I numeri della Celiachia

E’ da tempo che non diamo un pò di numeri … logicamente in senso buono ☺

Mi riferisco, infatti ai numeri che ci permettono di avere una fotografia reale della celiachia.

download

15.8 è la percentuale di incremento di … coloro che si cibano di piatti gluten–free, che al ristorante cercano pietanze non contaminate con l’antipatica miscela proteica chiamata glutine, che sbirciano tra le etichette … insomma i celiaci.

172.197 erano i celiaci censiti nel 2014 mentre nel 2007 erano poco più di 64.000. Ben raddoppiati negli ultimi 7 anni!

Secondo quanto si legge nell’ultima relazione elaborata dal Ministero della Salute e depositata in Parlamento, i potenziali celiaci sarebbero 600mila con una forbice che si allarga sempre più tra le diagnosi reali pari a 170mila e il sommerso di 430mila non diagnosticati.

Una curiosità emerge: sembra che i celiaci amino il Nord, è infatti questa l’area geografica con la più alta percentuale di celiaci. Stratificando i valori emerge che: 48% al Nord – 22% al Centro e 19% al Sud infine solo l’11% nelle Isole.

Volendo entrare ancora più nei dettagli geografici possiamo aggiungere che:
30.541 celiaci sono ospitati in Lombardia
17.355 nel Lazio e
15.509 in Campania

La celiachia è una intolleranza al glutine , geneticamente determinata che permette di parlare anche di medicina di genere! Infatti le donne sono più colpite rispetto agli uomini: 121.964 vs 50.233.

I bambini sono i più a rischio perché meno in grado di selezionare gli alimenti.
Gli adolescenti i più indisciplinati, tendono infatti ad abbandonare la dieta.
Gli adulti i più diagnosticati, circa il 90% delle diagnosi sono in età adulta. Queste sono trre fondamentali peculiarità riferite alle diverse fasce di età.

Fonte: Relazione annuale al Parlamento anno 2014

Davvero una fotografia interessante e … secondo me lo sarebbe ancora di più se fosse attuale 🙂
28 gennaio 2016 viene battuta la notizia che è stata depositata al Parlamento la Relazione Annuale sulla Celiachia – Edizione 2015 che presenta i dati del 2014!!!

ehmmmm …

Spiga Barrata: 1, nessuna, centomila

Credo che miglior rappresentazione dell’eterogeneo quanto veloce mondo gluten-free non ci possa essere 🙂

A: Tu che sei più aggiornata di me , mi sai dire se esiste il logo spiga barrato nero?
B: no, dove lo hai visto?
A: … mhaho acquistato una bottiglietta di salsa di soia e c’era questo marchio. Poi ho letto gli ingredienti e c’era scritto estratto di orzo tostato allora mi sono insospettito

E’ più o meno questo lo scambio di battute al quale ho assistito ieri sera, tra un esercente ed un cliente. Quello che mi ha fatto meraviglia è l’ignoranza dell’esercente che continuava ad arricciare il naso e/o alzare le spalle, accompagnando il tutto con mugugni del tipo … mhanon soproverò a vedere

Ma dico io : Tu! che hai deciso di essere riferimento per i celiaci, non lo avrai mica deciso di fare solo per vendere cibo idoneo … o si?

Seppur vero che di loghi ne conosciamo e vediamo diversi e seppur vero che le novità corrono-corrono, credo che sia sempre e comunque e altrettanto vero che la corretta ed ufficiale informazione vada ricercata:
AIC
AOECS

… e comunque questa è la verità: il simbolo con spiga barrata rossa su fondo bianco, racchiusa in un cerchio rosso, è un simbolo registrato e di proprietà dell’Associazione Italiana Celiachia.
Seppur esistono in commercio diversi prodotti che presentano sulla confezione un simbolo simile ma di colori o forma diversi è solo perchè:
molte Associazioni di celiaci nel mondo hanno creato e registrato un proprio simbolo per identificare i prodotti senza glutine che rispettano le normative vigenti nei propri paesi, da quando è entrato in vigore il Regolamento CE n° 41/2009 in tutti i paesi europei è stato fissato in 20ppm il limite per poter considerare “senza glutine” un prodotto. Quindi tutti i prodotti con simbolo spiga barrata sulla confezione (anche se di colore diverso da quello Italiano) e prodotti in Europa sono da considerarsi sicuri per i celiaci. Se invece si tratta di alimenti con spiga barrata ma prodotti in paesi extraeuropei, conviene informarsi preventivamente sui limiti di ppm validi in quei determinati paesi poichè vi sono ancora stati con limiti ben più alti di quelli in vigore in Europa!

le notizie vanno veloci, il tempo passa e la conoscenza RISTAGNA 🙂

Un Premio!

