Comunicazione e EXPO2015

Dal 5 aprile è partita la terza fase di comunicazione.

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La prima fase ha rivelato le molteplici anime del cibo e il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
La seconda fase ha raccontato l’esperienza del visitatore e le numerose opportunità che lo aspettano tra architetture d’avanguardia e frutti giganti da cavalcare.

Con la terza fase…
… il mondo si sta preparando a incontrare il mondo.

Il viaggio imperdibile e irripetibile tra i popoli arrivati da vicino e da lontano per offrire e far conoscere i loro cibi, le loro culture, le loro tradizioni e i loro spettacoli. Un’avventura tutta da vivere … anche gluten free!

Ecco il VIDEO… Buona visione!

Expo 2015 … un invito davvero speciale!

Si, proprio tutto vero… ho ricevuto un invito per partecipare ad EXPO2015 :)

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EXPO2015 l’evento dell’anno che tra 26 giorni, esattamente il 1 maggio aprirà le porte ai numerosissimi visitatori da tutto il mondo.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è il Tema della manifestazione.

Circa 870 milioni di persone denutrite vs 2.8 milioni di persone che muoiono per malattie legate all’alimentazione scorretta per eccesso di cibo. A questo si aggiunge un altro allarmante dato: ogni anno circa 1.3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato.

I tempi sono maturi per fermarsi e riflettere per poi AGIRE!

In questa cornice ci sarò anche io in qualità di moderatrice.

Una grande emozione!… una grandissima soddisfazione… coronamento di un sogno!

Tutto inizia con una mail arrivata nella mia casella di posta elettronica il 26 marzo… queste le gentili parole d’invito:
Gentile Dr.ssa Saturni,
La contatto nella sua qualifica di esperta di Celiachia nonché per le sue doti comunicative, vedo spesso il suo blog.
In occasione di Expo 2015 mi è stato chiesto di organizzare una giornata dedicata alla ricerca sul tema …. La giornata si svolgerà il 10 Luglio ed avrà come titolo: Novel food e Celiachia.
Considerata l’ampia visibilità ed importanza dell’iniziativa è stato naturale per me pensare a lei come moderatrice dell’evento….

Ripeto… grande emozione!

Mi piacere ricordare che … neofita della biologia , neofita della scienza della alimentazione ai miei primi convegni guardavo con grande ammirazione i prof che moderavano le sessioni … ero piena di stupore quando il mio prof mi raccontava di essere stato convocato per la sua fama … bhè ora è accaduto a me ☺

Sono pronta, anzi prontissima a vivere tutta d’un fiato questa esperienza… dunque caro il mio web-blog sarai ottimo compagno di viaggio per aggiornamenti costanti e continui, per ricevere suggerimenti e spunti, per condividere tutto ciò accadrà passo dopo passo.

Pronti si comincia!

Novel Food e Celiachia è il titolo della giornata che si terrà il 10 luglio.

L’evento ha lo scopo di portare l’attenzione sulla celiachia ma anche su i disturbi glutine correlati con particolare attenzione sulle recenti acquisizioni della ricerca biotecnologica nel settore dell’alimentazione.

Sede dell’evento sarà padiglione Piazza Irpinia localizzato lungo il Cardo e nei pressi di Piazza Italia. Due sono gli orari: ore 11.00 ed ore 18.00

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I partecipanti coinvolti nel corso della giornata sono:
- i principali attori della ricerca italiana su questo tema:
Mauro Rossi (ISA-CNR)
Antonio Picarelli (Università La Sapienza Roma)
Luca Elli (Policlinico Milano)
Luigi Greco (Università Federico II di Napoli)
Marco Gobbetti (Università di Bari)
Marco Silano, (ISS Roma)
Carmela Lamacchia (Università di Foggia)

- i responsabili dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC)
Rossella Valmarana (Presidente AIC Lombardia)
Caterina Pilo (Direttore Generale di AIC Nazionale)

- un famoso testimonial AIC – Daniele Bossari

- un noto chef del gluten free – Marcello Ferrarini
Il dibattito coinvolgerà inoltre i web-blog del gluten free grazie alla attività di moderatore della dr.ssa Saturni, importante specialista del settore.

