Celiachia e aborti ripetuti

Sappiamo da tempo che la celiachia nell’adulto ha manifestazioni (sintomi), quanto mai variegate in distretti corporei anche ben diversi dall’intestino. In particolare nella donna, può manifestarsi con poliabortività.

Il meccanismo biomolecolare alla base di questa relazione, celiachia-abortività, è stato svelato dall’equipe del prof. A. Gasbarrini, dirigente medico dell’U.O.C. di Medicina interna e gastroenterologia del Policlinico Universitario Gemelli e della prof.ssa N. Di Simone, dirigente medico del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente della stessa struttura. La ricerca ha visto anche la collaborazione del primo ricercatore dr. M. Silano dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quale il meccanismo? In vitro, i ricercatori, hanno evidenziato che gli anticorpi anti-trasglutaminasi, noti come markers per la diagnosi di celiachia, sono in grado di determinare un danno alla funzionalità placentare con inibizione della capacità invasiva delle cellule placentari, peculiarità fondamentale per permettere l’impianto dell’embrione (Anti-Tissue Transglutaminase Antibodies From Celiac Patients Are Responsible for Trophoblast Damage via Apoptosis In Vitro).

L’unica soluzione preventiva all’aborto è dunque una rigorosa dieta senza glutine, a partire almeno da sei mesi prima del concepimento, in modo da eliminare nel circolo ematico gli anticorpi anti-transglutaminasi.

via: Corriere della Sera

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