A poche ore dalla riapertura del web-blog ecco che arriva un premio!

Questa la menzione ricevuta:
Questo riconoscimento viene attribuito ai siti, blog o forum di particolare qualità tecnica.
notonlyglutenfree.org è risultato avere un indice di qualità tecnica maggiore del 90%.
In particolare i siti che ottengono questo award: hanno server veloci, pagine responsive e ben strutturate
.

Onorata e Super-Felice di averlo ricevuto ed ora pronta a condividerlo con tutti Voi, cari lettori che ne avete permesso il conseguimento 🙂

siti web

Si parte con … rinnovata veste!

Oggi 19 gennaio 2016 Not Only Gluten Free riparte e … riapre le sue pagine!

Prima di tutto mi piace partire chiedendo scusa del tanto silenzio ma … quando si fanno delle ristrutturazioni si sa quando si inizia ma NON si sa quando si finisce!!!!

Ora la ripresa è segnata dalla comunicazione che questo web-blog entrerà a pieno titolo nel mio sito personale LetiziaSaturni.it.

I tempi sono maturi per coagulare tutti i miei lavori nelle due macro-aree: health coaching e celiacologa.

Il blog non perderà nessuna delle sue categorie , ormai ben note, mentre il sito, studiato secondo le innovative modalità di presentazione (!) mette a disposizione diversi ambiti e tanto materiale sia come articoli che come video e … altro sta bollendo in pentola!

La sezione News – raccoglie tutte le recenti notizie che riguardano il metodo del coaching, i disturbi glutine correlati e tutto il mondo che ruota intorno a questi due ambiti

La sezione Biblioteca – è una stanza che seppur virtuale vuole offrire in un clima culturalmente accogliente e gioioso, articoli di mia produzione e/o presentazioni a congressi, seminari … dunque accomodateVi e … Buona lettura!

La sezione Video – è una raccolta di video che negli anni ho maturato al mio attivo nelle diverse occasioni a carattere divulgativo/informativo … sedeteVi e … Buona Visione!

La sezione Linkoteca – è una pagina che mi sta veramente a cuore perché è quella che permette di creare rete, collaborazione, scambio, apertura, discussione …
Attualmente sono presenti link a pagine in cui potete trovare i miei contributi ma presto vuole diventare la pagina-di-tutti in cui link-amici possono essere presenti per realizzare una perfetta integrazione finalizzata ad una informazione completa, esaustiva, corretta, pulita, asettica!
In questo caso … Benvenuti e Grazie per la collaborazione offerta!

Ora tocca a Voi! Fate una internettiana passeggiata e … fatemi sapere cosa ne pensate!

Vi aspetto!

Obesity Day 2015

Si, ne parliamo anche noi perchè NON siamo certo immuni da questa dilagante realtà!

OBESITY-kzLB-U10601613003767AZC-700x394@LaStampa.it

Stamane ha preso il via la 15° edizione della Giornata dell’Obesità e su tutta la nostra Penisola con iniziative volte a sensibilizzare ed informare la popolazione sull’importanza di adottare corretti stili alimentari e sani stili di vita per prevenire la condizione di obesità che in modo silente predispone a malattie croniche quali osteoporosi, sarcopenia, diabete di tipo II e sindrome metabolica.

Dopo il tabagismo ed il terrorismo, l’obesità rappresenta oggi la terza emergenza più costosa sulla collettività; 10% della popolazione italiana è in sovrappeso mentre il 5% è obesa.

Lo slogan scelto è Camminiamo insieme per evidenziare che la priorità di fare movimento rimane sempre forte&costante.

A dare concretezza a tale invito ecco qualche dato:
Per raggiungere risultati ottimali è sufficiente camminare a passo svelto per almeno 150 minuti a settimana.
Studi recenti dimostrano che al di sotto di questa quota il peso oscilla in maniera irrilevante. Chi parte da due ore e mezza di moto alla settimana, arriva a ottenere un calo ponderale di 2-3 chilogrammi in un mese, fino a 7,5 chili: se l’attività raggiunge le sette ore settimanali.