E’ un eccellente parterre di relatori… riuscirò a tenerLi a bada ?!?!

A spasso tra i cereali

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I cereali e i derivati – base dell’Alimentazione Mediterranea – ormai ben sappiamo che non a tutti sono permessi. Stiamo parlando dei celiaci componenti attivi (!) del popolo -in costante recente crescita- di coloro che vivono i disturbi glutine correlati.

Il colpevole delle loro reazioni avverse è il glutine – miscela proteica peculiare di alcuni cereali. Molti di più sono però i cereali privi di glutine che rendono l’alimentazione di questi soggetti comunque variegata, gustosa e non carente di nessun nutriente.

Pochi giorni fa – grazie ad una veloce intervista per un articolo sulla rivista OGGI – ho avuto occasione di rispolverare l’elenco dei cereali naturalmente senza glutine. Abbiamo così parlato di RISO – SORGO – TEFF – MIGLIO – AMARANTO – QUINOA e MANIOCA.

La prima cosa che è emersa è l’esigenza di ….. fare un po di ordine in dispensa!

Sebbene se ne parla da tempo c’è ancora confusione e allora partiamo proprio da qui….
Riso e Sorgo sono cereali tradizionali anzi direi meglio che il riso è uno dei cereali storici, insieme al mais, dell’alimentazione senza glutine. Grazie alla globalizzazione e all’apertura delle frontiere anche il riso ha aumentato però le sue potenzialità. Lo troviamo infatti oggi anche nelle sue varietà ‘rosso‘ e ‘nero‘. Dunque anche qui c’è qualcosa di nuovo!

Teff e Miglio fanno invece parte di quei cereali definiti minori; non certo per la loro scarsa importanza quanto piuttosto perchè coltivati solo in piccole aree del nostro Pianeta.

Amaranto e Quinoa, insieme al Grano saraceno, fanno invece parte dei pseudocereali, cioè piante che racchiudono caratteristiche dei cereali e di altre specie vegetali. Ad esempio la Quinoa è una pianta della stessa famiglia degli spinaci e della barbabietola!

Infine la Manioca un tubero – Manihot esculenta Crantz – coltivato in Sud America e in India. Simile alla patata anche nel suo utilizzo. A tal proposito è bene subito chiarire che manioca non è da utilizzare come sinonimo di Tapioca. Quest’ultima è infatti la farina che si ottiene dal tubero della manioca.

Da qui partiremo per guardare qualche caratteristica dei singoli cereali nominati. Lascio volentieri a voi la scelta… da quale volete partire? chi volete conoscere meglio?

Dieta gluten free non è poi così salutare!

Titolo provocatorio!

Sappiamo ormai tutti molto bene che una alimentazione priva di glutine e per tutta la vita è l’unica terapia per il celiaco. Sappiamo anche bene che la stessa alimentazione senza glutine è sollievo per chi vive la sensibilità al glutine non celiaca. Ma in questo ultimo caso non sappiamo ancora per quanto tempo tale terapia deve essere seguita.

Ora su J Med Food è stato pubblicato un articolo Functional and Metabolic Disorders in Celiac Disease: New Implications for Nutritional Treatment che punta i riflettori sulla correttezza di tale alimentazione portando l’attenzione su alcuni aspetti …. Vediamoli!

Gli autori affermano che ‘una dieta così restrittiva può NON essere adeguata per evitare complicazioni legate alla malattia’.

A mio modo di vedere è una affermazione abbastanza forte e poco corretta e tra l’altro aggiunge poco di nuovo. Sappiamo infatti bene che l’alimentazione gluten free elimina l’infiammazione a livello intestinale ripristinandone la sua funzionalità, ma se tale alimentazione non viene seguita correttamente le principali conseguenze sono:
1. ritorno del danno mucosale
2. alterazioni degli apporti nutrizionali: troppi grassi, troppi zuccheri semplici, poca fibra alimentare e basso introito di phytocomposti!

Gli autori continuano sottolineando come l’alimentazione senza glutine porta ad una serie di accidenti quali la diminuzione della funzionalità della colecisti e del pancreas, un aumento della permeabilità intestinale oltre che una compromissione del metabolismo del glucosio e di quello lipidico nonché della secrezione di insulina. Tale alterato quadro, sempre secondo gli autori, è responsabile del sovrappeso e dell’obesità.

