Celiachia… in Australia come in Italia

La ripresa estiva è segnata da alcuni dati epidemiologici, ovviamente gluten free (!). Questa volta provengono dall’Australia.

Si, sono molti di più di quanto si possa pensare!

Il dottor Jason Tye-Din dell’Immunology division presso il Walter and Eliza Hall Institute e Bob Anderson, direttore scientifico presso l’US biotechnology company ImmusanT, in collaborazione con la Barwon Health, Deakin University, Healthscope Pathology e l’University of Queensland Diamantina Institute hanno sviluppato un nuovo iter diagnostico.

Il lavoro – pubblicato su BMC Medicine – ha visto il coinvolgimento di 2500 soggetti e dai dati ottenuti si è evidenziato che è possibile aumentare la precisione di diagnosi, diminuire i costi sanitari complessivi e ridurre esami invasivi quali la biopsia intestinale.

Secondo i ricercatori è sufficiente combinare il test genetico con il test anticorpale. Tale combinazione permette di sottrarre i falsi positivi del test anticorpale all’esame bioptico, che rimane comunque invasivo per il pz nonché costoso per la sanità.

1 donna australiana su 60 e 1 uomo su 80 sono potenzialmente celiaci. Stime precedenti avevano invece evidenziato che il numero di australiani con celiachia fosse non più di 1 su 100, come in Italia e come in Europa.

E se provassimo tale combinazione anche in Italia? Tante biopsie evitate!

2 pensieri su “Celiachia… in Australia come in Italia

  1. Chiedo a tutti gli interessati,di attivarsi per chiedere al Ministro della sanità di poter usare anche iin italia i nuovi test australiani;sia per ridurre i costi sanitari,sia per fare un passo avanti nell’innovazione.

    • Salve,

      io sono uno di quei pazienti per cui dopo il test anticorporale e la biopsia, al fine di avere la certezza assoluta sull’ esistenza della celiachia, mi sono dovuta sottoporre all’esame genetico. Questo a riprova che la biopsia è evitabile e non così fondamentale come vogliono farci credere.

      Buona giornata!

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