Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio di novembre 2009

29 novembre 2009

La triade della dieta senza glutine

Eccoci pronti per la seconda puntata come promesso!

Qual’è la triade della dieta senza glutine? Sicurezza - Qualità e Salute.

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Il celiaco consuma numerosi prodotti trasformati dell’industria, che nel suo caso sono i dietoterapici senza glutine. Infatti difficilmente fa uso di pane fresco o prodotti da forno freschi a meno che non riesca a prepararli in casa.

A questa considerazione ne dobbiamo aggiungere un’altra: la Dieta Mediterranea, cioè la nostra quotidiana alimentazione prevede un consumo giornaliero di cereali e derivati (circa il 55-60% delle calorie giornaliere) e più volte al giorno. Iniziando dalla prima colazione con pane o fetta biscottata o ciambella o biscotti alla pausa pranzo (piatto di pasta o riso o panino) fino alla cena dove in genere si utilizzano sempre del pane e/o sostituti del pane.

Guardiamo più da vicino allora, questo prodotti gluten free. Fino ad oggi molto ci si è concentrati nel garantire al celiaco la Sicurezza, cioè un prodotto senza glutine. Solo grazie al Regolamento CE n° 41/2009 si è arrivati ad una conclusione certa e uniforme in tutti i Paesi. Gluten-free identifica un prodotto che è naturalmente privo di glutine oppure un prodotto reso senza glutine in cui il valore soglia è pari a 20 ppm, cioè 20mg per chilo di prodotto finito. Accanto a questi prodotti ci sono poi sul mercato eurpeo quelli definti very low gluten, cioè con un quantitativo di glutine compreso tra 21-100 ppm. Questi prodotti in Italia non li troviamo in quanto in recepimento del Regolamento europeo l’Italia ha elaborato un emendamento in cui si afferma che solo i prodotti 20 ppm sono inseriti nel Prontuario degli alimenti perchè sicuri per il celiaco.

Perchè questa differenza? Proprio perchè in Europa dieverso è il consumo di cereali e derivati e di conseguenza l’ingestione di glutine. Ricordiamoci che il celiaco può assumere al massimo 10 mg/die di glutine. Facciamo un esempio per capire meglio….. In media un italiano mangia 200g di pasta. Se è una pasta gluten free a 20ppm assumerà circa 4 mg di glutine. Uno svedese mangia 50g di pasta. Se è una pasta 100ppm in media assumerà 5 mg di glutine. Ecco spiegato perchè nel Nord Europa può essere accettato anche un valore soglia superiore.

Conquistata la Sicurezza è bene pensare alla Qualità. Un termine molto usato e forse spesso mal usato. La qualità di un prodotto alimentare è
- qualità igienico-sanitaria – un pre-requisito insieme alla sicurezza;
- qualità organolettica-sensoriale – il prodotto deve avere un buon profumo, aroma, gusto, consistenza, croccantezza e buona palatabilità
- qualità tecnologica e commerciale – il prodotto deve avere una confezione pratica e comoda; una buona conservabilità…..
- qualità ambientale – è una attenzione che recentemente il consumatore ha ed è rivolta alla salute e al benessere degli animali e alla salute delle piante che entrano nel prodotto ed infine – non sicuramente per importanza la qualità nutrizionale – il prodotto deve avere una buona composizione in nutrienti importanti per salvaguardare lo stato di buona salute.

Negli ultimi anni non si può certo negare che le Aziende del settore abbiano cercato di rispondere ai primi requisiti di qualità!Oggi sul mercato ci sono circa 13.000 prodotti di cui 740 prodotti a marchio Spiga Barrata, 1950 prodotti con Autorizzazione Ministeriale e circa 10310 prodotti inseriti nel Porntuario AIC. Prodotti diversificati nelle numerose categorie merceologiche (biscotti, pane, pasta, snack salati, snack dolci…..). Sono prodotti che rispondono anche alle diverse esigenze del celiaco in casa e fuori casa ad esempio le monoporzioni, i piatti pronti, eat&go e molto altro.

E… in tutto questo la qualità nutrizionale c’è? E la Salute? Sono damande stimolanti ed interessanti alle quali a breve risponderò!

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27 novembre 2009

La dieta senza glutine

E’ da tempo che non parliamo più della dieta senza glutine e delle sue numerose sfaccettature. Ultimamente, invece spesso mi sono trovata in diversi ambiti: scuole, convegni, media tutorial fino in Senato – a parlare degli aspetti psico-nutrizionali dell’alimentazione del celiaco. E’ un discorso complesso e allora partiamo con la prima parte!

Attualmente i celiaci diagnosticati sono 85-90.000 mentre sono circa 500.000 quelli che non sanno di esserlo infatti l’incidenza è di circa 1:100 soggetti. A tutt’oggi l’unica terapia rimane la dieta senza glutine spesso associata a concetti di “rinuncia“, “discriminazione” e “privazione“. La dieta, termine di derivazione greca significa ben altro: corretta alimentazione e sano stile di vita. La dieta senza glutine è dunque un modo di vivere.