Opinabile… NON è l’alimentazione gluten free restrittiva la causa di tutto ciò che è stato descritto sicuramente in modo corretto.
Tale situazione descritta, prima di tutto è peculiare di tutta la popolazione, e dunque anche dei celiaci perchè attualmente l’alimentazione è troppo ricca di prodotti confezionati, di prodotti di origine animale e di contro fortemente carente di prodotti di origine vegetale. Dunque non è una peculiarità della alimentazione gluten free!

La conclusione dell’articolo?
Gli autori formulano raccomandazioni -a mio modo di vedere- molto suggestive:
1. la dieta senza glutine per tutta la vita deve essere accompagnata da una corretta supplementazione di nutrienti
2. deve essere usata cautela nell’uso dell’olio fritto
3. gli oli ed i prodotti vegetali sono in grado di stimolare la cistifellea per promuovere l’assorbimento.

Personalmente credo che
1. il sovrappeso e l’obesità del soggetto celiaco a dieta gluten free siano dovuti all’eccesso di consumo di prodotti confezionati e alla scarsa attività fisica. Situazione questa, come già detto, che accomuna celiaci e non;
2. la supplementazione (per altro con altri prodotti di sintesi!) credo sia da sostituire con l’invito ad aumentare il consumo di prodotti freschi naturalmente privi di glutine quali frutta, verdura, legumi, cereali (gluten free!) e derivati…;
3. l’olio fritto è sicuramente da evitare da parte di tutti
4. l’olio di oliva e prodotti di origine vegetale sono in grado di dare un importante contributo alla salute del soggetto!

E voi cosa ne pensate? Via ai commenti…..

Summer School on Nutrigenomics

Si riprendono le attività dopo la pausa estiva con un importante evento a carattere internazionale di grande interesse scientifico! Mancano davvero pochi giorni ….

Sto parlando della Summer School on Nutrigenomics che si terrà presso l’Ateneo di Camerino nei giorni 1-4 settembre.

I dettagli del programma possono essere consultati QUI!

I lavori scientifici prenderanno il via lunedì 1 settembre alle ore 15.30 con il Prof. M Muller che terrà la plenary lecture dal titolo The use of molecular nutrition and nutrigenomics research to understand metabolic plasticity and health.

Saranno 4 giorni molto intensi non solo da un punto di vista scientifico ma anche conviviale e ludico e…. salutistico (!) sono infatti tante le attività previste. Lo scopo? Che la scuola non sia solo un momento culturalmente elevato ma anche una esperienza tutta da vivere!

Perché parlarne qui?
Perché durante la scuola – fortemente voluta e magistralmente organizzata dalla determinata professoressa R Gabbianelli (!) – mi è stato affidato il ruolo di curare gli aspetti nutrizionali in qualità di Health Nutrition Coach.

E’ stato infatti istituito un Local Nutritionist Team per curare dettagliatamente la scelta dei cibi e delle bevande che verranno proposte sia durante i coffee break che durante i pasti principali.

Scopo di tutto ciò è allineare quanto sarà minuziosamente ed in modo esaustivo spiegato in aula con nostra quotidianità. Sarà dunque possibile tradurre in pratica fin da subito tutte le più recenti novità in campo medico-scientifico che verranno presentate e discusse in aula in menù salutari, gustosi e colorati che verranno consumati all’insegna della convivialità e serenità…. mindful eating! è l’imperativo.

Un grazie particolare a tutti gli sponsor… per il gluten-free il grazie va a Dr Schar!

In chiusura un’altra particolarità … in sala ristoro ci sarà musica adeguata e poster che serviranno a creare ambiente. Un esempio?….. ecco i miei ☺

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Stop… ora vacanza!

Si, per qualche giorno – a partire da oggi – riposo!

Sfogliando e scartabellando ho trovato che…..
Ferragosto, ricorrenza che trova origine in Feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto.

Designava un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.

Dunque da brava ‘capisciona’ quale mi conoscete (!), prendo immediatamente spunto ed istituisco: Feriae Laetitiae (riposo di Letizia) ☺

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A tutti voi buon sereno riposo e/o ritorno alle proprie attività!