Una precisazione va fatta … e non certo per voler medicalizzare tutto a tutti i costi quanto piuttosto per far si che tutto sia svolto in sicurezza ed efficacia d’intervento.
L’attività fisica nei pazienti obesi o in sovrappeso è un importante strumento terapeutico. Rispetto alle persone normopeso, questi pazienti necessitano di un approccio multidisciplinare che coinvolga il dietologo, il cardiologo, il medico dello sport, l’ortopedico e il fisioterapista per valutare l’impatto del programma e essere, infine, seguito da una figura professionale specializzata in scienze motorie.

Aggiungo anche che … seppur a volte ci pensiamo poco la consapevolezza e la motivazione sono alla base della compliance ad uno stile alimentare e stile di vita adeguati.

Non rimane dunque che rimboccarsi le maniche ed eliminare le circostanze che possono condurre ad un rapporto incestuoso con il cibo! Evitare dunque l’iperconsumo di alimenti ricchi di energia.

Il sacro&Il profano

Non riesco ad immaginare titolo migliore per questo mio post che prende spunto da un articolo letto ieri su Sale&Pepe.it, testata on-line che ha deciso di scrivere riguardo il mal uso della alimentazione gluten-free.

I Falsi miti della Dieta Gluten Free è il titolo dell’articolo mentre di seguito … qualche semplice riflessione che piacevolmente condivido!

Ottima la partenza e le considerazioni iniziali seppur con qualche sbavatura. Ad esempio:
[…] Non è così perché le patologie correlate al glutine difficilmente si manifestano con sintomi come il gonfiore e dolori addominali.

Questo è opinabile … sappiamo che sia il gonfiore che i dolori addominali sono tra i sintomi molto spesso espressi dai nostri pazienti ☺

Procedamus! Effettivamente ciò che più stride è il terrorismo gratuito che trapela negli ultimi capoversi … mi spiego subito, portando esempi concreti.

Si legge:
[…] Eliminando frumento, orzo e segale dai pasti, si abbassa notevolmente il consumo di una vasta gamma di nutrienti come ferro, fibre, acido folico, zinco, e vitamina D
e qualche riga sotto si legge … Aumentano i rischi di tumore.

Sono due frasi che non mi piacciono e spiego perché …
Eliminando frumento, orzo e segale … NON si elimina proprio nulla quanto piuttosto si sostituisce. Sono i cereali naturalmente senza glutine e gli stessi garantiscono apporti adeguati degli stessi micronutrienti citati anzi in alcuni casi se ne trovano in quantità superiore. Vediamo …

FERRO –
pasta di grano 2.7g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 6g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

FIBRA –
pasta di grano 1.4g/100g di prodotto vs pasta di grano saraceno 4g/100g di prodotto (Fonte: Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN)

Analoga situazione vale per lo ZINCO … anzi c’è una sorpresa: tra i 10 alimenti più ricchi di zinco guarda-guarda chi sbucano!!?!
Mandorle – Fagioli – Anacardi – Ceci – Lenticchie – QUINOA – Semi di Girasole – MIGLIO – Semi di Zucca e Pinoli.

VITAMINA D –
cercare la vitamina D nei cereali è come cercare un ago nel pagliaio perché le principali fonti alimentari sono: latte e derivati – uova – merluzzo, salmone, sardine fino all’olio di fegato di merluzzo!

Aumentano i rischi di tumore, questa la seconda frase.
Chi segue una alimentazione senza glutine è esposto ad un aumentato rischio di tumore tanto quanto un soggetto che segue una alimentazione convenzionale. Nessun studio scientifico riporta tale notizia a meno che non parliamo di un soggetto celiaco che NON segue una alimentazione senza glutine, ma questa è un’altra storia!

Non sono certo i prodotti gluten free a indurre lo sviluppo di neoplasia. Sono piuttosto gli stili alimentari non adeguati quali ad esempio un abuso di prodotti raffinati, un abuso di prodotti ricchi di zuccheri semplici, un abuso di carne rossa, uno scarso consumo di verdura, un abuso di latte animale, uno scarso consumo di frutta fresca di stagione, pochi legumi … ad aumentare il rischio di tumore. A questo aggiungiamo tutto ciò che deriva dall’ambiente in cui viviamo e dunque qualità dell’aria, del suolo, dell’acqua …

Senza titolo

Dunque ringrazio per lo spunto ma credo sia meglio cercare di vendere qualche copia di giornale in più oppure ottenere qualche ‘mi piace’ in più non facendo allarmismo spicciolo quanto piuttosto facendo maturare una alimentazione e uno stile di vita consapevole ☺

Si apre la discussione … virtuale … lo so, ma pur sempre confronto è!

