Not only gluten-free

La celiachia nel quotidiano tra pentole e provette

Archivio di2009

30 dicembre 2009

2010 … fortunato e gluten free

In questi giorni i tanti piatti della tradizione hanno sicuramente messo alla prova le nostre capacità culinarie per preparare e servire menù gluten free senza che nessuno cogliesse sostanziali differenze. Per alcuni piatti e per i dolci siamo stati sicuramente aiutati dalla grande varietà di prodotti gluten free che oggi troviamo sul mercato!

Ora ci stiamo avvicinando al cenone di fine anno. Secondo la credenza popolare, portare in tavola un piatto lenticchie in questa occasione assicura un anno ricco di successo e denaro. E’ bene poi, lasciarne un cucchiaio e mangiarlo prima di brindare e all’ultimo rintocco della mezzanotte, quando sta per scoccare l’anno nuovo. Tradizione, che potremmo cercare di spiegare pensando alla forma tonda ed appiattita della lenticchia, che ricorda una moneta.

Ma da dove viene questo legume? Le lenticchie in Asia nel 7000 a.C. erano già coltivate e presto si diffusero anche nel bacino del Mediterraneo diventando cibo base dei Greci e dei Romani. Sembra che fu Catone a dettare alcuni suggerimenti per cucinarle nel modo migliore. Mentre il ben noto medico Galeno esaltò le proprietà terapeutiche di questo legume ed infine nella Bibbia si trova scritto che Esaù in cambio di un piatto di lenticchie cedette il diritto di primogenitura al fratello Giacobbe.

Le lenticchie sono definite la carne dei poveri grazie al loro basso costo e alla facile reperibilità. Anche i nutrizionisti concordano con tale definizione: 100g di lenticchie equivalgono a 215g di carne. Contengono il 25% di proteine, il 53% di carboidrati, non contengono colesterolo e sono ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Hanno inoltre un’altra importante caratteristica non contengono GLUTINE.

Forma e colore possono variare. Esistono lenticchie a seme piccolo o a seme grande. Le lenticchie possono essere di colore marrone o di colore rosso – come quelle egiziane- o ancora gialle o verdi.

In Italia le più note sono la DOP di Castelluccio di Norcia, la lenticchia di Colfiorito in Umbria o Leonessa nel Lazio, ma ci sono anche quelle del Fucino e quelle di Mormanno, la verde di Altamura ed infine quelle piccole di Ustica.

Accendete un 2010 carico di gioia, successo, salute e Amore e…… mi raccomando un cucchiaio di lenticchie e un bel brindisi…..

Nessun Commento »

28 dicembre 2009

Una ventata di ottimismo

In chiusura di anno una ventata di ottimismo ci vuole proprio, vero? In Italia 400 mila celiaci ignorano di esserlo: e a tavola rischiano la vita

Provate a leggere l’articolo anche voi.

A me sembra un po eccessivo. E’ vero, sebbene tanto se ne parla ancora è difficile fare diagnosi nell’adulto. Tutta l’attenzione va posta sui sintomi estremamente variegati e spesso difficili da ricondurre alla celiachia. La cura è facile: la dieta senza glutine.

Sottolinerei alcuni aspetti positivi:
1. le diagnosi nell’adulto stanno aumentando
2. i medici di medicina generale sono più attenti a quanto il paziente racconta
3. i prodotti senza glutine sul mercato sono circa 13.000
4. la qualità organolettica-sensoriale è ottima (non tutti!)
5. si comincia ad essere attenti alla qualità nutrizionale (poche Aziende!)
6. aumentano le materie prime, non più solo mais e riso
e molto altro ancora……..

Nessun Commento »

25 dicembre 2009

Buone Feste

http://admin.sssa.it/media/00001018.jpg

Nessun Commento »

11 dicembre 2009

Convegno SINU

Sono in partenza per Firenze, sede del convegno. Questa volta presenterò un poster dal titolo: “Il ruolo dei Cereali minori e Pseudocereali nell’alimentazione

