C’è qualcosa di nuovo nel mercato gluten-free

Il gruppo Datamonitor manda un messaggio alle Aziende del senza glutine: CAUTELA. Bisogna, inoltre cambiare logica di produzione.

Il mercato dei prodotti senza glutine è in continua evoluzione ed espansione e di questo ci siamo accorti anche nelle nostra realtà. Da pochi giorni Datamonitor ha pubblicato un report in cui si fa una analisi mondiale del fenomeno economico celiachia. Cosa emerge? Ecco qualche dato ed alcune considerazioni dell’analista Mark Whalley …..

DATI

Secondo il nuovo rapporto, negli USA si registra la spesa pro capite per prodotti senza glutine più alta mentre quella più bassa si trova in Asia, Russia fino al Giappone, che è il fanalino di coda.

Un altro dato interessante: tra il 2004 e il 2007, il CAGR (tasso di crescita annuale composto) del mercato gluten free è stato poco più dell’11% in Germania, del 10.4% nel Regno Unito seguito da Spagna (8.3%), Francia (8%), Svezia (6.8%) ed Italia (5.6%) parimerito con gli USA.

Datamonitor inoltre dichiara che in molti mercati, la crescita prevista al 2014 sarà superiore a quello delle industrie alimentari e di bevande, pur partendo, in molti casi, da una base bassa. E aggiunge….. in un periodo in cui molte Aziende lottano per far fronte al periodo di difficile situazione economica, scegliere gluten-free potrebbe rivelarsi redditizio. Questo mercato rappresenta quindi potenzialmente un’opportunità di sviluppo.

La Germania continua a guidare la crescita del mercato europeo; un mercato che nei prossimi 5 anni raggiungerà i 4,3 miliardi di dollari.

CONSIDERAZIONI

Gran parte della recente crescita del mercato è frutto di celiaci fai da te (senza diagnosi certa) oppure di consumatori che cercano prodotti senza glutine per risolvere sintomi associati. L’analista Whalley vede inoltre nella dieta senza glutine una questione di moda perchè spesso associata ad alcuni personaggi famosi Victoria Beckham, Liz Hurley e Carol Vorderman. Tutto ciò nella crescita a lungo termine potrebbe avere un impatto negativo. E…. allora?

Allora le Aziende dopo aver brillantamente superato la sfida del gusto e/o della palatabilità dei prodotti senza glutine, dovrebbero adottare un approccio più olistico.

Come tradurlo in pratica? Piuttosto che sottolineare ciò che “non c’è” – nel nostro caso glutine – sarebbe bene comunicare al consumatore i vantaggi che derivano da una corretta alimentazione senza glutine e sopratutto quanto sia importante fare un corretto utilizzo dei prodotti dietoterapici. Questa la nuova sfida per le Aziende.

via: Food navigator

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