più aggiornata di me , mi sai dire se esiste il logo spiga barrato nero?
B: no, dove lo hai visto?
A: … mhaho acquistato una bottiglietta di salsa di soia e c’era questo marchio. Poi ho letto gli ingredienti e c’era scritto estratto di orzo tostato allora mi sono insospettito

E’ più o meno questo lo scambio di battute al quale ho assistito ieri sera, tra un esercente ed un cliente. Quello che mi ha fatto meraviglia è l’ignoranza dell’esercente che continuava ad arricciare il naso e/o alzare le spalle, accompagnando il tutto con mugugni del tipo … mhanon soproverò a vedere

Ma dico io : Tu! che hai deciso di essere riferimento per i celiaci, non lo avrai mica deciso di fare solo per vendere cibo idoneo … o si?

Seppur vero che di loghi ne conosciamo e vediamo diversi e seppur vero che le novità corrono-corrono, credo che sia sempre e comunque e altrettanto vero che la corretta ed ufficiale informazione vada ricercata:
AIC
AOECS

… e comunque questa è la verità: il simbolo con spiga barrata rossa su fondo bianco, racchiusa in un cerchio rosso, è un simbolo registrato e di proprietà dell’Associazione Italiana Celiachia.
Seppur esistono in commercio diversi prodotti che presentano sulla confezione un simbolo simile ma di colori o forma diversi è solo perchè:
molte Associazioni di celiaci nel mondo hanno creato e registrato un proprio simbolo per identificare i prodotti senza glutine che rispettano le normative vigenti nei propri paesi, da quando è entrato in vigore il Regolamento CE n° 41/2009 in tutti i paesi europei è stato fissato in 20ppm il limite per poter considerare “senza glutine” un prodotto. Quindi tutti i prodotti con simbolo spiga barrata sulla confezione (anche se di colore diverso da quello Italiano) e prodotti in Europa sono da considerarsi sicuri per i celiaci. Se invece si tratta di alimenti con spiga barrata ma prodotti in paesi extraeuropei, conviene informarsi preventivamente sui limiti di ppm validi in quei determinati paesi poichè vi sono ancora stati con limiti ben più alti di quelli in vigore in Europa!

le notizie vanno veloci, il tempo passa e la conoscenza RISTAGNA 🙂

Si parte con … rinnovata veste!

Oggi 19 gennaio 2016 Not Only Gluten Free riparte e … riapre le sue pagine!

Prima di tutto mi piace partire chiedendo scusa del tanto silenzio ma … quando si fanno delle ristrutturazioni si sa quando si inizia ma NON si sa quando si finisce!!!!

Ora la ripresa è segnata dalla comunicazione che questo web-blog entrerà a pieno titolo nel mio sito personale LetiziaSaturni.it.

I tempi sono maturi per coagulare tutti i miei lavori nelle due macro-aree: health coaching e celiacologa.

Il blog non perderà nessuna delle sue categorie , ormai ben note, mentre il sito, studiato secondo le innovative modalità di presentazione (!) mette a disposizione diversi ambiti e tanto materiale sia come articoli che come video e … altro sta bollendo in pentola!

La sezione News – raccoglie tutte le recenti notizie che riguardano il metodo del coaching, i disturbi glutine correlati e tutto il mondo che ruota intorno a questi due ambiti

La sezione Biblioteca – è una stanza che seppur virtuale vuole offrire in un clima culturalmente accogliente e gioioso, articoli di mia produzione e/o presentazioni a congressi, seminari … dunque accomodateVi e … Buona lettura!

La sezione Video – è una raccolta di video che negli anni ho maturato al mio attivo nelle diverse occasioni a carattere divulgativo/informativo … sedeteVi e … Buona Visione!

La sezione Linkoteca – è una pagina che mi sta veramente a cuore perché è quella che permette di creare rete, collaborazione, scambio, apertura, discussione …
Attualmente sono presenti link a pagine in cui potete trovare i miei contributi ma presto vuole diventare la pagina-di-tutti in cui link-amici possono essere presenti per realizzare una perfetta integrazione finalizzata ad una informazione completa, esaustiva, corretta, pulita, asettica!
In questo caso … Benvenuti e Grazie per la collaborazione offerta!