Ecco un breve riassunto: I cereali ed i loro derivati svolgono un ruolo importante nell’alimentazione. Sono la principale fonte di carboidrati che dovrebbero rappresentare circa il 55-60% dell’apporto calorico giornaliero. Inoltre un loro adeguato consumo quotidiano contribuisce all’apporto in proteine, vitamine, fibre alimentari e fitonutrienti. Frumento, orzo, farro, kamut®, segale sono i cereali più diffusi ed utilizzati nell’alimentazione umana tuttavia debbono essere esclusi dai celiaci poiché questa enteropatia autoimmune sistemica multi organo, è causata da una alterata risposta delle cellule T ad un insieme di epitopi delle frazioni proteiche del glutine e la dieta gluten-free rappresenta l’unica terapia nutrizionale.
Negli ultimi anni sono state caratterizzate le proprietà nutrizionali dei Cereali minori e Pseudocereali. I primi includono sorgo, fonio, teff, panico, chia. Essi presentano una coltivazione e diffusione limitata solo ad alcune zone del mondo. Gli Pseudo-cereali, quali grano saraceno, quinoa, amaranto, sono molto simili ai cereali per modalità di coltivazione, tipo di prodotto e destinazione alimentare. Recenti studi hanno evidenziato che questi “nuovi” cereali garantiscono un ottimo apporto di proteine, fibra alimentare e fitonutrienti. Il loro contenuto proteico è superiore alla media dei cereali convenzionali. Occorre anche sottolineare che la composizione aminoacidica delle loro proteine, caratterizzata da un elevato contenuto di lisina (aminoacido limitante della maggior parte dei cereali), rende il valore biologico decisamente superiore a quello degli altri cereali tradizionali. Questi cereali sono particolarmente ricchi di fibre che svolgono un ruolo importante nella prevenzione di numerose patologie come cancro al colon, patologie cardio-vascolari e diabete. Inoltre Cereali minori e Pseudocereali sono buone fonti di minerali come calcio, magnesio e potassio; vitamine soprattutto vitamina E, vitamine del gruppo B e composti fenolici con attività antiossidante. Pertanto sulla base di queste premesse si prevede in futuro un maggiore impiego di cereali minori e pseudo cereali e derivati come ingredienti nell’industria alimentare con particolare attenzione alle aziende del settore dietoterapico. Infatti oltre alle loro interessanti proprietà nutrizionali, essi non contengono glutine e possono entrare nella formulazioni dei prodotti gluten-free come validi sostituti delle materie prime oggi maggiormente utilizzate quali nell’alimentazione dei celiaci
.

Nessun Commento »

10 dicembre 2009

Che tiro!

10mo torneo Marcello Osti 2009 – Padova

http://admin.sssa.it/media/00001013.jpg

Nessun Commento »

9 dicembre 2009

Otto minuti su M.D.webTv

M.D.webTv, il primo portale televisivo on-line realizzato in esclusiva per il medico, ha pubblicato l’intervista che ho rilasciato a Milano in occasione del mediatutorial.

E’ possibile vedere il video registrandosi qui, la procedura è rapida e gratuita.

Nessun Commento »

6 dicembre 2009

Pensando al Natale

Cari lettori, quest’anno pensando al Natale ho deciso di chiedervi un aiuto. Nulla di eccezionale, solo una visita a Not only gluten free. Perchè?

Perchè a partire da oggi ogni giorno conterò le vostre visite e moltiplicherò per 20 centesimi fino al 22 dicembre. La cifra raggiunta quel giorno sarà devoluta a Save the Children per sostenere il progetto Easy4.

GRAZIE fin da ora!

Nessun Commento »

5 dicembre 2009

Fibra alimentare si, ma quale fibra?

Ingredienti: amido di mais, acqua, oli e grassi vegetali di palma, cocco e girasole non idrogenati, uova, fruttooligosaccaridi, lievito, zucchero, gomma di xantano (addensante), sale, E-472e (emulsionanti), acido ascorbico (antiossidante), fosfati e carbonati di sodio (agenti lievitanti), propionato di sodio (conservante).

Di quale prodotto si tratta? Provate ad indovinare…… Ma sopratutto…. questo prodotto è ricco in fibra. Quale ingrediente fa meritare questa definizione? Scopriamolo……
(continua…)

Nessun Commento »

2 dicembre 2009

La triada de la dieta sin gluten

Como habíamos prometido, estamos listos para el segundo episodio!

