… chiacchierando di pasta… Benvenuta Barilla!

Anche il grande colosso Barilla – si è accorto delle potenzialità/opportunità del mercato gluten-free: in Italia 600.000 sono i celiaci e 900.000 gli intolleranti al glutine; 3.5 milioni le famiglie acquirenti! Per farvi un’idea ancora più dettagliata consiglio la lettura di alcuni dati dichiarati da C Pilo in un articolo recente su Sole 24 Ore.

pasta

Barilla uscita con un prodotto base e principe della Dieta Mediterranea, quale la pasta, in realtà promette anche l’impegno da parte della stessa di trasformare qualche prodotto del Mulino Bianco in versione gluten free. C’è anche allo studio una grande novità di prodotto ma ancora è top secret. Grande suspense… bello!

Sono sincera: mi piace tutto! Era ora che una grande multinazionale dell’alimentazione convenzionale, quale Barilla, scendesse in campo…. Ora però cari celiaci e cari sensibili al glutine dovete essere saggiamente attenti a tutto ciò che viene proposto e veramente, ora i tempi sono maturi, per fare scelte consapevoli!

Logicamente la prima battuta va al prezzo/Kg… non dico nulla, perché nel tempo tanto si è detto sul rapporto qualità/prezzo e la qualità ha sempre premiato. Come sappiamo che un buon olio d’oliva non può costare poco più di 1 euro/L, anche la pasta non è esce da questa logica. Aggiungo tra l’altro una pasta dietoterapica, quale quella senza glutine è.

La seconda battuta va all’ingredientistica… nulla di nuovo: mais e riso e… i famigerati quanto temuti, mono e digliceridi degli acidi grassi come emulsionanti cioè composti che aiutano a legare l’impasto. Per anni siamo stati preoccupati delle presenza di questi intrusi nella pasta e ad oggi – permettetemi ma… nulla di nuovo anzi…

Si, dico anzi perché c’è anche qualcosa di antico! Al di là degli emulsionanti spiccano i cereali … antichi!

Ormai ben sappiamo che mais (anche pigmentato!) e riso sono per definizione cereali storici nel mondo dell’alimentazione senza glutine.

Oggi numerose altre Aziende -leader del mercato gluten free – sanno bene che si possono utilizzare altri cereali naturalmente senza glutine quali quinoa, grano saraceno – miglio – sorgo…. E noi nutrizionisti uniti a tutti i celiaci abbiamo insistito – e non poco… personalmente nel mio libro Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine ho dedicato un capitolo intero: il capitolo 7 – a che questi cereali entrassero nelle composizione dei nostri prodotti. Si chiedeva, e lo si fa tutt’ora, di migliorare la qualità nutrizionale nonché quella organolettica sensoriale dei prodotti destinati agli….. insofferenti al glutine (e alle schifezze che ci proponevano!!!).

Dunque nulla di nuovo ☺

Ultima battuta va alla comunicazione… in questi giorni ho letto, come tutti voi, tanti-tantissimi articoli usciti su testate più o meno gettonate e a mio modo di vedere sento un parlare fuorviante….
L’intolleranza al glutine, nella forma arcinota della celiachia e quella meno nota della sensibilità, è una malattia che interessa e coinvolge tutta la famiglia, sono d’accordo ma non perché i prodotti sono per tutti quanto piuttosto perchè tutti i componenti della famiglia mostrano un’attenzione particolare verso un loro componente!

un prodotto di qualità rivolto a tutti… oppure …. un prodotto che sia gradito anche da amici e familiari del malato per non creare differenze… uhmmm, attenzione!

Sono queste frasi che possono trarre in inganno e lanciare messaggi fuorvianti. L’alimentazione dell’intollerante al glutine è una terapia. Questa deve essere peculiare – originale – sua propria e preparata con cura, attenzione, amore e rispetto.

Credo che nessuna Azienda farmaceutica si preoccuperebbe di rendere un’aspirina gradita ad amici e familiari del malato per non creare differenze! Anzi studia il modo più coinvolgente.. studia il porta compresse, il familiare telefona per ricordare al proprio caro di prendere la compressa, la moglie prepara il bicchiere dell’acqua per la pillola delle 16.00….

Uguale nel prodotto dietoterapico…. proprio grazie a quel piatto senza glutine (pasta, torta, biscotto…) che qualcuno attentamente studia e prepara per il soggetto si realizza il più grande gesto di cura nei confronti del vicino sia esso amico che familiare che conoscente. E’ davvero un prendersi cura – take care.

Dunque a mio modo di vedere non si può banalizzare, generalizzare, svilire la forza di una terapia. L’impegno deve essere piuttosto quello di far si che sia di buona qualità nutrizionale e di buona palatabilità con un impegno economico decoroso e rispettoso.

A questo aggiungo anche che grazie alla scelta di ingredienti opportuni è possibile rispettare la biodiversità – la territorialità – la stagionalità anche in un prodotto da scaffale… In poche parole è possibile – come nell’alimentazione convenzionale – aver rispetto e cura dell’ambiente e delle sue risorse: suolo e acqua.

Bhè vi auguro allora saggi-dotti buoni acquisti e …. fatemi arrivare i vostri commenti!

4 pensieri su “… chiacchierando di pasta… Benvenuta Barilla!

  1. sono anni che non compro barilla, da molto prima di diventare celiaca.
    trovo che ci siamo molte paste, con e senza glutine, decisamente migliori.
    però concordo con te: bevenuta. perché più aziende pensano al senza glutine più scelta avremo, speriamo che i prezzi scendano, e che la qualità del prodotto ne risenta positivamente.
    sugli additivi hai ragione. ma mi sembra dura rinunciarvi, li usano tutti…

  2. Io non mi faccio problemi se c’è scritto Barilla sulla confezione però a me piace la pasta di riso integrale che fa una ditta bio e in generale mi piacciono le paste di riso. Tutto sto mais… no, non mi piace. Se voglio mi faccio la polenta ma allora è altra cosa….però dici che Barilla sta
    facendo nuovi prodotti. Spero nei prossimi prodotti allora.

    Sul fatto di invitare a mangiare gluten free anche i non-malati invece sono d’accordo. Basta che sia chiaro chi deve mangiare prodotti garantiti e analizzati come da legislazione – e chi lo sceglie per fatti suoi.

  3. Ma come mai questa celiachia è venuta fuori solo in questi ultimi anni ?
    In che sintomi si manifesta? E quando non c’erano i surrogati del frumento?
    Adesso come si fa a fare diagnosi ?

  4. Ma come mai questa celiachia è venuta fuori solo in questi ultimi anni ?
    In che sintomi si manifesta? E quando non c’erano i surrogati del frumento?
    Adesso come si fa a fare diagnosi ?

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