Ora tocca a Voi! Fate una internettiana passeggiata e … fatemi sapere cosa ne pensate!

Vi aspetto!

Il sacro&Il profano

Non riesco ad immaginare titolo migliore per questo mio post che prende spunto da un articolo letto ieri su Sale&Pepe.it, testata on-line che ha deciso di scrivere riguardo il mal uso della alimentazione gluten-free.

I Falsi miti della Dieta Gluten Free è il titolo dell’articolo mentre di seguito … qualche semplice riflessione che piacevolmente condivido!

Ottima la partenza e le considerazioni iniziali seppur con qualche sbavatura. Ad esempio:
[…] Non è così perché le patologie correlate al glutine difficilmente si manifestano con sintomi come il gonfiore e dolori addominali.

Questo è opinabile … sappiamo che sia il gonfiore che i dolori addominali sono tra i sintomi molto spesso espressi dai nostri pazienti ☺

Procedamus! Effettivamente ciò che più stride è il terrorismo gratuito che trapela negli ultimi capoversi … mi spiego subito, portando esempi concreti.

Si legge:
[…] Eliminando frumento, orzo e segale dai pasti, si abbassa notevolmente il consumo di una vasta gamma di nutrienti come ferro, fibre, acido folico, zinco, e vitamina D
e qualche riga sotto si legge … Aumentano i rischi di tumore.

Sono due frasi che non mi piacciono e spiego perché …
Eliminando frumento, orzo e segale … NON si elimina proprio nulla quanto piuttosto si sostituisce. Sono i cereali naturalmente senza glutine e gli stessi garantiscono apporti adeguati degli stessi micronutrienti citati anzi in alcuni casi se ne trovano in quantità superiore. Vediamo …

FERRO –
pasta di grano 2.7g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 6g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

FIBRA –
pasta di grano 1.4g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 4g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

Analoga situazione vale per lo ZINCO … anzi c’è una sorpresa: tra i 10 alimenti più ricchi di zinco guarda-guarda chi sbucano!!?!
Mandorle – Fagioli – Anacardi – Ceci – Lenticchie – QUINOA – Semi di Girasole – MIGLIO – Semi di Zucca e Pinoli.

VITAMINA D –
cercare la vitamina D nei cereali è come cercare un ago nel pagliaio perché le principali fonti alimentari sono: latte e derivati – uova – merluzzo, salmone, sardine fino all’olio di fegato di merluzzo!

Aumentano i rischi di tumore, questa la seconda frase.
Chi segue una alimentazione senza glutine è esposto ad un aumentato rischio di tumore tanto quanto un soggetto che segue una alimentazione convenzionale. Nessun studio scientifico riporta tale notizia a meno che non parliamo di un soggetto celiaco che NON segue una alimentazione senza glutine, ma questa è un’altra storia!

Non sono certo i prodotti gluten free a indurre lo sviluppo di neoplasia. Sono piuttosto gli stili alimentari non adeguati quali ad esempio un abuso di prodotti raffinati, un abuso di prodotti ricchi di zuccheri semplici, un abuso di carne rossa, uno scarso consumo di verdura, un abuso di latte animale, uno scarso consumo di frutta fresca di stagione, pochi legumi … ad aumentare il rischio di tumore. A questo aggiungiamo tutto ciò che deriva dall’ambiente in cui viviamo e dunque qualità dell’aria, del suolo, dell’acqua …

Senza titolo

Dunque ringrazio per lo spunto ma credo sia meglio cercare di vendere qualche copia di giornale in più oppure ottenere qualche ‘mi piace’ in più non facendo allarmismo spicciolo quanto piuttosto facendo maturare una alimentazione e uno stile di vita consapevole ☺

Si apre la discussione … virtuale … lo so, ma pur sempre confronto è!

Grano o Sistema Immunitario?

Oggi Vi lancio una provocazione!

