Summer School on Nutrigenomics

Si riprendono le attività dopo la pausa estiva con un importante evento a carattere internazionale di grande interesse scientifico! Mancano davvero pochi giorni ….

Sto parlando della Summer School on Nutrigenomics che si terrà presso l’Ateneo di Camerino nei giorni 1-4 settembre.

I dettagli del programma possono essere consultati QUI!

I lavori scientifici prenderanno il via lunedì 1 settembre alle ore 15.30 con il Prof. M Muller che terrà la plenary lecture dal titolo The use of molecular nutrition and nutrigenomics research to understand metabolic plasticity and health.

Saranno 4 giorni molto intensi non solo da un punto di vista scientifico ma anche conviviale e ludico e…. salutistico (!) sono infatti tante le attività previste. Lo scopo? Che la scuola non sia solo un momento culturalmente elevato ma anche una esperienza tutta da vivere!

Perché parlarne qui?
Perché durante la scuola – fortemente voluta e magistralmente organizzata dalla determinata professoressa R Gabbianelli (!) – mi è stato affidato il ruolo di curare gli aspetti nutrizionali in qualità di Health Nutrition Coach.

E’ stato infatti istituito un Local Nutritionist Team per curare dettagliatamente la scelta dei cibi e delle bevande che verranno proposte sia durante i coffee break che durante i pasti principali.

Scopo di tutto ciò è allineare quanto sarà minuziosamente ed in modo esaustivo spiegato in aula con nostra quotidianità. Sarà dunque possibile tradurre in pratica fin da subito tutte le più recenti novità in campo medico-scientifico che verranno presentate e discusse in aula in menù salutari, gustosi e colorati che verranno consumati all’insegna della convivialità e serenità…. mindful eating! è l’imperativo.

Un grazie particolare a tutti gli sponsor… per il gluten-free il grazie va a Dr Schar!

In chiusura un’altra particolarità … in sala ristoro ci sarà musica adeguata e poster che serviranno a creare ambiente. Un esempio?….. ecco i miei ☺

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Stop… ora vacanza!

Si, per qualche giorno – a partire da oggi – riposo!

Sfogliando e scartabellando ho trovato che…..
Ferragosto, ricorrenza che trova origine in Feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto.

Designava un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.

Dunque da brava ‘capisciona’ quale mi conoscete (!), prendo immediatamente spunto ed istituisco: Feriae Laetitiae (riposo di Letizia) ☺

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A tutti voi buon sereno riposo e/o ritorno alle proprie attività!

Costo, Prezzo e Valore

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No, non è una questione di lana caprina ne tanto meno una questione stilistica da Accademia della Crusca!

Spesso leggiamo e parliamo del costo dei prodotti ed in particolare di quelli gluten free. La critica mossa suona dura e asciutta: il prezzo è alto.

Certo innegabile è ciò che leggiamo nei cartellini tra gli scaffali e/o negli scontrini che infiliamo nelle nostre borse della spesa ma forse è necessario fare una riflessione … Quello che leggiamo è il costo, il prezzo o il valore?

Tutto nasce da un articolo -a firma C Petrini- che recentemente ho letto!

Oggi confuso è il concetto di low cost con quello di low price. Pagare poco/pochissimo 1Kg di prodotto alimentare sia di origine animale che vegetale, non significa che costa poco ma solo che ha un prezzo basso.

Un’agricoltura e/o un allevamento di piccola scala, ecosostenibile, eCologico, eGologico e capace di generare cicli produttivi chiusi in cui gli scarti possono essere riutilizzati come materie prime seconde, sicuramente ha prezzi più alti rispetto al convenzionale, ma costi complessivamente e certamente più bassi.

Un esempio chiarificatore? Eccolo…. Inghilterra: 2/3 dei polli venduti presso la GDO sarebbero contaminati da campylobacter (Guardian). La contaminazione avviene a causa della scarsa pulizia degli impianti di macellazione. Dunque una questione tecnica. NO, questione che la globalizzazione vuole tanta merce, bassi prezzi e tempi rapidi. Questo significa crescere un pollo a 3Kg in 32-40 giorni e macellarne circa 10.000-12.000 ora.

Certo il prezzo del pollo è basso ma il costo è altissimo.