Le sue principali caratteristiche sono quelle di essere sena glutine, necessaria, unica, per sempre e indispensabile. Sopratutto è indispensabile per ripristinare uno stato psico-nutrizionale che al momento della diagnosi è alterato in funzione della lunghezza del tratto gastrointestinale coinvolto nell’infiammazione con conseguente danno mucosale; in funzione del grado di malassorbimento ed in funzione del tempo trascorso dall’esordio della celiachia. Si va da carenze nell’apporto calorico e proteico a quelle di minerali (ferro, calcio, magnesio, zinco) a quelle di vitamine idrosolubili e di folati, niacina e riboflavina. Il quadro si può ampliare in funzione del tempo senza diagnosi e della gravità del danno mucosa, includendo carenze a carico dei carboidrati, dei grassi, delle vitamine liposolubili (vitamina K, D, A ed E) fino ad includere una intolleranza al lattosio secondaria. Sappiamo infatti che il complesso della lattasi è localizzato principalmente nei villi intestinali, che si appiattiscono fino a scomparire nel celiaco. La mucosa si trasforma da una foresta verdeggiante con alberi alti (villi in salute) ad una landa deserta (villi appiattiti e assenti).

Perchè parlare di stato psico-nutrizionale? Perchè sarebbe un grosso errore considerare solo l’aspetto nutrizionale della celiachia. Cibo non è solo un mezzo per soddisfare un fabbisogno energetico e dunque dare una risposta alla fame ma il cibo è intriso di numerosi significati antropologici. Alla diagnosi spesso il celiaco presenta anche uno stato “psico” alterato. C’è rabbia, paura, ansia e tristezza.

Ecco allora che diventa fondamentale stimolare un comportamento alimentare attivo, consapevole e non casuale per atuare una corretta alimentazione senza glutine allo scopo di salvaguardare la salute del soggetto, intesa come stato di benessere psico-fisico e non solo assenza di malattia.

La dieta diventa così terapia perchè permette la regressione dei sintomi (generalemente entro 2 settimane) e la scomparsa delle alterazioni sierologiche (tempi che variano da 6 a 12 mesi) ed istologiche (fino a due anni), ma diventa anche strumento di prevenzione secondaria. Infatti c’è una ripresa della crescita e dello sviluppo in età pediatrica e si prevengono le malattie associate alla celiachia in età adulta.

Siamo tutti concordi nell’affermare che uno stile di vita sano prevede l’allontanamento dei compartamenti a rischio. E’ bene:
- fare attività fisica quotidianamente (bastano 30 minuti al giorno di camminata!);
- bere acqua (almeno 8-10 bicchieri al giorno);
- non fumare;
- bere vino in quantità moderata (1 bicchiere per le donne e 2 per gli uomini).

Al celiaco si chiede di aggiungere un nuovo punto: fare attenzione alla contaminazione da glutine sia in casa che fuori casa. Per i prodotti dietoterapici il limite in Italia è fissato a 20 ppm (20 mg/chilo di prodotto finito). Se ci troviamo nell’ambito della Comunità Europea troviamo anche prodotti definiti “very low gluten” cioè 21-100 ppm.

Ed invece mangiare senza glutine correttamente in modo equilibrato, moderato e variato cosa significa? Quali consigli?
Bhè, sicuramente il celiaco può utilizzare tutti i prodotti freschi naturalmente senza glutine mentre deve far ricorso a prodotti dietoterapici tarsformati dall’industria per pane, pasta, biscotti e snack salati e dolci.

Proprio su questi ultimi concentreremo la nostra attenzione nella prossima puntata. Quali sono le sfide che le industrie hanno accettato e superato negli anni per garantire al celiaco prodotti gluten-free? Quali le sfide future.

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16 novembre 2009

6 luoghi comuni gluten free da sfatare!

Ecco qui, una parte di ciò che oggi ho presentato al medial tutorial, che avevo annunciato!

Sei luoghi comuni sulla dieta senza glutine discussi in modo nuovo, grazie alla profesionalità e disponibilità di Marco Traferri e Laura Viezzoli – la staff di HeyZoom…… Buona visione.

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15 novembre 2009

Media Tutorial

Tra poco sarò di nuovo in treno. Questa volta vado a Milano perchè domani ci sarà un media tutorial.

Il Comitato scientifico della dr. Schar, di cui faccio parte, incontrerà le principali testate giornalistiche, per fare con loro un po di informazione sulla celiachia. Il tutto è stato organizzato da Angela della Weber Shandwick.

A presto per il resoconto!

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12 novembre 2009

Due novità gluten free

Due novità dal mondo della celiachia. La prima riguarda il ben noto test che permette di fare diagnosi di celiachia in soli 5 minuti. La seconda invece riguarda una nuova immagine da associare alla celiachia: la nuvola.

