Natale: una festa antica ma sempre magica e densa di emozione!

Buon Natale e per gli esterofili Happy Christmas, un augurio che comincia a riecheggiare intorno a noi … mancano ormai davvero pochi giorni…. Solitamente mi limitavo a fare gli auguri, quest’anno qualcosa di diverso ….. eccomi a parlare di gluten free Christmas!

Perché? Perché recentemente ho vissuto esperienze intense quanto formative che mi hanno portato a riflettere ancora di più sul significato del gluten free e perché soprattutto mi sembra di percepire che i tempi siano maturi per fare… qualcosa di più… qualcosa di diverso per il celiaco che – tra l’altro ora – non è più solo ma ci sono a fargli compagnia coloro che vivono le reazioni avverse al glutine! Attenzione non ho detto meglio ho solo detto qualcosa di diverso ☺…. sul meglio non mi importa discutere mentre sull’utile e funzionale moltissimo!

Sono stata a Roma per vivere in diretta la certificazione di Ottavia e stringere la mano ai 4 pizza record man. Un gesto di altri tempi e che sa forse di naftalina ma invece denso di riconoscenza. Andrea, Dovilio, Matteo, Marco e Matteo (non è un errore ma solo coincidenza di nomi!) non hanno solo legato il loro nome ad un world record – sicuramente degno di nota – hanno piuttosto dato un valore ed hanno immortalato l’attuale mondo gluten free. Con la loro fatica, il loro entusiasmo, la loro tenacia, il loro sorriso hanno realizzato un’opera dalle dimensioni ciclopiche… Ottavia infatti proprio come la celiachia ha dimensioni enormi!

Ma c’è di più oltre alle misure…. La stessa fatica, entusiasmo, tenacia ed impegno dei record man, sono state in passato i moventi dei pionieri gluten free che vivevano le prime diagnosi di celiachia per realizzare tutto ciò che ora godiamo!

Ora però come Ottavia, in quanto pizza foriera di allegria, convivialità, gioia, serenità ed espressione di mediterraneità, anche la celiachia deve prendere queste connotazioni.. è ora di cambiare non si può più rimanere fermi. La secolarizzazione e l’arroccamento sono brutte malattie!

All’esperienza di Roma se ne aggiunge un’altra quella appena vissuta a Brescia nell’ambito del primo Expo europeo gluten free. Occasione è stata per presentare il libro (stupita per la sua attualità sebbene scritto nel 2010!) ma soprattutto per conoscere persone celiache e non, animate da volontà, imprenditorialità, brillantezza d’ingegno e accomunate dal vivere la celiachia non come malattia – seppur tale rimane – ma come condizione che da la possibilità di meglio conoscere il proprio corpo, la propria alimentazione, lo stile di vita e di conseguenza avere maggior informazione e cultura sulla salute. A mio avviso pregi fondamentali per crescere, nonché ghiotta occasione per non smettere mai di ragionare con il proprio cervello!

I dati epidemiologici – come le enormi dimensioni di Ottavia – ci danno una idea della grandezza del fenomeno. Le diagnosi aumentano di giorno in giorno; le novità dalla ricerca sono in costante aggiornamento; il mercato è in continua trasformazione/evoluzione e molto altro ancora. Davvero i tempi sono maturi per cambiare qualche dinamica!

Ora torniamo al nostro Natale gluten free diverso … i parenti, i menù.. cosa dire? cosa fare? cosa preparare? Vediamo…..