¿Cuál es la triada de la dieta libre de gluten? SeguridadCalidad y Salud.

http://admin.sssa.it/media/00001011.jpg

El celíaco consume muchos productos elaborados por la industria, que en su caso son dieto-terapia libre de gluten. De hecho difícilmente hace uso de pan fresco o de productos de panadería a menos que tenga tiempo para prepararlos en casa.

A este aspecto, hay que añadir otro factor: la dieta mediterránea, es decir nuestra dieta cotidiana proporciona una ingesta diaria de cereales y derivados (alrededor de 55-60% de las calorías diarias) y varias veces al día. A partir de desayuno con pan o galletas o pastel o bizcochos para el almuerzo (un plato de fideos, arroz o emparedado) hasta la cena en la que por lo general siempre se hace uso de pan y / o sustitutos del pan.

Miremos más de cerca entonces, estos productos sin gluten. Hasta ahora la atención se centró en garantizar al celíaco la Seguridad, es decir un producto sin gluten. Sólo a través del Reglamento CE Nº 41/2009 se ha llegado a una conclusión definitiva y uniforme en todos los países. Gluten Free identifica un producto que es naturalmente libre de gluten o bien un producto hecho sin gluten en el que el umbral llega a 20 ppm, que es de 20 mg por kilogramo de producto acabado. Además de estos productos hay también en el mercado europeo aquellos indicados como very low gluten, es decir, con una cantidad de gluten entre 21-100 ppm. Estos productos no los encontramos en Italia en cuanto acogiéndose al Reglamento de la UE, Italia ha elaborado una enmienda que establece que únicamente los productos de 20 ppm están incluidos en el Prontuario de los alimentos ya que son seguros para los enfermos celíacos.

¿Por qué esta diferencia? Justamente porque en Europa es distinto el consumo de cereales y derivados, y por lo tanto la ingestión de gluten. Recordemos que el celíaco puede consumir hasta 10 mg/día de gluten. Hagamos un ejemplo para entender mejor ….. El italiano medio come 200 gramos de pasta. Si se trata de una pasta sin gluten de 20 ppm tomará alrededor de 4 mg de gluten. Un sueco come 50 gramos de pasta. Si se trata de una pasta de 100 ppm en promedio, tomará 5 mg de gluten. Esto explica por qué en el norte de Europa también se puede aceptar un umbral más alto.

Lograda la Seguridad es bueno para pensar en la Calidad. Un término muy usado y tal vez a menudo mal utilizado. La calidad de un alimento es
- Calidad higiénico-sanitaria – un requisito previo junto con la seguridad
- Calidad organoléptica -sensorial – el producto debe tener una buen perfume, aroma, sabor, consistencia, crocantes y paladeable.
- Calidad tecnológica y comercial – el producto debe tener un envase práctico y cómodo, y una buena conservación … ..
- Calidad ambiental – es una atención que recientemente el consumidor tiene y está dirigida a la salud y al bienestar de los animales y a la salud de las plantas que entrar en el producto.
Y finalmente – no ciertamente por importancia,
- Calidad nutricional – el producto debe tener una buena composición y nutrientes importantes para mantener el buen estado de salud.
En los últimos años casi no se puede negar que las empresas del sector han tratado de responder a los primeros requisitos de calidad!

En el mercado hoy en día hay alrededor de 13.000 productos de los cuales 740 productos con marca Spiga Barrata, 1950 producido con Autorización Ministerial y alrededor de 10310 productos añadidos en Prontuario AIC. Productos diversificados en las numerosas categorías de mercado (galletas, pan, pasta, bocadillos salados, dulces …). Estos productos también satisfacen las diversas necesidades del celiaco en la casa y fuera, por ejemplo, las mono-porciones, comidas preparadas, eat&go, y otros.

Y… ¿en todo esto la calidad nutricional está? ¿Y la salud? Son preguntas desafiantes e interesantes a las que responderé en brevedad!

Nessun Commento »

1 dicembre 2009

La dieta gluten free

Grazie alle due care amiche Mariana e Paula ecco che riprende la rubrica Celiaquía in Español.

Hace tiempo que ya no hablamos de la dieta libre de gluten y de sus múltiples facetas. Últimamente, sin embargo a menudo me he encontrado en varios ámbitos: escuelas, conferencias, media tutorial hasta en el Senado – para hablar de los aspectos psico-nutricional de la alimentación del celíaco. Es un discurso complejo y entonces iniciemos con la primera parte!