Alimentazione e Sclerosi Multipla

Perchè parlarne qui? Bhè per diversi motivi ed in particolare perchè … perché il web-blog è NOT ONLY gluten free; perchè la cura è la dieta e perchè è una malattia autoimmune cronica, nello specifico demielinizzante … e perchè ho un piccolo-GRANDE ‘affetto‘ a me vicino … dunque alcuni punti di contatto ci sono!

A tutt’oggi non è ancora chiara la relazione che ci possa essere tra alcuni fattori legati alla dieta e allo sviluppo e/o slatentizzazione della Sclerosi Multipla ma qualcosa di nuovo sta emergendo!

10.1177_1759091414568185-fig1

Alcuni fattori quali alterazioni del metabolismo, infezioni virali, accumulo nell’organismo di metalli pesanti, fumo, obesità in età pediatrica, bassi livelli di vitamina D nell’organismo e regimi alimentari non equilibrati possono influenzare l’andamento della malattia.

Dalla letteratura scientifica più recente sappiamo che il cibo è in grado di agire sull’attività della cellula sia stimolando la produzione di determinati enzimi che influenzando l’espressione dei geni. Ma recentemente si è aggiunta un’altra via, cioè il cibo può modificare il microbiota – cioè l’insieme dei microrganismi saprofiti, che “convivono” con l’organismo umano senza danneggiarlo, almeno in condizioni di normale funzionamento del sistema immunitario. Tale modificazione si riflette sull’organismo compresi i processi infiammatori, tra i quali quelli della sclerosi multipla.

Di seguito alcuni alimenti, o meglio loro componenti (nutrienti) che facilitano l’infiammazione in generale ed in particolare quella della sclerosi:
• Carni bovine, ovine e suine, latte intero, burro, margarina e insaccati, spuntini e alcuni alimenti conservati perché ricchi di acidi grassi saturi e/o acidi grassi trans;
• Bevande zuccherate, alimenti dolci e molto zucchero aggiunto a bevande e alimenti hanno un effetto negativo perché provocano bruschi aumenti del glucosio circolante nel sangue (glicemia), che a loro volta stimolano incrementi della concentrazione di insulina. Questi hanno, fra gli altri effetti, quello dell’aumento della produzione di molecole derivate dall’acido arachidonico, come le prostaglandine, che contribuiscono a determinare l’infiammazione.
• Cibi con elevato contenuto di sale possono modificare alcune funzioni del sistema immunitario, nel senso di stimolare meccanismi dell’infiammazione caratteristici delle malattie autoimmuni, quali appunto la sclerosi multipla.

Di seguito invece alcuni nutrienti che contrastano l’infiammazione in generale ed in particolare quella della sclerosi:
• la vitamina D ha un ruolo di regolazione del sistema immunitario, che potrebbe contribuire a ridurre l’intensità dell’infiammazione;
• dosi elevate di vitamina C, vitamina E e carotenoidi (vitamina A);
• polifenoli, molecole che troviamo nella verdura, cereali, legumi, spezie, erbe aromatiche, frutta, olio d’oliva, tè, caffè e vino;
• acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, peculiari dell’olio di oliva, olio di semi di girasole, pesce azzurro, salmone, merluzzo e trota.

Se questi elencati sono i principali nutrienti e/o alimenti in grado di promuovere e ridurre l’infiammazione rimane a tutt’oggi aperta una domanda: esiste una alimentazione in grado di curare la sclerosi multipla?

Non esiste una dieta che abbia dimostrato questo effetto, ma evidenze raccolte in studi sull’argomento, suggerirebbero che un’alimentazione sana favorisca una migliore qualità di vita e una maggiore efficienza fisica e mentale nelle persone con sclerosi multipla.

Fonte: Nutrition facts in multiple sclerosis.

Quando il glutine va al cervello

Come promesso ieri, eccomi oggi a parlare di possibili relazioni tra glutine ed alcune malattie che colpiscono il sistema neurologico quali autismo, ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, arcronimo per sindrome da deficit di attenzione e iperattività) fino alla schizofrenia.

