Medicina di genere & celiachia

… sembrerebbe una strana coppia in realtà non è poi così vero. Lo spunto mi è stato offerto dalla partecipazione ad un convegno interamente dedicato alla medicina di genere e dalla concomitante lettura del primo articolo – pubblicato su Scan J Caring Sci – in cui per la prima volta sono stati studiati gli aspetti cognitivifisiciemotivi e sociali legati alla celiachia, in funzione del genere. conosciamo qualche dettaglio….

Fino agli anni ’80 la medicina è stata fondata sul paradigma “giovane, adulto, maschio, bianco“. Sembra emergere un pregiudizio scientifico che considera le malattie delle donne con una prevalente derivazione biologica-ormonale! Su questo prototipo c’è stato il ben noto fiorire della letteratura scientifica per lo studio di meccanismi ezio-patogenetici e bio-molecolari delle patologie, per l’epidemilogia delle stesse, per la sperimentazione di nuovi iter diagnostici, fino alla sperimentazione di nuovi farmaci.

Nel 1985, poi i National Institutes of Health statunitensi rendono pubblico il primo rapporto sulla salute delle donne stilato sulla base delle differenze di genere. Si comprende per la prima volta, quanto sia importante la differenza di genere (dall’inglese gender), ben diverso dalla traduzione semplicistica in sesso. Quest’ultimo sottolinea infatti solo la caratterizzazione biologica dell’individuo – maschio e femmina – mentre il termine genere intende le categorie: uomo e donna, tenendo in considerazione i fattori ambientali, funzionali, psicologici, sociali e culturali.

Nel 1991 Bernardine Healy, direttrice dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica, sulla rivista New England Journal of Medicine parlò di “Yentl Syndrome” a proposito del comportamento discriminante dei cardiologi nei confronti della donna. Solo 10 anni dopo fu avviata una sperimentazione riservata alle donne e nel 2002, presso la Columbia University di New York fu istituito il primo corso di medicina di genere – A new approach to health care based on insights into biological differences between women and men – per lo studio di patologie che riguardano sia l’uomo che la donna (1). Anche l’OMS ha inserito poi la medicina di genere nell’Equity Act. Recentemente ci si è accorti sia dell’esistenza di significative differenze nello sviluppo – progressione e prognosi delle malattie che nel modo contrarre malattie poichè esistono importanti differenze di genere in alcuni organi ed apparati quali ad esempio il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso e quello immunitario. Ecco qualche dato…. Le malattie per le quali le donne presentano una maggiore prevalenza rispetto agli uomini sono: le allergie (+ 8%), il diabete (+ 9%), la cataratta (+ 80%), l’ipertensione arteriosa (+ 30%), alcune malattie cardiache (+ 5%), tiroide (+ 500%), artrosi e artrite (+ 49%), osteoporosi (+ 736%), calcolosi (+ 31%), cefalea ed emicrania (+ 123%), depressione e ansietà (+ 138%), ed infine l’Alzheimer (+ 100%). Anche nella ricerca farmacologica l’approccio deve tenere in considerazione ciò che la medicina di genere ha permesso di evidenziare poichè le donne sono più soggette a reazioni avverse rispetto all’uomo.

Una ultima considerazione riguarda anche la politica sanitaria di genere con una seria rivalutazione degli studi di intervento per migliorare la salute pubblica poichè anche in questo caso le differenze di genere incidono non solo – come già più volte detto – sulla prevalenza e sulla progressione ma anche sugli outcomes delle diverse patologie sopra nominate. Pertanto ben conoscendo le differenze di genere si può offrire una migliore terapia ed assistenza, in fase acuta, anche se lo scopo primo è quello di garantire  una maggiore tutela della salute, nella ben più importante fase della prevenzione primaria.

Ora tornando al nostro titolo il passaggio dalla medicina di genere alla celiachia consiste nel fatto che il sistema immunitario è uno dei sistemi che mostra più differenze di genere ed è lo stesso sistema immunitario che reagisce in modo anomalo sia nella celiachia che nei disturbi glutine correlati!

Dalla medicina di genere sappiamo che diversa è l’epidemiologia delle malattie ed infatti …. la celiachia colpisce la donna in misura doppia rispetto all’uomo (A. Sverker et al., 2009). Per quanto riguarda la sensibilità al glutine – uno dei disturbi glutine correlati oggi tanto studiata – è addirittura esclusivamente femminile.

Anche la progressione della malattia è diversa… e ancora nel nostro caso sappiamo che tipicamente nella donna si slatentizza tardivamente – non in età pediatrica ma in età adulta – rispetto all’uomo. Questo comporta un allungamento del tempo per arrivare a corretta diagnosi con conseguente aumentato danno sia nella mucosa del piccolo intestino (organo bersaglio della celiachia) che sullo stato nutrizionale del soggetto.

Anche gli outcomes, cioè i sintomi risentono della differenza di genere. Dai sintomi generali quali perdita di peso, letargia … a quelli gastrointestinali, riproduttivi (aborti ripetuti…) fino ai cutanei ed ematologici (carenze di ferro, acido folico). Recentemente l’attenzione è rivolta ai sintomi neurologici (7% disordini neurologici e 5% neuropatie periferiche) e sintomi psichiatrici (2.1% ansia, 11.5% depressione e schizzofrenia e isteria) che riguardano il sistema nervoso – uno dei sistemi in cui le differenze di genere sono ben evidenti.

In ultima analisi dobbiamo porre l’attenzione sulla terapia – cioè la dieta gluten free. Il cibo, preparalo e mangiarlo – serve per sopravvivere ma abbiamo sempre detto che è anche  parte della nostra cultura, delle nostre relazioni sociali e della comunicazione pertanto una alimentazione controllata ha conseguenze sugli aspetti relazionali, di comunicazione ed emotivi tutti fortemente legati al genere: uomo e donna.

Mi sembra dunque che proprio per tutti questi motivi la medicina di genere è ormai una realtà dalla quale non si può prescindere anche nel caso della celiachia e dei disturbi glutine correlati!

Fonte: “I lose all these hours…” – exploring gender and consequences of dilemmas experienced in everyday life with coeliac disease

3 pensieri su “Medicina di genere & celiachia

  1. E’ la prima volta che leggo che la “sensibilità al glutine” sarebbe solo femminile, da dove viene questo dato?
    ciao!

  2. come ben sai è tutto molto preliminare ciò che si dice sulla sensibilità al glutine poichè al momento studi ai quali far riferimento non ce ne sono. Sulla base di ciò che si osserva negli ambulatori sembra essere così… Appena avrò dati diversi aggiornerò il dato. grazie!

    • Grazie della risposta 🙂 Lo chiedevo perchè mi sono fatta l’idea che mio padre soffra di “sensibilità” (villi ok, esami negativi, ma malesseri che sono spariti mangiando glutenfree) e… ovviamente è un maschio!! 😉

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