Olio di palma: si o no?

È diventato l’imputato numero 1 e sta tenendo ormai da lungo tempo l’attenzione dei più grandi esperti nutrizionisti, opinionisti e insomma … un pò tutti e ovunque si parla di lui quasi come uno di quei tormentoni estivi, che tutti canticchiano!

L’opinione pubblica è ormai schierata e così anche, buona parte degli esperti in materia: unanimemente dichiarano guerra all’olio di palma. Le motivazioni sono due: fa male all’uomo e fa male al Pianeta. Di tutto ciò ho deciso di parlarne qui perchè anche chi acquista i prodotti in farmacia – il celiaco! – seppur definiti dietoterapici non è salvaguardato!

VERO, dunque qualche considerazione va pur fatta, perché … c’è chi parla bene dell’olio di palma. Molto di parte, lo ammetto!

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L’olio di palma ha una composizione chimica molto simile al burro … allora hanno ragione!

L’olio di palma è simile all’olio di oliva, è infatti un olio vegetale ottenuto dalla spremitura di drupe di alcune varietà di palma che crescono in Camerun, Costa d’Avorio , Ghana , Liberia, Nigeria , Sierra Leone , Togo e nella regione equatoriale di Angola e Congo … allora hanno ragione!

No, fermi (!)
Ora … lungi da me dal voler ripetere una storica – datata quanto sacra scena… Gesù o Barabba né tantomeno serve tuonare crocifiggilo! … crocifiggilo! … dobbiamo solo capire ☺

Si è vero, l’olio di palma è un grasso di origine vegetale, ottenuto per spremitura di frutti ed è anche vero che la sua composizione chimica lo porta ad essere molto simile al burro in quanto è ricco di acidi grassi saturi quali palmitico, stearico e laurico. Ma ciò, non lo scagiona.

Rimane il fatto che è un grasso pericoloso quando se ne abusa.

Lo troviamo in particolare come ingrediente di numerosi prodotti confezionati quali biscotti, merendine, snack salati, piatti pronti, alimenti per l’infanzia e molto altro ancora fino alla suprema Nutella!

Gli effetti negativi sulla salute sono legati all’eccesso di consumo, infatti ben noti ormai sono gli effetti degli acidi grassi saturi sul buon funzionamento dell’apparato cardio-circolatorio e sull’innalzamento dei grassi circolanti quali trigliceridi e colesterolo. In realtà noti sono anche gli effetti sull’obesità – diabete – cancro (???). Dunque dovremmo farne un uso moderato … cosa al quanto difficile vista la sua dilagante diffusione.

Perché l’industria lo usa se c’è il burro, suo analogo e meno nocivo per l’uomo?
Intanto diciamo che l’industria ha bisogno di grassi saturi perché questi danno consistenza e struttura ai prodotti a differenza dei grassi insaturi e liquidi; ma … ci sono almeno 3 altri motivi:
– perché ha un costo nettamente inferiore;
– perché è praticamente insapore, e aggiunto alle preparazioni non ne altera la gradevolezza;
– perchè garantisce una conservabilità maggiore dei prodotti, per la sua maggior resistenza alla temperatura e all’irrancidimento.

L’uso è poi diventato abuso quando l’WHO e OMS hanno dichiarato aperta la guerra ai grassi idrogenati, composti principali delle famose margarine. In tal senso l’utilizzo dell’olio di palma è giustificato per evitare che nei prodotti ci sia il peggio!

A ciò però c’è da aggiungere gli effetti negativi sulla salute del Pianeta e … qualche considerazione a carattere etico!

Ci sono, e sono innegabili (1).

La coltivazione delle palme da olio comporta una massiccia deforestazione con conseguenze sulla biodiversità; sull’emissione di gas serra; lo stravolgimento dell’assetto idrogeologico del territorio.

Si aggiungono anche considerazioni di carattere etico: espropriazione dei contadini dalle proprie terre, di deportazione di interi villaggi, di sfruttamento, di totale assenza di condizioni di sicurezza sull’ambiente di lavoro.

Emerge dunque un problema davvero complesso sul quale ad onor del vero a tutt’oggi nessuna Istituzione o Organizzazione nè la stessa comunità scientifica ha espresso un parere completamente negativo e unanime e definitivo e categorico in attesa di valutazioni accurate. E noi?

A noi cittadini spetta rimanere in uno stato di vigilanza consapevole senza prendere posizioni stile Gesù-Barabba! quanto piuttosto documentarci e agire in scienza e coscienza.
Per essere concreti? Significa che nella nostra quotidianità possiamo/dobbiamo fare acquisti consapevoli, che tradotto nella pratica quotidiana della spesa, significa scegliere il meno possibile prodotti confezionati e trasformati dall’industria e quando non ne possiamo fare a meno leggere attentamente le etichette e limitare il consumo di prodotti che contengono olio di palma.

Buoni acquisti consapevoli e buona lettura e ascolto di notizie!

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