Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio di gennaio 2009

29 gennaio 2009

La nuova definizione del senza glutine potrebbe causare un aumento dei costi

Questo è quanto emerge da una analisi fatta dall’Food Standards Agency (FSA). In seguito alla elaborazione delle nuove norme UE riguardanti l’etichettatura e la formulazione di alimenti gluten-free si potrebbe verificare un aumento dei costi per i produttori.

Fin’ora tra i Paesi europei non c’era chiarezza e soprattutto concordanza nella definizione di “senza glutine”, dicitura riportata in etichetta. Non tutti erano d’accordo nel riconoscere il valore soglia per il glutine pari a 20ppm. Il Nuovo Regolamento CE 42/2009 ora da indicazioni precise: tutti i prodotti in cui il contenuto di glutine è inferiore o uguale a 20ppm, possono riportare in etichetta la dicitura “gluten free”; tutti i prodotti il cui quantitativo di glutine è uguale o inferiore a 200ppm dovranno, invece riportare la dicitura “very low gluten”.

In pratica l’adozione del Nuovo Regolamento per alcuni produttori europei significherà ri-etichettare i prodotti – cioè sostituzione della dicitura “senza glutine” con “very low gluten” – mentre per altri significherà studiare nuove formulazioni.

L’FSA ha stimato che i costi per ri-etichettare un solo prodotto potrebbero ammontare fino a 1000 sterline (circa 1500 euro). La stessa Agenzia sostiene che la decisione di riformulare un prodotto presuppone invece considerazioni commerciali molto più complesse e pertanto è difficile dare una cifra esatta.

I produttori possono adottare il nuovo sistema di etichettatura immediatamente mentre i prodotti possono essere non conformi fino al 1° gennaio 2012. Per la ri-etichettatura dei prodotti il Regno Unito ha negoziato 3 anni, tempo ritenuto necessario per assorbire i costi delle modifiche.

Se i prodotti non potranno essere ne ri-etichettati ne riformulati l’FSA propone una dicitura chiara ed esaustiva che non inganni il consumatore celiaco e al tempo stesso auspica che nessun prodotto debba essere ritirato dal mercato.

Finalmente al di fuori dei confini italiani saremo in grado di acquistare consapevolmente un prodotto gluten-free oppure very low gluten.

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Cibi ad alta quota

AirlineMeals un sito dedicato ai pasti, più o meno accattivanti, serviti durante i voli aerei. Pasti che hanno catturato l’attenzione di collezionisti. Gli stessi che hanno poi fotografato e pubblicto il materiale. Il sito offre anche tante altre notize sulle diverse compagnie di catering, su come lavorano e anche su cosa mangia l’equipaggio.

Ci sono foto anche di vassoi con cibi gluten-free. Potete curiosare nella sezione special meals. British Airways, Delta Airlines e Finnair sono, al momento, le tre compagnie presenti.

Eccone un esempio!
delta116.jpg
foto: deltaairlines

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28 gennaio 2009

Un granello di sale, un granello di saggezza

http://www.adria.net/img/fotogallery/13_saline-cervia.jpg

Sale, cloruro di sodio, un ingrediente noto fin dagli inizi della storia per conservare gli alimenti e per insaporire. NaCl la sua formula chimica, Na=sodio e Cl=cloro, due minerali importanti per il mantenimento di un buon stato di salute se assunti nelle dosi raccomandate.

Dal 2 all’8 febbraio la World Action on Salt and Health (WASH) propone la settimana mondiale 2009 per la Riduzione del Consumo di Sale. Per l’Italia la SINU si fa portavoce dell’iniziativa e presto metterà a disposizione del materiale informativo.

Facciamo chiarezza…..Sale o sodio? Il sodio è il minerale, principale componente del sale. Dunque non è corretto utilizzare i due termini come sinonimi. 1g di sale contiene 0.4g di sodio. E’ il sodio il responsabile delle principali proprietà biologiche del sale.

(continua…)

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23 gennaio 2009

Regolamento CE 42/2009

http://www.bf-servizi.com/Immagini/CE.jpg

Avevamo già parlato del Nuovo Regolamento Europeo ma ora è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 21 gennaio (1).

