AT1001 disattende le aspettative

AT1001 è da tempo che tiene ricercatori, celiaci e non con il fiato sospeso. Ora sembra esserci una battuta d’arresto. I risultati degli ultimi studi (sperimentazione dell’Larazotide Acetate su uomo) sembrano aver disatteso le aspettative tanto che il colosso farmaceutico Shire, ha ritirato i suoi finanziamenti.

Nel 2007 la Shire aveva invece firmato un accordo con Alba Therapeutics Corporation per acquistare i diritti di sviluppo di AT1001 al di fuori degli Stati Uniti ed in Giappone.

Ed ora cosa è accaduto? Perchè nessuno racconta nulla?

Silenzio… questi i due frammenti sull’argomento:

Prima della chiusura dell’anno ci eravamo lasciati con le parole del Prof. A. Fasano che dicevano così: “abbiamo diverse tecnolgie di terapie alternative alla dieta che stanno arrivando “al pettine” del loro iter di trials clinici. Quindi credo che nei prossimi mesi avremo un quadro più chiaro su fattibilità e possibilità di successo“.

Altro frammento è l’ultimo aggiornamento dello studio del 18 gennaio 2010.

fonte: About.com Guide to Celiac Disease

34 pensieri su “AT1001 disattende le aspettative

  1. Putroppo me lo sentivo, è passato troppo tempo, non sono state rispettate le scadenze per comunicare i risultai e se vedi il sito dell’Alba Theraputics, non è aggiornato dal 17–03-2009. Speriamo in altre possibilità della ricerca. Ma esattamente cos’è che è andato male?

  2. Certo, che ci possono essere mille motivi ma i risultati della sperimentazione non sono stati così brillanti come ci si aspettava e come in parte era stato già accennato diverse volte. Ultimamente si dava molto più spazio a soluzioni alternative dall’AT1001. Il link suggerito risale all’inizio della sperimentazione eravamo a marzo 2009! E’ comunque una vicenda da seguire…..

  3. ciao a tutti
    Che tristezza sembra che qualcuno goda di un eventuale non pillola……

    Un grazie di cuore ad Alberto -sii sempre vigile ed attento (alla faccia di chi gufa)

    E’comunque una vicenda da seguire…….??

  4. ma scusate, a ottobre e gennaio c’era fasano che esultava per gli ottimi risultati della pillola in fase due.
    adesso solo perchè circola una voce che forse la casa farmaceutica che finanziava le ricerce ricede i diritti ( i motivi possono essere mille) allora la pillola non funziona piu?
    mi sembra un po azzardata come posizione e anche po pessimistica.

    ciao!

  5. Non è assolutamente un visione pessimistica ne tantomeno un voler dire che la pillola non funziona più. Ho semplicemente riportato la notizia e la motivazione che è stata addotta al ritiro dell’Azienda. A dire il vero ho anche preso contatti con l’autrice dell’articolo (in fondo al post c’è la fonte)chiedendole spiegazioni dell frase “sembrano aver disatteso le aspettative”. A tutt’oggi non ho avuto risposta. Sono sempre stata chiara: credo nella ricerca e credo che al momento la cosa importante sia attuare una rigorosa terapia alimentare, cioè la deita gluten-free.

  6. l’ho letto anchio quell’articolo… è dell’ottobre 2009 esattamente quando fasano diceva che la pillola funzionava e uscivano articoli su corriere e repubblica.
    lasciando un attimo perdere la storia dei finaziamenti,le possibilità sono due: o era fasano che mentiva (ma non penso), o la giornalista in questione è stata un po superficiale.

  7. Conosco Fasano personalmente e non penso proprio che sia tipo che possa mentire o prendersi gioco dei celiaci nonchè della ricerca. Sulla giornalista non posso dire nulla.