Costo, Prezzo e Valore

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No, non è una questione di lana caprina ne tanto meno una questione stilistica da Accademia della Crusca!

Spesso leggiamo e parliamo del costo dei prodotti ed in particolare di quelli gluten free. La critica mossa suona dura e asciutta: il prezzo è alto.

Certo innegabile è ciò che leggiamo nei cartellini tra gli scaffali e/o negli scontrini che infiliamo nelle nostre borse della spesa ma forse è necessario fare una riflessione … Quello che leggiamo è il costo, il prezzo o il valore?

Tutto nasce da un articolo -a firma C Petrini- che recentemente ho letto!

Oggi confuso è il concetto di low cost con quello di low price. Pagare poco/pochissimo 1Kg di prodotto alimentare sia di origine animale che vegetale, non significa che costa poco ma solo che ha un prezzo basso.

Un’agricoltura e/o un allevamento di piccola scala, ecosostenibile, eCologico, eGologico e capace di generare cicli produttivi chiusi in cui gli scarti possono essere riutilizzati come materie prime seconde, sicuramente ha prezzi più alti rispetto al convenzionale, ma costi complessivamente e certamente più bassi.

Un esempio chiarificatore? Eccolo…. Inghilterra: 2/3 dei polli venduti presso la GDO sarebbero contaminati da campylobacter (Guardian). La contaminazione avviene a causa della scarsa pulizia degli impianti di macellazione. Dunque una questione tecnica. NO, questione che la globalizzazione vuole tanta merce, bassi prezzi e tempi rapidi. Questo significa crescere un pollo a 3Kg in 32-40 giorni e macellarne circa 10.000-12.000 ora.

Certo il prezzo del pollo è basso ma il costo è altissimo.

Ci sono costi ambientali quali materie prime sprecate, antibiotici distribuiti che entrano nel ciclo dell’acqua, contaminazione del suolo… poi ci sono i costi sociali, in particolare quelli per la salute!

Dunque va scardinato il paradigma
prezzo basso = costo basso.

La nostra salute –mindfulness – ha un valore inestimabile e passa per ciò che mangiamo. Chi sacrificherebbe la propria mindfulness a vantaggio della competitività del prezzo?

Il basso prezzo nel punto vendita ha un alto costo sulla collettività. Bisogna cambiare radicalmente l’approccio ai consumi alimentari. A me piace la semplice quanto sagace saggezza di nonna: chi più spende, meno spende.

Alla luce di ciò credo sia doverosa una rivalutazione della frase ‘i prezzi sono alti’. Dobbiamo piuttosto cercare prodotti di qualità con prezzo alto e costo equo e valore inestimabile!

E’ doveroso educare e far comprendere che low price significa semplicemente che una parte dei costi li paga qualcun altro.

Essenza di Natura

Essenza di Natura, nome accattivante quanto furbetto (!) per indicare un dolcificante composto da una miscela 50:50 di fruttosio, ricavato dalla frutta, e eritritolo, ricavato dai cereali grazie ad un processo di fermentazione dello sciroppo di destrosio.

Rasserenatevi, ne parlo qui perchè è comunque … senza glutine e eprchè viste le potenzialità potrebbe essere un’ottima alternativa ai dolcificanti utilizzate dalle Aziende ☺

Entriamo così nel mondo dei dolcificanti: tema sempre scottante seppur dolce!

In genere classificati come dolcificanti naturali – quali saccarsio, miele, sciroppo d’acero, fruttosio, sorbitolo, mannitolo, stevioside…. e dolcificanti sintetici quali aspartame, acesulfame k, sucralosio, neoesperidina, saccarina….utilizzati in genere da tavola oppure come ingredienti negli alimenti light!

In realtà in base al ‘potere energetico’ parliamo di dolcificanti calorici nutritivi come saccarosio, fruttosio, lattosio, sorbitolo, xilitolo – presenti frequentemente nelle caramelle e gomme da masticare – e dolcificanti non calorici o intensivi come la saccarina, aspartame….per lo più considerati additivi alimentari e pertanto sottoposti a controlli per la sicurezza da parte dell’European Food Safety Authority (EFSA).