Immediatamente la parola va … al nostro caro Prof. Alessio secondo il quale …

Ci sono due teorie sui meccanismi su come il glutine possa provocare sintomi neurologici. Si dice che alcuni di questi frammenti di glutine non digerito sono strutturalmente simili ai prodotti chimici che controllano il nostro comportamento. Questi frammenti sono chiamati endorfine e più precisamente, gliadorfine. Entrano nel flusso sanguigno e infine, attraverso la barriera ematoencefalica, raggiungono il cervello e modificano il comportamento dell’individuo. A seconda che si sia, ancora una volta geneticamente predisposti, è possibile sviluppare l’ADHD, la cefalea cronica, la schizofrenia, l’autismo e qualunque altra cosa.

L’altra teoria, che sembra essere un po’ più basata sull’evidenza, è quella neuro-infiammatoria. I primi passi sono gli stessi: si ingerisce glutine, il glutine è parzialmente digerito, e passa attraverso la permeabilità intestinale nel corpo. Il sistema immunitario inizia a combattere la guerra, al fine di sbarazzarsi del nemico. Per fare questo, deve sviluppare armi e distribuirle. E il danno collaterale, quando si scatta questo corsa all’armamento, è l’infiammazione. Alcuni di questi soldati (cioè le cellule immunitarie) sono programmate per rimanere sul campo (cioè l’intestino) e quindi creano danni collaterali lì, e questo è un tipico esempio della celiachia. Altri soldati, sono programmati per lasciare l’intestino e andare altrove, come il sistema nervoso, e creare infiammazione lì. Questo è ciò che chiamiamo neuro-infiammazione, che si traduce ancora una volta, a seconda della predisposizione in un diverso tipo di risultato clinico.

Diapositiva1

Alcuni sostengono che … il nostro cervello sarà fritto se non accettiamo di vivere senza glutine ma con corretto e sincero atteggiamento scientifico è meglio affermare che … non lo sappiamo ancora per certo, ma c’è la possibilità che ad un gruppo di individui il glutine porti conseguenze nefaste.

A dire il vero però ancora un pò di scetticismo aleggia e sicuramente positivo è – come anche l’arguto e sagace buon Anton Ego ci ricorda – ma per avere ulteriori e fondate informazioni c’è un libro il cui titolo è Gluten Freedom il cui autore è Fasano!

Buona saggia lettura!!!

Celiachia = Genetica + Glutine e …

C’è qualcosa di nuovo e a discuterlo è il Professor Alessio FASANO.

Questa equazione l’ho volutamente e provocatoriamente estrapolata dall’ interessante intervista ad Alessio pubblicata su Evoluta Mente.

maxresdefault

Si, Alessio … il professor Alessio Fasano esperto mondiale di glutine e dei suoi effetti sul corpo umano, attualmente Direttore del Center for Celiac Research presso il Massachusetts General Hospital for Children. Finalmente una ventata di nuovo …

Qualcosa di estremamente interessante e concreto che emerge dalla ricerca scientifica e che offre la possibilità di riflettere ed aprire le menti piuttosto che dare ascolto ai tanti ciarlatani che attualmente si dedicano al glutine&dintorni per biechi scopi!

Una delle domande più ricorrenti è stata rivolta ad Alessio:
Perché pensi che la celiachia e la sensibilità al glutine abbiano avuto un drammatico simile aumento della prevalenza rispetto al recente passato?

Questa la semplice quanto efficace risposta:
Credo che ci siano due componenti che giustificano questo aumento. In primo luogo – una maggiore consapevolezza. Quando i sanitari cominciano a cercarla e sanno che esiste, la celiachia si trova. Si trova in qualsiasi parte del mondo.
Il secondo componente è che vi è un vero aumento della prevalenza nel tempo. E questo non è unico per la malattia celiaca o sensibilità al glutine; è ciò che vediamo in molte altre malattie autoimmuni. Siamo nel bel mezzo di una epidemia.

Su questa base volendo approfondire ancora meglio ecco scattare un’altra domanda anch’essa frequente ed intrigante:
[…] anche chi non ha una predisposizione genetica per la malattia celiaca potrà svilupparla lo stesso. Vuol dire che c’è qualcosa nell’ambiente che ‘innesca‘ la celiachia nelle persone?