Ci sono costi ambientali quali materie prime sprecate, antibiotici distribuiti che entrano nel ciclo dell’acqua, contaminazione del suolo… poi ci sono i costi sociali, in particolare quelli per la salute!

Dunque va scardinato il paradigma
prezzo basso = costo basso.

La nostra salute –mindfulness – ha un valore inestimabile e passa per ciò che mangiamo. Chi sacrificherebbe la propria mindfulness a vantaggio della competitività del prezzo?

Il basso prezzo nel punto vendita ha un alto costo sulla collettività. Bisogna cambiare radicalmente l’approccio ai consumi alimentari. A me piace la semplice quanto sagace saggezza di nonna: chi più spende, meno spende.

Alla luce di ciò credo sia doverosa una rivalutazione della frase ‘i prezzi sono alti’. Dobbiamo piuttosto cercare prodotti di qualità con prezzo alto e costo equo e valore inestimabile!

E’ doveroso educare e far comprendere che low price significa semplicemente che una parte dei costi li paga qualcun altro.

Essenza di Natura

Essenza di Natura, nome accattivante quanto furbetto (!) per indicare un dolcificante composto da una miscela 50:50 di fruttosio, ricavato dalla frutta, e eritritolo, ricavato dai cereali grazie ad un processo di fermentazione dello sciroppo di destrosio.

Rasserenatevi, ne parlo qui perchè è comunque … senza glutine e eprchè viste le potenzialità potrebbe essere un’ottima alternativa ai dolcificanti utilizzate dalle Aziende ☺

Entriamo così nel mondo dei dolcificanti: tema sempre scottante seppur dolce!

In genere classificati come dolcificanti naturali – quali saccarsio, miele, sciroppo d’acero, fruttosio, sorbitolo, mannitolo, stevioside…. e dolcificanti sintetici quali aspartame, acesulfame k, sucralosio, neoesperidina, saccarina….utilizzati in genere da tavola oppure come ingredienti negli alimenti light!

In realtà in base al ‘potere energetico’ parliamo di dolcificanti calorici nutritivi come saccarosio, fruttosio, lattosio, sorbitolo, xilitolo – presenti frequentemente nelle caramelle e gomme da masticare – e dolcificanti non calorici o intensivi come la saccarina, aspartame….per lo più considerati additivi alimentari e pertanto sottoposti a controlli per la sicurezza da parte dell’European Food Safety Authority (EFSA).

Ora l’elenco si allunga e arriva l’Essenza di Natura ma…. l’idea non sembra essere originale perché già nel 2006 in USA uscì Sweet Simplicity…. ma questa è un’altra storia!

Il recente studio che vede protagonista Essenza di Natura ha evidenziato:
- effetto quasi nullo sulla glicemia o per lo meno di scarsa rilevanza clinica;
- trigliceridemia e colesterolemia non significativamente alterate;
- un Indice Glicemico (IG) pari a 15, inferiore a quello stesso del fruttosio;
- buona palatabilità molto simile al saccarosio.

Rappresenta dunque una ottima alternativa ai dolcificanti che oggi conosciamo e siamo soliti leggere tra gli ingredienti dei prodotti confezionati. Date le sue peculiarità rappresenta davvero un buona alternativa e chissà che qualche Azienda del mercato gluten free o del mercato convenzionale vorrà sperimentarne l’utilizzo!

Occhio alle etichette …. ☺

Maaaa…. la matematica in questo caso sembra però poco andare d’accordo con l’economia… infatti:a fronte del 50% delle calorie in meno dello zucchero c’è il 1000% in più del prezzo dello stesso zucchero ☹

0.84 euro/Kg di zucchero vs 8,50-9,59 euro/kg di Essenza di Natura

Fonte: Effetti Metabolici di un nuovo dolcificante – A Romeo et al., ADI Magazine Vol XVIII n°2 – Nuova Serie Giugno 2014.

Senza glutine ogni tanto fa bene

E’ un paio di giorni.. forse anche 3… che campeggia sulla mia scrivania l’articolo di giornale che porta proprio questo titolo: Senza glutine ogni tanto fa bene. Ora ho deciso di condividere….

Ma che cosa significa?
Per chi va bene questa affermazione?

Tutti coloro che conoscono le reazioni avverse al glutine, cioè dall’allergia alla celiachia fino alla sensibilità al glutine non celiaca (GSNC), ‘senza glutine‘ è un imperativo per la vita e dunque… ‘ogni tanto’ NON esiste!