  8. Cara Letizia pero’ devi ammettere che non sei una fan della pillola.L’impressione che dai é che sembra che ne parli di più quando arrivano notizie contrarie. Privileggi la dieta gluten-free(senza tenere presente quanto sia pesante ad esempio ad un adolescente seguirla per gli evidenti problemi psicologici che possono sopraggiungere ecc..ecc..).Poi mi chiedo quanto sia sana la dieta gluten-free QUANDO LEGGO LA COMPOSIZIONE DEGLI INGREDIENTI INORRIDISCO ANZI DI PIU’.TONNELLATE DI INGREDIENTI CHIMICI DI CUI SEI COSTRETTO AD ALIMENTARTI…. CHIUDO CON LO SPERARE CHE PRESTO VENGA MESSO IN COMMERCIO QUALCOSA CHE CI FACCIA USCIRE DA QUESTO INCUBO

  9. Caro Giacomone credo che come nutrizionista e specialista in scienza dell’alimentazione mi sia concesso di credere nella dieta intesa come sano stile di vita e sana alimentazione. A tutt’oggi senza paura di smentita l’unica terapia è proprio la dieta senza glutine pertanto credo che sia mio dovere aiutare a vivere bene a qualsiasi età la GFD. Questo non mi ha portata però a tapparmi gli occhi alle evoluzioni della ricerca ed in particolare, in questo caso, ad AT1001. Non mi avete mai sentita lanciarmi a capo fitto sul discorso per il motivo che ho detto prima e perchè conosco i tempi della ricerca. Inoltre ogni “farmaco” porta effetti collaterali che vanno ben studiati….
    Quale malattia vorremmo avere da curare mangiando? Sicuramente la tua considerazione sull’ingredientistica è corretta. Infatti molto si sta facendo in tale direzione: studiare nuove formulazioni, nuovi cereali, insegnare al celiaco a leggere le etichette per fare scelte corrette, educare ad una corretta gestione e accettazione della GFD e molto altro….. insomma quello in cui credo e in cui mi sono sempre impegnata. Questo continuerò a fare!

  10. Da quello che so l’uso prevalente del mais nell’alimentazione può dare problemi a causa di certe muffe che vi si producono. Poichè siamo in Italia si vuole risolvere il problema innalzando il livello di ammissibilità delle stesse negli alimenti in commercio. ma chi lo dice all’organismo del celiaco che non si devono sentire male perchè per legge i livelli delle muffe sono stati innlzati?! scherzi a parte, la dieta glute free, sarà pure un’ottima soluzione, ma non credo che sia la migliore, perchè è penalizzante per la vita sociale, soprattutto dei più giovani.. quindi io dico: avanti tutta con la ricerca e abbasso le lobby delle società che producono alimenti gluten free:

  11. So che molto del mais prodotto in Italia è OGM e penso anche del riso. Volevo sapere se sai se le ditte diciamo “più famose” di prodotti senza glutine fanno attenzione a questa problematica? Su quali prodotti dobbiamo orientarci per limitare al massimo il rischio di nutrire i nostri figli a mais e riso transgenico? o perlomeno cercare di limitarlo? Per il riso forse dovremo rifugiarci nei prodotti di nicchia? ma per il mais e soprattutto per le farine come si fa?
    Ciao a tutti
    Silvia

  12. Amici– andate sul blog CeliachiaBlog-Punto di vista Celiaco
    Nuova ricerca sulla pillola per la Celiachia in Canada
    nuovo articolo del 10 Marzo 2010

  13. Cari Giovanni e Giacomone, chi vi parla non è celiaco ma vive molto da vicino questa realtà e parla con cognizione di causa. Sono un ricercatore ed ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una delle multinazionali dei prodotti senza glutine e di conoscere di persona le persone che ci lavorano. Da ricercatore confermo quanto detto da Letizia sui tempi della ricerca. Si parla di anni, del resto sono giustamente anni che si parla della famosa pillola, e la cautela è d’obbligo poichè una ricerca non sempre porta a dei risultati. Il problema è che nessuno lo sa in anticipo… l’unico modo per saperlo è fare la ricerca che ha tempi lunghi e richede investimenti e numeri elevati.
    L’unico rimedio attuale, l’unica sicurezza è la dieta! Per quanto riguarda la qualità dei prodotti le aziende si impegnano, grazie anche all’opera delle associazioni e all’opera di volontariato dei singoli (ad es. partecipazioni gratuite a fiere eventi etc. etc. per insegnare come si legge un’etichetta alimentare giusto per dirne una) nel migliorare i prodotti in commercio. Io che non sono celiaco ho imparato a leggere le etichette seguendo molti di questi convegni e prima di comprare un prodotto ci sto molto attento. Le schifezze si trovano sia nei prodotti normali che in quelli senza glutine, basta saper leggere le etichette e ci si mette al riparo da sorprese sgradite.
    Infine non c’è nessun interesse delle multinazionali (conoscendo direttamente una di queste realtà mi vien da ridere solo a pensarci) a boicottare un prodotto che nella migliore delle ipotesi mi sembra di capire permetterebbe al celiaco di tamponare situazioni di emergenza. Se ne è parlato in passato comunque basta leggere i vecchi post.
    Speriamo che un giorno si arrivi alla soluzione di tutti i problemi, magari finanziando a dovere la ricerca scientifica in maniera tale da accelerare l’ottenimento di risultati positivi o negativi che siano. Anche del mais se ne era parlato tempo fa, è sempre una questione di ricerca, basta rileggere i post.