[…] la dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri, sempre più riconosciuta come pro-infiammatoria, è in parte responsabile. Ma qualunque sia la risposta finale, sappiamo che c’è un problema molto reale: il sistema immunitario dell’uomo contemporaneo sembra essere andato in tilt. Forse dovremmo smettere di chiederci cosa c’è di sbagliato nel grano e iniziare a chiederci cosa c’è che non va in noi.

E aggiungo anche un video …

Per me è estremamente interessante e ricco di spunti di riflessione su una verità per troppo tempo taciuta! I tempi sono maturi per cambiare, cioè basta parlare di grano, di modifiche genetiche a carico di questo cereale e altre diavolerie quanto piuttosto è ora di pensare al nostro sistema di difesa che non è più in grado di rispondere correttamente ai tanti/troppi/errati stimoli la cui fonte sono gli alimenti che quotidianamente entrano nei nostri menù.

Voi cosa ne pensate?

Colpa della dieta vegana

Scusatemi ma non posso tacere!

Non posso tacere per diversi motivi e anche perché non più tardi di qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo nel quale c’è un mio virgolettato a proposito della compatibilità tra alimentazione gluten free e di tipo vegetariano. Mi spiego …

Oggi leggo – e ricevo molte sollecitazioni a riguardo – uno dei tanti articoli che stanno uscendo e che più o meno, in svariate forme, titola così: Caso del bimbo denutrito

Non posso tacere perché l’informazione deve essere fatta in modo semplice, comprensivo MA scientificamente corretta, eticamente sincera … insomma evitando demagogia, clamore, polveroni e ciarlatanesimo!

A mio modo di pensare, leggendo&rileleggendo quanto scritto da diversi numerosi giornalisti sull’accaduto, ciò che emerge e che va sotto accusa è la correttezza/adeguatezza dell’alimentazione NON onnivora – in questo caso vegana.

In realtà è ben altro! Sotto accusa è: l’incuria (volendo usare un eufemismo!) dei genitori. Vi spiego il mio punto di vista …

Il bambino in questione se è ricoverato presso il reparto di malattie metaboliche causa malnutrizione, non è certo perché seguiva una alimentazione vegana quanto piuttosto perché la sua alimentazione vegana NON era per scelta ne tantomeno correttamente realizzata, era un fai da te.

Mi sembra di aver capito che il piccolo paziente probabilmente non era/é neanche mai stato visto da un pediatra. Cosa un po grave, direi … siamo nel 2015!

Non vorrei banalizzare ma è come se i genitori portassero il bambino al mare dalle 13 alle 14 e poi viene ricoverato al reparto ustionati. A quel punto battiamo la notizia: Caso del bimbo ustionato. “Raggi del sole sotto accusa”.

… ennò, cari lettori! Sotto accusa è chi porta il bambino al sole a quell’ora… è scriteriato il comportamento, non fa certo male l’esposizione al sole… Tutto deve essere fatto con la testa ben piantata sulle spalle.

Tornando al nostro caso – ben grave (!) – sotto accusa non può finire uno stile alimentare, una filosofia di vita quale quella vegana, ma è piuttosto il come, il quando ed il perché viene attuata/praticata.

http://www.curarsialnaturale.it/wp-content/uploads/2013/04/bambinivegetariani1.jpg

Quelli che sottendono alla alimentazione vegana, vegetariana e altri ancora… sono concetti che debbono essere ben conosciuti e maturati nel corso della propria vita. E’ fondamentale la vicinanza di un professionista che sappia dare corrette e semplici informazioni al fine di non privare il nostro perfetto corpo di nessun nutriente e dunque di continuare a svolgere al meglio tutte le sue funzioni.

E voi che ne pensate? Aperta al dialogo, alla condivisione come sempre … Grazie ☺

A spasso tra i cereali

cereali

I cereali e i derivati – base dell’Alimentazione Mediterranea – ormai ben sappiamo che non a tutti sono permessi. Stiamo parlando dei celiaci componenti attivi (!) del popolo -in costante recente crescita- di coloro che vivono i disturbi glutine correlati.

Il colpevole delle loro reazioni avverse è il glutine – miscela proteica peculiare di alcuni cereali. Molti di più sono però i cereali privi di glutine che rendono l’alimentazione di questi soggetti comunque variegata, gustosa e non carente di nessun nutriente.