Quando entrerà in vigore? Il 10 febbraio cioè il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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20 gennaio 2009

Ieri al SIGEP

Ieri ero a Rimini al SIGEP, la manifestazione giunta alla sua 30° edizione che si è confermata la più importante al mondo nel settore della gelateria artigianale. In realtà oltre al gelato si parlava di pasticceria e panificazione artigianale.

Tante le cose da vedere e da apprezzare ma……. nulla gluten-free! L’unico stand quello della LEAGEL, che proponeva un gelato di riso.

http://www.brembogel.it/imgs/leagel.gif

Nella presentazione si legge: senza lattosio, senza colesterolo, senza glutine, con fruttosio, ricco di fibre, meno calorie….. ma allora, cosa c’è?

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19 gennaio 2009

A como……. avena

A la luz del nuevo Reglamento Europeo miremos mas de cerca a la avena, el cereal mas importante entre los llamados cereales menores (centeno, triticale, trigo sarraceno y farro ). La avena pura – no contaminada de cebada u otros cereales prohibidos al celiaco – podrá ser utilizada en los productos definidos “sin gluten”. Esto se lee en el reglamento.

http://www.legambientearcipelagotoscano.it/biodiversita/flora/habitat/garighe/avena%20sativa%20avena%20comune.jpg.jpg

La avena – avena sativa – llamada comúnmente biada, es un genero de planta de la familia de las Gramináceos. Cerca de 50 son las especies que le pertenecen.

De la avena se puede utilizar todo:
- las cariópsides (granos) -como tales o trasformadas- son destinadas a la alimentación humana y/o animal (sobretodo de los caballos como grano – biada – o también como paja);
- las plantas verdes como heno, almacenadas en los silos y utilizadas como forraje;
- las plantas desecadas constituyen un optimo material para lecho de las bestias.

Según datos de la FAO su cultivo en los últimos 30 años ha sufrido en Italia, una drástica reducción y por lo tanto se cultiva solo en Puglia, Basilicata y Lazio. También a nivel mundial hubo una inflexión pero Rusia, Canadá, los Estados Unidos y Alemania continúan siendo los mayores productores mundiales, seguidos por Suecia y Dinamarca.

¿Por qué esta disminución? Probablemente porque su cultivo estuvo sustituido por otras mas productivas, con una mayor disponibilidad de variedad y sobretodo mas adaptable a las diferentes condiciones climáticas. Cebada, maíz y trigo son los principales cereales que han sustituido a la avena.

(continua…)

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18 gennaio 2009

San Valentino fa rima con “gluten-free regalino”!

Tra meno di un mese sarà San Valentino. Bhè non fatevi trovare impreparati……. eccovi una dolce proposta.

gfbear.jpg

Altre simpatiche idee sono disponibili alla Gluten-Free NYC Boutique!

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14 gennaio 2009

Chia – nuova opportunità per il gluten-free

AHD International propone una nuova farina per la produzione di prodotti senza glutine: quella ottenuta dai semi di Chia.

John Alkire, presidente della AHD International, ha dichiarato: “Chia flour allows baked goods manufacturers to expand offerings targeted toward consumers suffering from gluten intolerance or celiac disease, as well as those looking for an enhanced nutritional profile in their favorite comfort foods and baked desserts.

Ma che cosa sono i semi di Chia? Sono semi commestibili (marroni, grigi, bianchi e neri) di pochi millimetri, di una pianta della famiglia Menta: la Salvia hispanica.

La parte centrale della Valle del Messico è la sua origine. E’ stata ampiamente coltivata dagli Aztechi in epoca pre-colombiana tanto da essere considerata una delle cinque principali fonti di cibo vegetale.

Si tratta di un grano antico come la quinoa, farro, kamut e amaranto. Il suo interesse è per il buon profilo nutrizionale e perchè NON contiene glutine. 20% di proteine; 34% di grassi (circa il 64% è rappresentato dagli acidi grassi essenziali della famiglia omega-3) e 25% di fibra vegetale (in particolare solubile ad alto peso molecolare), questa la sua composizione. I semi sono anche ricchi di antiossidanti quali l’acido clorogenico, caffeico, miricetina, quercitina e flavonoli(1, 2).