Il professore con salomonica-sorridente sincerità asserisce che: Fino al recente passato, la risposta è stata “è il glutine, e quindi se siete geneticamente predisposti e si ingerisce glutine, è destino che si svilupperà la malattia”. Non è più così. […] Ciò significa che certo la predisposizione conta, certo, bisogna ingerire glutine. Ma questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un’altra cosa deve essere allora inclusa nel quadro generale del problema. Personalmente, credo che sia un cambiamento nella composizione del microbiota il che potrebbe essere un’ulteriore causa che incrina la salute e predispone alla malattia.

Ecco l’interessante-innovativo spunto di riflessione: il microbiota, cioè quell’insieme di micro-organismi simbiontici, in quanto capaci di stabilire una vita comune con organismi diversi per trarre reciproco vantaggio, che popolano il tubo digerente umano. Sicuramente la genetica, sicuramente il glutine ma anche gli abitanti del nostro intestino giocano un ruolo determinante.

Era il 2007 quando Alessio presso le aule dell’Università Politecnica della Marche teneva un seminario, dal titolo Gliadin, Intestinal Permeability and Celiac Disease: From Innate Immunity to Autoimmunity, a studenti e ricercatori e professori e già sosteneva che genetica e glutine è condizione necessaria ma non sufficiente. Oggi lo afferma a tutta forza con il supporto e la consapevolezza che SOLO la ricerca scientifica porta!

E continua per meglio spiegare l’abnorme risposta del sistema immunitario … Questo ciò che esattamente accade: […] tramite un errore evolutivo, il glutine viene interpretato dal nostro sistema immunitario come nemico, come parte di un batterio. Quindi reagiamo come quando siamo esposti ai batteri. Utilizziamo lo stesso tipo di armi. Ma siamo tutti esposti ai batteri ogni giorno. Siamo tutti impegnati in questa lotta. Pochissimi perdono questa lotta e sviluppano infezioni, molto pochi. La stessa storia si propone con il glutine. […]

Semplici ma efficaci parole per spiegare e dunque introdurre sulla scena dei disturbi glutine correlati, sempre più articolata e complessa, il terzo attore il cui ruolo sembra proprio essere di grande interesse: il MICROBIOMA!

Ok il terzo attore ma … che ruolo ha?

Da quello che abbiamo capito, le modifiche del microbioma da batteri “amichevoli” a batteri “bellicosi” è quello che può predisporre alla malattia celiaca o la sensibilità al glutine. Questo concetto è abbastanza rivoluzionario perché significherebbe che non sei nato per sviluppare la malattia celiaca, il cancro, la sensibilità al glutine, l’asma o le malattie autoimmuni. Hai la possibilità di svilupparle, ma questo potenziale si tradurrà in realtà solo da come l’ambiente inciderà suoi tuoi geni. Ed è il microbioma che trasmuta gli stimoli ambientali e che incide davvero sul nostro genoma.

Oggi ci fermiamo qui ma presto tornerò per discutere:
1. glutine e cervello
2. prevenire meglio curare: lo studio Celiac Disease Genomic Enviromental Microbiome and Metabolic Study.

DONNA e Celiachia

Ehi, Donna! Si, dico proprio a te donna, hai mai pensato di essere celiaca?

Anemia, Difficoltà di concepimento, Osteoporosi e altri piccoli/grandi sintomi – dei quali abbiamo parlato qualche giorno fa – potrebbero essere i campanelli di celiachia.

Se ne parlerà ad Expo il 2 settembre alle 11.30 c/o Spazio Donna – curato dal Ministero della Salute – a Padiglione Italia e promotore dell’incontro è l’Associazione Italiana Celiachia.

Recenti dati hanno evidenziato che 2 su 3 sono donne e 115.00 sono le celiache diagnosticate mentre 280.000 ignorano di esserlo!

celiachia_una_guida_img

Il tema Donna e Celiachia è affidato al Dottor Marco Silano, membro dell’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatore del Board Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia mentre di divezzamento parlerà invece la Dottoressa Elena Lionetti, membro del Board Scientifico AIC e autrice di un importante studio sull’alimentazione nel primo anno di vita dei bambini a rischio di sviluppare la celiachia.

Per l’occasione AIC ha realizzato una breve guida rivolta al grande pubblico e scaricabile gratuitamente in forma digitale QUI!