En la actualidad los celíacos diagnosticados son 85-90000, mientras que alrededor de 500.000 son los que no saben que lo son, de hecho la incidencia es de 1:100 individuos. Hasta la fecha la única terapia sigue siendo la dieta libre de gluten a menudo asociada a los conceptos de “renuncia“, “discriminación” y “privación“. La dieta, término derivado del griego significa mucho más: dieta equilibrada y estilo de vida saludable. La dieta sin gluten es por lo tanto una forma de vida.

Sus principales características son las de ser sin gluten, necesaria, única, para siempre e imprescindible. Por encima de todo, es esencial para restaurar un estado psico-nutricional que al momento del diagnóstico se ve alterado en función de la longitud del tracto gastrointestinal implicado en la inflamación que conduce a daño de la mucosa, en función del grado de mala absorción y en función del tiempo transcurrido desde el inicio de la enfermedad celíaca. Se va desde las deficiencias en la aportación de calorías y proteínas a las de minerales (hierro, calcio, magnesio, zinc) a aquellas de vitaminas hidro-solubles y de ácido fólico, niacina y riboflavina. La imagen puede ser ampliada en función del tiempo sin un diagnóstico y de la gravedad del daño de la mucosa, incluyendo la deficiencia en la carga de carbohidratos, de las grasas, de las vitaminas liposolubles (vitamina K, D, A y E) hasta incluir una intolerancia a la lactosa secundaria. Sabemos de hecho que el complejo de lactosa se encuentra principalmente en las vellosidades intestinales, que son aplanan hasta desaparecer en el enfermo celíaco. La mucosa se transforma de un frondoso bosque con árboles altos (vellosidades sanos) a un desierto (vellosidades aplanadas y ausentes).

¿Por qué hablar de estado psico-nutricional? ¿Por qué sería un gran error considerar solamente el aspecto nutricional de la enfermedad celíaca. Los alimentos no son sólo un medio para satisfacer las necesidades de energía y por lo tanto dar una respuesta al hambre, pero la comida está imbuido de numerosos significados antropológicos. Frente a la diagnosis a menudo el celíaco presenta también un estado “psycho” alterado. Tiene rabia, miedo, ansiedad y tristeza.

Así pues resulta crucial estimular una conducta alimenticia activa, consciente y no casual para aplicar una dieta equilibrada sin gluten con el fin de salvaguardar la salud del sujeto, entendido como un estado de bienestar psico-físico y no solo ausencia de la enfermedad.

La dieta se convierte así en la terapia, ya que permite la regresión de los síntomas (por lo general dentro de 2 semanas) y la desaparición de las anomalías serológicas (tiempos que van de 6 a 12 meses) e histológicas (hasta dos años), pero se convierte también en un instrumento de prevención secundaria. De hecho hay una reanudación del crecimiento y el desarrollo en la infancia y se previenen las enfermedades asociadas con la enfermedad celíaca en la edad adulta.

Todos estamos de acuerdo en que un estilo de vida saludable requiere la eliminación de los compartimentos en riesgo. Y bien:
- realizar actividad física todos los días (son suficiente 30 minutos al día de caminar!)
- beber agua (por lo menos 8-10 vasos al día);
- no fumar;
- beber vino con moderación (1 vaso para las mujeres y 2 hombres).

Al celíaco se le pide de agregar un nuevo punto: prestar atención a la contaminación de gluten tanto en casa como fuera. Para los productos dieto-terapéuticos el límite en Italia se ha fijado en 20 ppm (20 mg/kg de producto acabado). Si nos encontramos dentro del ámbito de la Comunidad Europea encontramos también los productos llamados “very low gluten” es decir 21-100 ppm.

En cambio comer sin gluten correctamente de una forma equilibrada, moderada y variada ¿qué significa? ¿Que se aconseja?
Bueno, ciertamente el celíaco puede utilizar todos los productos frescos, naturalmente sin gluten mientras debe recurrir a los productos dieto terapéuticos trasformados por la industria para pan, pastas, galletas y bizcochos salados y dulces.

Justamente en estos últimos centraremos nuestra atención en el siguiente episodio. ¿Cuáles son los retos que las industrias han aceptado y superado en los últimos años para garantizar al celíaco productos sin gluten? ¿Cuáles son los retos del futuro?

Nessun Commento »