    Saluti,

    Daniele

  14. Caro Daniele
    non ci hai scritto nulla di quanto noi già sappiamo e facciamo.
    ma un dubbio mi sovviene sei un ricercatore o un avvocato??

  15. La storia insegna che qualcuno in passato fu considerato eretico perché disse che la terra fosse rotonda….

  16. Caro Daniele
    tu scrivi -speriamo che un giorno si arrivi alla soluzione di tutti i problemi.. e poi concludi con risultati positivi o negativi- La soluzione dei nostri problemi avviene solo se si hanno risultati positivi.

    Sia chiaro noi dobbiamo sempre ringraziare chi investe in nuovi prodotti, nuove ricette che nel gusto e nelle caratteristiche si avvicinano sempre più ai prodotti normali.

    Infine tu scrivi che non c’è nessun interesse delle multinazionali – questo se permetti fa ridere noi.

  17. Hola a todos, vivo en Colombia, no hablo italiano, pero he leido en este espacio sobre una pildora, por favor me pueden contar de qué se trata y porque algunos mencionan que se tiene que tener cuidado con el maíz. En mi país es la mejor opción para los celíacos pero me dejó pensando lo que escribió Daniel y Carol sobre este producto.

    saludos,

    Patricia C

  18. Ciao a tutti, anche quella fatta dalle mutinazionali è ricerca, in cui si investono soldi per migliorare ingredientistica e ricette, ma soprattutto per migliorare lo stile di vita di noi celiaci.
    Magari anche il cancro si potesse CURARE con la semplice alimentazione.

  19. Io ho capito che oggi l’alimentazione è l’unico modo di contrastare la celiachia, ma perchè non volere di più? Perchè assecondare con la rassegnazione le industrie alimentari specializzate nella produzione degli alimenti gluten free? Se si può trovare una strada che consenta, soprattutto ai nostri adolescenti di non sentirsi “discriminati” per il fatto di non poter mangiare come i loro compagni, perchè non insistere? La dieta glute fre non è gestibile facilmente a tutte le età, non ce lo nascondiamo e basta con la rassegnazione.

  20. ciao a tutti. sono la mamma di una ragazzina celiaca e seguo con attenzione la ricerca per trovare qualcosa che non sia la dieta. ad oggi si sa qualcosa di nuovo e sopratutto rassicurante? GRA ZIE IN ANTICIPO A CHI MI RISPON

  21. Ciao Michela
    questo blog è intitolato:la celiachia nel quotidiano tra pentole e provette,evidente che di rassicurante trovi solo
    dieta e prodotti di note marche gluten free.
    Non disperare, comunque, che prima o poi usciremo dal baratro.

  22. Ciao Giovanni
    il messaggio precedente vale anche per te.
    vigiliamo assieme l’andamento della sperimentazione il primo che fiuta qualcosa ha l’obbligo morale di far suonare i TAM TAM per informare gli altri-e questo vale per tutti.

    un abbraccio

  23. Ho notato anch’io la latitanza di qualcun su questo argomento “pillola”. Vorrei segnala che ci sono anche altri siti Web da visitare, come puntodivistaceliaco.it.-
    Ho trovato quacosa di interessante. non disperiamo, la vittoria arriverà
    Saluti

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