Si, è vero ci potrebbe essere una eccezione poiché chi vive la GSNC forse non deve seguire per tutta la vita il senza glutine ma solo per un periodo di tempo che può variare da 3-6 mesi a qualche anno; poi si torna all’alimentazione convenzionale. Ma certo è, che anche per loro non si può dire ‘ogni tanto’ perchè quando è, è sempre e quando non è, non è!

Proseguiamo nell’analisi… tutti coloro che non vivono tali reazioni avverse non hanno bisogno di far ricorso al senza glutine ne tantomeno ‘ogni tanto’
- Mangiare senza glutine non significa eliminare carboidrati e fibre
- Mangiare senza glutine non significa eliminare i cereali
- Mangiare senza glutine non significa mangiare leggero
- Mangiare senza glutine non significa essere alla moda
- Mangiare senza glutine non fa dimagrire!

Dunque perché privarsi di cibi derivati da cereali che, di contro hanno una componente proteica chiamata glutine?

Proseguendo nella lettura si arriva il testimonial… e questo devo ammettere che fa colpo… proprio in tutti i sensi ☺

Novak Djokovicconfesso che come tennista mi piace molto! – dichiara di essersi convertito a una dieta senza glutine sotto controllo sanitario sostenendo di averne avuto dei benefici evidenti al punto da diventare una star di questo stile alimentare.

Credo che questa frase si commenti da sola…. Il messaggio è semplicemente/magistralmente fuorviante.
Se Novak è celiaco o sensibile al glutine, certo che ha trovato giovamento eliminando il glutine… ma se non lo è, la sua performance in campo non è certo migliorata perché mangia senza glutine.

Al di la di tutto direi di prendere spunto per rinfrescare qualche raccomandazione utile:
1. consultarsi con il proprio medico nel momento in cui si avvertono sintomi di gonfiore addominale e/o altri disturbi gastrointestinali, stanchezza, spossatezza…
fare test diagnostici adeguati
2. iniziare una alimentazione senza glutine rigorosa, variata e moderata inizialmente accompagnati da un professionista per garantire una sana compliance alla terapia
3. pasta, pane e pizza non debbono mai mancare
4. aumentare il consumo dei tanti prodotti freschi e naturalmente senza glutine, soprattutto se di origine vegetale
5. i cereali storici quali riso e mais trovano oggi numerosi altri sostituti quali grano saraceno, sorgo, miglio, quinoa, sorgo, teff

Senza glutine sempre fa bene!

Senza glutine mai fa bene!

E … tu sei della ‘squadra’ del sempre o quella simpaticamente avversaria del mai

Può l’alimentazione senza glutine far perdere peso?

No, assolutamente no!

In questi giorni di simil-estate si va freneticamente alla ricerca di qualcosa – meglio detto miracolo – che possa far perdere peso immediatamente, così da poter sfoggiare un costume taglia 42 (meglio ancora se 40!)!

Si parla molto quest’anno di dieta senza glutine.
In una manciata di parole errori grossolani si affollano….leggende metropolitane si annidano….

Prima di tutto correggiamo il termine dieta. Siamo ormai tutti diventati bravini per sapere che dieta intende sia una corretta alimentazione che un sano stile di vita, cioè esprime un modus vivendi.

Alla luce di ciò senza glutine è l’alimentazione, cioè i nostri menù quotidiani devono essere composti con piatti – cibi – in cui la quantità di glutine – miscela proteica peculiare dei cereali quali frumento, segale, spelta, kamut, farro, orzo – è inferiore o uguale a 20 ppm.

Si, è bene sapere/ricordare che lo 0 matematico in natura – in questo caso in nutrizione – non esiste e dunque la frase ‘senza glutine’ indica un valore soglia che non scatena la reazione abnorme del sistema immunitario del soggetto celiaco con conseguente danno mucosale e riacutizzazione dei sintomi peculiari della celiachia e/o delle reazioni avverse al glutine quali sensibilità al glutine non celiaca.

Chiariti questi concetti diciamo che mangiare senza glutine NON fa dimagrire, NON fa perdere peso. Per perdere peso bisogna far altro… ad esempio tenere a bada la fame ☺ … come si fa?

