Celiachia: tutta colpa del grano

Recentemente è stata proposta questa associazione: aumento dei casi di celiachia e grano “cambiato”.

La relazione nasce dall’osservazione di due dati: quelli relativi all’aumento dell’incidenza e quelli relativi all’aumeno dell’età di diagnosi. Oggi l’incidenza è di 1 soggetto ogni 100 persone e la maggior parte dei nuovi diagnosticati sono adulti. Ma siamo convinti che sia proprio così?

Vediamo……

I dati aggiornati della celiachia ci dicono che: l’incidenza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100-130 persone per un totale di circa 65.000 casi diagnosticati e ogni anno vengono effettuate 5.000 nuove diagnosi e nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo del 9%.

Anche il mercato dei prodotti senza glutine è in crescita. I prezzi sono molto alti e il canale di vendita privilegiato rimane la farmacia. Un esempio: mezzo chilo di pasta De Cecco costa 1,10 euro contro 3,70 euro per mezzo chilo di pasta gluten-free Schar.

Ma torniamo alla domanda, come mai un incremento di celiaci in Italia così importante?

L’ipotesi avanzata è che dipenda proprio dal grano utilizzato dalle industrie che producono pasta. La maggior parte del grano duro usato dalle industrie molitorie per le grandi aziende produttrici di pasta è, da oltre vent’anni, mutato geneticamente e attualmente non esiste alcuna norma che obblighi le industrie della pasta a riportare in etichetta la qualità e la tipologia di grano utilizzato per la produzione. Oggi sono cinque le qualità di grano mutate geneticamente usate per la produzione della pasta e si trovano ai primi cinque posti per superfici coltivate sul terreno nazionale.

Perchè? Per aumentare la resa.

Luca Colombo – agronomo membro della Fondazione dei diritti genetici – afferma che: la storia inizia nel 1974 con il Creso, un grano della qualità Cappelli che l’Enea bombardò con raggi gamma. I raggi gamma hanno modificato il complesso proteico del glutine aumentandone la viscosità così da rendere più rapida, semplice e meno costosa la lavorazione.

Questo tipo di grano non è un ogm, perché non c’è stato nessun intervento sul codice genetico della pianta. Il Creso è una vera e propria mutazione genetica ottenuta attraverso l’azione dei neutroni.

Colombo aggiunge anche che le industrie pastaie negli anni passati usavano il 70% di grano duro proveniente dall’Italia, oggi viene utilizzato per il 50% della produzione, grano estero di cui la provenienza rimane oscura al consumatore.

Da queste considerazioni nasce l’ipotesi che il grano “cambiato” attraverso i raggi gamma e con un complesso proteico del glutine modificato e più viscoso, possa essere la causa dell’aumento dei casi di celiachia registrati degli ultimi anni.

A queste considerazioni vorrei però anche aggiungere che in questi ultimi anni c’è una maggiore conoscenza della celiachia da parte di alcuni medici e ci sono test diagnostici che velocizzano la diagnosi. Non è più considerata solo la malattia dei bambini. Quindi sarei più d’accordo nell’affermare che potrebbe essere una concausa dell’aumento dell’incidenza.

Ora però mi e vi chiedo: come mai nessuno ha mai portato questa possibile causa al “banco degli imputati”?

2 pensieri su “Celiachia: tutta colpa del grano

  1. Perchè non viene messa in atto una legge che preveda l’utilizzo di un grano “decente” come il Signore ha creato?
    Perchè il pane, simbolo reso sacro da Gesù, debba oggi essere modificato? (“dacci il nostro pane quotidiano” e non “dacci il nostro pane senza glutine quotidiano”).
    Lavoraiamolo alla base senza glutine. Per tutti.
    Se non si può fare, allora, perchè non aiutare i celiaci (trai quali mio figlio e mio marito)obbligando tutte le aziende alimentari ad appore la spiga barrata verde se senza glutine ed in rosso non barrata nel caso il glutine lo contenga.
    Sarebbe molto utile!!!

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