Dai semi di Chia si ottiene una farina che può essere utilizzata per la preparazione di numerosi prodotti: formule per lattanti, alimenti per bambini, barrette, yogurt, prodotti dietetici (gluten-free), prodotti da forno (dolci, pane, biscotti e snack)…. Il vantaggio di questi prodotti è duplice: un buon profilo nutrizionale e una buona conservazione – elevato è infatti il contenuto di antiossidanti in grado di garantire una lunga e buona conservazione, impedento l’irrancidimento. A tutto ciò si aggiunge il fatto che la pianta della Chia non è gradita agli insetti e questo permette l’utilizzo di minori quantità di pesticidi per la coltivazione.

Alcuni dati di mercato pubblicati dalla Datamonitor nel report 9 luglio 2008, evidenziano che i prodotti contenenti cereali antichi sono graditi al consumatore e che il numero di questi prodotti è passato da 112 nel 2004 a 515 nel 2007.

Speriamo presto di trovarla nell’elenco degli ingredienti di qualche prodotto!

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13 gennaio 2009

Etichette fallaci dal mondo

Si, etichette non corrette su prodotti gluten-free. Alcuni esempi di Aziende europee e non solo, che riportano informazioni non corrette e che producono alimenti senza glutine utilizzando materie prime NON permesse al celiaco.

E’ il caso della Wellshire Farms New Jersy – USA (1). L’Azienda solo dopo la pubblicazione dell’articolo del 31 dicembre 2008 su Chicago Tribute, ha ritirato 3 dei suoi prodotti gluten-free, perchè non conformi alla soglia 20ppm.

Ma non è l’unico caso. In precedenza c’era stato il caso della Azienda francese Meadow Bakery, produttrice di pane di kamut e dolcetti di farro.

Ed infine il caso Newman’s Own (Connecticut – USA), che utilizza farro. Quest’ultima dopo la nota della FDA del 2006 e dopo l’avvertenza del 22 dicembre 2008, dichiara che cambierà l’imballaggio (2).

Come mai occorrono anni per cambiare una etichetta errata o una formulazione non corretta? Eppure sono Aziende interessate alla produzione di alimenti per la SALUTE dei consumatori.

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9 gennaio 2009

A come……. avena

Alla luce del nuovo Regolamento Europeo guardiamo più da vicino l’avena, il cereale più importante tra i cosidetti cereali minori (segale, triticale, farro e grano saraceno). L’avena pura – non contaminata da orzo o altri cereali vietati al celiaco – potrà essere utilizzata nei prodotti definiti “senza glutine”. Questo quanto si legge nel regolamento.

http://www.legambientearcipelagotoscano.it/biodiversita/flora/habitat/garighe/avena%20sativa%20avena%20comune.jpg.jpg

L’avena – avena sativa – detta comunemente biada, è un genere di pianta della famiglia delle Graminacee. Circa 50 sono le specie che vi appartengono.

Dell’avena si può utilizzare tutto:
- le cariossidi (chicchi) -come tali o trasformate- sono destinate all’alimentazione umana e/o animale (soprattutto dei cavalli come granella – biada – oppure come paglia);
- le piante verdi sono messe a fieno, immagazzinate nei silos e utilizzate come foraggio;
- le piante essiccate costituiscono un ottimo materiale da lettiera per il bestiame.

Secondo dati FAO la sua coltivazione negli ultimi 30 anni ha subito in Italia, una drastica riduzione e dunque viene coltivata solo in Puglia, Basilicata e Lazio. Anche a livello mondiale c’è stata una inflessione ma Russia, Canada, Stati Uniti e Germania continuano a rimanere i maggiori produttori mondiali, seguiti da Svezia e Danimarca.

Perchè questo decremento? Probabilmente perchè la sua coltivazione è stata sostituita da altre più produttive, con una maggiore disponibilità di varietà e soprattutto più adattabili alle diverse condizioni pedoclimatiche. Orzo, mais e frumento sono i principali cereali che hanno sostituito l’avena.

(continua…)

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