Pochi giorni fa – grazie ad una veloce intervista per un articolo sulla rivista OGGI – ho avuto occasione di rispolverare l’elenco dei cereali naturalmente senza glutine. Abbiamo così parlato di RISO – SORGO – TEFF – MIGLIO – AMARANTO – QUINOA e MANIOCA.

La prima cosa che è emersa è l’esigenza di ….. fare un po di ordine in dispensa!

Sebbene se ne parla da tempo c’è ancora confusione e allora partiamo proprio da qui….
Riso e Sorgo sono cereali tradizionali anzi direi meglio che il riso è uno dei cereali storici, insieme al mais, dell’alimentazione senza glutine. Grazie alla globalizzazione e all’apertura delle frontiere anche il riso ha aumentato però le sue potenzialità. Lo troviamo infatti oggi anche nelle sue varietà ‘rosso‘ e ‘nero‘. Dunque anche qui c’è qualcosa di nuovo!

Teff e Miglio fanno invece parte di quei cereali definiti minori; non certo per la loro scarsa importanza quanto piuttosto perchè coltivati solo in piccole aree del nostro Pianeta.

Amaranto e Quinoa, insieme al Grano saraceno, fanno invece parte dei pseudocereali, cioè piante che racchiudono caratteristiche dei cereali e di altre specie vegetali. Ad esempio la Quinoa è una pianta della stessa famiglia degli spinaci e della barbabietola!

Infine la Manioca un tubero – Manihot esculenta Crantz – coltivato in Sud America e in India. Simile alla patata anche nel suo utilizzo. A tal proposito è bene subito chiarire che manioca non è da utilizzare come sinonimo di Tapioca. Quest’ultima è infatti la farina che si ottiene dal tubero della manioca.

Da qui partiremo per guardare qualche caratteristica dei singoli cereali nominati. Lascio volentieri a voi la scelta… da quale volete partire? chi volete conoscere meglio?

Senza glutine ogni tanto fa bene

E’ un paio di giorni.. forse anche 3… che campeggia sulla mia scrivania l’articolo di giornale che porta proprio questo titolo: Senza glutine ogni tanto fa bene. Ora ho deciso di condividere….

Ma che cosa significa?
Per chi va bene questa affermazione?

Tutti coloro che conoscono le reazioni avverse al glutine, cioè dall’allergia alla celiachia fino alla sensibilità al glutine non celiaca (GSNC), ‘senza glutine‘ è un imperativo per la vita e dunque… ‘ogni tanto’ NON esiste!

Si, è vero ci potrebbe essere una eccezione poiché chi vive la GSNC forse non deve seguire per tutta la vita il senza glutine ma solo per un periodo di tempo che può variare da 3-6 mesi a qualche anno; poi si torna all’alimentazione convenzionale. Ma certo è, che anche per loro non si può dire ‘ogni tanto’ perchè quando è, è sempre e quando non è, non è!

Proseguiamo nell’analisi… tutti coloro che non vivono tali reazioni avverse non hanno bisogno di far ricorso al senza glutine ne tantomeno ‘ogni tanto’
– Mangiare senza glutine non significa eliminare carboidrati e fibre
– Mangiare senza glutine non significa eliminare i cereali
– Mangiare senza glutine non significa mangiare leggero
– Mangiare senza glutine non significa essere alla moda
– Mangiare senza glutine non fa dimagrire!

Dunque perché privarsi di cibi derivati da cereali che, di contro hanno una componente proteica chiamata glutine?

Proseguendo nella lettura si arriva il testimonial… e questo devo ammettere che fa colpo… proprio in tutti i sensi ☺

Novak Djokovicconfesso che come tennista mi piace molto! – dichiara di essersi convertito a una dieta senza glutine sotto controllo sanitario sostenendo di averne avuto dei benefici evidenti al punto da diventare una star di questo stile alimentare.

Credo che questa frase si commenti da sola…. Il messaggio è semplicemente/magistralmente fuorviante.
Se Novak è celiaco o sensibile al glutine, certo che ha trovato giovamento eliminando il glutine… ma se non lo è, la sua performance in campo non è certo migliorata perché mangia senza glutine.