Ora l’elenco si allunga e arriva l’Essenza di Natura ma…. l’idea non sembra essere originale perché già nel 2006 in USA uscì Sweet Simplicity…. ma questa è un’altra storia!

Il recente studio che vede protagonista Essenza di Natura ha evidenziato:
- effetto quasi nullo sulla glicemia o per lo meno di scarsa rilevanza clinica;
- trigliceridemia e colesterolemia non significativamente alterate;
- un Indice Glicemico (IG) pari a 15, inferiore a quello stesso del fruttosio;
- buona palatabilità molto simile al saccarosio.

Rappresenta dunque una ottima alternativa ai dolcificanti che oggi conosciamo e siamo soliti leggere tra gli ingredienti dei prodotti confezionati. Date le sue peculiarità rappresenta davvero un buona alternativa e chissà che qualche Azienda del mercato gluten free o del mercato convenzionale vorrà sperimentarne l’utilizzo!

Occhio alle etichette …. ☺

Maaaa…. la matematica in questo caso sembra però poco andare d’accordo con l’economia… infatti:a fronte del 50% delle calorie in meno dello zucchero c’è il 1000% in più del prezzo dello stesso zucchero ☹

0.84 euro/Kg di zucchero vs 8,50-9,59 euro/kg di Essenza di Natura

Fonte: Effetti Metabolici di un nuovo dolcificante – A Romeo et al., ADI Magazine Vol XVIII n°2 – Nuova Serie Giugno 2014.

Senza glutine ogni tanto fa bene

E’ un paio di giorni.. forse anche 3… che campeggia sulla mia scrivania l’articolo di giornale che porta proprio questo titolo: Senza glutine ogni tanto fa bene. Ora ho deciso di condividere….

Ma che cosa significa?
Per chi va bene questa affermazione?

Tutti coloro che conoscono le reazioni avverse al glutine, cioè dall’allergia alla celiachia fino alla sensibilità al glutine non celiaca (GSNC), ‘senza glutine‘ è un imperativo per la vita e dunque… ‘ogni tanto’ NON esiste!

Si, è vero ci potrebbe essere una eccezione poiché chi vive la GSNC forse non deve seguire per tutta la vita il senza glutine ma solo per un periodo di tempo che può variare da 3-6 mesi a qualche anno; poi si torna all’alimentazione convenzionale. Ma certo è, che anche per loro non si può dire ‘ogni tanto’ perchè quando è, è sempre e quando non è, non è!

Proseguiamo nell’analisi… tutti coloro che non vivono tali reazioni avverse non hanno bisogno di far ricorso al senza glutine ne tantomeno ‘ogni tanto’
- Mangiare senza glutine non significa eliminare carboidrati e fibre
- Mangiare senza glutine non significa eliminare i cereali
- Mangiare senza glutine non significa mangiare leggero
- Mangiare senza glutine non significa essere alla moda
- Mangiare senza glutine non fa dimagrire!

Dunque perché privarsi di cibi derivati da cereali che, di contro hanno una componente proteica chiamata glutine?

Proseguendo nella lettura si arriva il testimonial… e questo devo ammettere che fa colpo… proprio in tutti i sensi ☺

Novak Djokovicconfesso che come tennista mi piace molto! – dichiara di essersi convertito a una dieta senza glutine sotto controllo sanitario sostenendo di averne avuto dei benefici evidenti al punto da diventare una star di questo stile alimentare.

Credo che questa frase si commenti da sola…. Il messaggio è semplicemente/magistralmente fuorviante.
Se Novak è celiaco o sensibile al glutine, certo che ha trovato giovamento eliminando il glutine… ma se non lo è, la sua performance in campo non è certo migliorata perché mangia senza glutine.

Al di la di tutto direi di prendere spunto per rinfrescare qualche raccomandazione utile:
1. consultarsi con il proprio medico nel momento in cui si avvertono sintomi di gonfiore addominale e/o altri disturbi gastrointestinali, stanchezza, spossatezza…
fare test diagnostici adeguati
2. iniziare una alimentazione senza glutine rigorosa, variata e moderata inizialmente accompagnati da un professionista per garantire una sana compliance alla terapia
3. pasta, pane e pizza non debbono mai mancare
4. aumentare il consumo dei tanti prodotti freschi e naturalmente senza glutine, soprattutto se di origine vegetale
5. i cereali storici quali riso e mais trovano oggi numerosi altri sostituti quali grano saraceno, sorgo, miglio, quinoa, sorgo, teff

Senza glutine sempre fa bene!

