Ritorna il dilemma sul tema dello screening di massa per la celiachia in età pediatrica, dopo i risultati presentati in Campidoglio a Roma dall’assessore Lia Di Rienzo.
Il dipartimento di Pediatria della Sapienza, in collaborazione con l’assessorato alle politiche della Famiglia e dell’Infazia del comune di Roma, ha portato a termine un progetto dal curioso quanto ironico slogan: “Uno sputo ti salverà“.
Lo studio ha visto il coinvolgimento di 25 scuole elementari. Le famiglie hanno aderito quasi unanimamente (90%). Non c’è infatti prelievo ematico o altre tecniche diagnostiche invasive, solo un prelievo di saliva (1).
25 i bambini risultati celiaci su 3.392 oltre ai 17 già celiaci. 1.2% la prevalenza della celiachia nella popolazione scolastica esaminata.
Alla luce di questo studio pilota, sapendo l’alto grado di gradimento del test da parte delle famiglie perchè non invasivo, sapendo che l’incidenza della celiachia sta aumentando sempre più e aggiungendo che c’è il 30% di probabilità che un bambino sia celiaco se uno dei due genitori è celiaco, è forse il caso di ripensare alla possibilità di uno screening?
Di contro però rimangono ancora aperte alcune perplesistà che continuano a dire “NO” allo screening di massa. A che età farlo? Con che frequenza ripeterlo? Chi potrà farlo? Analizzando il rapporto costi/benefici vale la pena fare il test?
Personalmente credo sia importante seguire correttamente il bambino e d’altra parte fare informazione e sensibilizzare i medici affinchè abbino il massimo dell’attenzione per arrivare a diagnosticare la celiachia.
Scritto da letizia saturni alle 10:49, in Celiachia in pillole, Rassegna stampa
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