Al di la di tutto direi di prendere spunto per rinfrescare qualche raccomandazione utile:
1. consultarsi con il proprio medico nel momento in cui si avvertono sintomi di gonfiore addominale e/o altri disturbi gastrointestinali, stanchezza, spossatezza…
fare test diagnostici adeguati
2. iniziare una alimentazione senza glutine rigorosa, variata e moderata inizialmente accompagnati da un professionista per garantire una sana compliance alla terapia
3. pasta, pane e pizza non debbono mai mancare
4. aumentare il consumo dei tanti prodotti freschi e naturalmente senza glutine, soprattutto se di origine vegetale
5. i cereali storici quali riso e mais trovano oggi numerosi altri sostituti quali grano saraceno, sorgo, miglio, quinoa, sorgo, teff

Senza glutine sempre fa bene!

Senza glutine mai fa bene!

E … tu sei della ‘squadra’ del sempre o quella simpaticamente avversaria del mai

… chiacchierando di pasta… Benvenuta Barilla!

Anche il grande colosso Barilla – si è accorto delle potenzialità/opportunità del mercato gluten-free: in Italia 600.000 sono i celiaci e 900.000 gli intolleranti al glutine; 3.5 milioni le famiglie acquirenti! Per farvi un’idea ancora più dettagliata consiglio la lettura di alcuni dati dichiarati da C Pilo in un articolo recente su Sole 24 Ore.

pasta

Barilla uscita con un prodotto base e principe della Dieta Mediterranea, quale la pasta, in realtà promette anche l’impegno da parte della stessa di trasformare qualche prodotto del Mulino Bianco in versione gluten free. C’è anche allo studio una grande novità di prodotto ma ancora è top secret. Grande suspense… bello!

Sono sincera: mi piace tutto! Era ora che una grande multinazionale dell’alimentazione convenzionale, quale Barilla, scendesse in campo…. Ora però cari celiaci e cari sensibili al glutine dovete essere saggiamente attenti a tutto ciò che viene proposto e veramente, ora i tempi sono maturi, per fare scelte consapevoli!

Logicamente la prima battuta va al prezzo/Kg… non dico nulla, perché nel tempo tanto si è detto sul rapporto qualità/prezzo e la qualità ha sempre premiato. Come sappiamo che un buon olio d’oliva non può costare poco più di 1 euro/L, anche la pasta non è esce da questa logica. Aggiungo tra l’altro una pasta dietoterapica, quale quella senza glutine è.

La seconda battuta va all’ingredientistica… nulla di nuovo: mais e riso e… i famigerati quanto temuti, mono e digliceridi degli acidi grassi come emulsionanti cioè composti che aiutano a legare l’impasto. Per anni siamo stati preoccupati delle presenza di questi intrusi nella pasta e ad oggi – permettetemi ma… nulla di nuovo anzi…

Si, dico anzi perché c’è anche qualcosa di antico! Al di là degli emulsionanti spiccano i cereali … antichi!

Ormai ben sappiamo che mais (anche pigmentato!) e riso sono per definizione cereali storici nel mondo dell’alimentazione senza glutine.

Oggi numerose altre Aziende -leader del mercato gluten free – sanno bene che si possono utilizzare altri cereali naturalmente senza glutine quali quinoa, grano saraceno – miglio – sorgo…. E noi nutrizionisti uniti a tutti i celiaci abbiamo insistito – e non poco… personalmente nel mio libro Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine ho dedicato un capitolo intero: il capitolo 7 – a che questi cereali entrassero nelle composizione dei nostri prodotti. Si chiedeva, e lo si fa tutt’ora, di migliorare la qualità nutrizionale nonché quella organolettica sensoriale dei prodotti destinati agli….. insofferenti al glutine (e alle schifezze che ci proponevano!!!).

