Qual’è la situazione attuale del mercato Gluten Free?

Questa è la domanda che mi è stata posta da una ragazza che sta preparando la sua tesi di laurea. Non è stato facile darle una risposta soprauttto considerando che non sono un economista.

In rete ho trovato poco sul tema, allora ho provato a rispolverare qualche tesi che avevo seguito in passato: quella di Matteo Benassai, di Ernesto di Tommaso, di Susanna Avallone… ma secondo me ultimamente le cose sono cambiate. Ecco alcune mie considerazioni e….. se qualcuno vorrà aggiungere un suo parere – come al solito – farà cosa gradita!

A chi ama i numeri va sicuramente dato atto che questi sono di grande soddisfazione e con andamenti controcorrente rispetto all’attuale situazione: tutto in aumento! Oltre 13.000 i prodotti senza glutine; non più le sole 10 Aziende ma molte, molte di più e per di più con fatturati sempre crescenti. E’ una realtà che trova facile riscontro e spiegazione nell’aumento del numero di persone – sopratutto di età adulta – che vengono diagnostica celiache.

Ma qualitativamente cosa è successo? Una prima considerazione riguarda la tipologia di prodotto. Fin’ora pochi erano i prodotti “freschi”. La maggior parte dei pani e dei suoi sostituti, della pasta o degli snack aveva scadenze medio-lunghe; ora sono in aumento le proposte a breve scadenza, cioè numerose Aziende propongono prodotti che debbono essere consumati entro 3-7 giorni dalla produzione. Inoltre alcune non gestiscono i resi e/o gli scaduti. Questo ha una ricaduta positiva sul trasporto, sulla gestione del punto vendita e sicuramente sulla qualità nutrizionale.

Il trasporto deve essere veloce e deve garantire che il prodotto non subisca alterazioni; il punto vendita – farmacia o supermercato – deve avere luoghi adeguati per riporre il prodotto e deve assicurarsi un veloce ricambio e vendita dello stesso. Infine, sicuramente non per ordine d’importanza, anche la qualità nutrizionale avrà dei vantaggi: meno conservanti!

Un’altra considerazione riguarda l’atteggiamento del celiaco nell’acquisto. Se fino a poco tempo fa si diceva che la domanda è anelastica oggi non è più così. Il celiaco guarda il prezzo del prodotto che sta acquistando perchè sa che può scegliere ed inoltre, cosa a mio avviso più interessante, guarda anche l’elenco degli ingredienti e l’etichetta nutrizionale. Questo significa che il celiaco sta andando oltre la garanzia del senza glutine e del rispetto del valore soglia (20ppm). Per rafforzare ciò, vi invito ad ascoltate il secondo video (quello che risponde alla domanda e’ possibile fare acquisti consapevoli?).

L’ultima considerazione non può che essere di stampo nutrizionale….. Il celiaco seppure ancora continua a guardare l’aspetto del prodotto, cioè la confezione (cosa gradita al consumatore è la finestrella che permette di vedere il prodotto all’interno), il colore (in genere il “giallo” piace più del “bianco”, sia nella pasta che nei biscotti), l’immagine (è accattivante la foto di un pan di spagna soffice); ora legge l’elenco degli ingredienti.

Ecco allora che compaiono prodotti con formulazioni nuove: prodotti integrali, prodotti che vedono l’utilizzo di cereali senza glutine diversi dal mais e riso; prodotti che hanno grassi meno dannosi per la salute….. Certo, si potrebbe fare di più ma credo che solo ora i tempi siano realmente maturi per fare un prodotto dietoterapico a 360° cioè gluten-free e BEN formulato.

Per supportare questo, a breve riprenderemo la categoria Etichettando e vedremo come alcune Aziende hanno fatto passi avanti in tale direzione.

9 pensieri su “Qual’è la situazione attuale del mercato Gluten Free?

