Cereali gluten free per combattere la povertà e la fame in Africa

Stamattina leggendo i giornali ho trovato conforto e supporto per una idea che avevo lanciato durante la relazione al convegno nazionale dell’ADI parlando di Dieta Mediterranea gluten free prorpio quando avevo focalizzato l’attenzione sulla biodeversità dei cereali! Perchè? Mi spiego subito…..

E’ inaccetabile che l’Africa sia costretta ad importare prodotti della terra quando potrebbe invece esportarli” e anora….”Gli investimenti nell’agricoltura sono la miglior arma contro la fame e la povertà, e intorno ad essi passa la linea di demarcazione fra la vita e la morte per centinaia di milioni di persone. Se volete prendervi cura dei più poveri e sfortunati, dovete prendervi cura dell’agricoltura“. Queste sono le parole dette a Roma durante la sessione annuale dell’Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), da Bill Gates non più in nome della Microsoft ma piuttosto in nome della Bill & Melinda Gates Foundation.

Da qui l’aggancio ed il conforto che ho tratto! Sempre mi avete sentita parlare della grande famiglia dei cereali non solo composta da riso e mais ma anche da altri. Proprio tra questi ultimi ce ne sono alcuni – sempre naturalmente gluten free – peculiari dell’agricoltura africana. Sono il sorgo, il teff ed il miglio. Questi tipicamente definiti minori solo perchè coltivati in aree molto piccole nel mondo mentre sappiamo avere un grande interesse nutrizionale.

Dunque….. perchè non insegnare a queste popolazioni a coltivare ed esportare i loro cereali senza rischio di contaminazione da glutine e perchè  le Aziende del mercato gluten free non cominciano a studiare formulazioni nuove per i prodotti dietoterapici in cui sia previsto l’utilizzo di tali cereali come materie prime?

I vantaggi sono ben evidenti … ottimamente sottolineati dalle parole di Bill Gates quelli per la popolazione africana e lapalissiani per la popolazione di tutti coloro che si giovano dell’alimentazione gluten free. Uno per tutti… l’arricchimento in minerali, vitamine e fitocomposti quali gli antiossidanti, peculiari dei cereali africani, che giocano un ruolo chiave nel mantenimento del buon stato di salute.

Avanti tutta! Diamo un seguito a queste proposte e facciamo finalmente qualcosa di concreto piuttosto che carità pelosa!

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2 pensieri su “Cereali gluten free per combattere la povertà e la fame in Africa

  1. That is a great tip especially to those fresh to the
    blogosphere. Simple but very accurate information… Thanks for sharing this one.
    A must read article!

  2. Ma come farebbero gli abitanti del corno d’africa ad asportare il teff? Primo, essi stessi sono a corto di prodotto, secondo, il teff produce pochi quintali per ettaro di semi, terzo, come farebbero a trasportare il prodotto negli (eventuali) mercati di riferimento commerciale? Ma si ha un’idea dei costi di trasporto che dovrebbe avvenire su gomma per migliaia di chilometri su piste sterrate? Quanto inquinamento produrrebbe questo trasporto? E la concentrazione del prodotto da avviare alla produzione? La produzione di teff per gruppo familiare arriva si e no ad una decina di quintali nel migliore dei casi e anche raddoppiando questo dato, cosa impossibile, quale massa critica si potrebbe accumulare? A quale prezzo si potrebbe vendere sui mercati? Azzardo: dai 50 agli 80 euro a quintale. Ma con questa cifra si pagherebbe a malapena il trasporto e poco piú! E poi, ci rendiamo conto che questa opzione economica porterebbe ad un “ringrano” con cicli molto veloci, impedendo al terreno di rigenerarsi, visto che questa pratica di coltivazione é praticamente esente dall’impiego di concimi chimici, indispensabili, soprattutto gli azotati, per intensificare la produzione e la periodicitá di coltivazione.
    E ancora, se esistesse un mercato di questo prodotto, state tranquilli che ci sarebbe una moltitudine di coltivatori europei a farlo.
    Ah, stare qualche volta coi piedi per terra….

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