In primo luogo il glutine, come poche righe sopra detto, è una proteina pertanto ha un elevato potere saziante.. questo aiuta a controllare la fame.
Si, le proteine sono un ottimo antidoto contro la fame grazie al loro peculiare elevato potere saziante e non solo (vedi tabella!). Tali macronutrienti sono in grado di sopprimere l’appetito e di promuovere il senso di sazietà.

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Che cos’è il potere saziante? Satiety Index (SI) è un parametro che indica la pienezza a breve termine (entro 2 ore) dopo il consumo di cibo. Scendiamo ancora di più nel pratico….
Gli alimenti che contengono elevate quantità di proteine, fibra alimentare e acqua hanno un maggior potere saziante, rispetto ai cibi con un contenuto di grassi maggiore. Gli alimenti ricchi di proteine quali pesce, carne, fagioli, lenticchie e uova e quelli ricchi di carboidrati quali pasta, riso, pane integrale e cereali per la prima colazione) sono quelli con il maggior potere saziante.

In secondo luogo togliere il glutine non significa togliere pane, pasta, pizza… significa sostituirli con analoghi alimentari ottenuti da cereali che non contengono glutine quali masi, riso, sorgo, miglio, grano saraceno….
I carboidrati in essi contenuti hanno la capacità di soddisfare la palatabilità e sopprimere l’appetito.

In terzo luogo non c’è nessuno studio scientifico che supporti l’idea che per perdere peso è necessario togliere i carboidrati dall’alimentazione quotidiana.

Per perdere peso basta ricordare/pensare che:

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PESO CORPOREO = CIO’ CHE INTRODUCO – CIO’ CHE SPENDO

Questa è la formula matematica – in barba al mero calcolo della calorie – che dobbiamo tenere in mente per togliere i chili di troppo.

Sapete cosa dico ai miei pazienti, soprattutto con grande successo tra le donne?
Se per mantenere in salute il vostro conto corrente dovete TANTO introdurre e POCO spendere – soprattutto in questo momento storico….
Per mantenere in salute il vostro corpo dovete essere MANI BUCATE.. spendete, spendete, spendete ☺

Provate e…. mangiate moderatamente tutto!

Il senza glutine? Ottima terapia per chi ha reazioni avverse al glutine!

La celiachia aumenta di 5 volte

Titolo sicuramente allarmante ma …… niente di nuovo sul fronte occidentale, parafrasando con il titolo del romanzo autobiografico di Remarque!

Musicalmente si sa: ogni estate ha il suo tormentone ma nella scienza dovrebbe essere un po’ diverso e invece no! Ecco allora che puntuale come non mai, arriva l’articolo sulla celiachia che denuncia … no, tranquilli nulla di nuovo. Vediamo!

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La frequenza -che ad onor del vero si chiama incidenza- è pari all’1% della popolazione generale.

Percentuale nota ormai da tempo ….(1)

Il numero dei casi è in aumento tra i bambini e ancora tanti celiaci rimangono senza diagnosi.

Anche questo è ben noto….

Si torna a parlare dell’utilità di screening per abbattere il ben noto rapporto di 1 su 3 casi diagnosticati su casi non diagnosticati. (3)

Ci si interroga sulle possibili cause dell’aumento dei casi portando come risposte la dieta ed i fattori ambientali.

Anche questo già noto….

L’articolo questa volta è stato pubblicato su J Pediatric Gastroenterology and Nutrition ma allora cosa porta di nuovo?

Quasi nulla….
La geografia della distribuzione della malattia.
Partita sappiamo dall’Europa ed dall’America oggi si diagnosticano casi anche nella parte orientale, in Nord Africa fino in Medio Oriente. Nell’area Asia-Pacifico l’epidemiologia è ancora confinata nella cosiddetta ”cintura celiaca”, cioè l’area settentrionale dell’India. (2)

L’introduzione del glutine. Sembra che se introdotto dai 4 mesi di vita, in piccole quantità possa proteggere dall’insorgenza della celiachia.

Dunque nessun allarme, nessuna novità strabiliante quanto piuttosto conferme e ancora punti interrogativi attivi su argomenti di grande interesse quali l’importanza di uno screening, le vere cause dell’aumento dei casi (fattori ambinetali quali?) e l’efficacia dell’introduzione del glutine precocemente o no.

Speriamo presto di leggere qualcosa di nuovo a tal proposito!