Parto dai parenti, si proprio da loro …. che i parenti siano serpenti questo si sapeva e come diceva il mio parroco “il parente te lo ritrovi, gli amici no”, (santissime parole!)… In famiglia nessuno sapeva cosa fosse la celiachia fin quando sono arrivata io con questa diagnosi e da lì è iniziata la sfida! Inizialmente c’erano continue arrabbiature e voglia di spaccare tutto quando sentivo dire “portati la pasta e il pane” oppure frasi del tipo: “ahhh noi mangeremo dei fritti ma farli con la tua farina è difficile…. tanto ormai sei grande e ci sono tante altre portate”. Qualche anno fa mi sono offerta di preparare tutto, cucinando ovviamente anche i fritti naturalmente gluten free. Mi preparai bene anche qualche battuta di spirito o comunque risposte simpatiche e tranquille per eventuali osservazioni fatte in merito. Tutto fu divorato e nessuno si accorse che era totalmente gluten free. Riuscii quindi nell’impresa di far capire che GF è buono oltre che sano e servì per le volte successive. Oggi se sono invitata la pasta non la porto più, provvedono i padroni di casa: si concorda talvolta insieme il menù come succede appunto sotto le Feste, come fanno tutte le famiglie convenzionali… Evviva, una battaglia è vinta ma non ci sono ne vinti ne vincitori, siamo solo cresciuti insieme.

Proseguiamo…. il cibo che a Natale è protagonista indiscusso nelle sue molteplici forme, aromi, profumi e gusti non è limitazione perchè ha tanti altri significati oltre al mero apporto calorico-nutrizionale!
Cibo come tradizione. È nei piatti tipici e tradizionali che si conserva una parte importante della cultura di un popolo.
Cibo come ospitalità e amicizia. L’offerta di cibo è il primo gesto di amicizia e di ben venuto.
Cibo come ritrovarsi. Per la famiglia il pranzo di Natale è l’occasione per riunirsi e ritrovarsi insieme. Ed è in tavola che affiora il nostro modo di essere: i gesti della convivialità, i piccoli impacci, le forzate cortesie, gli sbalzi di nervosismo, le storie individuali con i loro intrecci…
Cibo come festa. Non si può pensare a nessuna festa senza un ricco buffet o senza le portate più importanti e tipiche.
Infine cibo come rituale. L’attenzione nel preparare la tavola, la disposizione dei decori e dei piatti, la cura nel cucinare i piatti tradizionali e/o preferiti… momenti preziosi, da ritagliarsi e da pensare come gesti per prendersi cura di…….

In questa atmosfera quello che a prima vista potrebbe sembrare un limite – avere a tavola un celiaco – deve essere uno stimolo alla creatività e si deve concretizzare in un menù corretto per tutti e al tempo stesso anche goloso. Vi propongo a tal proposito Rifatte senza glutine preparato da eccezionali food blogger!
Dunque altra battaglia vinta senza ancora una volta ne vinti ne vincitori ma solo persone che crescono con noi!

Bhè però non abbiamo ancora parlato di due cavalli di battaglia del Natale: il Torrone – il Panettone e ….. in realtà c’è il suo cugino Pandoro. Certo che quando pensi agli alimenti, fonti di glutine, da eliminare per la tua corretta alimentazione gluten-free, questi dolci non occupano sicuramente i primi posti dell’elenco, però quando si avvicina Natale ecco che si fa contatto.

Il torrone di facile esecuzione, richiede solo attenzione nella contaminazione e nell’ostia di supporto. Il Panettone o Pandoro che sia, con la sua tipica geometria (base cilindrica per il panettone mentre base ottagonale o a stella per il pandoro) è molto di più di un dessert è infatti in grado di creare quella magica atmosfera del Natale. Questo panettone diventa così quasi una scusa, un mezzo, una piccola chiave che ci permette di vivere le feste con la serenità che meritiamo. Diventiamo, infatti capaci di dimenticare gli orologi e le faccende da sbrigare. Allora che Natale è senza panettone? E……. perché mai un celiaco dovrebbe rinunciare alla fetta, imbiancata dallo zucchero a velo, da mangiare fine pasto o da tuffare nel tazzone di latte, la mattina di Natale?

Ecco cosa significa per me un approccio diverso! e…. anche i più golosi si tranquillizzino perchè presto parleremo dei due peculiari dolci.

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