Dunque nulla di nuovo ☺

Ultima battuta va alla comunicazione… in questi giorni ho letto, come tutti voi, tanti-tantissimi articoli usciti su testate più o meno gettonate e a mio modo di vedere sento un parlare fuorviante….
L’intolleranza al glutine, nella forma arcinota della celiachia e quella meno nota della sensibilità, è una malattia che interessa e coinvolge tutta la famiglia, sono d’accordo ma non perché i prodotti sono per tutti quanto piuttosto perchè tutti i componenti della famiglia mostrano un’attenzione particolare verso un loro componente!

un prodotto di qualità rivolto a tutti… oppure …. un prodotto che sia gradito anche da amici e familiari del malato per non creare differenze… uhmmm, attenzione!

Sono queste frasi che possono trarre in inganno e lanciare messaggi fuorvianti. L’alimentazione dell’intollerante al glutine è una terapia. Questa deve essere peculiare – originale – sua propria e preparata con cura, attenzione, amore e rispetto.

Credo che nessuna Azienda farmaceutica si preoccuperebbe di rendere un’aspirina gradita ad amici e familiari del malato per non creare differenze! Anzi studia il modo più coinvolgente.. studia il porta compresse, il familiare telefona per ricordare al proprio caro di prendere la compressa, la moglie prepara il bicchiere dell’acqua per la pillola delle 16.00….

Uguale nel prodotto dietoterapico…. proprio grazie a quel piatto senza glutine (pasta, torta, biscotto…) che qualcuno attentamente studia e prepara per il soggetto si realizza il più grande gesto di cura nei confronti del vicino sia esso amico che familiare che conoscente. E’ davvero un prendersi cura – take care.

Dunque a mio modo di vedere non si può banalizzare, generalizzare, svilire la forza di una terapia. L’impegno deve essere piuttosto quello di far si che sia di buona qualità nutrizionale e di buona palatabilità con un impegno economico decoroso e rispettoso.

A questo aggiungo anche che grazie alla scelta di ingredienti opportuni è possibile rispettare la biodiversità – la territorialità – la stagionalità anche in un prodotto da scaffale… In poche parole è possibile – come nell’alimentazione convenzionale – aver rispetto e cura dell’ambiente e delle sue risorse: suolo e acqua.

Bhè vi auguro allora saggi-dotti buoni acquisti e …. fatemi arrivare i vostri commenti!

Il Granoturco….. oro giallo per la Salute!

Questo il titolo del seminario che domani, domenica 25 agosto alle ore 10.30, terrò ad Apiro.

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Ammetto che seppur difficile concentrarsi perché è il primo talk della stagione ….sono ancora in regime vacanza… è piacevole quanto ghiotta occasione per spolverare e portare alla luce qualcosa di intrigante ma soprattutto per lanciare un’altra sfida!
Felicemente reduce – visti i risultati – di quella che mi ha impegnata nel voler declinare la Dieta Mediterranea in versione gluten free ora sto lavorando/difendendo quella che riguarda la relazione Green-Blue DIET&Mindfulness.

Riconosco l’eccesso di termini inglesi ma non scaturiscono da esterofilia quanto piuttosto dall’efficacia d’espressione…. Mannaggia a loro (!)… spero mi perdonerete 🙂

A mio modo di pensare non è una sfida quanto piuttosto un aggiornamento doveroso alla luce delle nuove acquisizioni medico-scientifiche che riguardano il concetto di DIETA ed il concetto di SALUTE. Condivido…..

Premetto qualche piccolo chicco (mi sembra più adeguato piuttosto che l’usuale chicche!) storico-culturale sul mais visto che sarà il protagonista/pretesto della chiacchierata….

Sfogliando le ingiallite pagine dei vocabolari liceali ho ri-trovato che …. Frumentone, formentone, formentazzo, granone, grano siciliano, grano d’India, melica, melinga e pollanca sono i diversi modi per identificare il granoturco o granturco. I puristi – linguisti sostengono invece che il termine granoturco altro non è che la maccheronica traduzione della locuzione inglese wheat of turkey, cioè grano per tacchini.

