Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

18 febbraio 2009

La dieta senza glutine

Ancora ad oggi, l’unico trattamento per la celiachia scientificamente provato è la DIETA gluten-free condotta in modo scrupoloso e per tutta la vita. Riprendiamo quindi qualche concetto ma sopratutto aggiorniamoci! Recentemente infatti numerosi studi sono stati pubblicati sulla dieta, lo stato nutrizionale e non solo…..

http://img.timeinc.net/recipes/i/galleries/08/shopping-list-ck-072007-gallery-l.jpg

Nell’adulto la dieta GF porta numerosi benefici:
- non comparsa delle tipiche complicanze della celiachia,
- completa scomparsa dei sintomi,
- normalizzazione degli anticorpi
e con tempi più o meno lunghi
- miglioramento del quadro istologico (1, 2).
Dunque la mucosa intestinale torna al suo assetto fisiologico e alle sue regolari funzioni. Analoga situazione la troviamo nel bambino a dieta GF rigorosa: la sua crescita e lo sviluppo tornano ad essere nella norma.

Ma la domanda più frequente è “quanto tempo occorre? 1 settimana? 1 mese?”
E’ una risposta difficile da dare perchè i tempi di normalizzazione sono molto variabili in quanto strettamente collegati al soggetto, alla sua capacità di aderire alla dieta….. Ora però a far luce c’è uno studio condotto da Green e i suoi collabaratori: 1612 i celiaci reclutati con una predominanza femminile (2.9:1).

Dall’indagine – condotta mediante somministrazione di un questionario- emerge che:
- circa il 70% dei soggetti ha un miglioramento dei sintomi entro le prime 2 settimane dall’inizio della dieta GF;
- attuando uno stretto controllo alimentare, gli anticorpi si normalizzano tra il VI° e il XII° mese.
Tempi più lunghi sono rischiesti per il ripristino dell’integrità della mucosa intestinale: circa 2 anni (3). Solo una piccola percentuale degli intervistati non ha nè una totale scomparsa dei sintomi nè una ristrutturazione completa del piccolo intestino (4).

Altra domanda frequente è… “qual’è lo stato nutrizionale del celiaco?” ci sono delle carenze di minerali? e di vitamine?
Nei soggetti neo-diagnosticati lo stato nutrizionale dipende da quanto tempo la celiachia era attiva; dalla lunghezza del tratto intestinale danneggiato; dal grado di malassorbimento. Alla diagnosi si riscontra, in genere, perdita di peso, anemia, marcate carenze di minerali e vitamine. Sappiamo inoltre che se il danno è solo nella mucosa dell’intestino prossimale questo è responsabile di malassorbimento di ferro, folati e calcio. Quando invece il danno mucosale coinvolge una parte più ampia dell’intestino, cioè distretti dove avviane l’assorbimento di carboidrati, grassi, vitamine liposolubili (A, D, E e K) ed altri nutrienti, allora si possono verificare anche loro carenze (5). In alcuni casi si ha anche una ridotta produzione di lattasi a causa del danno ai villi, pertanto spesso si diagnostica una intolleranza al lattosio secondaria (6).

Ad oggi la comunità scientifica non ha mai parlato della necessità di supplementazione di alcuni dei nutrienti citati, per il soggetto celiaco. Forse questa potrebbe risultare utile solo per breve periodo quando il soggetto hauna marcata carenza di ferro, calcio, vitamina B…..
Numerosi studio affermano che è indispensabile una corretta e semplice informazione (7, 8, 9).

Recentemente l’attensione è stata rivolta non solo allo stato nutrizionale ma anche allo stato psicologico (10). E’ infatti emerso che il soggetto, alla diagnosi, manifesta ansia, paura, rabbia, tristezza e depressione che successivamente tendono a scomparire.

A breve dunque parleremo del trattamento di alcune carenze nutrizionali e di qualche aspetto psicologico.

Lascia un commento