PRIMA NOVITA’

Eurospital, nota Azienda farmaceutica triestina, è riuscita ad ottenere dall’ufficio brevetti europeo (EPO) dopo un iter di ben 12 anni, la validità del brevetto per l’utilizzo della transglutaminasi tissutale per la diagnosi della celiachia. Eurospital è dunque ora titolare di diritti esclusivi di licenza d’uso del brevetto, che protegge l’intuizione avuta da D. Schuppan e W. Dieterich, due ricercatori tedeschi. L’autoantigene transglutaminasi tissutale (tTG) da la possibilità di diagnosticare la celiaca semplicemente da un goccia di sangue. Questa è la base del test rapido per la diagnosi domiciliare Xeliac Test Pro.

SECONDA NOVITA’

http://www.kmrt.org.uk/Images/photos_2006/Aug06/Sun%20Breaking%20Through%20Clouds%20(400).jpg

Non più un iceberg ma una nuvola per descrivere/rappresentare la celiachia. Questa nuova immagine è stata presentata al convegno di Chicago, dal Prof. J. Murray della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, USA).

Una nuvola minacciosa che porta tempesta se si pensa al rischio di sviluppare un linfoma intestinale o altri tumori, al potenziale sviluppo di sintomi neurologici non sempre reversibili, al deficit di crescita nei bambini e all’aumentato rischio di mortalità associato alla mancata diagnosi.

Al tempo stesso una nuvola che da ristoro con la sua acqua in un giorno molto caldo, se pensiamo che tutta la sintomalogia tipica della celiachia (anemia in prevalenza sideropenica, prematura osteopenia e/o ospetoporosi, alterazioni di laboratorio spesso subcliniche, deficit vitaminici, alterazioni dermatologiche) scompare grazie alla dieta senza glutine.

Dunque come dice lo stesso Prof. Murray “Every cloud has a silver lining“, cioè dietro ogni nuvola c’è un motivo si speranza.

Ma, si c’è un “ma”. Il Professore continua dicendo che il ristoro può durare poco nel corso della dieta senza glutine poichè:
1. dopo un paio di anni a dieta senza glutine rigorosa circa il 39% dei soggetti è in sovrappeso ed 1/3 è a rischio obesità;
2. i soggetti a dieta non assumono corrette quantità di vitamine (folati e vitamina B6), minerali (ferro e calcio) ed altri fitocomposti (fibra alimentare, polifenoli….).
Diventa così importante educare il celiaco non solo ad escludere il glutine ma anche a ponderare la sua dieta in termini quantitativi (normale pporto calorico) e sopratutto QUALITATIVI (pochi zuccheri raffinati, grassi saturi, più fibre e vitamine).

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7 novembre 2009

Parliamo di pillola

La Campagna di informazione promossa dall’Associazione Italiana Celiachia sta offrendo numerose opportunità:
- è stato rinnovato il sito;
- si sottolinea ancora con maggiore forza l’importanza della diagnosi precoce sopratutto nell’adulto; e ……
- offre occasione per tornare a parlare della pillola.

http://health.it.sukuku.com/wp-content/uploads/2008/11/pillola.jpg

Sicuramente in questi giorni avrete seguito le notizie e letto i numerosi articoli dai fantasmagorici titoli. Per chi fosse rimasto un po indietro basta digitare “pillola” e “celiachia” su qualsiasi motore di ricerca e subito ci si rende conto. Google trova circa 205.000 pagine! Sicuramente un numero già non adeguato mentre leggete data la velocità di aggiornamento.

Leggiamo la fonte ufficiale.

Si titola “sempre più vicina la pillola anti-celiachia” e la riga sotto suona così: previsto entro 2-3 anni l’arrivo del farmaco. Ma gli articoli che leggiamo dicono diversamente e allora dove sta la verità?

Credo che fonte più attendibile di colui che la sta studiando non ci possa essere. Si, sto parlando di Alessio Fasano! Di seguito vi riporto il breve colloquio……

Ti scrivo per chiederti un aggiornamento sulla sperimentazione AT-1001 questa è stata la mia domanda alla quale il Prof. Fasano ha risposto: cara Letizia, ho appena parlato con quelli di Alba che rilasceranno i risultati degli ultimi 2 tirals a fine anno. A questo ha anche aggiunto: abbiamo diverse tecnolgie di terapie alternative alla dieta che stanno arrivando “al pettine” del loro iter di trials clinici. Quindi credo che nei prossimi mesi avremo un quadro più chiaro su fattibilità e possibilità di successo.

Credo che dunque ora ci sia un pò più di chiarezza e continuo a dire che la ricerca non sempre ha i tempi che vorremmo avesse, sopratutto se il risultato è di così grande impatto. Importante sapere anche che sono in corso anche altri studi che approderanno a soluzioni diverse. Non quindi solo AT1001.

Buon lavoro e … avanti tutta!

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