A lezione di celiachia

Qualche giorno fa…. un seminario per gli specilizzandi della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione dell’Università Politecnica delle Marche dal titolo: il villaggio globale della celiachia.

Lo spunto viene dall’omonimo libro scritto dal Prof. Catassi, Prof. Fasano e Prof. Corazza. Ecco i punti toccati…..

L’intolleranza al glutine nasce nel Neolitico e si espande con il diffondersi delle pratiche agricole per arrivare a colpire oggi l’1% della popolazione. E’ un villaggio globale che include Europa, America del Nord, parte dell’America del Sud, l’Australia e Paesi in via di sviluppo: Nord Africa, Medio Oriente e India. Il primato spetta però ai Saharawi – originari del Sahara occidentale – tra i quali la diffusione supera il 5%.

La storia della medicina offre pochi e sfocati indizi sull’origine della celiachia ma sembra che era già nota nel Neolitico. L’ingresso ufficiale nella nosografia medica è più recente: 1888 con Samuel Gee. Non esistono segni specifici di celiachia nelle parti corporee (scheletro e denti) che più spesso sono oggetto di studio dei paleontologi.

J.F. Simoons – studioso di geografia della nutrizione – ha elaborato una teoria secondo la quale l’attuale andamento della celiachia rispecchierebbe l’avanzamento della pratica agricola dall’Oriente all’Europa.

Lo studio della pandemia del Saharawi ha bene evidenziato come l’ambiente (il glutine) possa influenzare l’assetto genetico. Il modello celiachia molto insegna sulle relazioni tra geni e ambiente e su ciò che accade quando queste relazione non funzionano correttamente.

Oltre allo stretto binomio geni-ambiente (glutine) oggi un terzo elemento è stato inserito nello spiegare il meccanismo patogenetico della celiachia: la perdita della funzione barriera da parte della mucosa intestinale.

La celiachia è un vero camaleonte, tante sono le sue manifestazioni, soprattutto in età adulta.

Poichè la celiachia dipende da una interazione complessa e dinamica tra molteplici fattori genetici e ambientali, come accade per l’obesità o per l’ipertensione, è logico pensare ad una prevenzione primaria (allattamento al seno prolungato; introduzione posticipata dei cereali contenti glutine; utilizzo di varietà di frumento a ridotta tossicità…..).

Essendo ormai ben noto il maccanismo molecolare della celiachia è possibile anche pensare a strategie terapeutiche diverse dalla dieta senza glutine (endopeptidasi batteriche; deplezione di cellule T; cereali a bassa tossicità…….).

Qui il materiale!

1 pensiero su “A lezione di celiachia

  1. Grazie Letizia per la tua lezione!!! Quando si parla di fattori che “scatenano” la celiachia mi viene sempre più rabbia, perchè mia moglie ha seguito in toto le raccomandazioni, pensa che ha allattato al seno nostro figlio per 19 mesi!!! Eppure!!! Mi dimenticavo di dirti che al mio piccolo a gennaio è stato diagnosticato il diabete di tipo 1! Ha solo 5 anni!! Beh, non ci resta che sperare nella scienza (o nel Signore), realisticamente penso che se per una malattia così importante come il diabete ancora non si vede luce non vedo come questo possa accadere per la celiachia!!! Stiamo ancora aspettando Fasano!!! Inoltre nelle tue slides dici che oramai si sa tutto della celiachia, ma a quando la cura? Qual è la cura orale a cui fai riferimento? Ciao e grazie del tuo impegno!
    Buon lavoro.

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