  1. Agganciandomi a questo tema vorrei fare una considerazione.
    In una città come Ancona (capoluogo di Regione!), mi risulta che in pratica ci sia una sola farmacia abbastanza ben fornita dove gran parte dei celiaci anconetani si riforniscono. Capisco che non possiamo pretendere di trovare sotto casa una farmacia super fornita, però penso che potremo pretendere, visto che quell’unica farmacia ha un certo numero di clienti “assicurati”, che allestisca un locale igenicamente e anche esteticamente adatto alla vendita di prodotti alimentari.
    Mi spiego meglio: vendere prodotti alimentari compresi quelli freschi e surgelati, in una specie di garage dove vengono stipati zoccoli, pannoloni per anziani ed altri articoli vari, non mi sembra decente, ne tantomeno igenico.
    Ma comne si fa ad andare con un bambino celiaco a fare la spesa e fargli vedere che i prodotti che compriamo per lui sono venduti in uno scantinato?
    Visto che in località più piccole di Ancona (Macerata, Jesi) le farmacie si sono attrezzate con un locale più adatto, perchè ciò non avviene anche da noi?
    Io penso che noi consumatori dovremo farci sentire, dovremo pretendere che i prodotti gluten free siano venduti in condizioni igieniche adeguate: le farmacie ci guadagnano con i nostri problemi, non tengono mica i prodotti per celiaci per beneficienza!!!
    Ma se noi continuiamo ad andare a fare la spesa lì senza lamentarci, loro non faranno mai niente per migliorare la situazione.
    Io per il momento ho deciso di andare in quelle farmacie che hanno fatto un minimo di investimento per offrirci un servizio decente, anche se questo mi comporta un notevole disagio. Però spero che ci sia la possibilità di unire le nostre forze per far si che anche nella nostra città ci sia almeno un posto dove poter andare a comperare prodotti senza glutine che abbia l’aspetto di un negozio normale non di uno scantinato!!

    mamma scocciata

  2. Condivido quanto da lei detto e credo che la cosa migliore sia parlarne con lo stesso farmacista esponendo le buone motivazioni che ha. Altro suggerimento è quello di consultarsi con la sede dell’AIC a lei vicina per segnalare questa realtà.

  3. Conviene mettersi insieme ed aprire un punto vendita gluten-free.
    Per ora la torta se la dividono solo le farmacie, ed il problema che hai esposto illustra proprio q

  4. sorry, ho schiacciato invio per errore…

    (continua) illustra proprio questo : rendite di posizione.

  5. Non nego che l’idea di un negozio gluten free gestito da un gruppo di celiaci è da un pò che mi frulla in testa!

  6. ANCHE A ME L’IDEA DI UN NEGOZIO GLUTEN FREE NON DISPIACE…CI PENSO DA MOLTO!
    PERCHE’ NON UNIRE LE FORZE MAGARI CHIEDENDO AIUTO ALL’ASS.NE AIC DELLE MARCHE SU COME MUOVERSI

    MA TRA NOI COME è POSSIBILE METTERCI IN CONTATTO??

  7. Forse non ho capito bene le ultime etichettature, cosa vuol dire per un celiaco:”non contiene fonti di glutine?”
    In moltissimi alimenti è stata messa ultimamente questa frase, mi dovrei fidare o è solo un prodotto adatto ad intolleranti al glutine ma non per celiaci?
    Sono molto indecisa.
    Grazie

  8. Mi chiamo Massimo Campagnaro sono un tecnologo aimentare e lavoro da una decina d’anni nel settore del senza glutine. Vorrei portare il mio contribito a quanto già giustamente detto. Il consumatore celiaco è a mio avviso un consumatore, molto semplicemente più evoluto e questo in quanto a necessità! Mi spiego meglio: se a un certo punto della mia vita mi trovo costretto a cambiare alimentazione comincio, mio malgrado, a leggere l’etichettatura, capire cosa è un ingrediente e a cosa serve ed in ultima analisi a crearmi un’opinione su cose che prima erano arabo. Questo mi farà un consumatore “EMANCIPATO” ,e nel limite della veridiciatà delle info che trovo, un consumatore più cosciente e consapevole! Tutto questo per dire una cosa semplice, ovvero che i celiaco rappressenta uno dei più interessanti e al contempo potente catalazzitatore di un processo di consapevolezza che porterà i consumatore a capire cosa mangiano e a scegliere sempre più con senso critico.

    Da ciò, come minimo, ne consegue un’apertura di un mercato alimentare interessante sotto diversi punti di vista…a inteditor poche parole.

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