Codex Alimentarius ridefinisce il “senza glutine”

Recentemente (1 luglio 2008), a Ginevra Peter Ben Embarek, uno scienziato dell’OMS per la sicurezza alimentare, ha annunciato il nuovo punto di riferimento per i prodotti senza glutine: Non possono contenere frumento, segale, orzo o avena e altri cereali contenenti glutine. La soglia di tollerabilità per il glutine deve essere 20 milligrammi per chilogrammo di prodotto finito, cioè le nostre ben note 20 ppm.(1)

Ciò è quanto nella nuova pubblicazione del Vademecum Celiachia 2008 ci si auspicava, cioè un significativo cambiamento negli standard europei.

A questa modifica si aggiunge anche una nuova definizione, quella di “prodotti processati al fine di ridurre il contenuto di glutine“. Sono prodotti derivati da cereali vietati ma che possono essere consumati da alcune categorie di intolleranti al glutine. In questo caso la soglia è compresa tra 20 e 100 ppm.

Questo ha portato ad un combiamento anche nel nome dello standard cioè non più Standard Codex per i prodotti senza glutine ma Standard per i prodotti dietetici per intolleranti al glutine.

Diverse sono le ipotesi proposte di denominazione per i prodotti 20-100 ppm:
– very low gluten foods
– gluten reduced foods
– very low gluten foods intended for people with gluten intolerance
– gluten reduced foods intended for coeliac
– gluten reduced foods suitable for most celiac

Ma che cos’è il Codex Alimentarius? Codex Alimentarius è un insieme di linee guida elaborate dalla Codex Alimentarius Commission. E’ stata creata nel 1963 dalla Food and Agriculture Organization (FAO) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con lo scopo di tutelare la salute dei consumatori. Ha carattere intergovernativo ed è composta da circa 170 Nazioni.

Alla luce di ciò cosa cambia per celiaco? Nulla, perchè rimane valida la regola che ciò che comporta rischio non è la concentrazione ma la quantità complesiva di glutine gironaliera assunta. Quindi solo i prodotti che rispettano la soglia delle 20 ppm sono validi per il celiaco per lo meno nei paesi del mediterraneo dove alimenti come pane e suoi sostituti, pasta e altri derivati dei cereali vietati entrano frequentamente nell’alimentazione quotidiana.

Ulteriori informazioni su valore soglia ed etichettatura dei prodotti senza glutine le potete leggere qui.

1 pensiero su “Codex Alimentarius ridefinisce il “senza glutine”

  1. Per precisione 20 mg non equivalgono a 200 ppm ?
    Leggo dallo studio Catassi che
    100ppm = 10mg so the food would be safe at that level

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