L’Evoluzione del farmacista: da speziale a farmacista 7.03!

Nel giro di pochi anni la professione del farmacista ha avuto una evoluzione rapida quanto intrigante… e permettetemi di spingervi educatamente ad un sorriso parafrasando su… farmacista 7.03, cioè il farmacista da figura tradizionale diventa quella evoluta di ultima generazione ☺

Oggi il farmacista è adherence coach.
Cosa vuol dire?
Non venderà più i farmaci?
Lo ha sempre fatto … perfino Omero nell’Odissea introduce il termine ‘farmaco’ …. e allora? Calma… No, non è questo che significa.

Il farmacista continuerà a rimanere nella sua farmacia ma non sarà più un luogo di transito…
Il farmacista continuerà a dispensare il farmaco ma non lo farà più in modo quasi passivo….

Cronologicamente tutto comincia nel secolo XIII durante il quale la figura dello speziale finalmente si affranca da quella del medico.

Lo speziale da species (merce rara, spezie) era il venditore di spezie e l’apoteca era la parte della casa in cui si conservano cibi e vino, esteso ripostiglio, la bottega.

Tutto si definisce ancora meglio quando Federico II (lo racconto con una punta di soddisfazione come cittadini della sua città natale: Jesi!) – sovrano illuminato e colto e grande mecenate che volle la promozione delle scienze, delle lettere e della filosofia – regolamentò sia la professione medica che quella del farmacista. Con la fondazione della Scuola salernitana delineò le strade separate del medico e del farmacista o come dice il testo statutario degli aromatari (da aroma, sostanza di odore e sapore gradevoli) venditore di aromi.

Ma oggi?
Numerosi quanto recenti studi nazionali ed internazionali hanno evidenziato che i pazienti non seguono le terapie prescritte. La mancanza di aderenza (tecnicamente definita compliance) a quanto prescritto dal medico porta serie conseguenze quali peggioramento delle condizioni di salute, comparsa di co-morbidità fino alla necessità di ospedalizzazione fino al decesso. Questo rappresenta dunque un serio problema sanitario e di salute pubblica.

Diventa necessario – parlando di meccanismo d’azione di un farmaco – non più focalizzarsi solo sulla chimica, sulla biologia e/o sulla fisiologia quanto piuttosto spostare l’attenzione sulle scienze umane. Si, proprio così… le scienze umane!

Il pz. interagisce con la terapia prescritta non solo con la sua biochimica interna ma anche con il suo comportamento, con le sue abitudini ed i suoi errori inficiando così il risultato, comunemente detto guarigione!

Ecco allora che il farmacista è la figura pivot! E’ il farmacista che day-by-day incontra il pz., colloquia con lui, lo sostiene, lo informa …. ascolta!

Questo significa che oggi farmacista è adherence coach.

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Il farmacista crea con il pz una relazione facilitante ed efficace focalizzando l’attenzione sulla persona e non sul problema. Questo si traduce e si realizza con l’Accogliere – l’Ascoltare – l’Allearsi e l’essere Autentici.

In tale clima il colloquio diventa personale, su misura, incentrato sulla scoperta e costruzione della consapevolezza e fondamentale per migliorare la complieance alla terapia portando il pz all’eccellenza, cioè alla mindfulness!

Fonte: The evolving role of the pharmcist as adherence coach

Cereali, cereali delle mie brame..

Essì.. cereali delle mie brame … così importanti eppure così pericolosi!

Per tutti?
Importanti sicuramente SI mentre pericolosi solo per alcuni ma…. basta saper scegliere!
Gli alcuni sono coloro che risultano essere intolleranti al glutine, la componente proteica che si forma durante l’impasto dalle frazioni proteiche presenti nella cariosside e dunque negli sfarinati.

Ce ne sono comunque veramente per tutti i gusti, infatti i cereali appartengono alla famiglia delle Graminacee che include circa 500 generi e ben 5000 le specie. Ci sono cereali tradizionali (frumento, orzo, riso, mais), cereali minori (teff, miglio, fonio, chia) e pesudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa) fino ai cereali senza glutine (riso, mais, grano saraceno, amaranto, sorgo, miglio).

Per tutti, vale il consiglio di scegliere cereali integrali. Perché?

