Chiacchierando di…. Sensibilità al glutine

Esattamente dal 2011 che sentiamo parlare di Sensibilità al Glutine, ora si aggiungono altre novità e dunque è bene chiarire e approfondire!

Nella grande famiglia dei disturbi glutine correlati, 3 sono le patologie che maggiormente in questo ultimo periodo sono sotto la luce dei riflettori e suscitano l’interesse sia della comunità scientifica che profana (!). In base alle ultime acquisizioni si distinguono la Sensibilità al Glutine, la Celiachia e l’Allergia al Frumento. Molti i punti in comune ma anche tante le differenze.

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Partiamo dal responsabile di tutto ciò che è… il glutine.

Il glutine è una miscela proteica peculiare di alcuni cereali quali frumento, segale, farro, kamut, orzo, triticale e spelta. Di conseguenza è presente in tutti i prodotti derivati: dalla farina al pane, pasta, pizza, biscotti fino a tutti i prodotti da forno dolci e salati. Inoltre è sempre bene fare attenzioni anche ai prodotti che potrebbero essere contaminati dal glutine durante le fasi lavorazione, cottura e/o confezionamento.
Da un punto di vista biochimico è costituito da prolammine e glutenine che al momento dell’impasto di strutturano a formare un reticolo tridimensionale dalle proprietà tecnologiche così interessanti quali quelle visco-elastiche. Per chiarire ….

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Proseguiamo con la definizione partendo da quella che storicamente è la più nota.
La celiachia – patologia autoimmune geneticamente determinata (associata agli aplotipi DQ2 e DQ8 del sistema HLA) che coinvolge principalmente l’intestino. La reazione del sistema immunitario al trigger ambientale – il glutine – danneggia l’intestino. Se non diagnosticata e curata si possono verificare fenomeni di malassorbimento fino a patologie più gravi quali il linfoma intestinale. Lo specialista ha a disposizione un preciso e dettagliato percorso diagnostico che si compone di esami specifici ematici fino alla biopsia intestinale per confermare la diagnosi.

Ben nota e ben definita anche l’Allergia al frumento – questa conosciuta anche come allergia del fornaio, è una reazione IgE mediata nei confronti delle gliadine e comprende asma da farina o rinite interessa soprattutto cute e apparato respiratorio. Test allergologici (prick test e RAST specifici) possono fare chiarezza e dare la certezza che si tratta di allergia al frumento.

La nuova nata invece la Sensibilità al Glutine – un problema più diffuso di quanto si possa pensare e autorevoli studi ne danno conferma. Nel 2011 durante la prima Consensus Conference le prime osservazioni dagli esperti sono state raccolte e trasformate nel primo algoritmo diagnostico-scientifico. Oggi, dopo il Second International Expert Meeting on Gluten Sensitivity, si da una nuova e più precisa definizione (!): la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC).

Questo per sottolineare come, in assenza di marker diagnostici specifici per la SGNC, è sempre necessaria una procedura diagnostica di esclusione della celiachia e dell’allergia al grano.

La SGNC è una condizione che si manifesta principalmente con:
– dolori addominali (68%) anche con bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, gorgoglii e gas intestinale, stitichezza e diarrea;
– rush cutaneo (40%);
– senso di affaticamento, intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari;
– mente annebbiata (35%) o mal di testa;
– gonfiore addominale (25%).

Allo stato attuale tutti gli studi concordano nel confermare l’identikit abbozzato l’anno scorso: la SGNC è donna. Nella maggior parte dei casi sono colpite donne di età compresa tra i 25 ed i 45 anni e solo recentemente sono stati discussi alcuni casi pediatrici caratterizzati – a differenza degli adulti – da sintomi gastrointestinali.

I più scettici fanno notare che c’è forte sovrapposizione tra Sensibilità al Glutine Non Celiaca e Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)!

Studi australiani, italiani ed europei di recentissima pubblicazione, dimostrano come una diagnosi di SGNC sia in grado di spiegare e curare una consistente casistica di casi IBS. Se in Italia circa il 16-25% della popolazione soffre di IBS, è stato recentemente dimostrato come almeno un 28-30% di questi potrebbero essere sensibili al glutine, in virtù della loro risposta positiva alla una dieta senza glutine.

Nuove evidenze epidemiologiche per la SGNC. La combinazione dei dati NANHES e della casistica IBS. Inoltre l’Amilase Tripsin Inhibitor (ATI), è il nuovo tassello nella definizione della patogenesi della SGNC.
Gli ultimi studi presentati da Detlef Shuppan, Professore di Medicina Molecolare and Traslazionale all’Università Mainz in Germania, illustrano come in questi disordini, oltre alla gliadina, potrebbe avere un ruolo anche l’ATI, frazione proteica che migra insieme al glutine, che si è dimostrata essere un fattore scatenante di allergia al grano e che, secondo gli esperti potrebbe stimolare l’immunità innata dell’intestino, “meccanismo d’innesco” alla base della SGNC.

La terapia?
La terapia accomuna tutti i disturbi glutine correlati discussi fin’ora: una rigorosa alimentazione gluten free. La dieta Mediterranea viene declinata nella versione gluten free e dunque rimangono sempre proponibili ed attualizzabili sia il modello alimentare caratterizzato dall’abbondanza di prodotti vegetali (attenzione ai cereali contenenti glutine!) che lo stile di vita. Quest’ultimo inteso come un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, fino ad arrivare alle colture – raccolta – pesca – conservazione – trasformazione – preparazione e soprattutto consumo del cibo.

Ciò che potrebbe fare la differenza è la durata della terapia. Sappiamo ormai bene che nel caso della celiachia l’alimentazione gluten free è per tutta la vita mentre siamo sempre più convinti che nel caso della SGNC questa potrebbe essere adottata dal soggetto solo per un periodo di tempo limitato. Ancora da capire PER quanto tempo!

Ulteriori dettagli sono disponibili nel sito Meglio Senza Glutine mentre delucidazioni ulteriori, consigli, curiosità si potranno ricevere durante la seconda settimana di informazione che prenderà il via il 10 giugno.

Un pensiero su “Chiacchierando di…. Sensibilità al glutine

  1. Salve,
    sono un caso tipico di gluten sensitivity.
    Per decenni ho combattuto con allergie cutanee, disturbi intestinali di ogni genere, dolori di testa e gonfiori immotivati e la risposta classica dei medici era: somatizzazioni. Nonostante la dieta ordinata e ipocalorica ingrassavo comunque.
    Alla fine sono arrivata all’artrite reumatoide.
    Fatti i test ematici per la celiachia, ridotta a mangiare non più di 800 calorie al giorno per non diventare un otre (70 kg su 153 cm), visto che erano negativi ma avevo cugini celiaci ho provato la loro dieta.
    Magia, ora mangio abbondantemente e mi sono sgonfiata a vista d’occhio, fino a 6 kg in una sola settimana, la prima e sto molto meglio. Ora peso 56 kg e mi sento in forze e senza più alcun dolore. Altro che somatizzazioni…

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