Novità nell’etichettutara dei prodotti alimentari

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Attenzione nell’etichettatura si stanno verificando situazioni “nuove”!

Dal 25 novembre 2005 in seguito alla nuova normativa (direttiva allergeni 2003/89/CE), che obbliga i produttori a dichiarare in etichetta una serie di allergeni alimentari (tra cui i cereali contenenti glutine) alcune ditte hanno deciso di inserire frasi che non sono previste della normativa.


Eccone alcune: “Può contenere tracce di: cereali…..”, riportando tutti gli allergeni citati nella normativa, oppure “Nello stabilimento può essere utilizzato: farina di frumento, …” o ancora “Prodotto in una linea che lavora Frumento…..” o frasi analoghe.

Attenzione sono scelte di comodo per raggirare il problema? La normativa sulla sicurezza alimentare prevede, infatti l’obbligo di verificare l’assenza di sostanze allergeniche nelle materie prime, di individuare i punti critici all’interno di un ciclo produttivo e di risolvere eventuali problemi di contaminazione strutturando le linee in modo da evitare contaminazioni indirette durante la lavorazione. L’uso di tali diciture su prodotti che si rivolgono ai celiaci, fanno sorgere comprensibili dubbi, apprensioni ed inevitabili insicurezze. Sebbene quindi le suddette espressioni si pongono a tutela delle aziende, l’Associazione Italiana Celiachia chiederà alle aziende che partecipano ai suoi progetti di omettere tali indicazioni.

Secondo la normativa le sostanze che debbono essere dichiarare sono:

– Cereali contenenti glutine (cioè grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati

– Crostacei e prodotti a base di crostacei

– Uova e prodotti a base di uova

– Pesce e prodotti a base di pesce

– Arachidi e prodotti a base di arachidi

– Soia e prodotti a base di soia

– Latte e prodotti a base di latte (compreso il lattosio)

– Frutta a guscio cioè mandorle (Amigdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci comuni (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci pecan [Carya illinoiesis (Wangenh) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati.

– Sedano e prodotti a base di sedano

– Senape e prodotti a base di senape

– Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo

– Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10mg/kg o 10mg/l espressi come SO2.

I produttori saranno quindi obbligati a verificare accuratamente la presenza di tali sostanze negli ingredienti da loro utilizzati ed a chiedere informazioni in merito ai loro fornitori.
L’obbligo di dichiarazione ricorre indipendentemente dalla quantità di glutine presente, quindi, almeno per il momento, quantità di cereali corrispondenti a valori di glutine inferiori a 20 ppm (parti per milione o mg/Kg), ovvero 0002% di glutine, faranno comunque scattare l’obbligo di dichiarazione.

Al contrario l’obbligo non riguarda l’eventuale presenza di cereali dovuta a fenomeni di contaminazione crociata (cross-contamination) legati, ad esempio, alla possibile presenza di farine sulle attrezzature o sugli impianti di produzione.

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