Recenti studi hanno evidenziato infatti come questi prodotti vegetali siano in grado di giocare un importante ruolo protettivo nei confronti di neoplasie, patologie cardiovascolari, diabete ed obesità… soprattutto quando integrali perché particolarmente ricchi di phytocomposti!

I cereali integrali sono infatti….
… fonte concentrata di fibra alimentare che raggiunge l’intestino dove viene fermentata producendo acidi grassi a corta catena in grado di abbassare il pH, essere fonte di energia per i colonociti ed infine abbassare i grassi nel sangue;
…. ricchi di antiossidanti, che includono tracce di minerali e composti fenolici, in grado di prevenire numerose patologie.
…. in grado di mediare/modulare la risposta insulina-glucosio. Inoltre abbassando l’IG giocano un ruolo fondamentale nel diabete, obesità ma anche sul rischio di tumore colon-retto.
…. fondamentale fonte di tanti altri composti quali fitati, fito-estrogeni (lignani), stanoli e steroli, vitamine e minerali.

I numerosi composti citati hanno effetti positivi sulla salute … questo lo slogan declinabile anche in versione gluten free!

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Come mangiarne? Quanti mangiarne? questo per essere pratici!
I cereali difficilmente entrano nella nostra alimentazione mediterranea quotidiana tal quali quanto piuttosto sottoforma di pasta, pane, pizza, trasformati dolci e salati.

Quanti mangiarne? Siamo alle solite.. mi piace poco la matematica (!) comunque…. Nei nostri menù i cereali rappresentano il 60% del fabbisogno calorico. Tale percentuale si può raggiungere con 1-2 fette di pane a colazione, 60-70g di pasta o riso a pranzo e 2-3 fette di pane a cena. Si possono anche aggiungere 1-2 fette di pane come spuntino.
Sarebbe bene evitare di consumare cereali, in particolare pasta o riso come fonte di carboidrati, nel pasto serale per evitare effetti indesiderati sul metabolismo durante il riposo notturno…. ne riparleremo!

La pizza? Sicuramente 1 volta a settimana scegliendola a base vegetale e dove serve/per chi serve… gluten-free :)

Gluten friendly

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Ne avete sentito parlare? E’ il grano amico dei celiaci e di tutti coloro che vivono reazioni avverse al frumento.

E’ la nuova frontiera della ricerca e a lanciare la sfida è la dottoressa Carmen LAMACCHIA, ricercatore e professore aggregato del Dipartimento di Scienze Agrarie degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia.

Vediamo qualche dettaglio? Una scoperta tutta italiana che apre nuove prospettive nell’alimentazione gluten free. Si parla di un trattamento detossificante della cariosside (per gli amici: chicco!) di frumento. Il chicco viene idratato e trattato per pochi secondi con micro-onde.

Sappiamo bene che nella cariosside glutine non c’è quanto piuttosto troviamo le componenti proteiche che poi in fase d’impasto, vanno a formare il glutine. In tale situazione dunque le proteine – glutenine e gliadine- vengono modificate in modo tale da risultare tollerabili dal celiaco, gluten friendly. La ricerca ha infatti dimostrato che così trattate hanno una ridotta capacità di indurre quell’abnorme reazione del sistema immunitario peculiare della celiachia pur mantenendo inalterate le proprietà visco-elastiche dell’impasto.

Le prove non sono ancora finite: occorrerà uno studio multicentrico per trovare conferma della risposta anche in vivo, inserendo prodotti a base del nuovo frumento nella dieta dei celiaci. Per ora le farine ottenute da cariossidi trattate di grano duro e tenero e poi utilizzate per la produzione di pasta e pane hanno dato ottimi soddisfacenti.

Non è escluso, inoltre, che questo metodo di detossificazione possa essere applicato con successo a tutti i cereali contenenti proteine del glutine: come l’avena, l’orzo, la segale. Questa è la frase della dottoressa Lamacchia che pone buone basi per un ulteriore arricchiemnto/ampliamento dell’alimentazione gluten free.

Quali sono state le prime reazioni?
L’Associazione Italiana Celiachia ATTENDE ulteriori riscontri prima di sbilanciarsi.

Le Aziende HANNO GIA’ PRESO contatti con i ricercatori foggiani.

La mia …. SEGUIRE con grande interesse per… nutrire cervello e stomaco con gluten friendly ☺

Fonte: Gluten Friendly, importante ricerca all’Università di Foggia