Simpatica è anche la sua storia sull’origine-provenienza. Secondo CharlsDarwin per gli amici – l’origine del mais è sud-americana mentre secondo Bounfans l’origine è africana e prova di ciò ne sono i ritrovamenti nelle piramidi ad opera di un archeologo. Secondo invece MacNeism l’origine è mesoamericana. In Italia? In Italia la coltivazione del mais arriva nel ‘500 e ben presto diventa l’alimento base, declinato in polenta – pane e tortini, dell’intera popolazione contadina. Stretta sappiamo essere la relazione con la salute e dunque, poiché il mais è carente in vitamine del gruppo B, niacina e triptofano (aminoacido precursore), la popolazione italiana conoscerà la pellagra. Una malattia endemica con manifestazioni cutanee (dermatite) o a carico dell’apparto neurovegetativo (demenza) e/o dell’apparato gastrointestinale (diarrea).

Il Mais è un cereale che a pieno titolo entra nella dieta Mediterranea e ben risponde alle esigenze alimentari, nutrizionali e salutistiche. E’ proprio qui che piutossto che parlare di relazione tra Dieta&Salute parlerò di Green-Blue DIET&Mindfulness…..

Negli anni il termine dieta – più volte lo abbiamo ricordato – è passato dalla stretta accezione di regime ipocalorico, restrittivo e dunque punitivo, a quello di più ampio respiro di Dieta Mediterranea. S’intende cioè una corretta alimentazione ed un sano stile di vita di stampo mediterraneo.

Un epitaffio che così recita: un’abbondanza di prodotti di origine vegetale; quantitativi bassi o moderati di pesce, pollame, latticini e uova; solo piccoli quantitativi di carne rossa; olio di oliva come fonte principali di grassi e una moderata quantità di vino, normalmente consumata durante i pasti.

In realtà c’è di più ….. ecco perché ormai ritengo che i tempi siano maturi per parlare di Green-Blue DIET.

Focalizzando l’attenzione sulla corretta alimentazione possiamo introdurre i concetti di frugalità, stagionalità, biodiversità, territorialità ma anche di ecologia che per definizione è … lo studio delle relazioni tra gli organismi viventi (dunque l’UOMO) e il loro ambiente fisico (dunque il PIANETA). Così si spiega come, pur rimanendo nello stampo mediterraneo sopra descritto, si possano accostare i due aggettivi: green, verde per il rispetto della risorsa suolo, e blue, blu e rispetto della risorsa acqua!

Anche spostando l’attenzione sullo stile di vita i concetti si ampliano pensando all’importanza dell’igiene del sonno, della corretta ripartizione dei pasti, della cura di sè…. Fino ad arrivare all’esigenza di aggiungere una terza area – completamente nuova – quella lumosity celebrale.

Di contro anche il termine salute ha avuto una sua evoluzione, ecco perché anche in questo caso mi piace ampliare/modificare il termine salute con quello di Mindfulness. L’Organizzazione Mondiale della Sanità – per gli amici OMS – nel 1946 dava questa definizione: uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Sarà L Wylie nel 1970 che vedrà la salute non più come uno stato quanto piuttosto come una condizione dinamica definendola come l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente.

Ulteriore perfezione la si raggiunge con l’intuizione di Bo nel 1976: Lo stato di salute è una condizione di continuo adattamento e perfezionantesi equilibrio tra organismo (corpo e psiche) e l’ambiente (naturale e sociale), fino al raggiungimento del completo benessere fisico, psichico, spirituale, sessuale, ecologico.

Ma…. a me piace l’ultima che a mio modo di vedere è la summa maxima della salute, cioè la Mindfulness (letteralmente attenzione consapevole o attenzione nuda). Fonte: Mindfulness e Benessere psicologico.

La Mindfulness è uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le proprie sensazioni fisiche, accettando i propri pensieri così come sono senza giudicarli, senza cercare di modificarli né bloccarli e senza reagire agli stessi. E’ dunque un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni e non è mai costante.

La Mindfulness è indirizzata a chiunque desideri, trascendere le proprie limitazioni e raggiungere un livello più alto di benessere psicologico, fisico e sociale.

Ecco allora che la sfida anche in questo caso è vinta! Alla luce di quanto esposto credo che la relazione Green-Blue DIET&MINDFULNESS altro non è che l’evoluzione della ben nota relazione DIETA&SALUTE.

Questo è un pò il canovaccio sul quale mi muoverò poi vi darò altri dettagli…. vi aspetto!