Senza glutine mai fa bene!

E … tu sei della ‘squadra’ del sempre o quella simpaticamente avversaria del mai

Può l’alimentazione senza glutine far perdere peso?

No, assolutamente no!

In questi giorni di simil-estate si va freneticamente alla ricerca di qualcosa – meglio detto miracolo – che possa far perdere peso immediatamente, così da poter sfoggiare un costume taglia 42 (meglio ancora se 40!)!

Si parla molto quest’anno di dieta senza glutine.
In una manciata di parole errori grossolani si affollano….leggende metropolitane si annidano….

Prima di tutto correggiamo il termine dieta. Siamo ormai tutti diventati bravini per sapere che dieta intende sia una corretta alimentazione che un sano stile di vita, cioè esprime un modus vivendi.

Alla luce di ciò senza glutine è l’alimentazione, cioè i nostri menù quotidiani devono essere composti con piatti – cibi – in cui la quantità di glutine – miscela proteica peculiare dei cereali quali frumento, segale, spelta, kamut, farro, orzo – è inferiore o uguale a 20 ppm.

Si, è bene sapere/ricordare che lo 0 matematico in natura – in questo caso in nutrizione – non esiste e dunque la frase ‘senza glutine’ indica un valore soglia che non scatena la reazione abnorme del sistema immunitario del soggetto celiaco con conseguente danno mucosale e riacutizzazione dei sintomi peculiari della celiachia e/o delle reazioni avverse al glutine quali sensibilità al glutine non celiaca.

Chiariti questi concetti diciamo che mangiare senza glutine NON fa dimagrire, NON fa perdere peso. Per perdere peso bisogna far altro… ad esempio tenere a bada la fame ☺ … come si fa?

In primo luogo il glutine, come poche righe sopra detto, è una proteina pertanto ha un elevato potere saziante.. questo aiuta a controllare la fame.
Si, le proteine sono un ottimo antidoto contro la fame grazie al loro peculiare elevato potere saziante e non solo (vedi tabella!). Tali macronutrienti sono in grado di sopprimere l’appetito e di promuovere il senso di sazietà.

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Che cos’è il potere saziante? Satiety Index (SI) è un parametro che indica la pienezza a breve termine (entro 2 ore) dopo il consumo di cibo. Scendiamo ancora di più nel pratico….
Gli alimenti che contengono elevate quantità di proteine, fibra alimentare e acqua hanno un maggior potere saziante, rispetto ai cibi con un contenuto di grassi maggiore. Gli alimenti ricchi di proteine quali pesce, carne, fagioli, lenticchie e uova e quelli ricchi di carboidrati quali pasta, riso, pane integrale e cereali per la prima colazione) sono quelli con il maggior potere saziante.

In secondo luogo togliere il glutine non significa togliere pane, pasta, pizza… significa sostituirli con analoghi alimentari ottenuti da cereali che non contengono glutine quali masi, riso, sorgo, miglio, grano saraceno….
I carboidrati in essi contenuti hanno la capacità di soddisfare la palatabilità e sopprimere l’appetito.

In terzo luogo non c’è nessuno studio scientifico che supporti l’idea che per perdere peso è necessario togliere i carboidrati dall’alimentazione quotidiana.

Per perdere peso basta ricordare/pensare che:

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PESO CORPOREO = CIO’ CHE INTRODUCO – CIO’ CHE SPENDO

Questa è la formula matematica – in barba al mero calcolo della calorie – che dobbiamo tenere in mente per togliere i chili di troppo.

Sapete cosa dico ai miei pazienti, soprattutto con grande successo tra le donne?
Se per mantenere in salute il vostro conto corrente dovete TANTO introdurre e POCO spendere – soprattutto in questo momento storico….
Per mantenere in salute il vostro corpo dovete essere MANI BUCATE.. spendete, spendete, spendete ☺

Provate e…. mangiate moderatamente tutto!

Il senza glutine? Ottima terapia per chi ha reazioni avverse al glutine!