Aumentano i nemici del glutine

glutenfree

Proprio così … sembra che il glutine risulti essere indigesto ad un numero crescente di persone e.. soprattutto alle donne!

Dal 20 dicembre le varie testate giornalistiche on-line e off-line hanno ricominciato a parlare di celiachia in modo più insistente (per averne una idea provate a scrivere su un motore di ricerca parole chiave quali celiachia, glutine, sensibilità al glutine…). Esattamente dopo 10 anni dalla prima pubblicazione sull’epidemiologia della celiachia negli USA, ecco che oggi i due celiacologi d’eccellenza – il prof. Alessio Fasano e Carlo Catassi – pubblicano su New England Journal of Medicine, nuovi interessanti dati.

Questo, in sintesi quanto emerge:
1. la celiachia ha una prevalenza maggiore nella donna (1.5-2 volte in più vs uomo);
2. c’è sempre un familiare di primo grado celiaco;
3. non è più una patologia peculiare dell’età pediatrica delle persone di razza caucasica;
4. la celiachia si manifesta a tutte le età ed è comune a tutte le razze.

Dallo studio effettuato emerge inoltre che la celiachia e i disturbi glutine correlati hanno una incidenza in costante aumento ed attualmente è compresa tra 0.6 e 1% nella popolazione generale. Tali patologie stanno emergendo anche nei Paesi quali Cina ed India probabilmente come conseguenza della veloce occidentalizzazione dei loro regimi alimentari.

Ecco quanto affermano i due autori:
Fasano …… Il mondo del ‘senza glutine’ è in continua espansione celebrità ed esperti sono molto interessati alle diete senza glutine, ma tutta questa attenzione ha generato una crescita della confusione su chi può consumare glutine in modo sicuro e chi non può.

Catassi rinforza …. Era quindi nostra intenzione fare luce sulle più recenti scoperte e su come orientarsi nel panorama in continua evoluzione della celiachia e delle patologie collegate al consumo di glutine. Illustrando le ultime linee guida per la diagnosi e il trattamento della celiachia ma anche anticipando una discussione sulla sensibilità al glutine, l’ultima nata tra le patologie glutine correlate.

Si continua a parlare e rinfrescare la memoria su alcuni concetti riguardanti la sintomatologia, la diagnosi e la terapia. I principali sintomi della celiachia (1 su 2 soggetti) sono diarrea cronica e perdita di peso. Altri sintomi clinici sono fatica cronica, anemia, rash cutaneo e perdita di coordinamento. In alcuni individui, la celiachia può essere invece silente, cioè senza sintomi, gastrointestinali o di altra natura, e può comportare danni intestinali continui dovuti alla cattiva assimilazione dei nutrienti. La celiachia può essere invece associata ad altre patologie, tra le quali il diabete di tipo I (già presente dal 5 al 16% dei casi).

L’iter diagnostico consigliato prevede la ricerca nel sangue dell’anticorpo IgA anti-traglutaminasi (anti-tTG)TG per poi avere conferma con la biopsia intestinale, nella quale un campione del tessuto viene prelevato e analizzato. Questa procedura può essere evitata in alcuni casi pediatrici, se ci sono forti evidenze cliniche e sierologiche di celiachia, evitando sia lo stress emotivo che il dolore di un esame invasivo. Tutto ciò deve essere fatto assolutamente prima di iniziare una alimentazione gluten free altrimenti significherebbe inficiare i risultati.

Il trattamento per la celiachia consiste in un’adesione rigorosa a una alimentazione senza glutine.

Sempre nell’articolo si parla di sensibilità al glutine e a tal proposito viene fatta chiarezza! Fasano spiega …. La sensibilità al glutine è una nuova condizione clinica, inquadrata solo di recente. A oggi sappiamo che, probabilmente, è diversa dalla celiachia per quando riguarda la risposta immunitaria e che la sua diagnosi presuppone l’esclusione delle altre patologie glutine correlate, come celiachia e allergia al grano. Ad oggi però rimangono numerosi interrogativi su marker specifici e trattamento. Tanto lavoro è dunque ancora necessario.

Credo sia un articolo di grande interesse e speriamo presto di leggerlo nella sua versione integrale!

C’e’ dell’altro… un team di studiosi dell’Umeå University e dell’Uppsala University ha riproposto una ipotesi sulla causa della celiachia. I ricercatori hanno evidenziato che l’80% dei pazienti esaminati hanno avuto casi di malattie infettive durante l’infanzia (BMC Pediatrics).

In molti casi la celiachia era insorta durante l’11° mese di vita. I genitori hanno riportato che i loro figli avevano contratto 3 o più infezioni che sono state correlate ad un rischio di contrarre celiachia del 50%. Se i bambini invece avevano avuto una gastroenterite il rischio aumentava dell’80%.

Lo stesso allattamento al seno è stato preso in esame, verificando poi che l’insorgere di una malattia infettiva è coincisa con la fine dell’allattamento al seno e di conseguenza l’inizio della somministrazione di prodotti alimentari ricchi di glutine. I ricercatori non hanno specificato se l’insorgere della malattia infettiva ed il conseguente disturbo sono dovuti a cause genetiche, ma hanno svolto sicuramente un ottimo lavoro, che conferma ancora una volta l’importanza dell’allattamento al seno.

Il mondo della ricerca è dunque in costante movimento. Ora i riflettori sono però puntati sulla epidemiologia e sulle possibili cause della celiachia e di altri disturbi correlati oltre che sull’iter diagnostico per la sensibilità al glutine. Come al solito cercheremo di seguire da vicino le evoluzioni!

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